La guerra in Europa

Bombe a Kiev, respinto assalto russo. I «partner» inviano aiuti e armi a Ucraina

Si intensificano i combattimenti intorno a tutte le principali città del Paese. Nella notte la battaglia per Kiev. Ucraina: 198 morti tra cui 3 bambini da inizio invasione

Articolo aggiornato il 26 febbraio 2022 alle ore 09.55

Zelensky: "Resto a Kiev al fianco della mia gente"

8' di lettura

È stata una notte di battaglia e resistenza a Kiev e altri combattimenti sono in corso a Mariupol, nel Donbass. La capitale ha resistito anche se i bombardamenti hanno sventrato un palazzo residenziale e provocato, nella notte, almeno cinque feriti tra cui due bambini.

«Il bilancio delle vittime finora dell’invasione russa dell’Ucraina è di almeno 198, tra i quali tre bimbi» ha reso noto il ministero della salute ucraino secondo quanto riporta il Guardian.

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Attacchi aerei, la città resiste all’invasione

Un nuovo allarme antiaereo è stato dichiarato in mattinata: «È un allarme antiaereo! Mettetevi subito al riparo nel rifugio più vicino», ha detto il servizio stampa dell’amministrazione comunale.

«L’esercito russo non è entrato in città», ma «sono previsti più attacchi aerei» ha detto il sindaco di Kiev Vitalii Klitschko, rivolgendoci poi ai cittadini: «Rimanete nei rifugi antiaerei. Non uscite».

I carri armati dell’unità Z dell’esercito russo, senza insegne, starebbero avanzando verso la città, dove si susseguono esplosioni. Le forze ucraine sono schierate sui principali ponti cittadini a difesa del centro e dei palazzi del governo. Mezzi militari dell’esercito ucraino hanno fatto il loro ingresso nella capitale con il compito di difendere la città. L’attacco russo è la più grande offensiva di terra sul suolo europeo dalla Seconda Guerra mondiale.

Secondo funzionari occidentali, la resistenza ucraina finora si è dimostrata più forte del previsto ed è riuscita a rallentare i due obiettivi chiave della Russia, ovvero circondare Kiev e catturare Kharkiv nel nord-est, la seconda città più grande dell’Ucraina.

Russia e Ucraina rivendicano i loro risultati militari

Le Forze russe hanno annunciato oggi di avere abbattuto sette aerei da combattimento ucraini, oltre a otto elicotteri e sette droni e di avere distrutto 87 carri armati e 28 lanciamissili MLRS (Multiple Launch Rocket System).

«Un nuovo giorno in prima linea diplomatica è iniziato con una conversazione con Emmanuel Macron. Armi ed equipaggiamenti da parte dei nostri partner stanno arrivando in Ucraina. La coalizione contro la guerra sta funzionando», ha affermato questa mattina in un tweet il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Oltre 3500 soldati russi, coinvolti nell’invasione dell’Ucraina, sarebbero stati uccisi, altri 200 fatti prigionieri. A riferire il bilancio sono i militari ucraini, sulla loro pagina Facebook. La Russia, si legge ancora, ha perso 14 velivoli, 8 elicotteri, 102 tank.

Zelensky: «Sentito Draghi,favorevole a Russia fuori da Swift. Ucraina entri nella Ue»

Il presidente ucraino su twitter: «Questo è l’inizio di una nuova pagina nella storia dei nostri Stati, Ucraina e Italia. Il presidente del Consiglio Mario Draghi in una conversazione telefonica ha sostenuto l’uscita della Russia da Swift, la fornitura di assistenza alla difesa. L’Ucraina deve entrare a far parte dell’Ue».

In una serie di precedenti tweet, dove è molto attivo nell’aggiornamento, ha scritto: «L’Ucraina sta combattendo l’occupante con le armi in mano, difendendo la sua libertà e il futuro europeo. Ho parlato con la presidente della commissione europea Ursula Von der Leien, di un’assistenza efficace al nostro paese da parte dell’Ue in questa lotta eroica. Ho fiducia che l’Ue scelga l’Ucraina»

«È un momento cruciale per chiudere una volta per tutte la lunga discussione e decidere sull’adesione dell’Ucraina alla UE. Ho discusso» con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel «l’ulteriore assistenza efficace e l’eroica lotta degli ucraini per il loro futuro libero».

Draghi chiama Zelensky

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi «ha telefonato oggi al Presidente dell’Ucraina, Volodimir Zelensky, per esprimere a lui e al popolo ucraino la solidarietà e vicinanza dell’Italia di fronte all’attacco della Federazione Russa. Il Presidente Zelensky ha confermato il chiarimento totale del malinteso di comunicazioni avvenuto ieri e ha ringraziato il Presidente Draghi per il suo sostegno e per la forte vicinanza e amicizia tra i due popoli» spiega una nota del governo.

Draghi nel corso della telefonata ha detto che l’Italia «fornirà all’Ucraina assistenza per difendersi». «I due presidenti hanno concordato di restare in stretto contatto nell’immediato futuro», si spiega. «Draghi ha ribadito al Presidente Zelensky che l’Italia appoggia e appoggerà in pieno la linea dell’Unione Europea sulle sanzioni alla Russia, incluse quelle nell’ambito Swift», confermando quanto aveva scritto questa mattina su twitter il presidente ucraino.

I partner mandano armi e aiuti all’Ucraina

Il ministro delle forze armate britanniche, James Heappey, dice che il Regno Unito e altri 25 paesi hanno accettato di fornire più aiuti umanitari e armi. Ha detto al programma Today della BBC Radio 4 che il Regno Unito ora lavorerà con queste nazioni per coordinare il modo in cui l’aiuto militare viene consegnato e “messo nelle mani dell’Ucraina” - ma non ha dato ulteriori dettagli.

Ha aggiunto che il Cremlino sta probabilmente “riflettendo” sulla rigida resistenza ucraina che sta incontrando e ha ammesso che c’è il rischio che faccia ricorso a bombardamenti più pesanti.

Quando in Europa era notte il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ordinato che sia immediatamente fornita all’Ucraina assistenza militare per un valore di 600 milioni di dollari.

L’INVASIONE RUSSA NEI CONFRONTI DELL’UCRAINA

Giovedì 24 febbraio la Russia ha lanciato un attacco nei confronti delle principali città e areoporti ucraini. Ecco da quali confini è partito l’attacco. Fonte: Us intelligence, New York Times

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La Nato aumenta presenza a Est

Con una nota diffusa a margine del vertice straordinario di ieri, la Nato ha annunciato un rafforzamento della presenza delle proprie forze nella parte orientale dell’Alleanza. «Abbiamo attivato - si legge nella nota finale del vertice - i piani di difesa della Nato per prepararci a rispondere a una serie di contingenze e proteggere il territorio dell’Alleanza, anche attingendo alle nostre forze di risposta. Stiamo ora effettuando ulteriori importanti dispiegamenti difensivi di forze nella parte orientale dell’Alleanza. Faremo tutti i dispiegamenti necessari per garantire una deterrenza e una difesa forti e credibili in tutta l’Alleanza, ora e in futuro. Le nostre misure sono e restano preventive, proporzionate e non estensive».

Draghi: attacco è più grave minaccia a sicurezza da decenni

A margine del vertice, il presidente del consiglio italiano Mario Draghi ha spiegato che la Nato condanna «con la massima fermezza l’attacco di una brutalità ingiustificata della Russia all’Ucraina. Il comportamento russo è la più grave minaccia alla sicurezza euro-atlantica da decenni e soprattutto alla nostra democrazia e libertà».

Rivolgendosi ai membri della Nato, Draghi ha poi aggiunto che «la nostra unità è e sarà sempre la risposta più forte. Manteniamo una posizione coesa e decisa. L’Italia - ha concluso - è uno dei più importanti contributori di truppe alle operazioni Nato. Siamo pronti a fare la nostra parte, come sempre, per mettere a disposizione le forze necessarie. La reazione deve essere determinata per evitare qualsiasi ambiguità».

"L'Europa ci aiuti", le voci della comunità ucraina alla fiaccolata per la pace a Roma

Zelensky: «Sono l’obiettivo numero uno», ma pronto a parlare di cessate il fuoco e pace

«Il nemico mi ha identificato come l’obiettivo numero uno - ha detto Zelensky in un drammatico discorso trasmesso di prima mattina -. La mia famiglia è l’obiettivo numero due. Vogliono distruggere politicamente l’Ucraina abbattendo il capo dello stato. Forze nemiche di sabotaggio sono entrate a Kiev ma io resto qui».

Il presidente con una serie di tweet ha lanciato ieri un disperato appello alla comunità internazionale perché intervenga in aiuto del suo Paese: «Difendiamo la nostra terra, la nostra libertà... Ci serve una coalizione contro la guerra».

Zelensky ha parlato con il presidente della Commissione europea Von der Leyen, con quello polacco Duda, finlandese Niinisto e con il premier britannico Johnson: a tutti ha chiesto un rafforzamento delle sanzioni internazionali contro la Russia oltre a quelle già adottate da Unione Europea, Regno Unito e Usa.

Nella serata di venerdì 24 febbraio Zelensky ha avuto un colloquio anche con il presidente americano Joe Biden, e si è detto «grato per il sostengo offerto dagli Usa».

Sempre in serata il presidente ucraino si è detto pronto a parlare di cessate il fuoco e pace.

Zelensky e i suoi Ministri per le strade di Kiev in mimetica: "Siamo qui e difendiamo l'Ucraina"

Zelensky agli europei: venite a combattere in Ucraina

Il ministero della Difesa ucraino ha chiamato alla mobilitazione ogni cittadino in possesso di armi, compresi gli ultrasessantenni mentre Zelensky ha invitato gli europei che hanno esperienza di guerra a «venire a combattere in Ucraina».

Il ministero dell’Interno ha distribuito 18mila pistole e dato istruzioni per l’autoproduzione di bombe molotov rudimentali. I centri per la donazione di sangue a Kiev sono aperti 24 ore su 24. Almeno 137 militari e civili ucraini sono stati uccisi nei combattimenti, ha detto Zelensky, che ha rivendicato la distruzione di 7 aerei, 6 elicotteri e almeno 30 tank russi. Secondo il ministro della Difesa britannico la Russia ha perso 450 soldati negli scontri, mentre quello ucraino parla di oltre mille soldati russi morti.

Mosca pronta a negoziare (alle sue condizioni)

«La Russia è pronta a intavolare negoziati se l’Ucraina depone le armi, ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. «Siamo pronti per i negoziati, in qualsiasi momento - ha detto Lavrov nel corso di una conferenza stampa - non appena le forze armate ucraine ascoltano il nostro invito e depongono le armi. Zelensky ha ribadito di essere disposto a sedersi al tavolo delle trattative con Putin ma rifiuta la resa sul terreno. Un consigliere del presidente ucraino ha ribadito che Kiev è pronta a negoziare status neutrale, ma esige «garanzie».

L’appello di Putin all’esercito ucraino: cacciate Zelensky

Questi spiragli sembrano però deboli di fronte all’appello lanciato da Putin all’esercito ucraino a prendere il potere, cacciare Zelensky e negoziare con il Cremlino. «Mi appello a voi - ha detto Putin - non lasciate che i neo-nazisti usino i vostri figli, moglie e genitori come scudi umani».

Le sirene d’allarme a Kiev

Poco dopo le 7 del mattino, le sirene dell’allarme aereo hanno suonato nel centro di Kiev. L’amministrazione comunale della città ha invitato la gente a dirigersi verso i rifugi e ha annunciato che le stazioni della metropolitana sono aperte 24 ore su 24. Molti ucraini, compresi anziani e bambini, hanno deciso di dormire nelle stazioni della metro sia a Kiev che a Kharkiv.

«La città è entrata in una fase difensiva. Spari ed esplosioni risuonano in alcuni quartieri. I sabotatori sono già entrati a Kiev», ha detto il sindaco di Kiev, l’ex campione mondiale di boxe dei pesi massimi Vitali Klitchko. «Il nemico vuole mettere in ginocchio la capitale e distruggerci».

«Orribili bombardamenti su Kiev - ha twittato il ministro degli Esteri ucraino Kuleba - L’ultima volta che la nostra città ha visto qualcosa del genere è stato nel 1941 quando venne attaccata dai nazisti».

Ucraina, secondo giorno di combattimenti

Ucraina, secondo giorno di combattimenti

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Fuga dall’Ucraina

Chi può fugge (video): secondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati sono almeno 100mila gli ucraini che hanno già lasciato il Paese, profughi di guerra nel cuore dell’Europa. Il 24 febbraio si sono formate code interminabili in uscita da Kiev, con direzione Ovest, verso Leopoli e il confine con la Polonia. Code anche alla stazione centrale di Kiev per i treni con destinazione Leopoli. Dalle mappe del traffico in tempo reale si possono vedere anche oggi, 25 febbraio, code di diversi chilometri sulla principale strada in uscita da Kiev verso Occidente. L’Ungheria ha aperto un corridoio umanitario per consentire l’ingresso nel Paese anche a chi non ha il visto.

Combattimenti in tutto il Paese

I combattimenti infuriano intorno alle maggiori città ucraine. Le forze russe hanno preso il controllo dell’ex complesso nucleare di Chernobyl, vicino al confine bielorusso e a soli 93 chilometri da Kiev. Gli Stati Uniti denunciano che i soldati ucraini vi sono tenuti in ostaggio.
Dall’inizio dell’invasione, l’Ucraina sta cercando di respingere l’invasione russa da tre fronti separati - il nord, il sud e l’est del paese, dove i combattimenti sono stati tra i più feroci.

Violenti combattimenti sono in corso attorno e nella città portuale di Mariupol, nel Donbass. Lo denuncia il sindaco Vadym Boychenko: «Non stiamo combattendo solo per l’Ucraina ma per tutta l’Europa», ha aggiunto citato dai media locali.

Battaglia per gli aeroporti

Da almeno 24 ore infuria la battaglia per l’aeroporto Hostomel, scalo logistico-militare che si trova circa 30 chilometri a nord-ovest di Kiev. Ieri, 24 febbraio, i russi avevano preso il controllo dello scalo ma successivamente gli ucraini hanno detto di aver respinto l’offensiva. Nel primi pomeriggio del 25 febbraio i russi hanno annunciato di aver ripreso il controllo di Hostomel e di aver ucciso 200 militari ucraini. Colpito da missili russi anche l’aeroporto di Rivne, nel nord-ovest dell’Ucraina. Nessun volo è partito o atterrato neanche oggi dall’aeroporto internazionale di Baryspol, il principale scalo passeggeri di Kiev.


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