ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl cambio al vertice Dem

Ucraina, salario minimo, no a Piantedosi e termovalorizzatore Roma: i (possibili) dossier di convergenza tra Pd e M5s

I rispettivi leader, Schlein e Conte, hanno partecipato alla manifestazione indetta dai sindacati a Firenze a difesa della scuola e della Costituzione

di Andrea Carli

Conte: "Mi auguro dialogo con Schlein, subito salario minimo"

4' di lettura

L’affermazione alle primarie del Pd di Elly Schlein, nuova segretaria del partito, delinea alcuni temi su cui si potrebbe sviluppare una convergenza tra i Dem, sotto la nuova guida, e i Cinque Stelle a trazione Giuseppe Conte. Si va dalla posizione dell’Italia sulla crisi in Ucraina, a quella sull’introduzione del salario minimo, al pressing rivolto contro il ministro dell’Interno Piantedosi dopo la tragedia dei migranti a Steccato di Cutro, nel crotonese, fino al tema dei rifiuti, con la costruzione di un termovalorizzatore a Roma. Conte ha salutato con favore l’elezione di Schlein. «Mi confronterò con lei», ha spiegato. Ma anche messo in evidenza le difficoltà che dovrà affrontare la segretaria di «un partito di antica tradizione». Di alleanza non si parla, di «misurarsi su obiettivi concreti» sì. Conte e Schlein hanno partecipato alla manifestazione indetta a Firenze dai sindacati dopo le violenze al Liceo classico Michelangiolo, a difesa della scuola e della Costituzione.

«Se noi ci troviamo qui con il segretario del Pd - ha detto l’ex presidente del Consiglio - vuol dire che su partite concrete noi ci siamo, che riguardano tutti, non solo le forze progressiste, siamo in piazza per difendere principi costituzionali, il problema non è il primato e le leadership della sinistra: a noi interessa come M5s lavorare per rafforzare l’azione politica di forze progressiste. Se col nuovo vertice del Pd questo dialogo rafforzerà questo orizzonte ben venga per tutta l’Italia».

Loading...

«Sono molto felice che ci sia qui una grande delegazione del Partito democratico - ha detto Schlein -, che ci sia qui il Movimento cinque Stelle, che ci siano qui altre forze civiche e della sinistra ecologista, credo che sia un bel segnale che su alcune battaglie fondamentali, come abbiamo sempre detto, noi dobbiamo lavorare insieme sia in Parlamento che nel Paese, per organizzare una opposizione. Noi ci saremo». I temi, ha aggiunto la segretaria Dem, sono «la difesa della scuola pubblica, la difesa della sanità pubblica, la difesa del lavoro, il salario minimo, la difesa della Costituzione, la battaglia contro l’autonomia differenziata». Ma non solo.

Ucraina

L'appoggio al governo Meloni sulla linea atlantista di sostegno anche militare all'Ucraina, fin qui garantito fortemente dall'ex segretario Enrico Letta, potrebbe affievolirsi ora che l'asse del partito si è spostato a sinistra e più vicino alle posizioni del M5s di Giuseppe Conte. Un primo test sarà il voto sulle mozioni che accompagneranno le comunicazioni della premier alla Camera il 22 marzo in vista del Consiglio europeo.

Parlando col New York Times, in una corrispondenza da Roma che ha tracciato il suo profilo di «donna che sta scuotendo la politica italiana» dopo essere stata eletta a sorpresa segreteria dei Democratici, Schlein ha preso le distanze dalla posizione del Movimento 5 stelle sull’ Ucraina. Ha descritto il suo partito come totalmente a sostegno di Zelensky e del suo popolo contro l’«invasione criminale» della Russia e ha ricordato che il Pd ha votato per mandare armi anche quest’anno «perché ora è necessario».

Infine, in occasione della manifestazione fiorentina ha fatto presente che «non è mai stato in discussione il nostro pieno supporto al popolo ucraino ad un anno dall’invasione criminale voluta da Putin. Ma credo anche che la sinistra debba continuare a perseguire un mondo di pace, un futuro di pace, mobilitarsi in questa direzione chiedendo all'Unione Europea un forte impegno ed anche un forte protagonismo politico diplomatico. Le due cose non sono in contraddizione».

Salario minimo

Sul tema del salario minimo il leader dei Cinque Stelle ha aperto alle forze politiche di opposizione (ma non solo). «Abbiamo presentato una proposta di legge sul salario minimo legale a 9 euro lordi l’ora, chiedendone la calendarizzazione. Quindi - ha sottolineato - confidiamo in tutte le forze politiche, a partire dell’opposizione: la neo segretaria del Pd Elly Schlein ha detto che è una priorità, Calenda ha aperto, ora ci rivolgiamo anche alle forze di maggioranza».

Migranti, pressing per spingere Piantedosi alle dimissioni

Dopo il naufragio del barcone carico di migranti a Steccato di Cutro, nel Crotonese, sia il Pd sia M5s hanno chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di dimettersi. «Noi - ha detto Schlein, intervenendo in Commissione Affari Costituzionali della Camera durante l’audizione del ministro - attendiamo fiduciosi le risultanze delle indagini ma dal punto di vista delle responsabilità politiche io concordo con quanto affermato dai miei colleghi, già soltanto le sue dichiarazioni suggeriscono le sue dimissioni e una riflessione profonda per Giorgia Meloni». La capogruppo alla Camera Deborah Serracchiani ha depositato una interpellanza non solo al titolare del Viminale, ma anche a Salvini e Giorgetti, a cui fanno capo Guardia Costiera e Guardia di Finanza: nell’atto ispettivo si chiede, con domande precise, di chiarire dove sia avvenuta la falla nella catena di comando che ha determinato la catastrofe. Anche i Cinque Stelle chiedono un passo indietro del ministro. «Data l’evidente lacunosità del comportamento del ministero, le reitero la richiesta di dimissioni e di venire urgentemente a riferire in Aula», ha affermato Stefano Colucci, componente M5s della stessa commissione. Martedì 7 marzo Piantedosi riferirà in aula alla Camera. L’ipotesi di una mozione di sfiducia verso il ministro, al momento rientrata, potrebbe tornare.

Termovalorizzatore a Roma

La neo segretaria Pd Elly Schlein è una incognita sul termovalorizzatore, e non pochi timori circolano in Campidoglio (Gualtieri aveva appoggiato lo sfidante di Schlein, Stefano Bonaccini) nel caso dovesse esprimersi apertamente contro il progetto. Stando alla mozione presentata per il congresso Pd, Schlein parla di «puntare alla circolarità e superare discariche e inceneritori». Quanto a M5s, è da sempre contrario al progetto. A novembre il gruppo consiliare pentastellato ha depositato un esposto alla Corte dei Conti contro la decisione del Comune di Roma di avviarne la costruzione. Un asse M5s-Pd contro l’opera non è escluso, anche se è difficile che il processo si interrompa, considerato soprattutto che il conto alla rovescia per il Giubileo del 2025 è iniziato, e la capitale è chiamata ad affrontare il nodo rifiuti.

Riproduzione riservata ©

loading...

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti