ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCinque stelle nel caos

Ucraina, l’invio di armi a Kiev può portare alla scissione del M5S e al crollo del governo?

Gli scontri sull’Ucraina stanno agitando i rapporti nella maggioranza Draghi, con i Pentastellati sull’orlo di una scissione fra gli esponenti vicini a Conte o Di Maio. Cosa attendersi dai prossimi sviluppi

Di Maio: "M5S rischia di diventare forza politica dell'odio"

3' di lettura

Il nodo dell’invio della armi in Ucraina potrebbe portare a una caduta del Governo? Lo scontro interno al Movimento 5 Stelle porterà alla scissione? Sono alcune questioni sollevate dalle vicende che hanno agitato la politica negli ultimi giorni alla vigilia dell’intervento del premier in Aula al Senato in vista delle Consiglio europeo. Ecco quello che c’è da sapere.

Quando è previsto l’intervento di Draghi in Parlamento?

Il premier Mario Draghi interverrà martedì 21 giugno alle ore 15 al Senato per comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno.

Loading...

A che punto è la trattativa sulla risoluzione?

Al termine dell’intervento di Draghi è previsto il voto su una risoluzione di maggioranza, un documento con il quale i parlamentari motivano il loro via libera alle posizioni espresse dal premier. Il documento preliminare, frutto di incontri tra i partiti di maggioranza e il sottosegretario con delega agli Affari europei Vincenzo Amendola, contiene cinque punti in linea di massima concordati: sì all’adesione di Kiev all’Ue, alla revisione radicale del Patto di stabilità europeo, a interventi per famiglie e imprese in difficoltà, a un tetto al prezzo del gas, al rafforzamento delle proposte sul futuro dell’Unione.

Qual è il punto più controverso?

Resta da riempire la casella più controversa, quella sull’invio di armi all’Ucraina. È in corso una riunione per trovare una soluzione. La principale ipotesi di mediazione alla quale si è lavorato negli scorsi giorni è un riferimento alla necessità di una «de-escalation militare» e di una «escalation diplomatica». A far saltare gli equilibri è stata però una bozza di risoluzione autonoma messa a punto da alcuni tra i senatori più oltranzisti del Movimento Cinque Stelle in cui si chiede esplicitamente di «non procedere ad ulteriori invii di armamenti» a Kiev. L’invio di armi senza votazioni parlamentari è autorizzato fino alla fine del 2022 dal primo “decreto Ucraina” votato a larga magiorranza poco dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Quali sono le posizioni interne ai Cinque Stelle?

La bozza di risoluzione è diventata un elemento nello scontro interno al M5s tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, scoppiato dopo la débâcle elettorale alle amministrative e le dure critiche di Di Maio alla leadership di Conte. La bozza di risoluzione «ci disallinea dall’alleanza della Nato e dell’Ue» e «se ci disallineamo dalla Nato mettiamo a repentaglio la sicurezza dell’Italia» è stato il commento del ministro degli Esteri del governo di Mario Draghi. Per questa posizione Di Maio è finito nel mirino del consiglio nazionale del Movimento.

Come potrebbe finire il “processo” interno a Di Maio?

Per discutere dell’accaduto è stata convocataudomenica 19 giugno una riunione d’urgenza del Consiglio nazionale con Conte. Per tutto il giorno è circolata l’ipotesi di un’espulsione del ministro degli Esteri (ma il Consiglio nazionale può solo segnalare il caso al collegio dei probiviri al quale spetta la decisione sul’espulsione di un iscritto) o, in alternativa, un addio deciso da Di Maio stesso che non da parte sua non ha fatto alcun passo indietro rispetto alle sue posizioni. Ma lo scenario della “cacciata” non sembra al momento concreto. Conte, molto duro con Di Maio, ha però mediato tra l’ala più dura del M5s, secondo cui il ministro degli Esteri si sarebbe allontanato dalle origini e avrebbe ormai altri progetti e chi invece spinge per ricomporre la frattura.

Il Governo Draghi rischia di cadere sulle armi all’Ucraina?

Lo scontro interno al Movimento appare congelato, in attesa di poter deflagrare in un momento meno delicato per il Paese. Il Movimento continuerà nella mediazione con il resto della maggioranza sulla risoluzione unitaria, ribadendo la centralità delle Camere, ma senza creare problemi. Nel comunicato del Consiglio nazionale si sollecita «un più pieno e costante coinvolgimento del Parlamento anche sulla eventuale decisione» sull’invio di nuove armi a Kiev.

Qual è la posizione di Palazzo Chigi?

Lo stop tout court agli aiuti militari a Kiev è «impensabile» è la posizione filtrata negli scorsi giorni da Palazzo Chigi di fronte alle posizione più oltranziste del Movimento 5 Stelle. L’istanza di una nuova fase nell’approccio alla guerra, viceversa, andrebbe opportunamente tradotta in un impegno di carattere più generale. Quanto alla posizione di Di Maio una sfiducia del M5s - o suo addio volontario - non metterebbe in discussione il suo ruolo.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti