La crisi

Consiglio sicurezza Onu, scontro Usa- Russia sull’Ucraina. Mosca: nessuna aggressione

L’inviato Onu di Mosca nega qualsiasi progetto di invasione e accusa gli Usa di «provocare». Ma Kiev ribadisce: ci sono oltre 130mila soldati russi, non bastano le smentite

Consiglio di sicurezza dell'Onu si riunisce sulla crisi ucraina

7' di lettura

Tornano ad alzarsi i toni sulla questione ucraina, con il nuovo botta e risposta che si è consumato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 31 gennaio. Mosca ribadisce di non avere alcuna intenzione di invadere l’Ucraina e accusa Washington di «provocare», gli Usa parlano di una delle mobilitazioni militari più imponenti degli ultimi decenni. Il presidente Joe Biden è intervenuto in un secondo momento, con un commento ben poco conciliante: «Oggi alle Nazioni Unite - ha detto - abbiamo mostrato la piena natura della minaccia della Russia alla sovranità ed integrità territoriale dell’Ucraina e ad i principi base dell’ordine internazionale». 

Il vertice è stato richiesto dagli Usa per affrontare la «chiara minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali e alla Carta delle Nazioni Unite», come l’ha definita l'ambasciatore statunitense Linda Thomas-Greenfield, scatenando l’irritazione di Mosca.

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Prima della riunione, lo stesso presidente Usa Joe Biden aveva lanciato un nuovo monito alla Russia, preannunciando le «gravi conseguenze» in caso di aggressione all’Ucraina e la preparazione degli Usa a «qualsiasi scenario» di crisi.

Un affondo respinto da Mosca, già scettica sull’opportunità della stessa riunione: «Non ricordo - ha dichiarato il viceambasciatore russo delle Nazioni Unite Dmitry Polyansky- un’altra occasione in cui un membro del Consiglio di sicurezza (Unsc) ha proposto di discutere sulla base di accuse e ipotesi infondate», ha detto, dicendosi speranzoso che «i colleghi dell’Unsc non sosterranno questa trovata propagandistica, vergognosa per la reputazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite».

Russia: nessuna intenzione di aggredire Ucraina

Il Consiglio si è poi tenuto, facendo emergere tutte le tensioni fra Usa e Russia e il bilancio attuale della crisi. Secondo l’inviato Onu dell’Ucraina, la Russia avrebbe dispiegato oggi circa 130mila militari a «minaccia» di Kiev, in aggiunta alla presenza di 3mila soldati di Mosca fra i 35mila separatisti filo-russi nella regione del Donbass. Kiev, ha precisato l’inviato Onu, «non può credere alle smentite della Russia sui suoi proposito di attacco, ma (può credere, ndr) solo alle mosse pratiche di ritiro delle truppe». Nel suo complesso l’Ucraina mantiene un «forte impegno alla pace» e cercherà di evitare conflitti diretti.

Dal canto suo, la Russia «esclude ogni possibilità di aggressione contro l’Ucraina», ha sottolineato il rappresentante permanente di Mosca presso l’Onu, Vassily Nebenzia, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. Semmai, ha attaccato Nebenzia, i ripetuti allarmi degli Usa per una possibile invasione sono «provocatori». «Sembra che voi stiate chiamando una guerra, che stiate aspettando che ciò accada, come se voleste che le vostre accuse si rivelassero vere», ha affermato Nebenzia, citato dalla Tass.

La replica Usa: quella russa è la più grande mobilitazione militare in decenni

La replica Usa, arrivata dall’ambasciatrice Thomas-Greenfield, è che la Russia ha schierato oltre 100mila militari, «la più grande mobilitazione in Europa» da decenni. «E stanno provando, senza basi concrete, di dipingere l’Ucraina e i paesi occidentali come gli aggressori, per creare pretesti di un attacco», ha aggiunto, evidenziando anche un incremento di attacchi digitali e disinformazione russia.

Lo scontro verbale fra Washington e Mosca ha solo acuito le tensioni pregresse, vanificando gli appelli alla «unità Onu» del presidente americano Biden. Ora il presidente Usa ribadisce che gli Usa continueranno a «invocare la diplomazia come il miglior modo pre procedere, ma con la Russia che continua l’escalation... Noi siamo pronti a qualsiasi cosa succeda».

La Casa Bianca aveva auspicato in giornata una maggiore coesione nelle Nazioni unite, sottolineando che la «la riunione del Consiglio di sicurezza è un passo fondamentale per invitare il mondo a parlare con una sola voce: rifiutare l’uso della forza, chiedere una riduzione dell’escalation militare, sostenere la diplomazia come miglior percorso da seguire e chiedere a ogni Stato membro di assumersi la responsabilità di astenersi dall’aggressione militare ai suoi vicini».

Nel consiglio di sicurezza dell’Onu, ha detto Biden, «gli Stati Uniti hanno presentato in dettaglio la natura completa della minaccia russa alla sovranità e all’integrità territoriale ucraina. E abbiamo chiarito alla comunità internazionale le implicazioni complete di questa minaccia, non solo per l’Ucraina ma per i principi fondamentali dello statuto dell’Onu e l’ordine moderno internazionale», prosegue Biden in una nota diffusa dalla Casa Bianca.

«Se la Russia è sincera nell’affrontare le nostre reciproche preoccupazioni attraverso il dialogo, gli Usa e i suoi alleati e partner continueranno ad essere coinvolti in buona fede. Se invece la Russia sceglie di allontanarsi dalla diplomazia e di attaccare l’Ucraina, ne porterà la responsabilità e subirà conseguenze rapide e severe», aggiunge, ammonendo che gli Usa e i suoi alleati «continuano a prepararsi per qualsiasi scenario».

Il primo febbraio colloquio telefonico Lavrov-Blinken. Congresso Usa verso accordo sanzioni

Il dialogo fra Washington e Mosca, comunque, andrà avanti. Il primo febbraio il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e il segretario di Stato Usa Antony Blinken avranno un colloquio telefonico. Lo riferisce il ministero russo citato dalla Tass.

Intanto, Repubblicani e Democratici al Congresso Usa sono vicini a raggiungere un accordo su un pacchetto di sanzioni per esercitare pressioni affinché Vladimir Putin ritiri le sue forze mentre giovedì funzionari della Casa Bianca informeranno, in una udienza a porte chiuse, tutti i senatori, sugli ultimi sviluppi della crisi. «Ci arriveremo. Abbiamo lavorato bene, abbiamo cercato di accomodare opinioni diverse e siamo impegnati, insieme, in modo bipartisan, a difendere l’Ucraina e a inviare a Putin il messaggio, duro e consequenziale», ha anticipato il senatore Robert Menendez, presidente della Commissione esteri, in una intervista ieri a Cnn in cui ha precisato che alcune misure potrebbero essere approvate prima di una nuova operazione militare di Mosca.

Ue lavora a sanzioni forti, anche personali

La prospettiva di nuove sanzioni arriva anche da Bruxelles. «L’Unione Europea sta lavorando a un cospicuo pacchetto di sanzioni contro la Russia che include sanzioni personali, economiche, finanziare e commerciali. Non posso dilungarmi sui dettagli di ogni singola misura perché il lavoro è ancora in corso, benché in uno stadio avanzato. Il pacchetto è disegnato per scoraggiare la Russia da ulteriori azioni aggressive». Lo ha detto il vice presidente e commissario economico dell’Ue Valdis Dombrovskis nel corso della sua visita a Kiev, dove ha incontrato il premier ucraino Denys Shmyhal. «L’Ue - ha aggiunto - è determinata a sostenere l’Ucraina economicamente e politicamente».

Johnson martedì a Kiev, lunedì parla con Putin

Boris Johnson sarà martedì a Kiev mentre nella giornata di lunedì parlerà con Vladimir Putin, rende noto Downing street dopo che al premier, questa mattina, è stato consegnato il rapporto sul partygate che fa seguito all’indagine condotta dalla funzionaria di rango Sue Gray. Johnson, si precisa, chiederà a Putin di «fare un passo indietro dall’orlo del baratro».

Cina: ci opponiamo alla riunione, negoziati già in corso

L’ambasciatore cinese alle Nazioni Unite Zhang Jun ha detto che Pechino sostiene Mosca nell’opporsi a una riunione del consiglio. «Entrambe le parti hanno mostrato la volontà di continuare i negoziati», ha detto nella giornata di venerdì a diversi giornalisti. «Lasciate che risolvano le differenze attraverso il dialogo, attraverso i negoziati». «La Russia ha detto chiaramente che non ha intenzione di fare una guerra» e il Consiglio di sicurezza dovrebbe «aiutare a ridurre le tensioni invece di aggiungere benzina al fuoco», ha detto ancora Zhang.

Capo Consiglio sicurezza russo: non vogliamo una guerra

Il capo del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev, domenica ha respinto gli avvertimenti occidentali su un’invasione. «In questo momento, stanno dicendo che la Russia minaccia l’Ucraina: Ma è completamente ridicolo», ha affermato parlando attraverso l’agenzia di stampa statale Tass. «Non vogliamo la guerra e non ne abbiamo affatto bisogno».

A Kiev «sventato tentativo di creare disordini»

Le forze di sicurezza ucraine hanno arrestato un gruppo di persone che, secondo Kiev, preparavano una sommossa nella capitale. Lo annuncia il ministro dell’Interno Denys Monastyrsky citato da Interfax sul suo sito. Le autorità stanno lavorando per individuare «i mandanti e i beneficiari», in particolare per stabilire se vi sia un legame con i servizi russi. Secondo il ministro erano state preparate manifestazioni di piazza a Kiev durante le quali sarebbero dovuti scoppiare disordini «per destabilizzare la situazione». Iniziative analoghe erano state preparate in altre città, nelle regioni di Sumy, Chernihiv, Cherkasy e Poltava.

L’Ungheria si rifiuta di accogliere le truppe Nato. Martedì Orban a Mosca

L’Ungheria non vuole accogliere le truppe della Nato per l’emergenza ucraina. «Non ci sono minacce attualmente, non c’è bisogno di alcun dispiegamento di forze», ha detto il ministro della difesa Tibor Benkoe, rispondendo alle domande dei giornalisti. Un possibile dispiegamento di forze nell’Europa dell’Est è stato proposto dal presidente americano Joe Biden a causa della crisi ucraina. L’Ungheria è il solo paese dell’Est che ha risposto con un rifiuto alla proposta. Il premier Viktor Orban domani sarà in visita a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin.

Mosca: «Se Londra imporrà sanzioni ci sarà ritorsione»

Ci sarà una «ritorsione» da parte di Mosca se Londra dovesse dare seguito nei prossimi giorni alla minaccia di imporre sanzioni contro le aziende russe. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando durante un punto stampa le parole della ministra degli Esteri britannica Liz Truss, che in un’intervista a Sky ha annunciato che sarà presa di mira «ogni compagnia di interesse del Cremlino» per la crisi ucraina, aggiungendo che «non vi sarà un luogo dove nascondersi» per gli oligarchi vicini al presidente Vladimir Putin. «La ministra degli Esteri britannica ha parlato di alcune sanzioni. Ma qui, penso, dobbiamo chiamare ogni cosa con il suo vero nome. Le sanzioni sono qualcosa di legittimo e di formalmente approvato se decise dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu - ha detto Peskov - In questo caso si tratta di un attacco palese alle imprese».

Ma Stati Uniti e alleati hanno già pronta anche una lista di personalità russe vicine a Putin da colpire con sanzioni economiche se la Russia dovesse invadere l’Ucraina. Le personalità comprese nella lista, ha spiegato un esponente Usa, «svolgono un ruolo nel processo decisionale del governo o sono almeno complici della condotta destabilizzante del Cremlino», e rappresentano obiettivi sensibili per i loro profondi legami finanziari con l’Occidente.

La Russia effettua manovre antisottomarini nel Mar di Norvegia

Intanto, un gruppo di navi russe della Flotta del Nord ha condotto una manovra nel Mar di Norvegia, a nord-ovest del Paese scandinavo, prendendo come bersaglio un presunto sottomarino nemico. Il sottomarino, fa sapere la forza navale, citata dall’agenzia Tass, è stato individuato con un sistema di sonar e dati forniti da piloti di aereo ed è stato inseguito dal lanciamissili Maresciallo Ustinov e dalla fregata Ammiraglio Kasatonov con l’aiuto di un elicottero per la guerra anti-sottomarini. Negli ultimi giorni Mosca ha avviato esercitazioni di tutte le sue flotte a livello globale, in coincidenza con l’aumento delle tensioni con l’Occidente per la crisi ucraina.

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