Crisi Mosca-Kiev

Russia inizia esercitazioni ed evacua ambasciata. GB: pronti a schierare 1000 uomini

Kiev risponde con le esercitazioni delle sue forze armate e invoca un maggior aiuto degli Usa

Ucraina, le truppe britanniche si addestrano con quelle della Nato in Estonia

6' di lettura

La Russia e la Bielorussia hanno avviato delle esercitazioni militari congiunte, lo scenario temuto dai Paesi occidentali come segnale di una «grande escalation» del conflitto in Ucraina. Il ministero della Difesa russo ha confermato l’inizio delle manovre in Bielorussia, denominate «Union Resolve 2022» e in programma fino al 20 febbraio. Le esercitazioni si concentreranno sulla «soppressione e il respingimento di aggressioni esterne».

Con un’altra mossa che allarma gli occidentali, Mosca sta valutando di il ritiro del personale non essenziale dalla sua ambasciata in Ucraina. A rivelarlo il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov: «Stiamo pensando che gli anglosassoni stiamo preparando qualcosa se ritirano il loro personale dall’Ucraina. Guardiamo alle loro azioni e, probabilmente, anche noi avviseremo il personale non essenziale delle nostre istituzioni diplomatiche a tornare a casa per un po’».

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Lavrov continua però a respingere l’ipotesi di una «invasione» e accusa gli occidentali di ignorare del tutto la versione di Mosca. «Sfortunatamente i nostri tentativi di spiegazione sono stati accolti da orecchie sorde - ha detto Lavrov citato dalla Bbc - o le nostre controparti non sono al corrente dei fatti o li ignorano deliberatamente».

La tensione resta elevatissima. Il Regno Unito di Boris Johnson conferma la sua vicinanza a Kiev e si dice pronto a inviare 1000 uomini nel Paese, mentre prosegue il lavoro di diplomazia per arginare la crisi: si sono svolti in giornata una telefonata fra il presidente Usa Joe Biden e il suo omologo francese Macron e un incontro fra il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Cremlino, pronta risposta a Usa su garanzie

Il «dialogo» in sede diplomatica fra Washington e Mosca, i principali attori della crisi, ruota interno alle richieste della Russia di «garanzie di sicurezza» sull’Europa. Mosca ha definito il «nucleo centrale» della sua risposta alle controproposte già avanzate dagli Stati Uniti per garanzie vincolanti, ha annunciato il Cremlino, precisando che Vladimir Putin ha informato Emmanuel Macron, nel colloquio che si è tenuto martedì al Cremlino. Non è ancora chiaro quando sarà inviato il testo finale. «Non è ancora stato deciso quando saranno formulate, il Presidente lo farà quando lo riterrà opportuno», ha affermato il portavoce, Dmitry Peskov.

Nell’attesa, Unione Europea e Nato hanno risposto per scritto alla lettera inviata dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sulla sicurezza in Europa. La risposta coordinata invita Mosca al dialogo nell’ambito dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Fonti europee riferiscono che la risposta è stata coordinata con la Nato e che non comprende nuove ipotesi di sicurezza, come quella di trasformare l’Ucraina in un paese neutrale come la Finlandia. «Ho risposto a nome dei paesi membri dell’Ue alle lettere che hanno ricevuto dal ministro Lavrov. Tensioni e disaccordi vanno risolti attraverso il dialogo e la diplomazia. Chiediamo alla Russia una de-escalation e una marcia indietro rispetto alla concentrazione militare in e attorno all’Ucraina e in Bielorussia», ha scritto su Twitter l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Josep Borrell.

Ucraina: pressione psicologica. Kiev inizia esercitazioni

Le fibrillazioni su campo, però, rimangono. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito le operazioni russe come una strategia di «pressione psicologica» contro Kiev. «L’accumulo di forze al confine è la pressione psicologica dei nostri vicini», ha affermato Zelensky in un comunicato. «Oggi abbiamo abbastanza forze per difendere con onore il nostro Paese», ha aggiunto.

In un comunicato rilasciato dal ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, Kiev critica in particolare le esercitazioni navali sulla sua costa meridionale, evidenziando che la presenza di navi russe rende «virtualmente impossibile» muoversi nel Mar Nero e Azov. Il comportamento della Russia, dice il comunicato, mostra «palese mancanza di rispetto per le regole e i principi della legge internazionale» e rientra in una «guerra ibrida» contro l’Ucraina.

Il Paese ha avviato oggi a sua volte delle esercitazioni militari, con l’impiego di droni armati e razzi anti carro forniti dagli Stati Uniti e da altri Paesi Nato. Lo ha reso noto il ministro della Difesa, Oleksii Reznikov. Le manovre delle forze ucraine si protrarranno fino al 20 di questo mese, la stessa data in cui Mosca ha annunciato la fine delle esercitazioni congiunte con la Bielorussia e a cui intendono rispondere.

Ucraina: dagli Usa supporto limitato all’intelligence

Non mancano divergenze anche all’interno delle stesse coalizioni di alleati. L’Ucraina denuncia che gli Stati Uniti inviano a Kiev solo informazioni di «valore limitato sulla pianificazione militare russa», come ha spiegato una fonte della presidenza ucraina, citata dal Washington Post. Per questo, i senatori della Commissione intelligence sollecitano, Repubblicani e Democratici insieme, l’Amministrazione Biden a condividere più intelligence con l’Ucraina. «La Russia è l’aggressore, e abbiamo bisogno di armare l’Ucraina con le informazioni di importanza critica necessarie per difendere il Paese», hanno scritto in una lettera indirizzata al Presidente. La Casa Bianca sostiene invece di aver reso pubblica una quantità straordinaria di informazioni riservate, incluse immagini satellitari e da altre fonti, sui siti del dispiegamento militare russo e dei piani per deporre il governo ucraino.

Uk pronto a schierare 1000 uomini. Lavrov: relazioni ai minimi

Il Regno Unito è pronto a dispiegare altri mille soldati nel caso scoppi una «crisi umanitaria» legata alle tensioni in Ucraina. Lo ha annunciato il premier Boris Johnson, che venerdì sarà a Bruxelles per incontrare il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, e a Varsavia dove vedrà il presidente polacco Andrzej Duda e il premier Mateusz Morawiecki.

«L’Alleanza deve tracciare una linea sulla neve ed essere chiara sul fatto che ci sono alcuni principi sui quali non transigeremo», ha dichiarato Johnson in un comunicato, citando «la sicurezza di ogni alleato in seno alla Nato e il diritto di ogni democrazia europea di aspirare a farne parte». Il premier ha aggiunto che «non esclude» di fornire un ulteriore supporto a Kiev. La richiesta da parte del presidente russo Vladimir Putin di garantire il divieto per l’Ucraina di aderire alla Nato è uno dei nodi cruciali dell’attuale crisi tra la Russia e l’Occidente.

L’annuncio di Londra complica ulteriormente i rapporti con Mosca. Le relazioni tra Russia e la Gran Bretagna hanno toccato «il livello minimo da molti anni a questa parte» ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato dalla Tass, dopo avere incontrato a Mosca la sua omologa britannica Liz Truss. La Russia tuttavia, ha aggiunto Lavrov, è pronta a rispondere positivamente «se il Regno Unito è veramente interessato a migliorare le relazioni» bilaterali.

Johnson: guerra sarebbe disastro, è tempo di de-escalation

Lo stesso Johnson, comunque, insiste perché si continui sulla via di una risoluzione diplomatica. «La posta in gioco è molto alta e questo è un momento molto pericoloso. In gioco sono le regole per proteggere tutti i Paesi, piccoli e grandi - ha detto - Sarebbe un assoluto disastro se si arrivasse a un grande spargimento di sangue in Ucraina». Il premier si dice convinto che Mosca sia del tutto consapevole della gravità della situazione e voglia evitare una degenerazione ancora più grave. «So che in Russia e al Cremlino - ha detto - si stanno chiedendo se sia sensato versare il sangue dei soldati russi in una guerra che penso sarebbe catastrofica, insensata ed economicamente pesantissima per Mosca. È il momento di pensare a un’altra via, è tempo di de-escalation e colloqui». .

Biden, telefonata con Macron

«Il presidente Joe Biden ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron. I due leader hanno discusso i recenti incontri di Macron in Russia e in Ucraina. E hanno parlato degli sforzi diplomatici in corso, intrapresi in stretto coordinamento con gli alleati e i partner, in risposta al continuo rafforzamento militare della Russia al confine con l’Ucraina», rende noto la Casa Bianca.

Incontro Michel-Scholz

Intanto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, su Twitter, segnala un «buon colloquio con il Cancelliere Olaf Scholz a Berlino. Ci siamo concentrati sulla situazione ai confini dell’Ucraina e abbiamo preparato i prossimi vertici: i Summit Ue-Unione africana, su investimenti e crescita, e su sicurezza e prezzi dell’energia», ha scritto.

La Danimarca apre le porte ad una presenza militare Usa

La Danimarca apre le porte al dispiegamento di militari americani sul proprio territorio, nell’ambito di un nuovo accordo bilaterale per facilitare il movimento delle truppe Usa in Europa, sullo sfondo delle tensioni con la Russia per l’Ucraina. Lo ha annunciato la premier Mette Frederiksen in una conferenza stampa. «Gli Stati Uniti si sono rivolti alla Danimarca offrendo una cooperazione bilaterale in materia di difesa», oltre alla Nato. «La forma esatta che assumerà questa collaborazione non è stata ancora definita, ma potrebbe includere la presenza di soldati americani ed equipaggiamento militare sul suolo danese», ha spiegato Frederiksen.

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