La crisi russa

Ucraina dell’Est in fiamme. Putin: la situazione peggiora. Incontro Blinken-Lavrov il 23 febbraio

Putin: situazione in peggioramento. La Russia avrebbe concentrato fino a 190mila soldati nell’area critica. Sabato esercitazioni con militari e missili

Aggiornato il 18 febbraio 2022, ore 21:15

Ucraina, Biden: "La Russia è pronta ad attaccare l'Ucraina"

4' di lettura

Altissima tensione nell’Ucraina dell’est con qualcosa come 52 violazioni del cessate il fuoco in un giorno, tra cui l’esplosione di un’auto al centro di Donetsk. Esplosione che sarebbe una operazione «sotto falsa bandiera», afferma un portavoce del dipartimento di stato Usa. Putin avverte che «la situazione sta peggiorando».

Una potente esplosione si è verificata nella regione separatista di Lugansk. Secondo quanto riporta l’agenzia russa Ria Novosti, dopo l’esplosione, si è sviluppato un incendio all’oleodotto Druzhba.

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I leader dei separatisti del Donbass hanno ordinato l’evacuazione dei civili verso la Russia, parlando di 30 bombardamenti solo oggi dell’esercito di Kiev. Il presidente degli Stati Uniti Biden tiene una videocall con gli alleati di Ue e Nato e parlerà dopo le 22. Secondo gli Usa, Mosca ha concentrato fino a 190mila militari «dentro e vicino» l’Ucraina. «Molti di più dei 100mila stimati il 30 gennaio», dice l’ambasciatore all’Osce Carpenter.

Casa Bianca, incontro Blinken-Lavrov il 23 febbraio

Il segretario di stato Usa Antony Blinken ha accettato l’invito del suo collega russo Serghiei Lavrov di incontrarsi il 23 febbraio, “a meno che i russi non invadano l’Ucraina”: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki.

Putin: la situazione nel Donbass si sta deteriorando

La tensione nella crisi tra Russia e Ucraina resta insomma molto alta. Putin ha denunciato un «deterioramento» della situazione nei territori del Donbass. La Russia, dal canto suo, «è pronta a trattative con gli Usa e la Nato sui missili a medio e corto raggio e la trasparenza militare in Europa, ma solo se i colloqui includono le richieste di garanzie sulla sicurezza avanzate da Mosca». Il presidente russo è convinto che sanzioni contro Mosca saranno imposte comunque e che gli occidentali troveranno «una scusa». Putin ha poi disposto il pagamento di una somma di 10mila rubli (circa 120 euro) per ogni persona che verrà evacuata in Russia dalle autoproclamate repubbliche separatiste filo-russe del Donbass.

Evacuazione dal Donbass

Preso in parola: i leader dei separatisti di Donetsk hanno ordinato l’evacuazione dei civili verso la Russia, rivelano gli stessi capi dell’autoproclamata repubblica nel sudest dell’Ucraina. «Oggi viene organizzata una partenza massiccia e centralizzata della popolazione verso la Federazione Russa, prima di tutto devono essere evacuati donne, bambini e anziani», ha spiegato Denis Pushilin in video pubblicato sul suo account Telegram. Anche a Lugansk, come a Donetsk, i leader dei separatisti filo-russi hanno ordinato ai civili l’evacuazione in Russia. Le operazioni in questione finiscono per essere oggetto degli strali di Washington che accura Mosca di manovrare le persone con «cinismo. È cinico e crudele usare gli esseri umani come pedine per distrarre il mondo dal fatto che la Russia sta preparando le sue truppe per un attacco», ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato americano a Monaco, dove si tiene la Conferenza sulla sicurezza.

Usa: la Russia ha fino a 190mila soldati attorno all’Ucraina

Gli americani denunciano l’aumento di soldati russi dentro e fuori l’Ucraina. La Russia avrebbe concentrato fino a 190mila militari, un numero di truppe significativamente più alto di quanto precedentemente noto. Lo ha affermato Michael Carpenter, ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Osce. «Stimiamo che Mosca abbia probabilmente ammassato tra 169mila e 190mila effettivi in Ucraina e nelle vicinanze rispetto ai circa 100mila del 30 gennaio», ha detto Carpenter. L’indicazione della presenza di truppe «dentro» l’Ucraina è probabilmente un riferimento alle aree dell’Ucraina orientale controllate dai separatisti sostenuti dalla Russia.

Mosca annuncia manovre delle sue forze strategiche che prevedono il lancio di missili balistici e da crociera. I leader dei separatisti di Donetsk ordinano l’evacuazione dei civili verso la Russia, mentre i media parlano di una «potente esplosione» nel centro della città, vicino al palazzo del governo dell’autoproclamata repubblica popolare. I separatisti attribuiscono la deflagrazione a un’autobomba.

Mosca: sabato manovre e lanci missili strategici

La Russia nella giornata di sabato ha annunciato che effettuerà, sotto la supervisione del presidente Putin, manovre delle sue «forze strategiche» dispiegate in Bielorussia, in particolare con il lancio di missili balistici e da crociera. All’esercitazione sarà presente anche il presidente bielorusso Alexander Lukashenko. «Il 19 febbraio, sotto la guida del comandante supremo delle forze armate russe Vladimir Putin, sarà organizzata un’esercitazione pianificata delle forze di deterrenza strategica», ha affermato il ministero della Difesa, citato dalle agenzie di stampa russe. Si tratta di esercitazioni strategiche annuali già pianificate, denominate Grom, che coincidono con l’ultimo giorno delle esercitazioni militari russe Allied Resolve in Bielorussia. Le manovre mirano a verificare la preparazione dei comandi militari e degli equipaggi dei sistemi missilistici, delle navi da guerra e dei bombardieri strategici per svolgere le loro missioni, nonché a verificare l’affidabilità delle armi delle forze strategiche nucleari e convenzionali.

Draghi: l’obiettivo è portare tutti allo stesso tavolo

Sulla crisi è tornato a parlare anche il premier italiano Mario Draghi, specificando che non è stato lui a chiedere il confronto con Putin. «Il colloquio è stato richiesto da Putin e la cosa importante è che l’atteggiamento dell’Italia, ma anche degli altri paesi, è l’unità della Nato che è senza sfumature. Ma accanto a questo è importante che ci sia una posizione ferma di fronte all’attacco in Ucraina. Ora tenere aperte tutte le possibilità di dialogo. L’ambizione è portare tutti allo stesso tavolo noi dobbiamo fare tutto il possibile perchè ciò avvenga».

Eliseo, Macron domenica incontrerà Putin

Il presidente francese Emmanuel Macron incontrerà domenica 20 febbraio Vladimir Putin. Domani 19 febbraio, è previsto invece un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo ha reso noto l’Eliseo.

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