Bilaterale con Scholz

Russia, Macron: reagiremo in caso di invasione Ucraina, venerdì colloquio con Putin

Così il presidente francese, dopo l’incontro con Scholz a Parigi. Il cancelliere: se Mosca non arretra, gravi conseguenze. Ceo italiani mercoledì in videoconferenza con Putin

Polveriera Ucraina, occhi su Mosca Usa valutano truppe in Baltici

4' di lettura

Da un lato il presidente francese, Emmanuel Macron, annuncia «reazioni» in caso di un’invasione russa in Ucraina e critica gli atti di destabilizzazione «sempre più frequenti, su diversi Stati che facevano parte dell’Unione sovietica». Dall’altro il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, dichiara che i leader si aspettano una «de-escalation» di Mosca contro l’Ucraina. Le minacce all’integrità territoriale ucraina, aggiunge, potrebbero avere un «costo molto alto» per la Russia. Sono le dichiarazioni rilasciate dai due leader in una conferenza stampa all’Eliseo, a seguito dell’incontro che si è tenuto a Parigi sulla crisi ucraina. Macron ha precisato che non c’è l’intenzione di «rinunciare al dialogo con la Russia» e anticipato che il colloquio con Putin si terrà venerdì.

In serata, in un’intervista alla Cnn il segretario della Nato Jens Stoltenberg ha annunciato che la Nato «invierà alla fine di questa settimana una proposta scritta» alla Russia sulle richieste di garanzie di sicurezza avanzate da Mosca. L’iniziativa ha l’obiettivo di «trovare una via di uscita» alla crisi ucraina, ha aggiunto Stoltenberg sottolineando che «siamo pronti a sederci al tavolo e ascoltare le preoccupazioni della Russia, ma non siamo pronti a scendere a compromessi sui nostri principi».

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Il ministro: nessuna concessione a Mosca

In giornata era stata Kiev a chiedere un atteggiamento di intransigenza con Mosca e il proposito, temuto, di una sua invasione. L’Ucraina «non permetterà a nessuno di imporre concessioni» alla Russia nel quadro degli sforzi di una de-escalation della crisi esplosa lungo i suoi confini. Lo ha dichiarato alla Cnn il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, respingendo lo scenario di un atteggiamento troppo accomodante verso Mosca e le sue manovre alle porte del Paese. «Se qualcuno farà concessioni sull’Ucraina, alle spalle dell’Ucraina - ha rimarcato - non lo accetteremo. Non saremo il Paese che prende il telefono, ascolta istruzioni della grande potenza e le segue». «Abbiamo pagato molto, comprese le vite di 15.000 nostri cittadini, per il diritto di decidere del nostro futuro», ha aggiunto, dicendosi sicuro dell’impegno Usa.

«Innanzitutto il presidente Biden è impegnato personalmente, conosce questo Paese e non vuole che la Russia lo distrugga», ha affermato. E, in secondo luogo, ha proseguito con un riferimento a dichiarazioni di «quei funzionari Usa» ai media «ma anche direttamente al telefono con me e altri funzionari ucraini», che gli Stati Uniti «rimarranno assolutamente impegnati» per bloccare «la Russia in caso di qualsiasi forma di incursione, invasione, interferenza».

Lo stesso Joe Biden ha annunciato in serata che potrebbe considerare sanzioni personali contro il presidente russo Vladimir Putin se decidesse di invadere l’Ucraina.

Nuove manovre nel sud della Russia. Europa divisa

Le parole di Kuleba arrivano in una nuova giornata di tumulti per la crisi dell’Ucraina, il paese minacciato dallo scenario di un’invasione della Russia. Attualmente Mosca ha dispiegato 100mila militari vicino al confine con l’ex stato satellite dell’Unione sovietica, una scelta che fa temere un’offensiva militare a circa sette anni dall’operazione in Crimea.

Putin continua a ribadire che si tratta solo di “esercitazioni”, ma i paesi occidentali restano in allarme di fronte all’ipotesi di un’incursione nel Paese e si stanno disponendo di conseguenza. La Nato ha inviato navi e jet militari verso l’Est Europa, mentre gli Usa sono pronti a mobilitare 8.500 soldati nel Paese. L’annuncio di Washington ha spinto Mosca a nuove prove di forza, con manovre militari nel Sud della Russia il 25 ottobre. L’America, infine, ha ammonito la Minsk di tenersi fuori dal confronto tra Mosca e Kiev: «Abbiamo messo in chiaro anche alla Bielorussia che, se consentirà che i suoi territori siano usati per un attacco all’Ucraina, subirà una risposta rapida e decisa da parte degli Usa, dei nostri alleati e partner», ha affermato il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price.

In Europa, le posizioni sono diverse. Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato che Londra è disponibile a «schierare truppe per proteggere gli alleati» sul Continente, anche se sembra escludere la presenza di militari britannica direttamente nell’ex repubblica sovietica. La Ue, dal canto suo, resta divisa. L’Alto rappresente per la politica estera Jossep Borrell promette sanzioni contro la Russia in caso di ingerenze militare, ma la linea dei 27 è tutt’altro che omogenea. Le stesse Francia e Germania sembravano orientate su approcci diversi, con la maggiore prudenza esibita da Berlino. «Non siamo uguali. Ma ci avviciniamo sempre moltissimo» ha detto Macron nella conferenza stampa di oggi, confermando il riavvicinamento fra Berlino e Parigi sulla questione ucraina.

Usa: lavoriamo a piani per evitare tagli gas Europa in caso invasione russa

Intanto, gli Stati Uniti hanno avviato un dialogo con i Paesi europei e con le principali compagnie energetiche su piani per contrastare uno scenario in cui l’eventuale invasione russa dell’Ucraina porti a tagli alle forniture di gas all’Europa. È quanto spiegano fonti dell’amministrazione Biden, parlando di una “preparazione di piani di emergenza” in caso che Vladimir Putin tagli le forniture per rappresaglia alle sanzioni economiche che scatterebbero contro la Russia in risposta all’invasione.

«Stiamo lavorando con Paesi e compagnie di tutto il mondo per garantire la sicurezza delle forniture, adottare azioni mitiganti degli shock dei prezzi che potrebbero colpire sia gli americani che l’economia globale», spiegano ancora le fonti, riporta The Hill, sottolineando che questo dialogo sta andando avanti da diverse settimane. Si sta lavorando per identificare riserve non russe di gas naturale in Nord Africa, Medio Oriente e Asia, e gli Stati Uniti hanno avviato consultazioni con tutti i grandi produttori riguardo la possibilità di aumentare, se necessario, le forniture all’Europa.

I Ceo italiani incontrano Putin

Intanto i manager di alcune delle più grandi aziende italiane, tra cui Eni, Pirelli e Generali, parteciperanno mercoledì a una videoconferenza con Vladimir Putin per discutere dei legami economici tra Italia e Russia. Ci saranno tra gli altri Claudio Descalzi (Ceo di Eni), Francesco Starace (Ceo di Enel); Andrea Orcel (Ceo di UniCredit) e Philippe Donnet (Ceo di Generali).
La data dell’evento - organizzato dalla Camera di commercio italo-russa e dal Comitato Imprenditoriale Italo-Russo per la Cooperazione Economica - era stata concordata lo scorso novembre. Il Comitato imprenditoriale è presieduto congiuntamente da Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli e Dmitri Konov, numero uno del gruppo petrolchimico russo Sibur.


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