La guerra in Europa

Von der Leyen: acceleriamo processo di adesione Ucraina a Ue

Razzi russi sulla stazione di Kramatorsk, almeno 50 vittime. Ue e Uk varano sanzioni anche contro le figlie di Putin. Fonti Ue, non c’è unanimità per embargo petrolio. Fao: prezzi alimentari a livello record a marzo. Von der Leyen consegna a Zelensky questionario per l’adesione all’Unione europea

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen consegna al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy il questionario per l’adesione all’Unione europea. (AP Photo/Adam Schreck)

8' di lettura

È il giorno di Ursula von der Leyen a Kiev e del varo del quinto pacchetto di sanzioni Ue che colpirà anche le due figlie del presidente russo, Vladimir Putin, incluse nella lista delle persone fisiche: Katerina Tikhonova, 35 anni, e Mariya Vorontsova, 36, sono le figlie dell’inquilino del Cremlino e della sua ex moglie, Ludmila Putina. Anche la Gran Bretagna ha deciso di sanzionarle.

Tra le 217 le personalità russe che entrano nella black list in base alle nuove sanzioni europee ci sono anche i direttori dei media filo Cremlino. Tra gli altri il direttore dell’agenzia di stampa Tass, Sergei Mikhailov, quello della Komsomolskaya Pravda, Vladimir Sungorkin e il direttore della Vgtrk, la radiotelevisione statale russa, Oleg Dodrodeev.

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Gli Stati Uniti hanno parimenti sanzionato due aziende statali russe: la compagnia di costruzioni navali United Shipbuilding Corporation e la società russa di estrazione di diamanti Alrosa Usa. Ue e Australia hanno annunciato nuovi invii di armi. In un tweet, la presidente della Commissione Ue parla dell’attacco missilistico alla stazione di Kramatorsk: «L’attacco missilistico di questa mattina alla stazione usata per evacuare civili in Ucraina è spregevole. Sono sconvolta e offrirò personalmente le mie condoglianze al presidente Zelensky. I miei pensieri vanno alle famiglie delle vittime».

Von der Leyen: cura dei profughi finché non sarete liberi

«Abbiamo imposto cinque pacchetti di sanzioni senza precedenti. E stiamo già preparando il prossimo», ha detto Ursula von der Leyen in conferenza stampa a Kiev. «L’export verso la Russia è sceso del 71%. L’inflazione in Russia è attorno al 20% e cresce. La fiducia finanziaria nel Paese è ai livelli più bassi dal 1995 e le migliori menti stanno lasciando il Paese assieme a più di 700 aziende private. I Paesi Ue hanno già congelato 225 miliardi di asset dall’inizio della guerra. La Russia decadrà da un punto di vista economico, finanziario e tecnologico mentre l’Ucraina sta marciando verso un futuro europeo», ha sottolineato.

«Siamo con gli ucraini mentre cercano rifugio all’interno dei nostri confini. E ti prometto: ci prenderemo cura di loro finché non sarà sicuro tornare a casa. Sede di un’Ucraina libera e prospera». Così la presidente von der Leyen si è rivolta al presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella conferenza stampa a Kiev.

Von der Leyen a Bucha: «Qui l’umanità è andata in frantumi»

Von der Leyen si è recata anche a Bucha, insieme all’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, anche lui in visita in Ucraina. La presidente della Commissione europea «Qui è successo l’impensabile. Abbiamo visto il volto crudele dell’esercito di Putin, la sconsideratezza e la spietatezza di chi ha occupato la città. Qui a Bucha abbiamo visto l’umanità andare in frantumi. Tutto il mondo è con Bucha oggi».

Von der Leyen a Zelensky, ecco questionario su adesione Ue

«L’Ucraina fa parte della famiglia europea. Abbiamo sentito molto chiaramente la vostra richiesta e siamo qui per darvi una prima risposta positiva: in questa busta c’è l’inizio del vostro percorso verso l’Ue. In questa busta c’è il questionario per l’adesione all’Unione, che andrà compilato, poi si dovrà fare la raccomandazione al Consiglio Ue. Se lavoriamo assieme potrebbe essere anche una questione di settimane». Lo ha detto la presidente della Commissione Ue in un punto stampa a Kiev con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Von del Leyen ha anche detto che il processo di adesione «Durerà settimane e non anni». «Il questionario sarà pronto in una settimana», ha risposto Zelensky.

Zelensky a von der Leyen e Borrell, «ultime sanzioni non sono abbastanza»

L’ultimo pacchetto di sanzioni varate contro la Russia dall’Ue ancora «non sono abbastanza». A dichiararlo è stato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, incontrando la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e l’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell a Kiev. «Vorrei ringraziare il mondo intero, l’Ue, Ursula von Der Leyen personalmente per il quinto pacchetto di sanzioni ma credo che non sia abbastanza», ha dichiarato, parlando a Kiev accanto a von der Leyen e Borrell. «Perché i russi ci hanno portato via molto, territori, persone». «Se l’Ucraina può riprendersi i territori», non può però «riportare le persone in vita». «Per favore continuate ad aiutarci con le sanzioni», ha affermato.

Borrell: Ue riporta la sua ambasciata a Kiev

Borrell ha invece annunciato che l’Unione europea riporta il suo ambasciatore nella capitale ucraina Kiev.Borrell ha affermato che il ritorno dell’ambasciatore aiuterà a garantire che l’Ue e il governo ucraino possano lavorare insieme in modo più diretto e stretto. L’Alto rappresentante ha definito «impressionante» il fatto che il governo ucraino stesse pienamente funzionando in «circostanze molto difficili».

L’Ue appoggerà Kiev nell’indagine su Bucha

Da Kiev, dove è arrivato con la presidente della Commissione von der Leyen, Josep Borrell annuncia che l’Ue «sosterrà il procuratore generale ucraino, fornendo formazione e donando attrezzature, per garantire indagini sicure» sull’eccidio di Bucha, perché «non ci può essere impunità». Il media indipendente russo Meduza pubblica un video ripreso da un drone che dimostra che i civili a Bucha sono stati uccisi durante l’occupazione russa della città. Le immagini, messe a confronto con il video girato sul terreno dopo il ritiro dell’esercito russo, mostrano che la posizione dei corpi coincide.

Strage alla stazione di Kramatorsk, almeno 50 vittime

Sul fronte militare, i razzi hanno colpito una stazione ferroviaria a Kramatorsk, nella regione di Donetsk, in Ucraina orientale. Il governatore della regione di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, ha detto nel pomeriggio che il conteggio delle vittime è salito ad almeno 50 persone, tra cui 10 bambini. La stazione in queste ore viene usata per evacuare i civili dalle aree dell’Est del Paese che sono sotto i bombardamenti. La tv Ukraine 24 denuncia su Telegram che su uno dei missili che hanno colpito la zona della stazione si legge la scritta in russo «per i bambini». La tv ucraina pubblica un video in cui si vede il missile, parzialmente distrutto, con la scritta bianca in cirillico. È stato impossibile finora stabilire chi abbia scritto la frase sul razzo. «Questo è un male che non ha limiti, se non viene punito, non si fermerà mai», denuncia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Mosca nega il coinvolgimento nell’attacco e incolpa Kiev: i frammenti del missile apparterrebbero a un vettore Tochka-U, «utilizzato solo dalle forze ucraine». Opposta la versione ucraina: sono stati usati missili russi ad alta precisione Iskander. Nell’attacco della scorsa notte a Odessa dal mare e dalla penisola della Crimea, poi, ci sono state delle vittime, secondo quanto fa sapere Vladislav Nazarov del comando operativo meridionale dell’esercito ucraino.

Il Pentagono: Putin ha rinunciato a conquistare Kiev

Il presidente russo Vladimir Putin ha rinunciato a conquistare Kiev. Lo ha detto il ministro della Difesa statunitense Lloid Austin. «Pensava che avrebbe potuto conquistare molto rapidamente l’Ucraina, catturare molto rapidamente questa capitale. Si era sbagliato», ha detto il capo del Pentagono. Secondo il bollettino dell’intelligence britannico, nel Nord «le forze russe si sono ora completamente ritirate dall’Ucraina verso Bielorussia e Russia» e «almeno alcune di queste forze verranno trasferite nell’est dell’Ucraina per combattere nel Donbass». Per un dispiegamento militare massiccio dal nord ci vorrà «come minimo almeno una settimana».

Di Maio, guerra sarà lunga. L’esercito russo sta causando degli orrori

«Se mentre ci sono le trattative si vedono immagini del genere, di missili lanciati su donne e bambini, è ovvio che le trattative si allungano». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in collegamento con la trasmissione di Rete 4 ’Diario di Guerra’. «Dobbiamo aspettarci una guerra lunga», ha aggiunto Di Maio. «Questa guerra deve finire il prima possibile” e “in queste ore e in questi giorni stiamo lavorando a una conferenza di pace». ha aggiunto Di Maio. Ma Vladimir Putin, ha detto ancora il ministro degli Esteri, «ha dimostrato che non vuole la pace» e l’esercito russo «continua con allucinanti azioni di morte».

«Quanto accaduto a Kramatorsk - ha detto ancora Di Maio - fa parte degli orrori che sta causando l’esercito russo in Ucraina». «Dobbiamo smetterla di dubitare di questi orrori», ha sottolineato.

Russia revoca licenze a 15 ong tra cui Amnesty e Human Rights Watch

Il ministero della Giustizia russo ha revocato la licenza a 15 organizzazioni straniere, comprese Amnesty International, Human Rights Watch e Carnegie Endowment for International Peace. In una nota si spiega che le organizzazioni sono state messe al bando dopo «la scoperta di violazioni dell’attuale legge in vigore nella Federazione Russa».

Fonti Ue, non c’è unanimità per embargo petrolio

Lunedì prossimo al Consiglio dei ministri degli Esteri Ue «non si discuterà» di un possibile embargo al petrolio russo. È quanto si apprende da fonti europee. «Abbiamo appena completato il quinto pacchetto di sanzioni, che ha aggiunto misure economiche e individuali alla Russia. Ma il petrolio richiede l’unanimità tra gli Stati membri e l’Europa è dipendente dall’energia russa, dunque si tratta di una questione complicata dal punto di vista tecnico e politico», fa sapere un funzionario Ue.

Per imporre sanzioni più dure sull’energia contro la Russia, serve l’unità dell’Ue, ma «la Francia è pronta ad andare avanti e a decidere il bando del petrolio russo. Sono profondamente convinto che i prossimi passi e le prossime discussioni si concentreranno su questa questione». Lo ha detto alla Cnn il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, aggiungendo che questo sarebbe «un punto di svolta».

Banca centrale russa taglia il tasso di riferimento dal 20 al 17%

La Banca centrale russa ha tagliato il tasso di riferimento dal 20 al 17 per cento. «Le condizioni esterne rimangono difficili e limitano l’attività economica della Russia», riporta una nota dell’istituto. «I rischi - prosegue - per la stabilità finanziaria rimangono». Viene sottolineato anche che gli aumenti dei prezzi non stanno più accelerando così velocemente come nelle settimane immediatamente successive all’avvio delle operazioni in Ucraina. Poco variato il rublo sia sul dollaro che sull’euro. Per un biglietto verde servono attualmente 75 rubli. Per un Euro, invece, servono 86 rubli.

La Banca Centrale russa autorizza vendita di valute estere

La Banca centrale russa ha annunciato che tornerà ad autorizzare nuovamente dal 18 aprile la vendita di valute estere, sospesa all’inizio di marzo nel Paese colpito da sanzioni occidentali senza precedenti a causa della guerra in Ucraina. Le banche russe «potranno nuovamente vendere valuta estera in contanti ai cittadini a partire dal 18 aprile 2022», ha affermato la Banca centrale in un comunicato, precisando che può essere venduta solo la valuta estera ricevuta dalle banche a partire dal 9 aprile.

Fao: prezzi alimentari a livelli record a marzo

Il conflitto ha ripercussioni drammatiche sul versante della fame nel mondo. I prezzi alimentari mondiali toccano il «livello più alto di sempre» a marzo, dopo che l’invasione russa dell’Ucraina ha «provocato degli shock» sui mercati dei cereali e degli oli vegetali. Lo fa sapere la Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione. L’indice del prezzo alimentare della Fao è salito del 12,6% a marzo rispetto a febbraio, toccando un nuovo record dalla sua creazione nel 1990.

Franco: con blocco a gas russo Pil 2022 sotto il +2,3%

Anche in Italia le conseguenze della guerra non si fanno attendere. La crescita dell’economia italiana, prevista al 2,9% nel 2022, «è caratterizzato da notevoli rischi al ribasso» e l’ipotesi di un blocco completo del gas russo potrebbe portarla «sotto il 2,3% ereditato dal 2021», scrive il ministro dell’Economia Daniele Franco nell’introduzione al Def. «Un completo blocco del gas russo causerebbe ulteriori aumenti dei prezzi, che influirebbero negativamente sul Pil e spingerebbero ulteriormente al rialzo l’inflazione». Franco aggiunge che con le misure già adottate dal governo i rincari della bolletta energetica per famiglie e imprese verrebbero ridotti nel primo semestre «di almeno un quarto rispetto a uno scenario senza interventi».

Pagando l’energia in rubli, l’Ucraina violerebbe le sanzioni imposte dalla Ue

L’Ungheria infrangerà le sanzioni dell’Ue se manterrà la sua promessa di pagare in rubli l’energia russa, ha detto alla Cnn la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. «Abbiamo fatto un’analisi del decreto di Putin, e la vicenda è molto chiara. Ciò che Putin suggerisce – trasformare gli euro in rubli e poi pagare la bolletta del gas – sarebbe una violazione delle sanzioni. Se lo si fa, si eludono le sanzioni che abbiamo imposto alla Russia»: Lo ha detto il presidente della Commissione europea von der Leyen in una intervista alla Cnn.

Gentiloni, «da crisi Ucraina ridimensionamento significativo crescita»

Alla luce dello scenario economico aggravato dalla guerra in Ucraina la Commissione Europea si attende «un ridimensionamento significativo delle prospettive di crescita» anche se al momento è difficile definire esattamente «di quanto». Lo ha detto il commissario europeo per gli affari economici, Paolo Gentiloni, in un’intervento alla Luiss, ricordando che «il 16 maggio saranno presentate le Previsioni di primavera». Ma quella che sarà proposta - ammette - «non sarà una diagnosi definitiva perché ci sono incognite, a iniziare dalla durata del conflitto». «Non possiamo escludere scenari terribili» come quello di un conflitto dalla durata lunga «che avrebbe conseguenze economiche» significative. «Dobbiamo cercare di gestire le spinte inflazionistiche e il fardello del debito», ha concluso.

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