Diplomazia

Ue sanziona i mercenari russi del Wagner Group

Continuano le tensioni per la presenza militare russa sul confine. Il Cremlino apre a un dialogo con gli Usa, mentre l’Ue studia ritorsioni

Monito da Nato e Ue alla Russia: pagherà caro se attacca Ucraina

4' di lettura

I ministri degli esteri Ue hanno adottato una serie di sanzioni contro il Wagner Group, la società basata in Russia che fornisce mercenari. Sotto tiro 8 persone e tre entità connesse. Il Wagner Group ha reclutato, addestrato e inviato operativi militari in zone di conflitto nel mondo (Libia compresa) “per alimentare la violenza, depredare le risorse naturali e intimidire i civili in violazione del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale sui diritti umani”, indica il Consiglio Ue. Secondo i ministri il gruppo è coinvolto in attività di “destabilizzazione” e violazione dei diritti umani in Libia, Mali, Siria e Ucraina.

Il governo russo ha sempre detto di non aver nulla a che vedere con Wagner, tuttavia l'opinione europea è di avviso contrario. Il Consiglio Ue indica che le persone sotto sanzioni sono coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani, comprese torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, o in attività destabilizzanti in alcuni dei paesi in cui operano, tra cui Libia, Siria, Ucraina (Donbas) e Repubblica Centrafricana. Il gruppo “sta diffondendo la sua influenza maligna anche altrove, in particolare nella regione del Sahel. Per questi motivi il gruppo costituisce una minaccia per le persone nei Paesi in cui sono presenti, la regione più ampia e per l’Unione europea”. Le sanzioni consistono nel congelamento degli asset detenuti nella Ue, nel divieto di ingresso nell'Unione.

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La condanna del G7

La Russia deve essere consapevole che una «ulteriore aggressione militare contro l’Ucraina» avrebbe «enormi conseguenze e gravi costi come risposta». I ministri degli Esteri del G7 e l’alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, sono tornati a condannare il 12 dicembre la presenza militare di Mosca sui confini con l’Ucraina e la «retorica aggressiva» nei confronti di Kiev.

La Ue starebbe valutando un nuovo blocco di sanzioni economiche contro Mosca insieme a Usa e Regno Unito, preannunciando un «chiaro segnale» contro qualsiasi proposito bellicoso della Russia. Da Mosca il ministro degli Esteri Sergei Ryabkov replica che la Russia è pronta allo «scontro» se la Nato non garantirà formalmente di non espandersi a Est, anche se il presidente Vladimir Putin ha aperto a un faccia a faccia in presenza con il suo omologo statunitense Joe Biden.

Putin: disponibile all’incontro con Biden

Nel frattempo continuano a crescere le tensioni di Usa, Ue e Russia, esplose con la presenza di militari russi sul confine con l’Ucraina e il timore di un’escalation militare verso Kiev. L’Ucraina stima che almeno 100mila soldati russia siano dispiegati alla frontiera, una concentrazione di forze che fa presagire nuove mosse del Cremlino contro il Paese. La Russia ha più volte dichiarato di non avere intenzione di invadere l’Ucraina e accusa di Kiev di aver mobilitato il suo esercito per contrastare i separatisti nella zona orientale del Paese.

Gli Usa hanno messo in chiaro che l’ingresso delle truppe russe in Ucraina spingerebbe Washington a «dure sanzioni economiche» contro il Cremlino e a un rafforzamento delle truppe Nato sul confine. Mosca ha replicato con la richiesta di garanzie contro «ingerenze» occidentali nell’area (si legga sopra), ma la linea ufficiale resta quella del dialogo. Il presidente russo Vladimir Putin si dice disposto al dialogo con la sua controparte statunitense, Joe Biden. «Ci incontreremo assolutamente, mi piacerebbe molto» ha dichiarato Putin in una video-conversazione trasmessa dall’emittente Rossiya-1 TV channel il 12 dicembre. Il 15 dicembre Putin incontrerà, sempre da remoto, il presidente cinese Xi Jinping.

La Ue studia sanzioni. Il peso di Nord Stream 2 (e della Germania)

Bruxelles sta valutando di imporre sanzioni insieme agli stessi Usa e al Regno Unito, ma nessuna decisione è stata ancora formalizzata. «Stiamo studiando con gli Usa e il Regno Unito che tipo di sanzioni potrebbero essere, come e dove, in maniera coordinata» ha detto l’alto rappresentante per la politica estera della Ue, Josep Borrell, aggiungendo che «Mosca pagherà un caro prezzo» in caso di assalto all’Ucraina. I ministri degli Esteri si sono riuniti in un incontro, presieduto dallo stesso Borrell, per discutere le (eventuali) misure da attuare contro Mosca. Fra le opzioni considerate ci sono lo stop agli spostamenti verso il Paese, il congelamento dei legami bancari con la Russia e il blocco dell’operatività di Nord Stream 2, il gasdotto fra Russia e Germania.

L’argomento è fra i più scivolosi, perché chiama in causa la Germania e la sua posizione nel conflitto che sta montando contro Mosca. L’Ucraina, scrive il Financial Times, ha accusato Berlino di interferire con il suo rifornimento di armi attraverso il canale della Nato. La Germania, a quanto sostiene il ministro degli Esteri Oleksii Reznikov, ha posto il veto sull’acquisto di fucili anti-drone e altri armamenti. «Stanno ancora costruendo il Nord Stream 2 e al tempo stesso bloccano i nostri armamenti difensivi. È davvero ingiusto» ha detto Reznikov. La Germania mantiene, per ora, una linea di prudenza simile a quella della Francia: si riconoscono i movimenti russi, ma non si considera l’azione di Mosca come l’anticipazione di un attacco imminente.

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