La crisi nel Donbass

Russia, Ucraina, Francia e Germania: colloqui a quattro il 25 gennaio a Parigi

Mentre crescono i timori per un’invasione russa, il Papa cita la crisi geopolitica nell’Angelus: «Sicurezza dell’Europa a rischio»

Usa-Russia, ancora tensioni sull'Ucraina

3' di lettura

Sale la tensione per la crisi in Ucraina. Consiglieri politici di Russia, Ucraina, Francia e Germania terranno martedì prossimo 25 gennaio a Parigi colloqui “in formato Normandia” sull’Ucraina orientale. Una fonte presidenziale russa, riferisce la Tass, ha precisato che per Mosca parteciperà il vice capo di stato maggiore dell’ufficio esecutivo presidenziale Dmitry Kozak. «I consiglieri politici del Normandy Format terranno un incontro faccia a faccia a Parigi il 25 gennaio, che è stato pre-concordato ad Arkhangelskoe (fuori Mosca) il 6 gennaio», ha affermato la fonte.

Il 6 gennaio, Kozak, ricorda la Tass, ha tenuto colloqui con i suoi omologhi del Normandy Format: il consigliere di politica estera del cancelliere tedesco Jens Plotner e il consigliere diplomatico del presidente francese Emmanuel Bonne, che era stato invitato a Mosca. Kozak ha detto ai giornalisti che le parti «hanno concordato ulteriori contatti, inclusa la partecipazione della leadership ucraina in modo da porre fine (al conflitto nell’Ucraina orientale) il prima possibile». Il termine “Formato Normandia” risale al 2014, quando i rappresentanti di questi quattro Paesi si incontrarono informalmente durante le celebrazioni del D-Day in Normandia per tentare di risolvere il conflitto nel Donbass.

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L’Angelus del Papa

Mentre crescono i timori per un’invasione russa, il ministero degli Esteri tedesco starebbe lavorando a un piano di evacuazione dei dipendenti dell’ambasciata tedesca da Kiev, nel caso di un’ulteriore escalation provocata dalla Russia in Ucraina. È quello che scrive la Bild. Il tabloid afferma che gli Usa sono in una fase già “più concreta” e dovrebbe iniziare l’evacuazione della loro sede diplomatica già lunedì.

Anche Papa Francesco, durante l’Angelus, è intervenuto sulla crisi nel Donbass. Il pontefice ha detto che «preoccupa l’aumento per le tensioni» e «la sicurezza dell’Europa a rischio». Inoltre il Papa ha annunciato una giornata di preghiera per la pace per mercoledì 26 gennaio.

Raab (Uk): «Improbabile invio truppe inglesi»

L’ultima reazione in ordine di tempo arriva dalla Gran Bretagna. È «estremamente improbabile» che il Regno Unito decida di inviare le sue truppe se la Russia dovesse invadere l’Ucraina. Lo ha detto il vice primo ministro britannico, Dominic Raab, in un’intervista a Sky News. Raab ha comunque ribadito che il Regno Unito sarà «al fianco» dell’Ucraina, aggiungendo che l’Occidente imporrà sanzioni economiche e finanziarie a Mosca in caso «cerchi di invadere e di instaurare un regime fantoccio» filo-russo.

Berlino invia un ospedali, ma non armi

Intanto, la Germania ha annunciato che invierà un ospedale da campo, respingendo ancora una volta le richieste di Kiev per l’invio di armi. A renderlo noto è la ministra della Difesa tedesca Christine Lambrecht. «Berlino ha già consegnato respiratori all’Ucraina e soldati ucraini gravemente feriti sono attualmente in cura negli ospedali della Bundeswehr», ha detto la ministra al quotidiano Welt am Sonntag

«A febbraio verrà consegnato un ospedale da campo completo, compresa la formazione necessaria, il tutto cofinanziato dalla Germania con 5,3 milioni di euro», ha affermato Lambrecht.

«Siamo dalla parte di Kiev. Dobbiamo fare di tutto per ridurre l’escalation della situazione», ha aggiunto sottolineando che l’invio di «armi non sarebbe utile al momento, questo è il consenso all’interno del governo».

Usa valuta evacuazione famiglie diplomatici

Anche Washington starebbe «valutando» se evacuare le famiglie dei diplomatici Usa presenti in Ucraina. È quanto riferiscono su Twitter i giornalisti di Bloomberg Nick Wadhams e Alberto Nardelli, citando «fonti» a conoscenza del piano. Un annuncio ufficiale, scrivono, è atteso per i «prossimi giorni».

Sempre secondo indiscrezioni di stampa gli Stati Uniti non escluderebbero più, al momento, l’intervento militare dalle possibili azioni da intraprendere.

Arrivato carico di aiuti militari statunitensi

Intanto, gli Usa hanno inviato un nuovo carico di aiuti militari all’Ucraina, tra cui munizioni. Un aereo cargo statunitense è atterrato a Kiev nella notte tra venerdì e sabato con 90 tonnellate di materiali: lo ha annunciato l’ambasciate statunitense in Ucraina su Twitter. «Il primo carico per l’assistenza all’Ucraina recentemente deciso dal presidente Biden è arrivato stasera (venerdì, ndr). Il carico include circa 90 tonnellate di materiali letali, tra cui munizioni per i difensori dell’Ucraina in prima linea», scrive l’ambasciata, ricordando che lo scorso anno gli Usa hanno fornito aiuti militari per oltre 650 milioni di dollari.

Blinken (Usa): «Risposta severa a ulteriore incursione russa»

Ieri, venerdì 21 gennaio, il segretario di Stato americano Antony J. Blinken ha parlato al telefono con il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, al termine del suo viaggio in Europa.

Il segretario ha informato il ministro degli Esteri sui suoi incontri con funzionari alleati e russi a Berlino e Ginevra e ha sottolineato che qualsiasi ulteriore incursione russa sarà accolta con una risposta rapida, severa e unita da parte degli Stati Uniti e degli alleati.

Il segretario ha riaffermato il sostegno incrollabile degli Stati Uniti alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina e ha sottolineato che «non ci saranno decisioni sull’Ucraina senza l’Ucraina».

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