Santa sede e diplomazia

Ucraina: Papa all’ambasciata russa, esprime preoccupazione per la guerra

L’appello del Vaticano: «C’è ancora spazio per il negoziato». Dichiarazioni per il cessate il fuoco della Cei e dei vescovi europei

di Carlo Marroni

Ucraina, Santa Sede: c'è ancora spazio per un negoziato

3' di lettura

Papa Francesco si è recato all’Ambasciata russa presso la Santa sede, in Via della Conciliazione, per manifestare la sua preoccupazione per la guerra e forse anche per offrire un qualche contributo per una mediazione.

Un’iniziativa a sorpresa e senza precedenti del Pontefice che l’ambasciatore di Mosca presso la Santa Sede Alexander Avdeyev ha commentato così ai media russi: «Il Papa voleva personalmente chiedere della situazione in Donbass e Ucraina» e ha espresso la sua grande preoccupazione per la situazione umanitaria e per le condizioni della popolazione sia in Donbass che nel resto del Paese. «Ha esortato a prendersi cura bambini, prendersi cura dei malati e dei sofferenti, prendersi cura delle persone. Secondo lui, questo è il principale obiettivo cristiano», ha detto il diplomatico. Il colloquio è durato circa 40 minuti.

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Domenica 27 febbraio il Papa era atteso a Firenze per la chiusura del convegno sul Mediterraneo e si attendeva un suo appello. Ma «a causa di un’acuta gonalgia, per la quale il medico ha prescritto un periodo di maggiore riposo per la gamba» Francesco non potrà esserci, ha fatto sapere la Sala stampa vaticana

La Santa sede era intervenuta dopo molto ore dall’attacco della Russia all’Ucraina con il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin: «C’è ancora tempo per la buona volontà, c’è ancora spazio per il negoziato, c’è ancora posto per l’esercizio di una saggezza che impedisca il prevalere degli interessi di parte, tuteli le legittime aspirazioni di ognuno e risparmi il mondo dalla follia e dagli orrori della guerra»aveva detto Parolin che tra l’altro è stato uno dei protagonisti del riavvicinamento con la chiesa russa ortodossa che ha portato nel 2016 allo storico incontro tra Francesco e il Patriarca Kirill.

Parolin: «I tragici scenari stanno diventando realtà«

«Di fronte agli sviluppi odierni della crisi in Ucraina, risaltano ancora più nette e più accorate le parole che il Santo Padre Francesco ha pronunciato ieri al termine dell’udienza generale - ha dichiarato Parolin ai media vaticani -. Il Papa ha evocato “grande dolore”, “angoscia e preoccupazione”. Ed ha invitato tutte le Parti coinvolte ad “astenersi da ogni azione che provochi ancora più sofferenza alle popolazioni”, “destabilizzi la convivenza pacifica” e “screditi il diritto internazionale”». Questo appello acquista una drammatica urgenza «dopo l’inizio delle operazioni militari russe in territorio ucraino. I tragici scenari che tutti temevano stanno diventando realtà», ha aggiunto il segretario di Stato vaticano.

Hollerich (vescovi Ue): le armi non sono mai la risposta

Il cardinale del Lussemburgo Jean-Claude Hollerich, presidente della Comece (vescovi Ue), ha detto che «viviamo in un mondo, lo abbiamo visto stamattina, dove si pensa che il confronto, anche armato, possa essere la risposta ai problemi: noi no, noi pensiamo che in questa grande diversità del Mediterraneo sia necessario ascoltarsi, parlare insieme, avere un dialogo aperto». Intanto, mentre il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, l’arcivescovo maggiore Sviatoslav Ševčuk, si trova in un rifugio anti-aereo sotto la cattedrale di Kiev, Caritas International lancia già l’allarme: «Gli eventi che sono cominciati questa mattina presto porteranno inevitabilmente ad una colossale catastrofe umanitaria».

I vescovi italiani in preghiera a Firenze

«Le drammatiche immagini delle azioni militari in Ucraina provocano dolore e scuotono le coscienze. Nel condannare fermamente la scellerata decisione di ricorrere alle armi, esprimiamo vicinanza al popolo ucraino e alle comunità cristiane del Paese» afferma in una nota la Presidenza della Cei dopo che i partecipanti al convegno di Firenze sul Mediterraneo.

Il Patriarca di Mosca Kirill: evitare vittime civili

Un «invito tutte le parti in conflitto a fare tutto il possibile per evitare vittime civili» nel conflitto in atto in Ucraina è stato rivolto dal Patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa (200 milioni di fedeli circa, nel mondo), molto vicino al Cremlino. «Come Patriarca di tutta la Russia e Primate della Chiesa, il cui gregge si trova in Russia, Ucraina e altri Paesi, sono profondamente in empatia con tutti coloro che sono stati toccati dal disastro», afferma Kirill in un messaggio pubblicato sul sito del Patriarcato di Mosca.

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