Santa Sede

Ucraina, il Papa: «Dobbiamo ricordare sempre la crudeltà alla quale si può arrivare»

Udienza di Francesco ai soci del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo per il 150esimo anniversario della fondazione

di Carlo Marroni

(ANSA)

2' di lettura

«Noi non possiamo in questi giorni parlare di altre cose senza ricordare: ricordare la crudeltà alla quale si può arrivare». Papa Francesco parla della guerra in Ucraina, e lo fa nel corso dell’udienza ai soci del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo. «Lo spirito sportivo, questa amatorialità, è un presupposto per non cadere, coltivare l’amicizia umana per non cadere in questa tragedia, e ricordare quelle persone che sono vittime di questa tragedia».

A volte lo sport subisce i condizionamenti della logica del profitto

Secondo Francesco, «a volte il mondo dello sport sembra subire i condizionamenti delle logiche del profitto e dell’agonismo esasperato, che può degenerare anche in episodi di violenza. È compito anche delle realtà come la vostra testimoniare la forza morale dell’attività sportiva che, se vissuta rettamente, aiuta a stabilire buone amicizie, a favorire la costruzione di un mondo più sereno e fraterno, nel quale ci si sostiene e ci si aiuta a vicenda», ha detto rivolto ai soci del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, il più antico sodalizio sportivo della capitale, che quest'anno festeggia i 150 anni di vita.

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Promuovere i valori del sano agonismo e della solidarietà

«Attraverso lo sport, siete chiamati a promuovere i valori del sano agonismo, dell’amicizia e della solidarietà. Si tratta di diffondere una cultura sportiva che concepisca la pratica dello sport non soltanto come fattore di benessere fisico, ma come ideale coraggioso, come strumento di crescita integrale della persona», ha aggiunto il Papa, il cui intervento è stato preceduto dal saluto del presidente del Circolo, Daniele Masala, medaglia d’oro olimpica nel pentathlon. «Nel corso degli anni - ha sottolineato il Pontefice -, vi siete sforzati di proporre il vostro Circolo come palestra di formazione umana. Vi incoraggio a perseverare perché bambini, giovani e adulti possano coltivare, attraverso le varie discipline sportive, valori essenziali: l’amore per la verità e la giustizia, il rispetto del creato, il gusto della bellezza e della bontà, la ricerca della libertà e della pace».

Rivolto ai giovani: nella vita aspettate chi è più lento

«È importante coltivare quella dimensione di amatorialità. Se lo sport non è amatoriale non è sport, manca qualcosa. Coltivare questa dimensione di amatorialità per non cadere in interessi di altri ordini». Rivolgendosi quindi ai giovani atleti, il Papa ha augurato loro «di praticare lo sport con lealtà e sano spirito agonistico. Vi aiuterà così ad affrontare la gara impegnativa della vita con coraggio e onestà, con gioia e serena fiducia nel futuro, fermandovi ad aspettare pazientemente chi è più lento e fa più fatica a camminare», ha concluso. Ringraziando infine per la promessa di pregare per lui, Francesco ha concluso sorridendo: «Questo “sport” non è facile!».


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