Guerra in Europa

Russia bombarda Kiev e altre città. Paracadutisti a Kharkiv, «attaccato un ospedale»

Un ospedale di Kharkiv sarebbe stato attaccato dalle truppe aviotrasportate atterrate poco fa nella città.

A Leopoli, tra gli ucraini che scappano dalla guerra o che vogliono arruolarsi

6' di lettura

Oggi si dovrebbe tenere il secondo round di colloqui per cercare la tregua in Ucraina, mentre le truppe aviotrasportate russe sono atterrate questa notte a Kharkiv, dove c’è stato un massacro nel centro della città, con decine di vittime, e dove un ospedale sarebbe stato attaccato dai soldati di Mosca. A rivelarlo è l’esercito ucraino con un comunicato su Telegram. “Al momento - continua la nota - si registrano scontri tra gli invasori e gli ucraini”.

Per Mosca l’offensiva ’andrà avanti fino al raggiungimento degli obiettivi’ mentre il convoglio di blindati di oltre 60 km prosegue la sua marcia su Kiev. Nel mirino anche la cattedrale di Santa Sofia nella capitale, patrimonio Unesco.

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Insomma da un lato un’escalation militare senza tregua, con attacchi e combattimenti in varie zone dell’Ucraina. Dall’altro la crescita degli sforzi diplomatici, con un intervento che potrebbe rivelarsi pesante: quello della Cina, finora rimasta in posizione ambivalente rispetto all’offensiva russa.

È il bilancio del conflitto fra Mosca e Kiev al primo marzo 2022, nel sesto giorno delle ostilità innescate dall’attacco della Russia del 24 febbraio. Nel colloquio telefonico avuto in giornata, il presidente Usa Joe Biden e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky hanno parlato di una «escalation di attacchi su siti usati dai civili in Ucraina, come il bombardamento vicino al memoriale dell’Olocausto Babyn Yar». La Casa Bianca avrebbe comunque escluso una no fly zone in Ucraina perché richiederebbe l’uso della forza militare Usa per farla rispettare, riferisce la Cnn.

Dall’inizio della crisi, scrive la testata Kyiv Independent, sono almeno 80mila gli ucraini rimpatriati, in larga parte per unirsi a forze armate e di difesa.

L’escalation militare

Sul versante militare, l’assedio è proseguito oggi a ritmi intensissimi, a Kiev e in altri centri del Paese. Kharkiv è nuovamente sotto attacco, con il Pentagono che conferma «pesanti combattimenti» nella città. Le forze russe sono entrate nella città di Kherson, nel sud dell’Ucraina. A riferirlo è il quotidiano britannico The Telegraph via Twitter, precisando che la notizia è stata data in televisione dal consigliere del ministero dell’Interno ucraino Vadym Denysenko.

Le sirene d’allarme sono risuonate in diverse città: Rivne, ad ovest di Kiev, Ternopil, Vinnytsia e Volyn. L’importante città di Mariupol, da giorni sotto attacco, è senza elettricità.

A Kharkiv, immagini televisive rilanciate sui social media mostrano una forte esplosione che ha distrutto la sede del governo regionale. Obiettivo dell’attacco sarebbe stato il governatore. Kharkiv sta subendo un bombardamento che non risparmia edifici amministrativi e alcuni palazzi residenziali nel centro città. Da stamane circolano video della distruzione dopo l’attacco alla seconda città dell’Ucraina con 1,6 milioni di abitanti già teatro di pesanti bombardamenti nei giorni scorsi. In particolare sui social media vengono pubblicate le immagini della centrale Piazza della Libertà con la sede del governo regionale distrutt

Colpite la torre della Tv di Kiev e il memoriale dell’Olocausto

La tensione resta altissima nella capitale, Kiev, dove gli attacchi si sono anche intensificati dopo il primo round negoziale del 28 febbraio. Già in mattinata il convoglio militare russo alle porte della capitale ucraina è ora lungo oltre 64 km. Il sindaco di Kiev parla di un attacco “non-stop” da parte delle truppe di Mosca. Le forze armate russe hanno colpito la Torre della Tv di Kiev, interrompendo la trasmissione dei canali televisivi del Paese e portando a un bilancio di almeno cinque vittime e altrettanti feriti. Lo rende noto su Twitter il media locale The Kyiv Independent, mentre un ulteriore bombardamento al memoriale della Shoah di Kiev ha provocato cinque vittime. L’ambasciata ucraina presso il Vaticano mette in guardia da un’altra incursione: i russi sarebbero pronti a colpire con un raid la cattedrale di Santa Sofia. Il Pentagono sostiene che l’avanzata russa via terra sia rimasta «allo stesso punto di ieri», ipotizzando un cambio di tattica rispetto all’assedio alla capitale ucraina.

La Cina «deplora» il conflitto Russia-Ucraina

Sul versante diplomatico, cresce il pressing su Mosca. Anche la Turchia ha chiesto espressamente il cessate il fuoco, anche se il presidente Erdogan precisa che Ankara non ha intenzione di imporre sanzioni alla Russia. Nel frattempo si rinnovano gli appelli di pace del Vaticano («Mai più il boato delle armi» ha twittato Papa Francesco), mentre il 4 marzo si terrà una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri della Nato.

A far notizia, però, è soprattutto l’intervento della Cina, entrata nelle trattative con un telefonata fra il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba e il suo corrispettivo cinese Wang Yi. La Cina, ha detto Wang Yi, «deplora lo scoppio del conflitto tra Ucraina e Russia ed è estremamente preoccupata per i danni ai civili». La posizione di base di Pechino «è aperta, trasparente e coerente. Abbiamo sempre sostenuto il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti i Paesi. In risposta all’attuale crisi, la Cina invita Ucraina e Russia a trovare una soluzione al problema attraverso i negoziati e sostiene tutti gli sforzi internazionali costruttivi che portino a una soluzione politica».

L’Ucraina è pronta a rafforzare la comunicazione con la Cina e «aspetta con impazienza una mediazione della parte cinese per realizzare il cessate il fuoco» ha detto Kuleba alla controparte cinese Wang Yi nel corso della loro telefonata, nel resoconto dato da Pecino. Kuleba ha introdotto la situazione del primo round dei negoziati ucraino-russi, affermando che «porre fine alla guerra è la massima priorità della parte ucraina» che è «aperta a negoziare una soluzione» con «positività e sincerità». Malgrado gli intoppi, la parte ucraina «rimane calma ed è disposta a continuare i negoziati».

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, chiede ancora più pesanti sanzioni internazionali contro la Russia in un tweet in cui definisce “barbaro” il nuovo attacco sferrato oggi nel centro di Kharkiv e condivide immagini della distruzione nella centrale ’Piazza della Libertà’.

Zelensky al Parlamento europeo

L’Ucraina, intanto, rinnova il suo appello alla Ue per un sostegno maggiore nel conflitto. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha parlato in video collegamento alla plenaria del Parlamento europeo. Ieri tramite la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, l’Ue ha chiesto alla Russia il ritiro immediato delle truppe.

Zelensky - che il Cremlino considera ancora legittimo presidente, fa sapere il portavoce Peskov - ha detto all’Europarlamento: «Vorrei sentire da parte vostra che la scelta dell’Ucraina verso l’Europa venga incoraggiata. Vogliamo essere membri a pari diritti dell’Ue. Stiamo dimostrando a tutti che questo è quello che siamo». Su Putin: «Ieri sedici bambini sono stati uccisi. Putin parla di operazioni contro le infrastrutture militari. Ma quali infrastrutture, sedici bambini sono stati uccisi dai suoi missili».

La vicinanza di Bruxelles a Kiev non può che essere sgradita a Mosca. L’ambasciatore russo a Roma, Sergey Razov, ha dichiarato che «le azioni dell’Ue non resteranno senza risposta. La Russia continuerà a perseguire i suoi interessi nazionali vitali a prescindere dalle sanzioni e dalle loro minacce. È ora che i Paesi occidentali capiscano che il loro dominio indiviso nell’economia globale è cosa del passato».

Segretario di Stato usa Blinken: Russia colpisce scuole, ospedali, case

il segretario di Stato americano Antony Blinken ha denunciato la Russia per aver ucciso civili in Ucraina, dicendo al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite che gli attacchi russi «stanno colpendo scuole, ospedali ed edifici residenziali».
“Stanno distruggendo infrastrutture critiche, che forniscono a milioni di persone in tutta l’Ucraina acqua potabile, gas per evitare che muoiano gelate ed elettricità. Autobus civili, automobili e persino ambulanze sono stati bombardati. La Russia lo fa ogni giorno, in tutta l’Ucraina”, ha aggiunto Blinken.

La diplomazia

I colloqui di lunedì 28 febbraio si sono svolti a Gomel, una località sulla riva del fiume Prypyat, al confine tra l’Ucraina e la Bielorussia. Domani 2 marzo secondo round di negoziati.

Putin chiede la neutralità di Kiev e il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea. “Abbiamo trovato punti su cui è possibile trovare un terreno comune”, affermano da Mosca. Kiev conferma che ci sarà un secondo round di colloqui e avrebbe chiesto un ritiro completo delle truppe russe dal suo territorio.

Ma queste restano solo parole perché per ora è guerra. E il Cremlino afferma: è “troppo presto per dare una valutazione” dei negoziati sul conflitto in Ucraina. Ancora più chiaro il ministro della Difesa Sergei Shoigu. “L’operazione militare speciale della Russia contro l’Ucraina prosegue fino a che non saranno raggiunti gli obiettivi”, vale a dire “la demilitarizzazione e la denazificazione del Paese”. La Russia, ha affermato Shoigu contro ogni evidenza, non lancia attacchi contro le città. L’unica cosa che vuole è annientare le infrastrutture della difesa.

Il capo della diplomazia Lavrov legge un intervento a tutto campo contro le discriminazioni dei russi in Ucraina e afferma “E’ inaccettabile per la Russia che alcuni Paesi europei ospitino armi nucleari degli Stati Uniti. E’ il momento di rimandarle a casa”.

Di Maio, Ambasciata italiana rimarrà operativa a Leopoli

«L’Ambasciata italiana verrà trasferita da Kiev a Leopoli, e rimarrà operativa». Lo scrive su Facebook il ministro degli esteri Luigi Di Maio. «Grazie Presidente Draghi - aggiunge - per aver ricordato alle Camere dedizione, coraggio e spirito di servizio dell’Ambasciatore in Ucraina Pier Francesco Zazo e di tutto il personale dell’Ambasciata italiana in Ucraina. In questi giorni drammatici loro, insieme a tutti i diplomatici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, stanno svolgendo un lavoro incessante per i nostri concittadini».

Su tavolo Ue 7 banche russe fuori da Swift, non c’è Gazprombank

A quanto apprende l’agenzia Ansa da fonti europee, è stato raggiunto l’accordo nella riunione dei 27 ambasciatori Ue (Coreper) sull’esclusione dal sistema Swift di sette banche russe. La misura, sul tavolo degli ambasciatori oggi, sarà effettiva già dal 2 marzo. Gli istituti colpiti dalle sanzioni sono Vtb Bank, la Bank Rossiya, Bank Otkritie, Novikombank, Promsvyazbank, Sovcombank e Veb.rf. Esclusa dall’elenco invece la Gazprombank, il principale vettore con cui viene pagato il gas russo.

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