La guerra in Europa

Ucraina, passi avanti nei negoziati in Turchia ma la tregua non c’è. Zelensky: non ci fidiamo

Il round di negoziati mediato da Ankara fa emergere qualche progresso: Kiev conferma aspirazione a neutralità, Mosca non si oppone al suo ingresso nella Ue. Restano il nulla di fatto sul cessate il fuoco e lo scetticismo di Kiev, Usa e Ue

Ucraina, l'arrivo della delegazione russa in Turchia per i colloqui di pace

4' di lettura

A oltre un mese dallo scoppio della guerra, il round di negoziati fra Ucraina e Russia del 29 marzo al palazzo Dolmabahce di Istanbul (Turchia) fa emergere qualche spiraglio di dialogo. I colloqui «sono stati costruttivi», come ha dichiarato il negoziatore russo Vladimir Medinsky, e hanno fatto trapelare i punti chiave di una possibile intesa: dalla neutralità dell’Ucraina alla non ostilità di Mosca rispetto a un suo ingresso nella Ue. Mikhaylo Podolyak, uno dei membri della delegazione ucraina a Istanbul e consigliere di Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che si sta lavorando per un incontro fra il presidente ucraino e Putin.

La strada per la pace, sottolineano i negoziatori, resta comunque «lunga» e lo stesso round non è riuscito a produrre un accordo di cessate il fuoco, anche se la Russia sembra aver ridotto la sua presenza militare Kiev e Chernihiv. La frenata più significativa agli entusiasmi arriva dal presidente ucraino Zelensky: «I segnali che arrivano dalla piattaforma negoziale possono essere definiti positivi», ha detto, aggiungendo però: «Vediamo tutti i rischi e non vediamo alcun motivo per fidarci delle parole di alcuni rappresentanti di uno Stato che continua a combattere per la nostra distruzione». «La sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina - ha aggiunto - devono essere garantite».

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Lo scetticismo di Usa e Ue

La linea di Zelensky trova diversi riscontri. Fra i partner internazionali c’è chi si mostra meno ottimista sugli sviluppi del braccio di ferro negoziale. Il segretario di Stato americano, Antony Blnken, sostiene di non aver visto «reale serietà» da Mosca. «Un conto è quello che dice la Russia e un conto quello che fa. Siamo concentrati su quest’ultimo» ha detto Blinken.

La stessa Ue preferisce la cautela: «Trattiamo le negoziazioni di pace a Istanbul con una certa cautela - ha detto un funzionario, citato dall’Ansa - La priorità, in questo momento, è che si arrivi a un cessate il fuoco duraturo sul campo, rispettato dalla Russia. Poi si vedrà se tutte le richieste hanno senso dal punto di vista politico». Lo stesso capo della delegazione russa alle trattative, Vladimir Medinsky, ha sottolineato che resta «un lungo cammino» prima di un accordo di pace.

Sempre in giornata, il presidente Usa Joe Biden ha avuto una conversazione telefonica di oltre un’ora con il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il primo ministro italiano Mario Draghi e il primo ministro britannico Boris Johnson. Biden non sembra confidare troppo nella de-escalation dichiarata da Mosca: «Vedremo», ha commentato.

L’ipotesi: Kiev neutrale ma no a veti su Ue. Si tratta sul Donbass

Fra gli esiti più visibili dei negoziati, ci sono le reciproche offerte per un accordo di pace.
La Russia ha ricevuto proposte scritte dall’Ucraina che confermano la sue aspirazioni di neutralità e di Paese denuclearizzato. Kiev non è intenzionata a entrare nell’Alleanza Atlantica, ma esige che Mosca non si opponga al suo ingresso nel perimetro della Ue.

«L’Ucraina non entrerà nella Nato ma la sua candidatura per entrare nell’Unione europea non può essere bloccata», ha riassunto la delegazione ucraina. «Continueremo i nostri negoziati con la Russia ma coinvolgeremo anche i Paesi garanti», sottolinea poi il delegato ucraino Mikhaylo Podolyak, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky. Paesi garanti tra cui, ha detto il capo della delegazione ucraina, David Arakhmia, è compresa anche l’Italia.

Sul versante russo, Mosca insiste sul riconoscimento dell’indipendenza delle province russofile di Donbass e Crimea. Nell’agenda dei negoziati compare infatti «il riconoscimento delle attuali realtà territoriali» dell’Ucraina, afferma la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, citata dalla Interfax. I negoziatori ucraini hanno replicato con la proposta di consultazioni bilaterali sullo status della Crimea per i prossimi 15 anni anni, mentre il caso del Donbass dovrebbe essere discusso in un incontro diretto tra i presidenti Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. In caso di aggressione, «le consultazioni dovrebbero tenersi entro tre giorni.

Mosca non manifesta ostilità, invece, all’adesione di Kiev alla Ue. «Le proposte di Kiev implicano che da parte sua, la Federazione Russa non ha obiezioni al desiderio dell’Ucraina di entrare nell’Unione Europea», ha dichiarato il negoziatore russo Vladimir Medinsky al termine dei negoziati a Istanbul, come riporta la Tass.

Russia annuncia «riduzione radicale» attività bellica a Kiev e Chernihiv. Fonti Usa confermano

Intanto, la Russia ha annunciato una riduzione «radicale» dell’attività militare nelle regioni ucraine di Kiev e Chernihiv: Gli Stati Uniti confermano che sono in corso movimenti delle forze russe, uno spostamento strategico importante coerente con l’annuncio di una «drastica riduzione delle ostilità» lungo le direttrici di Kiev e Chernohiv, da parte del ministero della Difesa a Mosca. Non aggiustamenti a breve termine per raggruppare le forze ma uno spostamento di lungo termine che riconosce il fallimento di avanzare a nord, si precisa. La Russia ha iniziato a ritirare alcune unità, fra cui i gruppi tattici di battaglione (Btg) dai dintorni della capitale e si stanno ritirando, da alcune zone a nord per concentrarsi sui territori controllati a sud e a est, spiegano due fonti del Pentagono citate da Cnn. Gli Stati Uniti prevedono che la Russia potrebbe coprire la ritirata con bombardamenti aerei e di artiglieria della capitale.

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