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Ucraina, ultime notizie. Zelensky: costo umano battaglia Severodonetsk terrificante

Nuova giornata di tensioni su campo, con qualche apertura sul fronte diplomatico. Situazione critica ad Azot, dove mezzo migliaio di civili ancora intrappolati nell’impianto chimico dopo i bombardamenti russi. Ma è battaglia durissima a Severodonetsk. La ong Amnesty Intrnational accusa Mosca di «crimini di guerra» per l’utilizzo di bombe a grappolo e mine a frammentazione. Su scala internazionale, la Lega Araba chiede all’Occidente di evitare «pressioni» sulla Russia, mentre Mosca si dichiara «favorevole» alla mediazione svolta dal Vaticano

Zelensky: "Negli attacchi nella regione di Ternopil morta 12enne, fuggiva da Kharkiv"
  • Arcivescovo Kiev: «Grato al Papa, assuefazione porta a tacere su crimini guerra»

    «Oggi vorrei ringraziare in modo particolare il Santo Padre, Papa Francesco, per aver rivolto ieri - durante la celebrazione della Pentecoste - un appello alle coscienze delle persone di tutto il mondo a ‘Non abituarsi alla guerra!'». Lo sottolinea l'arcivescovo maggiore di Kiev nel videomessaggio quotidiano.

    «Non è possibile abituarsi alla guerra. Perché tale assuefazione porta a tacere sui dei crimini di guerra, e l'assuefazione uccide. Oggi - dice Shevchuk nel 110mo giorno di guerra in Ucraina - sappiamo che le notizie sulla guerra in Ucraina smettono di essere notizie e scompaiono dalle colonne dei giornali e da altri media».

    Sviatoslav Shevchuk fa sapere che ci sono «pesanti combattimenti lungo l’intera linea del fronte. La più difficile, come anche nei giorni precedenti, è la situazione nella regione di Luhansk. Il nemico manda le rimanenze di tutte le sue forze nella regione ucraina di Luhansk per ottenere almeno una vittoria apparente. Grazie al coraggio dei figli e delle figlie dell'Ucraina, al 110° giorno di questa guerra il nemico non ha raggiunto nessuno di obiettivi che si era prefissato. Ma il cuore soffre soprattutto per le vite umane perdute, per le donne civili uccise senza motivo, per i bambini che patiscono così tanto a causa di questa aggressione russa, dovendo sopportare la crudeltà, la non umanità, e soffrono per la guerra che semina e porta la morte».

  • Ambasciatore ucraino a Berlino: «Senza armi pesanti tedesche non ce la faremo»

    «Senza le armi pesanti tedesche, sfortunatamente non saremo in grado di trionfare sull’enorme superiorità militare della Russia e salvare la vita di soldati e civili». A dichiararlo all’agenzia Dpa è stato l’ambasciatore ucraino a Berlino, Andriy Melnyk. Il cancelliere Olaf Scholz ha intanto ribadito l’impegno del suo paese a fornire all’Ucraina le armi promesse, compresi i sistemi all’avanguardia che richiedono però l’addestramento, attualmente in corso, necessario al loro utilizzo. «La Russia non può, non deve e non vincerà questa guerra», ha affermato il capo del governo tedesco. La Germania difenderà «ogni centimetro quadrato» del territorio della Nato, ha poi assicurato.

  • Zelensky, costo umano battaglia Severodonetsk terrificante

    Il “costo umano” della battaglia di Severodonetsk e “terrificante”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky

  • Ue, corridoi cereali iniziano a funzionare

    Sul tema della sicurezza alimentare e l’import di cereali dall’Ucraina “fortunatamente il funzionamento del mercato europeo non è direttamente minacciato”. “Il problema interessa però i Paesi terzi ma i corridoi di solidarietà hanno iniziato a funzionare”, ha detto il commissario Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski al termine del Consiglio Ue a Lussemburgo. “Il prodotto principale che importiamo dall’Ucraina il mais, importante per la produzione di mangimi - ha detto dell’Ue -. In Europa le importazioni di mais dall’Ucraina superano quelle dell’anno precedente”.

  • Media, a Donetsk colpito ospedale partorienti nel seminterrato

    A Donetsk, un proiettile avrebbe colpito un ospedale per la maternità, le donne in travaglio sono state evacuate nel seminterrato, i medici continuano a fornire assistenza. Lo riferisce il corrispondente dell’agenzia Ria Novosti secondo cui le forze di sicurezza ucraine hanno bombardato la città per più di due ore utilizzando sia cannoni che artiglieria con munizioni a grappolo.

  • «Distrutti i ponti di Severodonetsk, evacuazione impossibile»

    Tutti e tre i ponti che portano alla città di Severodonetsk sono stati distrutti: lo ha dichiarato il capo dell’aministrazione militare regionale Sergiy Gaidai in un aggiornamento della situazione nella città presa d’assalto da giorni dall’esercito russo. Lo riporta la Bbc. Gaidai ha affermato che, sebbene le truppe russe non abbiano completamente conquistato la città, tutti i ponti che conducono alla città sono stati distrutti, rendendo impossibile l’evacuazione dei residenti e il trasporto di merci. I residenti rimasti in città stanno sopravvivendo in condizioni estremamente difficili, ha aggiunto, la città è sottoposta a un pesante fuoco.

  • Praga critica Macron, non dobbiamo aver riguardo per Putin

    Il ministro degli esteri ceco Jan Lipavsky (Pirati) ha criticato la dichiarazione del presidente francese Emmanuel Macron secondo cui la Russia non deve essere “umiliata”. “Questa affermazione è stata infelice. Non sono assolutamente d’accordo con lui. La Russia è un aggressore e noi non dovremmo avere riguardo”, ha detto Lipavsky domenica alla Cnn Prima News. “Macron non sembra capire bene la questione. A Putin non interessa come la Russia viene percepita in Occidente”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, che ha anche criticato la Germania affermando che sia troppo esitante nel sostenere l’Ucraina. A proposito delle telefonate fra Macron e Putin, Lipavsky ha commentato: “sarebbe opportuno che chiamasse più spesso lïUcraina e non solo la Russia”. La settimana scorsa, durante la visita del premier ceco Petr Fiala a Parigi, Macron ha assicurato di non condividere le opinioni di Putin, ma di ritenere importante “sapere come la pensa il presidente russo e fino a che punto è disposto a spingersi”

  • Podolyak, «Russia ha superato linea rossa, negoziati possibili solo da posizione forte»

    “Mentre il signor Kissinger propone di nutrire il coccodrillo con la gamba destra, così dimentica la fame, Hillary Clinton sembra ragionevole. La Russia ha superato tutte le linee rosse. I negoziati sono possibili solo da una posizione forte, che richiede la parità di armi. Semplicemente non c’è altro modo”. Ad affermarlo su twitter è il consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak commentando le dichiarazioni rilasciate sabato dall’ex segretaria di Stato degli Stati Uniti alla radio francese ’France Culture’. “Putin ha superato la linea rossa da tanto tempo”, aveva affermato Clinton sabato.

  • Kiev, «abbiamo perso il 25% della terra coltivabile»

    L’Ucraina ha perso un quarto della sua terra coltivabile a causa dell’occupazione russa di alcune regioni, nel sud e nell’est. Lo ha reso noto oggi il ministero dell’Agricoltura ucraino, senza che ciò costituisca tuttavia “una minaccia alla sicurezza alimentare” del Paese. “Nonostante la perdita del 25% della terra coltivabile, la struttura delle colture seminate quest’anno è più che sufficiente per garantire il consumo” della popolazione ucraina, ha affermato il viceministro dell’agricoltura Taras Vysotskii

  • Studio H&P, entro fine anno 15 mila milionari potrebbero aver lasciato la Russia

    Entro la fine del 2022 15 mila milionari potrebbero aver lasciato la Russia (+9.500 rispetto al 2019) mentre in Ucraina potrebbero essere 2.800 (+2.400 rispetto al 2019). A sostenerlo in un report è la società di consulenza britannica Henley & Partners evidenziando come un ’tsunami’ di capitali privati abbiano lasciato la Russia e l’Ucraina in questi primi sei mesi dell’anno. I dati riguardano le persone con un patrimonio pari ad almeno 1 milione di dollari e che si sono trasferite nel loro nuovo paese per più della metà dell’anno.

  • «Presto un incontro fra Putin e Lukashenko»

    Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko si incontreranno presto. Lo ha annunciato l’ambasciatore russo in Bielorussia Boris Gryzlov. “Il presidente si è incontrato cinque volte solo dall’inizio dell’anno” con Lukashenko. “Un altro incontro è programmato presto. Apprezziamo molto il sostegno che i nostri amici bielorussi ci forniscono oggi”, ha aggiunto Gryzlov, al quotidiano bielorusso Segodnya, scrive Interfax. “La repubblica di Bielorussia è attualmente il più stretto alleato della Federazione Russa”, ha ricordato Gryzlov e le relazioni tra i due Paesi “si basano sui principi del rispetto e del sostegno reciproci”.

  • Governatore, «Severodonetsk non è bloccata, parte città sotto controllo ucraino»

    “Tutti i ponti che portano alla città sono distrutti, ma una parte della città è sotto il controllo dei militari ucraini. Severodonetsk non è bloccata”. Lo afferma, sul suo canale Telegram, il governatore della regione di Luhansk Serhiy Haidai.

  • Kiev, «armi non arrivano veloci come dovrebbero»

    I rifornimenti militari dall’Occidente all’Ucraina non stanno arrivando “così rapidamente come dovrebbero”. Lo ha dichiarato alla Bbc il consigliere del ministro della Difesa ucraino, Yuriy Sak, precisando tuttavia che il suo governo è grato per le armi che ha ricevuto finora dai Paesi occidentali. “Siamo un po’ preoccupati, non c’è una comprensione sufficiente del livello della minaccia che stiamo affrontando e che l’Europa sta affrontando”, ha proseguito Sak, parlando quindi della situazione a Severodonetsk, nella regione orientale del Donbass. L’esercito ucraino, ha affermato, continua a proteggere la città “con quello che può”, ma sarebbe stato “molto più efficiente nel respingere il nemico e nel liberare la terra ucraina se avesse ricevuto più armi pesanti”. Il vantaggio della Russia dal punto di vista militare, ha aggiunto, è schiacciante. “In media, sparano circa 50mila colpi al giorno, significa letteralmente una raffica di colpi di mortaio, bombardamenti aerei, attacchi missilistici” e “al momento non c’è nemmeno una città ucraina che non sia nella zona a rischio. Proprio oggi c’è stato un attacco missilistico in una delle città della regione di Chernihiv, che non si trova nell’est dell’Ucraina”, ha concluso.

    Un tank russo distrutto su cui giocano bambini in una piazza di Kiev


  • Bombe russe danneggiano asilo nel Dnipropetrovsk

    I “bombardamenti nemici hanno danneggiano un asilo nella comunità di Zelenodolsk della regione di Dnipropetrovsk” nell’Ucraina centro orientale. Lo scrive Ukrinform, precisando che la scuola è stata bombardata nella notte. “La situazione nella comunità di Zelenodolsk è molto tesa. Il nemico agisce in modo caotico e piuttosto crudele”, ha scritto su Telegram il capo dell’amministrazione militare del distretto di Kryvyi Rih, Yevhen Sytnychenko. Secondo la stessa fonte nella tarda serata di ieri Zelenodolsk è stata bersaglio del “fuoco nemico”, con “gli invasori” che hanno colpito un appartamento. Una donna è stata uccisa, e in cinque sono rimasti feriti.

  • Kiev, forze russe tentano accerchiamento nei pressi di Lysychansk e Severodonetsk

    Nella direzione di Donetsk le forze russe si stanno raggruppando cercando di accerchiare i militari ucraini nei pressi di Lysychansk, Pryvillia, Severodonetsk, Borivske. Lo riferisce il quartier generale delle forze armate ucraino.

  • Zelensky, Mariupol sarà liberata, bandiera ucraina tornerà

    “Nell’ottavo anniversario della liberazione di Mariupol dai terroristi filorussi, stiamo ancora una volta combattendo per questa città e per tutta l’Ucraina. Come allora, nel 2014, Mariupol sarà di nuovo libera. La bandiera ucraina tornerà lì, così come in ogni città e villaggio dove sono arrivati gli occupanti. Perché questo è il nostro Paese e il nostro popolo”. Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram facendo riferimento al fatto che nel 2014 Mariupol è stata per un mese sotto il controllo dei militanti dell’autoproclamata Repubblica del Donetsk.

    Il fermo immagine mostra il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, durante un suo messaggio

  • Commissario Ue, stime raccolto prossimo anno -50%

    In seguito all’invasione russa, la produzione di cereali e semi oleosi potrebbe essere inferiore al 40-50% rispetto allo scorso anno e gli ucraini chiedono aiuti finanziari. Lo ha detto il Commissario europeo all’agricoltura, Janusz Wojciechowski, ai ministri riuniti nel Consiglio agricoltura. “In una recente lettera - ha detto Wojciechowski - il ministro ucraino ha delineato le loro necessità immediate per sostenere la produzione alimentare e la priorità si è spostata dalla precedente richiesta di donazioni in natura a una chiara richiesta di aiuto finanziario per attrezzature e macchinari per lo stoccaggio, intensificare la produzione orticola, attrezzature per facilitare le esportazioni fondi per il sostegno diretto ai piccoli agricoltori”.

  • Ex presidente Gazprom Bank Russia si arruola contro Putin

    L’ex presidente di Gazprom Bank in Russia, Igor Volobuev, si è unito alla Legione della Libertà dalla Russia per combattere per la difesa dell’Ucraina e far “crollare il regime di Putin”. Lo rivela il canale informativo Ukraine Now, che pubblica un video in cui l’ex manager, ritratto in divisa militare mentre si esercita a sparare col fucile insieme ad altri soldati, si volta e fa un appello ai “ragazzi della Russia”, esortandoli a combattere “contro il regime di Putin”. “Se odiate il regime di Putin e volete che la Russia diventi un Paese libero e democratico, unitevi a noi”, dice Volobuev.

  • Ue, la priorità è portare il grano fuori dal Paese

    “La priorità immediata è portare via il grano dall’Ucraina”. Lo ha detto il commissario Ue all’Agricoltura Janusz Wojciechowski intervenendo al Consiglio Ue Agricoltura. “Stiamo lavorando molto duramente per fornire modi alternativi per assicurarci che il grano attualmente bloccato in Ucraina arrivi sui mercati il ;;più rapidamente possibile”, ha spiegato ai ministri europei del comparto riuniti a Lussemburgo. “Dobbiamo aiutare l’Ucraina ad esportare 20 milioni di tonnellate di cereali dal raccolto precedente. Ciò consentirà loro di liberare spazio di archiviazione per il prossimo raccolto”, ha ricordato. “E’ fondamentale intensificare il nostro lavoro sulle vie della solidarietà”, ha spiegato, “ma è anche fondamentale che i porti ucraini del Mar Nero siano nuovamente operativi”.

  • Leader Repubblica Donetsk esclude grazia a «mercenari stranieri»

    Il leader dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, ha escluso di concedere la grazia ai “mercenari stranieri” recentemente condannati a morte per aver preso parte alla guerra tra le file dell’esercito ucraino. “Devo basarmi sulla decisione del tribunale. Per la natura dei crimini che hanno commesso, non vedo alcuna ragione, non ci sono requisiti per concedergli la grazia”, ha affermato Pushilin, secondo quanto riferito dall’agenzia Tass. La scorsa settimana la Corte Suprema dell’autoproclamata Repubblica del Donbas riconosciuta dalla Russia ha condannato a morte i cittadini britannici Shaun Pinner e Aiden Aslin, nonché il marocchino Saadoun Brahim, per aver combattuto con l’esercito ucraino come “mercenari”. Nei giorni scorsi l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha condannato le sentenze definendole un “crimine di guerra”.

  • Scoperti 7 corpi in una nuova fossa vicino Bucha

    Sette corpi sono stati scoperti oggi in una nuova fossa vicino Bucha, la cittadina ucraina dove ad aprile erano stati rinvenuti centinaia di civili uccisi dopo la ritirata russa. “Sette civili sono stati torturati dai russi e poi giustiziati con un proiettile in testa”, ha detto su Facebook il capo della polizia di Kiev Andriï Nebytov, aggiungendo che “diverse vittime avevano le mani e le ginocchia legati”. “Questa fossa è stata scoperta oggi, proprio dove erano di stanza i soldati russi, vicino al villaggio di Myrotské”, che si trova rispettivamente a 10 km a nord-ovest di Bucha e a 35 km da Kiev sullo stesso asse, ha aggiunto.

  • Kiev, oltre 22 mila persone uccise a Mariupol, 50 mila deportati in Russia

    Oltre 22.000 persone sarebbero state uccise a Mariupol. A riferirlo, secondo quanto riporta ’The Kyiv Independent’, è l’amministrazione dell’oblast di Donetsk. Secondo i dati preliminari, più di 50.000 persone sono state deportate con la forza da Mariupol in Russia e nei territori occupati dai russi dell’Oblast’ di Donetsk

  • Sindaco Mariupol, «cadaveri in strada, mancano acqua e cibo»

    Più di centomila persone restano intrappolate nella città ucraina di Mariupol occupata dalle truppe russe. Lo ha detto alla Bbc il sindaco della città Vadym Boichenko. “Non hanno acqua pulita. Non c’è cibo, elettricità, farmaci. Gli ospedali sono stati danneggiati, i medici sono stati uccisi. Le persone non vivono, sopravvivono e lottano per il cibo”, ha lamentato il sindaco. Boichenko, che ha lasciato Mariupol, ha riferito che i corpi di molte vittime giacciono ancora negli edifici bombardati. “Ci sono molti morti a Mariupol. I russi non hanno portato via i corpi delle persone che hanno ucciso nei bombardamenti. Molti corpi sono ancora sotto le macerie... Secondo i medici, quest’estate a Mariupol sarà orribile, col rischio” che si possano perdere “migliaia di vite”. Nei giorni scorsi il ministero della difesa britannico aveva allertato del rischio colera a Mariupol.

  • Prezzo del gas in rialzo, sopra 84 euro

    Prezzo del gas in rialzo. Il gas all’hub olandese Ttf si attesta a 84,255 euro a megawattora, in rialzo del 2,172%.

  • Stoltenberg, importanti segnali da Svezia a dubbi Turchia

    “Vogliamo risolvere i problemi con la Turchia il prima possibile per poter far entrare Svezia e Finlandia nella Nato, i segnali che la Svezia ha dato su terrorismo ed export di armi sono importanti”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in conferenza stampa con il primo ministro svedese Magdalena Andersson. “Le preoccupazioni sollevate dalla Turchia sono legittime, siamo impegnati in un dialogo trilaterale. La decisione di entrare nella Nato da parte di Finlandia e Svezia è storica, è giusta per questi paesi, per la Nato e per l’Europa è farò il possibile per arrivare a una soluzione”.

  • Morawiecki, «polacchi pronti a combattere in caso attacco russo»

    I polacchi sarebbero pronti a combattere in caso di attacco russo. Lo ha detto il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, inaugurando a Myszkow, nel sud del paese, un poligono di tiro. “Se la Russia dovesse mai pensare ad attaccare la Polonia, il Cremlino sappia che 40 milioni di polacchi sono pronti a prendere le armi e difendere la madrepatria”, ha affermato il premier, sottolineando che l’invasione russa dell’Ucraina ha mostrato a tutti che la libertà non può essere data per scontata. Siamo stati “sotto il tallone russo” per secoli, “non vogliamo tornare a quella mancanza di libertà. Respingiamo il loro colonialismo e imperialismo”, ha dichiarato Morawiecki, annunciando l’intenzione di ampliare le forze armate e investire in nuovi sistemi di armi. L’invasione dell’Ucraina ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica in Polonia, dove, fra l’altro si assiste ad un boom delle persone che si iscrivono ai poligoni di tiro. Secondo le statistiche ufficiali, in Polonia risiedono 38 milioni di persone. A loro si possono aggiungere i polacchi che vivono all’estero. Nella sola Germania ve ne sono 871.000.

  • Incrociatore russo a 300 miglia da Puglia, si allontana

    Continua ad aumentare il traffico di navi militari russe nel Mediterraneo. Nei giorni scorsi l’incrociatore Varyag è stato segnalato a circa 150 miglia dal golfo di Taranto, in acque internazionali. Si è poi allontanato ed al momento, a quanto si apprende da fonti qualificate, si trova a 300 miglia di distanza dalle coste pugliesi ed è in navigazione verso sud-est, in direzione di Creta. Questo tipo di ’avvicinamenti’ alle acque territoriali è sempre attentamente monitorato dalla Marina Militare e, più in generale, dai mezzi della Nato. Solo pochi giorni fa il capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Enrico Credendino, aveva spiegato che al momento ci sono ben 18 navi militari russe nel Mediterraneo, più due sommergibili. Nel 2016 ne era presente soltanto una.

  • Evacuati villaggi vicino Pryluky dopo attacco russo

    Diversi villaggi ucraini nel distretto di Pryluky, nella regione di Chernihiv, sono stati evacuati a seguito di un attacco missilistico russo. Si tratta - precisa Ukrinform - di Zaizd, Petrivske, Tykhe e Sukhostavets. Lo ha reso noto il dipartimento della protezione civile e l’amministrazione militare regionale di Chernihiv. “Il motivo è che a causa di un attacco missilistico c’è il rischio che si diffonda un incendio”, ha affermato Serhii Boldyriev, direttore del dipartimento. Le forze russe hanno lanciato un attacco missilistico su Pryluky intorno alle 13,15 di oggi.

  • Hahn, «oggi primo dibattito su status candidato a Ue»

    Nel collegio dei commissari tenutosi oggi, prima della partenza della presidente Ursula von der Leyen per Israele, “abbiamo avuto un primo dibattito sul possibile status di Paesi candidati” all’ingresso nell’Ue “per Ucraina, Moldavia e Georgia”. Lo dice il commissario europeo al Bilancio Johannes Hahn, durante un seminario on linea organizzato dalla Commissione, dal Mes e dalla Bei. La Commissione dovrebbe dare il suo parere sulla conformità dei tre Paesi ai criteri di adesione venerdì prossimo, 17 giugno. Il dossier dovrebbe poi essere discusso dai capi di Stato e di governo nel Consiglio Europeo il 23 e 24 giugno.

  • Kiev, esercito ucraino riconquista posizioni nel Donetsk

    L’esercito ucraino ha riconquistato tre villaggi nella regione di Donetsk spostando la linea del fronte di 15 chilometri, riporta Ukrinform citando le Forze armate di Kiev. “In alcune aree del Donbass, le Forze armate ucraine non solo si stanno difendendo, ma stanno anche avanzando gradualmente. I nostri soldati hanno liberato tre villaggi nella regione di Donetsk e spostato la linea del fronte di 15 chilometri”,ha affermato lo Stato maggiore.

    Il resto di un razzo per stada a Bakhmut, nel Donetsk

  • Kherson, agricoltori costretti a cedere prodotti sottocosto o gratis

    Nella regione di Kherson, a Nova Kakhovka e Beryslav, gli occupanti russi obbligano gli agricoltori locali a consegnare il 70% del raccolto ad acquirenti della Crimea a prezzi di acquisto all’ingrosso che a volte sono 10 volte più bassi rispetto al prezzo al dettaglio. Secondo media locali, in alcuni casi gli agricoltori consegnano ’gratuitamente’ i propri prodotti, come fragole e ciliegie.

  • Missili russi colpiscono la città di Pryluky a nord

    Tre missili russi sono stati lanciati sulla città di Pryluky nel nord dell’Ucraina. Lo ha riferito su Telegram il capo dell’amministrazione regionale di Chernihiv, Vyacheslav Chaus. Lo scrive il Guardian. “Forniremo ulteriori dettagli non appena li avremo”, ha precisato il governatore, facendo riferimento a eventuali danni o vittime.

  • Media, arrivato in Spagna primo carico da 18 tonnellate di mais

    Arrivato in Spagna il primo carico da 18 tonnellate di mais dall’Ucraina che è transitato attraverso il mar Baltico. E’ quanto riferisce il canale Tv ucraino Suspilne.

  • Portavoce Berlino non conferma visita Scholz giovedì a Kiev

    Un portavoce del governo tedesco non ha voluto confermare se il cancelliere, Olaf Scholz, giovedì sarà in visita a Kiev. Lo ha riferito il Guardian. La visita in Ucraina secondo La Stampa sarebbe prevista per giovedì con il premier Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron.

  • Finlandia, «in Ucraina si usano armi sempre più pesanti»

    Il presidente della Finlandia, Sauli Niinisto, ha affermato che sia l’Ucraina sia la Russia stanno usando armi più pesanti, comprese nel caso della Russia le bombe termobariche. Lo riporta il Guardian. “Sosteniamo l’Ucraina con armi sempre più pesanti. E d’altra parte anche la Russia ha cominciato a usare armi molto potenti, bombe termobariche che sono di fatto armi di distruzione di massa”, ha precisato il capo dello stato parlando con i giornalisti durante i colloqui sulla politica di sicurezza nella sua residenza estiva a Naantali. Kiev e i Paesi della Nato, compreso il Regno Unito, hanno accusato la Russia di utilizzare armi termobariche, che sono più devastanti degli esplosivi convenzionali.

  • Minsk, 200 bielorussi combattono con forze Kiev

    Il governo in Bielorussia ha ammesso che «circa 200 bielorussi stanno combattendo al fianco delle forze nazionaliste» in Ucraina. «Sono così tanti gli ultras del calcio e i partecipanti alle proteste del 2020 ad aver commesso reati di varia natura e che sono riusciti a sfuggire alla legge», ha commentato il vice ministro degli Interni a Minsk, Gennady Kazakevich.

  • Filorussi: a Donetsk spari al mercato

    Le truppe ucraine avrebbero sparato in un mercato affollato nel centro di Donetsk, uccidendo varie persone tra cui una donna e un bambino. A riferirlo è Ria Novosti. Intanto, le forze ucraine sono bloccate a Severodonetsk e secondo il vicecapo della Milizia popolare del Donetsk, Eduard Basurin, domenica le forze armate ucraine avrebbero fatto saltare in aria l’ultimo ponte che collegava Severodonetsk con Lisichansk e ora non potrebbero più lasciare la città.

  • Mosca: distrutto gran numero di armi occidentali nel Donetsk

    Gli aerei da combattimento russi hanno lanciato missili di precisione su una stazione ferroviaria vicino a Donetsk, distruggendo un gran numero di armi fornite all’esercito ucraino dagli Stati Uniti e dall’Europa. Lo ha dichiarato lunedì il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov durante un briefing con la stampa, come riporta Interfax. «I missili di precisione hanno distrutto una grande quantità di armi e hardware militare, anche dagli Stati Uniti e dall’Europa, consegnati per il gruppo di nazionalisti ucraini vicino alla stazione ferroviaria di Udachne, nella Repubblica Popolare di Donetsk», ha detto Konashenkov.

  • Macron, la Francia è entrata in economia di guerra

    La Francia è «entrata in un’economia di guerra per cui credo, dovremo organizzarci in modo duraturo»: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, inaugurando il salone Eurosatory. «Questo significa anche un’economia in cui dovremo andare più veloci, riflettere in modo diverso», ha avvertito, aggiungendo che questo cambio di passo servirà anche a «poter ricostituire più rapidamente ciò che è indispensabile per le nostre forze armate, per i nostri alleati, per tutti coloro che vogliamo aiutare».

  • Ucraina: uccisi 288 bambini dall’inizio dell’invasione russa

    Sono 288 i bambini uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, oltre 527 sono stati feriti, secondo l’ufficio del procuratore generale di Kiev citato da Ukrinform. Ieri un bambino di 6 anni è morto durante un attacco di artiglieria russo a Lysychansk, nella regione di Lugansk. L’11 giugno, una dodicenne è stata ferita negli attacchi missilistici russi su Chortkiv, a Ternopil. Nel frattempo, un totale di 17 bambini sono stati feriti nei bombardamenti sulla regione di Kharkiv; due bambini, di 7 e 15 anni, sono rimasti feriti nel bombardamento russo di Lebiazhe, nel distretto di Chuhuiv, il 14 maggio. Due giorni fa il report del procuratore ucraino ha reso noto che a Mariupol nei bombardamenrti russi di maggio sono rimasti uccisi 24 bambini, indicando che i numeri non sono definitivi.

  • Di Maio: doppia guerra devastante, Putin sblocchi export

    «Le prossime settimane saranno cruciali per sbloccare la situazione e l’Italia continua a impegnarsi in prima linea per trovare una soluzione che garantisca la sicurezza alimentare dei Paesi più esposti a partire dall’Africa. Non possiamo permettere che ad una guerra che ha causato la morte di centinaia di bambini innocenti si sommino altre vittime e bambini morti per la catastrofe alimentare. Serve un’azione concreta della Russia, è essenziale che Putin metta fine alla guerra e sblocchi l’export del grano altrimenti gli effetti di questa doppia guerra saranno devastanti». Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Addis Abeba.

    Per approfondire/Ucraina, così l’Africa rischia di perdere il 40% del suo import di grano

  • Filorussi, a Severodonestsk per gli ucraini o resa o morte

    Le forze ucraine sono bloccate a Severodonetsk e «quelle unità militari ucraine che sono lì hanno due opzioni: seguire l’esempio dei loro colleghi e arrendersi, o morire. Non hanno altra opzione». Lo ha detto in un incontro con la stampa, come riporta Ria Novosti, il vice capo del dipartimento della Milizia popolare della sedicente Repubblica Popolare del Donetsk Eduard Basurin. Secondo lui, ieri i soldati delle Forze armate ucraine hanno fatto saltare in aria l’ultimo ponte che collegava Severodonetsk con Lisichansk , e ora non possono lasciare la città.

  • Zelensky, russi possono perdere 40mila truppe entro giugno

    La Russia può tagliare il traguardo delle 40.000 truppe perse già a giugno. «In nessun’altra guerra in molti decenni hanno perso così tanto». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video notturno, riportato dalla Bbc, accusando i generali russi di considerare il loro popolo come «carne da cannone».

    Volodymyr Zelensky (Epa)

  • Governatore Sumy, stamattina oltre 30 attacchi con lanciamine da territorio russo

    «Stamattina abbiamo avuto oltre 30 attacchi con lanciamine provenienti dal territorio russo, che hanno colpito il villaggio di Esmansk». Lo ha reso noto su Telegram il governatore della regione di Sumy Dmytro Zhyvytskyy, secondo cui, «stando alle prime notizie, gli attacchi non avrebbero provocato vittime».

  • Zelensky, a Severodonetsk combattimenti feroci ad ogni metro

    La Russia sta schierando forze di riserva nel Donbass per sostenere l’assalto alla città di Severodonetsk, «dove sono in corso combattimenti molto feroci letteralmente ad ogni metro», così come a Lysychansk, Bakhmut e in altre aree. Lo ha detto nel suo tradizionale discorso video nella notte, come riporta Bbc, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha affermato che la Russia sta schierando nella regione orientale del Donbass «coscritti poco addestrati e raccolti con una mobilitazione segreta».

  • Kiev, russi circondano nostre truppe a Severodonetsk

    I russi stanno concentrando gli sforzi «per condurre un’offensiva e circondare le nostre truppe nei distretti di Severodonetsk e Lysychansk e nel bloccare le rotte logistiche da Bakhmut». Lo afferma lo stato maggiore ucraino, come riporta Ukrainsk Pravda.

  • Russia: ok a mediazione Vaticano

    La Russia accoglie «con favore» gli sforzi di mediazione della Santa Sede nel conflitto in Ucraina e sostiene un dialogo onesto su una serie di questioni, ha detto a Ria Novosti il direttore del Primo dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, Alexey Paramonov. Lo riporta il Corriere della Sera.

  • Crea, ha guadagnato 93 miliardi da export fossili in 100 giorni guerra

    La Russia ha guadagnato 93 miliardi di euro in ricavi dall’esportazione di combustibili fossili nei primi 100 giorni della sua guerra contro l’Ucraina, la maggior parte dei quali è andata all’Ue. Lo afferma un rapporto del Centro per la ricerca sull’energia e l’aria pulita (CREA), con sede in Finlandia, che arriva mentre l’Ucraina esorta gli occidentali a interrompere tutti i commerci con la Russia per smettere di alimentare il forziere del Cremlino.

    L’Unione Europea ha recentemente deciso un embargo graduale - con eccezioni - sulle sue importazioni di petrolio. Il gas russo, da cui dipende molto, al momento non è toccato. Secondo il CREA, l’Ue ha rappresentato il 61% delle importazioni di fossili, ovvero circa 57 miliardi di euro, nei primi 100 giorni di guerra (24 febbraio - 3 giugno). I maggiori importatori sono stati Cina (12,6 miliardi di euro), Germania (12,1 miliardi) e Italia (7,8 miliardi).

    I ricavi della Russia provengono prima dalla vendita di petrolio greggio (46 miliardi), seguito dal gas trasportato dai gasdotti (24 miliardi), poi dai prodotti petroliferi, dal gas naturale liquefatto (Gnl) e infine dal carbone.Anche se a maggio le esportazioni sono diminuite e la Russia è costretta a vendere a prezzi stracciati sui mercati internazionali, sottolinea il rapporto, il Paese ha comunque beneficiato dell’aumento globale dei prezzi dell’energia.

    Mentre alcuni Paesi hanno compiuto notevoli sforzi per ridurre le proprie importazioni (Polonia, Finlandia, Paesi baltici), altri hanno invece aumentato i propri acquisti: Cina, India, Emirati Arabi Uniti e Francia, secondo il CREA. «Mentre l’Ue sta valutando sanzioni più severe contro la Russia, la Francia ha aumentato le sue importazioni, fino a diventare il più grande acquirente di Gnl russo al mondo», sottolinea Lauri Myllyvirta, analista del CREA.

    Una pompa di benzina in India (Ap)

  • Kiev, russi riprendono il centro di Severodonetsk

    «I russi, con il supporto dell’artiglieria, hanno preso d’assalto Severodonetsk e hanno spinto le nostre unità fuori dal centro della città». Lo ha scritto su Facebook lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine, aggiungendo che «il nemico ha anche sparato con l’artiglieria contro le nostre posizioni nei distretti di Lysychansk, Severodonetsk e Toshkivka, e ha attaccato nelle direzioni di Volyn, Polissya e Seversky senza risultati significativi. Gli occupanti russi hanno sparato artiglieria e mortai contro le nostre posizioni nell’area di Hrynivka, nella regione di Chernihiv».

  • Grano: Erdogan, prossima settimana parlerò con Putin e Zelensky

    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è intenzionato a parlare con i presidenti russo e ucraino Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky la prossima settimana per discutere la situazione in Ucraina. Lo scrive l’agenzia russa Tass. Erdogan ha aggiunto che intende affrontare il tema del «corridoio per il grano».

    Lavoratori agricoli in un magazzino (Afp)

  • Amnesty, bombardamenti russi crimine di guerra

    Amnesty International accusa la Russia di crimini di guerra in Ucraina, affermando che centinaia di civili sono morti a Kharkiv in attacchi effettuati con bombe a grappolo. L’Ong per i diritti umani afferma di aver trovato prove che dimostrano che in almeno sette attacchi ai quartieri della seconda città più grande dell’Ucraina nordorientale le forze russe hanno utilizzato bombe di tipo 9N210 e 9N235 e mine a frammentazione, due categorie di armi vietate dai trattati internazionali. In un ultimo rapporto intitolato ’Chiunque può morire in qualsiasi momento’, Amnesty spiega come le forze russe abbiano ucciso e causato immensi danni bombardando incessantemente le aree residenziali di Kharkiv dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio.

    «Le persone sono state uccise nelle loro case e nelle strade, nei campi da gioco e nei cimiteri, mentre aspettavano in fila per gli aiuti umanitari o facevano la spesa per cibo e medicine», afferma Donatella Rovera, ricercatrice su crisi e conflitti presso Amnesty. «L’uso ripetuto di munizioni a grappolo ampiamente vietate è scioccante e dimostra un completo disprezzo per le vite dei civili», aggiunge. Sebbene la Russia non sia firmataria né della Convenzione sulle munizioni a grappolo né di quella sulle mine antiuomo, il diritto umanitario internazionale - sottolinea Amnesty - vieta gli attacchi e l’uso di armi che per loro natura colpiscono indiscriminatamente e costituiscono un crimine di guerra.

  • Lega araba, no a pressioni Occidente contro Russia

    «I paesi arabi subiscono forti pressioni da parte dell’Occidente affinché prendano posizione sulla crisi in Ucraina e condannino le azioni militari della Russia, ma non cedono a questi dettami«: lo afferma il segretario generale della Lega araba Ahmed Aboul Gheit, in un’intervista alla tv di Stato egiziana ripresa dall’agenzia russa Tass. «La situazione internazionale oggi è molto delicata - afferma Gheit -, così come la situazione nella regione. Il mondo occidentale sta esercitando una pressione palese sugli stati arabi affinché partecipino all’isolamento della Russia. Noi arabi abbiamo un’azione collettiva nel contesto della crisi russo-ucraina».

  • Britannica QinetiQ fornisce 10 robot per sminamento

    L’azienda britannica QinetiQ fornirà all’Ucraina 10 ingegneri robot Talon per lo sminamento dei territori. Lo ha annunciato il primo vice capo del dipartimento di polizia di pattuglia dell’Ucraina Oleksiy Biloshitsky su Facebook , riferisce Ukrinform. Il robot geniere che non solo determina la posizione della mina ma la neutralizza. «Prima della guerra, ne avevamo già più di 12, ora QinetiQ ne darà altri 10«, ha scritto Biloshitsky.

  • Governatore Lugansk, ancora 500 civili in Azot

    Sono ancora circa 500 i civili che rimangono all’interno dell’impianto chimico Azot a Severodonetsk, secondo le autorità locali citate dal Kiev Independent. Il governatore dell’oblast ucraino estremorientale di Lugansk, Serhiy Haidai, spiega che tra queste persone ci sono circa 40 bambini. Due giorni fa bombardamenti russi sulla fabbrica hanno provocato la perdita di tonnellate di petrolio e lo scoppio di un violento incendio. I civili hanno iniziato successivamente a lasciare l’impianto, in cui si sono rifugiate circa 800 persone compresi militari.

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