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Ucraina, ultime notizie. Corte penale: la Russia collabori. Fitch conferma rating Italia

Gli Stati Uniti si stanno preparando a potenziare il tipo di armi da fornire all’Ucraina inviando sistemi missilistici avanzati a lungo raggio. Zelensky: «Mosca vuole commettere genocidio in Donbass». Vladimir Putin è pronto a negoziare sul grano attualmente bloccato nei porti ucraini: lo riferisce il cancelliere austriaco Karl Nehammer a colloquio con il presidente russo.

Ucraina, Draghi: "Spiragli di pace da Putin? No"
  • S&P taglia il rating dell’Ucraina

    S&P taglia il rating del debito di lungo termine in valuta estera dell’Ucraina a CCC+. L’outlook è negativo. Lo afferma l’agenzia in una nota. “Il rating riflette la nostra attesa di un periodo prolungato di instabilità macroeconomica nel paese a causa dell’intervento militare russo”, spiega S&P.

  • Fitch conferma rating Italia a BBB: Pil rallenta a +2,7%

    L’agenzia Fitch conferma il rating ’BBB’ per l’Italia. L’outlook è stabile. Lo afferma Fitch in una nota. La crescita italiana rallenta dopo la rapida ripresa del 2021. Secondo l’agenzia di rating il Pil quest’anno crescerà del 2,7% e nel 2023 segnerà un +2,3%. «I rischi sono al ribasso e legati a un impatto più severo della guerra e delle sanzioni contro la Russia», afferma Fitch in una nota

  • Corte penale internazionale: la Russia collabori

    La Russia dovrebbe collaborare con le indagini della Corte penale internazionale sui presunti crimini di guerra commessi durante l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, ha detto il procuratore del tribunale all’Afp. «L’invito è lì. La mia porta è aperta e continuerò anche a bussare alla porta della Federazione Russa», ha detto il procuratore della Cpi Karim Khan in un’intervista al tribunale dell’Aia

  • Governatore Luhansk: «Possibile ritiro forze per evitare cattura»

    Le forze ucraine potrebbero essere costrette a ritirarsi dall’ultima loro sacca di resistenza nella regione di Luhansk per evitare di essere catturate. Lo ha detto il governatore regionale, Sergei Gaidai, che in un post su telegram, riferendosi all’assedio russo di Severodonetsk d Lysychansk, ha scritto: «I russi non saranno in grado di catturare la regione di Luhansk nei prossimi giorni come avevano previsto gli analisti. Abbiamo forze e risorse sufficienti per difenderci. Comunque è possibile che per non essere circondati ci dovremo ritirare».

  • Ucraina, Fratoianni: «Per troppo tempo hanno parlato solo le armi»

    «Io credo che ogni iniziativa che vada nella direzione di riaprire il canale diplomatico sia positiva finalmente. Vorrei dire che sono arrivati un po’ in ritardo, per troppo tempo hanno parlato solo le armi»: lo ha detto il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, a margine di un appuntamento elettorale a Sesto San Giovanni con il candidato sindaco Michele Foggetta. «Non è un buon linguaggio quello delle armi - ha concluso - tutto ciò che spinge sul terreno della diplomazia è una buona notizia».

  • Kiev: «La guerra è cambiata, non finirà presto se non riceveremo le armi necessarie»

    «Nell’ultimo mese i combattimenti sono cambiati. La guerra ora è diversa. I russi accumulano grandi quantità di artiglieria su un piccola zona e colpiscono le nostre posizioni. La difficoltà è che noi dobbiamo difendere un confine lungo più di 1000 km e il nemico è libero di scegliere dove avanzare. Noi dobbiamo avere le armi per difenderci e fare la controffensiva. Perciò la guerra non finirà presto se non riceveremo le armi necessarie». Ad affermarlo è il consigliere del ministro degli Interni dell’Ucraina Anton Geraschenko in un diretta sui social.

  • Nehammer, «Putin disposto a negoziare su esportazioni grano»

    Vladimir Putin è pronto a negoziare sul grano attualmente bloccato nei porti ucraini. A dichiararlo è stato il cancelliere austriaco Karl Nehammer riferendo della conversazione “molto intensa e molto seria” di 45 minuti avuta con il presidente russo. Putin sarebbe anche pronto a negoziare sullo scambio di prigionieri di guerra e ha promesso di parlare con Kiev della questione, ha riferito il cancelliere austriaco. Il leader russo ha anche detto che la Croce Rossa Internazionale avrebbe avuto accesso ai prigionieri di guerra. “Putin ha segnalato che è pronto a consentire le esportazioni attraverso i porti”, ha detto Nehammer. Tuttavia, ha aggiunto, i porti interessati dovrebbero essere sminati. L’Austria sta cercando di rimanere in dialogo con tutte le parti in conflitto nella tradizione della sua “politica di neutralità attiva”, ha dichiarato il cancelliere, che ha reso noto di aver parlato anche con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che conta di avvicinare le parti nei prossimi giorni per rilanciare il processo negoziale.

  • Kuleba-Blinken, «in arrivo armi pesanti, sostegno contro blocco russo export»

    Colloquio telefonico tra Dmyrto Kuleba e Antonhy Blinken. A darne notizia su twitter è stato il ministro degli Esteri ucraino, che ha detto di “apprezzare gli sforzi personali” del segretario di Stato per “assicurare un sostegno americano e globale continuato all’Ucraina”. “Le armi pesanti sono in cima alla nostra agenda - ha scritto Kuleba - e altre ne stanno arrivando. L’Ucraina e gli Stati Uniti lavorano fianco a fianco per consegnare le nostre esportazioni alimentari nonostante l’irresponsabile blocco russo”.

  • Filorussi, rischio pena morte per 3 mercenari stranieri catturati

    “Tre mercenari stranieri, due britannici e un marocchino, che hanno combattuto nel Donbass dalla parte delle forze ucraine, potrebbero essere condannati alla pena di morte”. Lo ha detto l’ufficio del procuratore generale dell’autoproclamata Repubblica popolare di Dontesk (Dpr) a Interfax. “L’ufficio del procuratore generale della Dpr ha completato l’indagine sul procedimento penale contro un gruppo di mercenari stranieri provenienti dal Regno Unito e dal Marocco. Gli imputati, tenendo conto che siamo in tempo di guerra, possono essere sottoposti alla pena di morte”, ha detto Viktor Gavrilov, rappresentante dell’ufficio del procuratore generale della Dpr. I combattenti stranieri sono i britannici Sean Pinaire e Andrew Hill e il marocchino Sadoun Brahim, catturati durante gli scontri nel Donbass questa primavera.

  • Prezzo del gas sopra 86 euro

    Prezzo del gas in lieve rialzo. Dopo aver raggiunto un picco a 88,25 euro, il gas all’hub olandese Ttf si attesta attualmente a 86,6 euro a megawattora, in progressione dello 0,732%.

  • Telefonata Macron-von der Leyen in vista del Consiglio europeo

    Il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in preparazione del Consiglio europeo in programma il 30 e 31 maggio. Lo rende noto l’Eliseo. La conversazione si è concentrata sull’energia e sulle proposte avanzate dalla Commissione, nel suo piano RepowerEU, per ridurre la dipendenza dell’Unione dagli idrocarburi russi e per accelerare la transizione ecologica. Macron e von der Leyen hanno poi discusso dell’assistenza macrofinanziaria di emergenza di cui l’Ucraina ha bisogno e che l’Unione europea sarà in grado di fornire. Infine hanno parlato del loro obiettivo comune in merito agli investimenti nel settore della difesa e ai mezzi per sostenere l’industria europea della difesa.

  • Zelensky, 22 milioni di tonnellate di grano bloccate nei silos

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che quasi la metà delle esportazioni di grano dell’Ucraina è attualmente bloccata perché la Russia continua a ostacolare le principali rotte di esportazione del Paese attraverso il Mar Nero e il Mar d’Azov, definendo la situazione una potenziale “catastrofe” per la sicurezza alimentare globale. “Oggi 22 milioni di tonnellate di grano sono tenute nei silos. Non possiamo fornirli ai mercati internazionali, dove sono necessari proprio in questo momento”, ha detto rivolgendosi a un think tank indonesiano di politica estera in un forum online, come riporta Cnn. Il presidente ucraino ha anche detto che le stime delle Nazioni Unite secondo cui la carestia potrebbe colpire altri 50 milioni di persone quest’anno sono una stima “conservativa”: “La carestia non arriva da sola, è sempre accompagnata da un caos politico che esacerba la situazione, rovina la vita delle persone, creando condizioni insicure per la gente comune”, ha dichiarato. “A luglio, quando molti Paesi esauriranno le scorte del raccolto dell’anno scorso, sarà evidente che la catastrofe sta davvero arrivando”.

  • Biden, Putin vuole anche cancellarne la cultura

    Vladimir Putin non solo vuole conquistare l’Ucraina ma “cancellarne la cultura”: lo ha detto Joe Biden nel suo discorso per la cerimonia di laurea dei cadetti dell’Accademia navale di Annapolis.

  • Draghi-Zelensky, avanti confronto su sblocco grano

    Il premier Mario Draghi e il presidente dell’Ucraina Zelensky, durante la telefonata odierna, hanno discusso delle prospettive di sblocco delle esportazioni di grano dall’Ucraina per far fronte alla crisi alimentare che minaccia i Paesi più poveri del mondo. Il presidente Zelensky ha espresso apprezzamento per l’impegno da parte del governo italiano e ha concordato con il presidente Draghi di continuare a confrontarsi sulle possibili soluzioni. Lo comunica Palazzo Chigi. “Il colloquio - spiega la Presidenza del Consiglio - si è focalizzato sugli ultimi sviluppi della situazione sul terreno, con particolare riguardo alle regioni orientali del Paese. Il Presidente ha assicurato il sostegno del governo italiano all'Ucraina in coordinamento con il resto dell'Unione Europea”.

  • Putin, infondato accusarci della crisi del grano

    Il presidente russo Vladimir Putin nel corso di una telefonata con il cancelliere austriaco Karl Nehammer ha affermato che i tentativi di incolpare la Russia per i problemi con le forniture alimentari sono “infondati”. Lo riporta l’agenzia russa Tass. «Vladimir Putin ha sottolineato che i tentativi di dare alla Russia la responsabilità delle difficoltà nelle consegne dei prodotti agricoli sui mercati mondiali sono senza fondamento», ha indicato il Cremlino in una nota.

  • Putin, Kiev ostacola il processo negoziale

    Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al cancelliere austriaco Karl Nehammer, con cui ha avuto una conversazione telefonica, che Kiev ostacola il processo negoziale con la Russia. Lo riferisce il Cremlino, come riporta la Tass.

  • Zelensky a Draghi, «sblocchiamo i porti insieme»

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso della telefonata con il premier italiano Mario Draghi “ha sollevato il problema dell’approvvigionamento di carburante. Sono stati discussi i modi per prevenire la crisi alimentare. Dobbiamo sbloccare i porti insieme”.

  • Zelensky a Draghi, ci aspettiamo più supporto militare

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto una “conversazione telefonica con il Primo Ministro Mario Draghi e lo ha Informato sulla situazione al fronte”. “Ci aspettiamo ulteriore supporto per la difesa dai nostri partner”, ha scritto Zelensky su Twitter

  • Oms, oltre 500 tonnellate di forniture mediche ma problemi consegna

    Al 25 maggio, l’Organizzazione mondiale della sanità ha consegnato all’Ucraina colpita dalla guerra 514 tonnellate di forniture mediche. L’Oms segnala tuttavia difficoltà relative a “carenza di carburante e problemi di accesso”, che “continuano a ostacolare la consegna e distribuzione” dei materiali. Dall’ultimo aggiornamento dell’agenzia sulle attività nel Paese, risulta che tra il 13 marzo e il 24 maggio le équipe mediche di emergenza in Ucraina hanno risposto a 3.805 eventi sanitari, il 16% dei quali relativi a malattie infettive (infezioni respiratorie acute nell’87% dei casi) e il 12% a traumi. L’Oms è impegnato inoltre in corsi di formazione, anche a distanza, su temi come la gestione dei traumi in adulti e bambini, la medicina e la chirurgia d’urgenza, il pronto soccorso. L’Organizzazione svolge anche attività di comunicazione del rischio, coinvolgendo la comunità con volantini sulla prevenzione delle malattie trasmesse attraverso gli alimenti e l’acqua

  • Mosca, dichiarazioni Occidente su nostro default fuori da realtà

    Le dichiarazioni occidentali sul default della Russia “non hanno nulla a che fare con la realtà”. Lo ha affermato il ministro delle finanze russo Anton Siluanov. Lo riporta la Tass. “Abbiamo i soldi e ripeto che pagheremo”, ha aggiunto.

  • 115 soldati Guardia nazionale russa licenziati per rifiuto ad andare al fronte

    Almeno 115 soldati della Guardia nazionale russa (Rosgvardia) sono stati licenziati per aver rifiutato di partecipare all’operazione militare speciale in Ucraina, è emerso dopo che il tribunale di Nalchik, nella regione del Kabardino-Balkaria, nel Caucaso, ha respinto in blocco il ricorso che avevano presentato insieme contro il provvedimento. Il pronunciamento del tribunale è stato pubblicato sul sito web della corte. Il giudice sancisce che i soldati sono stati licenziati per giusta causa dopo “aver rifiutato di eseguire un incarico ufficiale” per combattere in Ucraina e invece essere tornati alla loro base di Nalchik. L’avvocato difensore dei soldati, Andrei Sabinin, ha denunciato “la velocità senza precedenti” con cui il tribunale ha preso la sua decisione, data la complessità del caso, e ha espresso “dubbi sulla correttezza del processo nel suo complesso, dato che ai miei clienti è stata negata la possibilità di chiamare alcuni testimoni e diversi documenti sono stati respinti”.

  • Mosca, 8 trilioni di rubli per sostenere economia russa

    La Russia ha stanziato complessivamente 8 trilioni di rubli per sostenere l’economia russa per far fronte alla situazione attuale. Ad affermarlo è il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov, parlando agli studenti dell’Università finanziaria. “Servono anche soldi per sostenere l’economia e i cittadini. L’importo totale del cosiddetto stimolo di bilancio che abbiamo stanziato è pari a 8 trilioni di rubli. Fondi enormi”, ha detto Siluanov

  • Kiev contro Scholz, Berlino ci ha lasciati soli militarmente

    “Militarmente, l’Ucraina è stata semplicemente lasciata sola da Berlino”: lo ha detto in un’intervista a Bild l’ambasciatore ucraino in Germania, Andrij Melnyk. Il rappresentante di Kiev ha criticato l’intervento del cancelliere Olaf Scholz a Davos, da cui emergerebbe una “mancanza di leadership e coraggio”. Secondo Melnyk, Scholz avrebbe dovuto spiegare quali “passi molto concreti” voglia fare Berlino per aiutare l’Ucraina a vincere la guerra. All’interrogativo non ci sarebbero però state risposte, soprattutto rispetto alla fornitura delle armi pesanti necessarie a contrastare l’offensiva russa.

  • Lukashenko crea «milizia popolare»

    Il presidente della Bielorussia e alleato di Putin Alexander Lukashenko ha deciso di creare una “milizia popolare” nel Paese. Lo riporta Ukrainska Pravda citando il ministro della Difesa della bielorusso Viktor Khrenin. “Nella riunione di ieri per adeguare lo sviluppo delle forze armate, il comandante in capo (Alexander Lukashenko - ndr) ha fissato degli obiettivi, compresa la creazione di una “milizia popolare” nel nostro Paese”, ha detto il ministro precisando che “dobbiamo ancora discutere queste questioni con i governatori, determinare la legge. E sappiamo che il numero dei difensori della nostra patria aumenterà molte volte. È molto importante per noi, soprattutto nella situazione attuale, in modo da poter mostrare che vogliamo andare avanti pacificamente, perché se qualcuno verrà nella nostra terra la risposta sarà adeguata”. Ieri Lukashenko ha annunciato la creazione di un nuovo comando operativo meridionale, al confine con l’Ucraina, nelle forze armate bielorusse e ha parlato di una possibile guerra sul territorio del Paese.

  • Comando operativo sud, «russi rafforzano posizioni in direzione Crimea»

    “Il nemico continua a rafforzare le proprie posizioni nella direzione di Crimea”. Lo ha comunicato il comando operativo Sud secondo il quale “tutti i tentativi dell’esercito russo di avvicinarsi alle postazioni dei difensori ucraini nelle regioni di Kherson e Mykolaiv sono falliti. La situazione nella direzione Sud rimane tesa. l nemico continua a portare via le riserve della produzione agricola”.

    PER APPROFONDIRE/Perché contro la coppia Putin-Xi dobbiamo lottare per preservare la nostra civiltà

  • Rapporto internazionale, Mosca mira a genocidio in Ucraina

    La Russia sta spingendo verso un genocidio in Ucraina e commettendo atrocità intese a distruggere il popolo ucraino: lo affermano 30 esperti internazionali di diritto nel primo rapporto indipendente dall’inizio del conflitto, di cui la Cnn ha avuto visione. Nel documento, elaborato dal New Lines Institute for Strategy and Policy, think tank con sede negli Stati Uniti, e dal Raoul Wallenberg Center for Human Rights (Canada), vengono fornite “ampie e dettagliate prove su uccisioni di massa di civili, deportazioni forzate e retorica disumanizzante usata da alti funzionari russi per negare l’esistenza di un’identità ucraina”.

  • Michel, «a summit Ue parleremo di energia, accelerare transizione»

    Al vertice straordinario Ue di lunedì e martedì “parleremo di energia, anche dei rincari dei prezzi, che stanno colpendo duramente le nostre case e imprese”. Lo scrive il presidente del Consiglio europeo Charles Michel nella lettera di invito ai 27, nella quale non fa alcun riferimento al sesto pacchetto di sanzioni Ue per il blocco dell’import di petrolio russo. “Dobbiamo accelerare la nostra transizione se vogliamo ridurre la nostra dipendenza dai combustibili russi al più presto possibile”, sottolinea Michel.

  • G7: impegno a stop combustibili fossili in settore elettrico entro il 2035

    I paesi del G7 si impegnano a decarbonizzare la maggior parte del loro settore elettrico “entro il 2035” per combattere il riscaldamento globale, in particolare attraverso “l’uscita globale dai combustibili fossili e carbone”, secondo una dichiarazione congiunta diffusa al termine del G7 dei ministri di Ambiente ed Energia. “Ci impegniamo a raggiungere una maggioranza del settore elettrico privo di emissioni di carbonio entro il 2035 e a sostenere l’accelerazione dell’eliminazione graduale globale del carbone”, si legge. I Paesi si sono anche impegnati a porre fine al finanziamento pubblico per i progetti di combustibili fossili all’estero entro la fine del 2022.

  • Consigliere sindaco Mariupol, «residenti Mariupol riportati a casa da Kherson da russi»

    Nel Kherson temporaneamente occupato, gli occupanti con una colonna della Guardia Nazionale Russa stanno cercando di riportare a casa i residenti di Mariupol. Lo ha affermato il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, sulla sua pagina Telegram. Il motivo e lo scopo di tali azioni è sconosciuto

  • Filorussi, tagliate vie ritirata a truppe ucraine in Lugansk

    Le forze dell’autoproclamata Repubblica di Lugansk (Lpr) hanno dichiarato di avere tagliato tutte le vie di ritirata per i militari ucraini. Lo riporta la Tass. “Abbiamo tagliato tutte le loro vie di fuga e stiamo monitorando l’intero territorio”, ha detto Andrey Marochko, ufficiale della milizia popolare della Lpr in una trasmissione sul Canale Uno.

  • Nyt: «Usa, Europa e Ucraina divise su come dovrebbe finire la guerra»

    Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e l’Ucraina non sono d’accordo su come dovrebbe finire la guerra della Russia. Lo scrive il New York Times, secondo cui, dopo tre mesi di “notevole unità” in risposta all’invasione russa, che ha portato alla fornitura di armi all’Ucraina e a un’ampia gamma di sanzioni finanziarie, c’è una crescente spaccatura sul da farsi nel prossimo futuro. Mentre, da una parte, gli Stati Uniti definiscono la Russia un paese emarginato che deve essere tagliato fuori dall’economia mondiale, altri paesi, per lo più in Europa, avvertono del pericolo di isolamento e umiliazione del leader del Cremlino. Inoltre, le ambizioni di Washington durante la guerra sono cresciute. Quello che è emerso come un tentativo di impedire alla Russia una facile vittoria sull’Ucraina è cambiato non appena l’esercito di Putin ha iniziato a commettere errori dopo errori, non riuscendo a catturare Kiev e poi Kharkiv. L’amministrazione Biden vede ora una possibilità per punire l’aggressione russa, indebolire Putin, rafforzare la Nato e l’alleanza transatlantica e inviare un segnale di avvertimento alla Cina. Vuole dimostrare che l’aggressività non dovrebbe essere ricompensata con acquisizioni territoriali. Ancora, profonde divergenze di opinione sono diventate ancora più evidenti durante il World Economic Forum di Davos, quando l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger ha affermato che l’Ucraina dovrebbe avviare negoziati con la Russia, anche se richiede concessioni. “Gli europei non stanno nemmeno provando”, scrive il quotidiano Usa, a bloccare l’importazione di gas russo. Allo stesso tempo, Francia, Italia e Germania sono preoccupate per il possibile prolungamento della guerra e temono danni alle proprie economie. Mentre la posizione del presidente Zelensky e dei suoi alleati occidentali sarà di particolare importanza se inizieranno veri colloqui sulla fine del conflitto. In precedenza, il consigliere del presidente del Comitato Esecutivo Mykhailo Podolyak ha affermato che l’Ucraina non può permettersi nessuna “Minsk” e dovrebbe liberare i territori. Tuttavia, ciò richiede tempo, armi, risorse e mobilitazione della società

  • Generale Usa, «contro blocco grano possibile intervento militare»

    Il blocco da parte della Russia delle esportazioni di grano ucraino potrebbe favorire reti terroristiche in altre parti del mondo e potrebbe richiedere l’intervento militare Usa per evitare la destabilizzazione dei mercati. A lanciare l’allarme davanti alla Commissione Servizi armati del Senato Usa è stato il generale americano Christopher Cavoli, comandante delle forze Usa in Europa e Africa e prossimo comandante delle forze Nato in Europa. Cavoli, riporta il Washington Post, ha fatto riferimento a gruppi come l’Is, al-Shabaab e Boko Haram, che potrebbero trarre in qualche modo vantaggio dalla situazione. Gruppi che, ha detto, si alimentano di “governance debole e insicurezza alimentare, corruzione e povertà”. Cavoli ha lasciato intendere che, a un certo punto, i militari americani potrebbero essere coinvolti per garantire la ripresa delle esportazioni dall’Ucraina, ma non ha voluto dire se raccomanderebbe una simile strategia. Il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha escluso “piani per impiegare i militari Usa, o fonti o asset militari, per contribuire al movimento di grano fuori dall’Ucraina” e ha confermato colloqui tra l’Amministrazione Biden e i “partner internazionali e gli alleati su come affrontare al meglio la questione”.

  • Kuleba, «nessun segnale che Russia voglia negoziare»

    Non c’è alcuna indicazione che porti a ritenere che la Russia sia realmente intenzionata a negoziare con l’Ucraina, nonostante le dichiarazioni pubbliche. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba nel corso di una conferenza stampa congiunta con il capo della diplomazia della Macedonia del nord, Bujar Osmani, a Kiev. “Non credo che un Paese che cerca un processo negoziale agirebbe in questo modo. Se la Russia volesse negoziati, non condurrebbe operazioni offensive, non perseguiterebbe attivisti ucraini nell’Ucraina orientale e meridionale, né cercherebbe di mettere in circolazione rubli russi e passaporti. Non bloccherebbe i porti marittimi ucraini per ostacolare le esportazioni di cibo. E’ un linguaggio di fatti, non di interpretazione”, ha detto Kuleba.

  • Attacchi a Kharkiv in direzione Izyum

    Proseguono gli attacchi a Kharkiv. I russi continuano nel loro tentativo di attaccare in direzione di Izyum. Lo ha annunciato il capo dell’Amministrazione militare Oleg Sinegubov sul suo canale telegram.

  • Negoziatore russo, colloqui sono di basso profilo ma continuano

    I colloqui con l’Ucraina proseguono ma sono di basso profilo. Lo ha detto Leonid Slutsky, uno dei negoziatori russi e presidente del comitato per gli affari internazionali della Duma, riporta la Tass, precisando che «questo formato forse non è finito».

  • Zelensky, sarò necessario parlare a Putin per porre fine alla guerra

    L’Ucraina non è ansiosa di parlare con la Russia di Vladimir Putin, ma deve affrontare la realtà e sarà necessario per porre fine alla guerra: lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un discorso a un think tank indonesiano. Lo riporta la Reuters sul suo sito. «Ci sono cose da discutere con il leader russo. Non sto dicendo che il nostro popolo è ansioso di parlare con lui, ma dobbiamo affrontare la realtà. Cosa vogliamo da questo incontro? Rivogliamo le nostre vite. Rivogliamo la vita di un Paese sovrano all’interno del proprio territorio, ma la Russia non sembra essere pronta per seri colloqui», ha detto.

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. (TELEGRAM/ ZELENSKY)

  • Prigioniero filorusso di Donetsk, «i russi hanno richiamato sotto armi quasi tutti gli uomini che combattono»

    «Mi chiamo Zuev Eduard, sono della regione di Donetsk. Ci hanno sempre detto sia in tv che nei giornali che sono gli ucraini che ci attaccano. Noi siamo un popolo dei lavoratori, non pensiamo alla politica. I russi hanno richiamato alle armi praticamente il 100% degli uomini». È quanto spiega Eduard in un video diffuso dal servizio di sicurezza ucraino, Sbu. Nella repubblica di Donetsk, rileva, «sono rimaste quasi solo le donne. Per come si sono comportati con noi non mi sono mai sentito parte dell’esercito russo. Ci hanno abbandonati. Il nostro comandante del battaglione era quasi sempre ubriaco. Sparava spesso vicino ai piedi dei soldati. Io non so cosa sarà di me. Quello che decideranno. Sono colpevole di aver fatto parte dell’esercito russo».

  • Turchia, in corso colloqui Mosca-Kiev su scambio prigionieri

    Russia e Ucraina sono impegnati in colloqui per lo scambio dei soldati catturati da entrambi i fronti mentre il negoziato per il cessate il fuoco è fermo. Lo ha fatto sapere il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu come riporta Ntv. «Il processo negoziale è in fase di stallo, l’Ucraina ha fatto sapere che è stato interrotto» ha affermato Cavusoglu parlando con i giornalisti di ritorno da una visita in Israele e aggiungendo che «ci sono colloqui in corso riguardo allo scambio dei soldati che sono stati catturati dalla Russia e dall’Ucraina». Il ministro turco ha anche sottolineato l’importanza di sbloccare le rotte marittime per le esportazioni di prodotti agricoli. «Sul campo continuano gli scontri mentre per vari motivi non è possibile per il grano raggiungere i mercati internazionali» ha affermato Cavusoglu.

  • Michel, Zelensky e capo Unione Africana al Consiglio Europeo

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente dell’Unione Africana Macky Sall interverranno al prossimo Consiglio Europeo, in videoconferenza, nelle sessioni che si occuperanno di Ucraina e di sicurezza alimentare. Lo comunica Charles Michel, presidente del Consiglio Ue, nella tradizionale lettera d’invito ai 27 leader che precede il vertice.

  • Michel a 27, coordinamento su iniziative per sblocco grano

    «Nel corso del nostro incontro, discuteremo di modi concreti per aiutare l’Ucraina ad esportare i suoi prodotti agricoli utilizzando le infrastrutture dell’Ue: vedremo anche come coordinare meglio le iniziative multilaterali in questo senso». Lo si legge nella lettera inviata dal presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ai 27 leader in vista del consiglio di settimana prossima.

  • Kiev, nessuna indicazione che Mosca voglia colloqui

    Nonostante le dichiarazioni pubbliche della leadership russa, non c’è alcuna indicazione della disponibilità della Russia a tenere colloqui, e i fatti dimostrano che il presidente russo vuole fare la guerra all’Ucraina: lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba in un briefing congiunto con il suo omologo nord-macedone Bujar Osmani a Kiev, riporta Ukrinform. «Non credo che un Paese che cerca un processo negoziale agisca in questo modo. Se la Russia volesse un negoziato, non condurrebbe operazioni offensive, non metterebbe in circolazione rubli, numeri di telefono e passaporti russi».

  • Putin sostiene estensione a Iran accordo libero scambio Unione eurasiatica

    Il Presidente russo Vladimir Putin ha detto che Mosca sostiene l’iniziativa per estendere all’Iran l’accordo di libero scambio dell’Unione economica euroasiatica nel suo intervento in video conferenza al Consiglio supremo dell’organizzazione di cui fanno parte, Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia.

  • Leader Donetsk, «porto Mariupol operativo a fine mese»

    Il porto di Mariupol, la città del sud dell’Ucraina sotto assedio per quasi tre mesi, sarà operativo entro la fine del mese. Mosca.Lo ha detto il leader della Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, citato da Interfax: “Entro la fine di maggio, il porto sarà in grado di ricevere di nuovo le navi”. Ieri il ministero della Difesa russo aveva annunciato che il porto sul mar d’Azov era stata completamente sminato.

    Un cimitero delle vittime di guerra all’entrata di Mariupol

  • Romania, al lavoro per corridoi grano su Mar Nero e Bosforo

    “Abbiamo discusso oggi su come lavorare per realizzare un corridoio per il trasporto di prodotti agricoli dell’Ucraina verso destinazioni terze, e questo corridoio non può ovviamente che includere il mar Nero e gli stretti del mar Nero”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri della Romania Bogdan Aurescu durante una conferenza stampa congiunta a Istanbul, trasmessa dalla Tv di Stato turca Trt, con gli omologhi di Turchia e Polonia, rispettivamente Mevlut Cavusoglu e Zbigniew Rau. Dopo un vertice trilaterale coi ministri di Ankara e Varsavia, il politico romeno ha sottolineato che per arrivare alla realizzazione del corridoio sarà necessario lavorare insieme alla Turchia per “proteggere le imbarcazioni commerciali dalle mine galleggianti” nel mar Nero. “Stiamo sostenendo l’economia dell’Ucraina facilitando il trasporto di beni ucraini, grano incluso, verso altre destinazioni attraverso i nostri porti sul Danubio e nel mar Nero grazie al porto di Costanza” ha affermato Aurescu.

  • 10 morti e 35 feriti in attacchi a Dnipro

    Dieci persone sono state uccise e circa 35 ferite a seguito di attacchi missilistici russi contro una base della Guardia Nazionale nel distretto di Dnipro, secondo il capo del Centro di difesa territoriale, Hennadiy Korban che aggiunge che nella notte tre missili sono stati lanciati dalla regione russa di Rostov

  • Ministro serbo critica sindaco Kiev, non conosce la storia

    Il ministro dell’interno serbo, Aleksandar Vulin, ha criticato oggi il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, per aver detto che “gli ucraini lottano contro l’occupante russo come in passato gli albanesi (del Kosovo, ndr) lottarono contro l’occupante serbo”. “Se Klitschko conoscesse un po’ di storia dovrebbe sapere che il Kosovo è parte della Serbia, e che non è possibile occupare il proprio territorio”, ha detto il ministro citato dai media a Belgrado. “Chi paragona il Donbass con il Kosovo dovrebbe essere pronto ad andare fino in fondo in tale confronto. Se Klitschko dice che gli albanesi furono occupati e che con una sollevazione armata si liberarono della Serbia e dell’occupante serbo, allora va detto che anche i russi nel Donbass sono stati occupati e hanno il diritto di liberarsi dell’occupante ucraino”, ha affermato Vulin. Secondo Vulin ciò che Klitschko riconosce agli albanesi in Serbia va riconosciuto anche ai russi in Ucraina. Il ministro serbo è noto per le sue posizioni fortemente nazionalpatriottiche e filorusse.

  • Johnson, Russia fa progressi lenti ma tangibili

    La Russia fa “progressi lenti ma tangibili” in Ucraina. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson riferendosi all’avanzata delle truppe di Mosca nel Donbass. Secondo il primo ministro, il presidente Vladimir Putin “a caro prezzo per se stesso e per l’esercito russo sta continuando a rosicchiare terreno”. Non bisogna, ha aggiunto Johnson, “lasciarsi cullare dall’incredibile eroismo degli ucraini nel respingere i russi dalle porte di Kiev” ma è “vitale” ora più che mai “sostenere militarmente gli ucraini”.

  • Appena 31 operatori e solo 3 medici nell’ospedale di Severodonetsk

    Il personale sanitario dell’ospedale di Severodonetsk è costituito da 31 addetti, tre dei quali sono medici. Il servizio di assistenza è pertanto estremamente limitato. Lo ha comunicato il capo di Severodonetsk, Oleksandr Stryuk alla testata on line Hromadske.

  • Ambasciatore Cina in Francia, «causa crisi è espansione Nato verso Est»

    “L’attualità è la guerra ma dobbiamo riflettere sulla causa profonda. Per i cinesi la causa sono i cinque cicli espansioni della Nato verso l’Est. Costituisce una minaccia militare per la sicurezza della Russia”. Ad affermarlo è l’Ambasciatore della Cina in Francia, Lu Shaye ai microfoni della radio francese ’Europe 1’. “Non si può opprimere o minacciare la sicurezza degli altri vietando agli altri di rispondere o difendersi”, sottolinea.

  • Peskov, «negoziati congelati per volontà Kiev»

    I negoziati tra le delegazioni di Mosca e di Kiev per la fine della guerra in Ucraina sono ’’congelati per volontà ucraina’’. Lo ha sostenuto il portavoce del Cremlino Dmytro Peskov affermando che questo contrasta con le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che auspica lo svolgimento di negoziati a un più alto livello. ’’La leadership dell’Ucraina rilascia costantemente dichiarazioni che non chiariscono se Kiev sia pronta ad adottare un approccio sobrio e in linea con il reale stato delle cose’’, ha detto Peskov citato dalla Tass.

  • Nato, bene piano pace Roma, ma mancano condizioni politiche

    “Noi incoraggiamo ogni tentativo che possa portare ad un accordo politico per fermare questa guerra”: così il vicesegretario generale della Nato, Mircea Geoana, in un’intervista esclusiva al TG3, che sarà trasmessa oggi, si esprime sul piano di pace in Ucraina promosso dall’Italia. “Alla fine ci sarà una soluzione politica” aggiunge Geoana nell’intervista “ma purtroppo al momento non vediamo le condizioni politiche” per un accordo: “Le posizioni sono ancora molto distanti”. Geoana ringrazia poi l’Italia per “il grande contributo all’alleanza” ricordando il ruolo strategico sul fronte orientale, ma anche l’impegno in Iraq e Kosovo.

  • Johnson, «Russia compie progressi lenti ma tangibili in Donbass»

    La Russia sta compiendo “progressi lenti e tangibili” nella regione del Donbass, nell’Ucraina orientale. Lo ha detto il primo ministro britannico Boris Johnson parlando a Bloomberg. “Penso che sia molto, molto importante non lasciarsi cullare dall’incredibile eroismo degli ucraini nel respingere i russi alle porte di Kiev - ha detto Johnson - Temo che Putin, a caro prezzo per se stesso e per l’esercito russo, stia continuando ad avanzare nel Donbas, stia continuando a fare progressi graduali, lenti, ma, temo, tangibili’’. Il premier britannico ha quindi detto che “è assolutamente fondamentale che continuiamo a sostenere militarmente gli ucraini”.

    Il primo ministro britannico Boris Johnson


  • Protezione civile, al via erogazione contributo ai profughi

    Da oggi i cittadini ucraini che hanno diritto al contributo di sostentamento per i mesi di marzo e aprile, che hanno presentato domanda entro il 9 maggio e per i quali il Dipartimento della Protezione civile ha completato tutti i controlli, potranno recarsi - solo dopo aver ricevuto notifica tramite sms - in un qualsiasi ufficio di Poste Italiane presente sul nostro territorio per riscuotere l’importo. Si tratta di 22mila contributi per una platea complessiva di circa 36mila persone (di cui quasi 14mila minori). Il pagamento del contributo relativo al mese di maggio e quello delle rimanenti domande avverrà dal 10 giugno.

  • Orban incontra Le Pen, «errata la politica sanzionatoria Ue»

    Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, è volato a Parigi per incontrare la presidente del Rassemblement National, Marine Le Pen. “I due leader - scrive in un tweet il portavoce del premier magiaro, Zoltan Kovacs - hanno parlato delle minacce che l’Europa deve affrontare, della guerra in Ucraina e delle sue conseguenze economiche, dell’aumento senza precedenti dei prezzi e dell’’errata’ politica sanzionatoria di Bruxelles”.

  • Chernihiv, da inizio guerra individuati e raccolti quasi 25mila ordigni esplosivi

    Continuano le operazioni di sminamento nella regione di Chernihiv. Il Servizio per le emergenze nazionale comunica che nella sola mattinata di oggi, sono stati individuati e raccolti 180 ordigni esplosivi. Dall’inizio della guerra sono stati raccolti 24.974 ordigni.

  • Nato, «sul blocco del grano dalla Russia campagna di disinformazione»

    La Nato rigetta come “falsità” le accuse lanciate dalla Russia, secondo cui sarebbe responsabilità dell'Occidente e delle sanzioni comminate dall'unione Europea il blocco di esportazioni di grano dal Mar Nero. “Non c’è niente di più falso di questo!”, dice in un'intervista che sarà trasmessa dal Tg3 il vicesegretario della Nato Mircea Geoana. “E’ stata la Russia - spiega - a bloccare i porti ucraini sul Mar Nero, impedendo a questo paese di esportare grano e cereali ..”. Il numero 2 della Nato accusa poi la Russia di “una vera e propria campagna di disinformazione rivolta ai paesi democratici in cui si prova a dire alle opinioni pubbliche e al resto del mondo che molti dei problemi energetici e di approvvigionamento alimentare, sono da imputare alle sanzioni che abbiamo imposto alla Russia”. Secondo Geona “questa è la guerra di Putin” e l'occidente sta “solo aiutando un paese sovrano a difendersi da un’aggressione”.

  • Governatore Kharkiv, «notte di bombardamenti e aspri combattimenti»

    “La scorsa notte, gli occupanti russi hanno sparato su Kharkiv con cannoni Pion di grosso calibro e hanno continuato a bombardare gli insediamenti della regione”. Lo riferisce su Telegram il governatore Oleg Sinegubov, facendo il punto sui combattimenti nella regione dell’Ucraina orientale. Gli attacchi notturni - rassicura - “non hanno fatto feriti”. “Sottolineo ancora una volta che è impossibile comunque rilassarsi. Il nemico agisce in modo insidioso e colpisce di proposito i civili”, dice Sinegubov, raccomandando ai cittadini di “non restare inutilmente in strada e non ignorare gli allarmi aerei”. Nel frattempo “nella regione continuano aspri combattimenti. In direzione di Kharkiv, gli occupanti sono concentrati sul mantenimento delle loro posizioni. Nella regione di Izyum, invece, i russi continuano i loro tentativi offensivi, mentre i nostri difensori mantengono coraggiosamente le loro posizioni”.

  • Kiev, russi hanno perso 30mila soldati da inizio guerra

    La Russia ha perso circa 30mila soldati dall’inizio della guerra in Ucraina. Lo riportano le forze armate di Kiev parlando di 29.750 deceduti. A questi si aggiungono 1.322 carri armati, 3.246 veicoli corazzati da combattimento, 623 pezzi di artiglieria, 201 sistemi di lancio multiplo di razzi, 93 missili terra-aria, 170 elicotteri, 206 aeroplani, 503 droni e 13 barche.

  • Kiev, russi non sfondano difesa ucraina a Severodonetsk

    L’esercito russo sta attaccando Severodonetsk, nella regione di Lugansk, da varie direzioni, ma non è in grado di sfondare le difese ucraine, scrive su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale Sergiy Gaidai, citato da Ukrinform. “I russi stanno attaccando Severodonetsk da diverse direzioni, gli occupanti non riescono a sfondare la difesa. I combattimenti continuano”, afferma Gaidai. Le truppe di Mosca, aggiunge - stanno cercando di avvicinarsi alla strada Lysychansk-Bakhmut per prendere il controllo, ma non riuscendo ad avere la meglio bombardano continuamente, il che rende difficile muoversi. “I russi stanno anche colpendo i ponti che collegano le città all’interno della regione per interrompere la cicrolazione”, dichiara Gaidai.

  • Intelligence Kiev, guerra potrebbe durare fino a fine anno

    “Putin non rinuncia ai suoi piani. Questa guerra si trascinerà, che sia settembre o ottobre, o la fine dell’anno, dipende dalla nostra resistenza, dallo stato delle nostre forze di difesa e dall’aiuto che ci danno”. Lo ha detto Vadym Skibitskyi rappresentante dell’intelligence di Kiev in un’intervista a Radio Svoboda.

  • Lavrov, Occidente ha dichiarato guerra totale a mondo russo

    “L’Occidente ha dichiarato una guerra totale” alla Russia, “all’intero mondo russo, nessuno adesso lo nasconde”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, e lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

    Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov

  • Mosca espelle cinque diplomatici croati

    La Russia ha annunciato di aver deciso di espellere cinque diplomatici croati: lo riferisce il ministero degli Esteri di Mosca, ripreso dall’agenzia di stampa statale russa Tass. L’11 aprile scorso la Croazia ha espulso 18 diplomatici e sei impiegati amministrativi dell’ambasciata russa a Zagabria per protesta contro l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe

  • Trovati 70 corpi sotto macerie fabbrica a Mariupol

    Circa 70 corpi sono stati trovati sotto le macerie dell’ex impianto di Oktyabr a Mariupol. Lo riferisce un consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, citato dall’agenzia Ukrinform, aggiungendo che i corpi sono stati portati in una fossa comune per la sepoltura.

  • Kiev, Russia ha disseminato 500 mine nel Mar Nero

    La Russia ha disseminato nel Mar Nero tra le 400 e le 500 vecchie mine sovietiche, che vengono strappate dalle ancore quando il mare è agitato e vanno alla deriva, rendendo impossibile l’esportazione di merci dai porti ucraini. Lo afferma il portavoce dell’amministrazione militare regionale di Odessa Sergiy Bratchuk, aggiungendo che Mosca ha “creato una crisi alimentare nel mondo” e sta usando un “alibi informativo” incolpando l’Ucraina della crisi alimentare. Lo riporta la Bbc.

  • Filorussi, abbiamo conquistato la città di Lyman

    Le forze dell’autoproclamata repubblica di Donestsk dichiarano di aver raggiunto “il pieno controllo” della città dell’Ucraina orientale di Lyman, nel Donbass. Lo riporta la Tass.

    Il quartier generale della Dpr afferma su Telegram che “a partire dal 27 maggio 2022, le forze della Dpr e della Repubblica Popolare di Lugansk, sostenute dalla potenza di fuoco dell’esercito russo, hanno liberato e stabilito il pieno controllo di 220 aree popolate sul territorio della Repubblica Popolare di Donetsk”, tra cui Lyman.

  • Zelensky, grandi potenze non flirtino con la Russia

    “Il catastrofico svolgersi degli eventi potrebbe ancora essere fermato se il mondo trattasse la situazione in Ucraina come tale. Se i forti del mondo non flirtassero con la Russia, ma insistessero davvero per porre fine alla guerra”. È il monito del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video. Zelensky ha ricordato che l'Unione europea “da settimane” non riesce a concordare il sesto pacchetto di sanzioni. “Sono settimane che il mondo non ha osato bloccare il sistema bancario russo”, ha affermato il presidente.

  • Raid russi su Dnipro, si cercano superstiti sotto macerie

    È stata una notte di bombardamenti su Dnipro e la regione di Dnipropetrovsk, dove i raid aerei russi sono continuati anche questa mattina. Lo denuncia alla Ukrinform Valentyn Reznichenko, che fa parte dell’amministrazione regionale, parlando di ’’diversi bombardamenti’’ russi che hanno provocato una ’’grave distruzione’’ e spiegando che i soccorritori stanno scavando sotto le macerie in cerca di superstiti. Anche il sindaco di Novomoskovsk, Serhii Rieznik, ha affermato che a Dnipro sono state udite esplosioni. La regione di Dnipropetrovsk confina con Donetsk e si trova a ovest dell’area del Donbass.

    Una casa bombardata dai russi nella regione di Dnipropetrovsk (foto Forze armate Ucraina/Ansa)

  • Pentagono, “forze russe hanno fatto pochi progressi”

    Nonostante l’enorme vantaggio numerico, le truppe russe che attaccano il Donbas in Ucraina hanno fatto solo “progressi graduali”. Lo ha affermato un alto funzionario del Pentagono, precisando che “la Russia ha schierato 110 gruppi tattici di battaglioni operativi in ​​Ucraina, la maggior parte dei quali si trova nel sud e il resto del gruppo si è diviso e sta combattendo nel Donbass. Nonostante il numero schiacciante di truppe, le forze russe hanno fatto pochi progressi”.

    “Questi risultati sono compensati da quelli dell’Ucraina in altre aree, in particolare intorno a Kharkiv - ha aggiunto il funzionario - La guerra della Russia contro l’Ucraina è in corso da più di 90 giorni e la strategia della Russia si sta evolvendo. Inizialmente, le truppe russe hanno cercato di prendere la capitale ucraina. Le tre ali dell’esercito russo speravano di sconfiggere rapidamente l’esercito ucraino. Beh, non ha funzionato. Così, hanno iniziato a cercare di tagliare l’intero Donbass, andando a sud di Kharkiv e a nord di Mariupol”.

  • Intelligence Regno Unito: Mosca a corto di carri armati, schiera modello anni ’70

    La Russia sta schierando carri armati obsoleti al fronte meridionale ucraino, dimostrando di soffrire di una carenza di armi moderne e pronte al combattimento: lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese, secondo quanto riporta il ministero della Difesa su Twitter. In particolare, l’intelligence parla dei carri armati T-62 di progettazione sovietica risalenti agli anni ’70.

    “Negli ultimi giorni, la Russia ha probabilmente spostato i carri armati 50enni T-62 dai depositi di lungo periodo per portarli nell’area di responsabilità del Raggruppamento delle forze meridionali (SGF)”, si legge nel rapporto. Carri armati, questi, prosegue l’intelligence, che saranno quasi certamente particolarmente vulnerabili alle armi anti-carro delle forze ucraine. E la loro presenza sul campo di battaglia, concludono i servizi, evidenzia la “carenza di equipaggiamenti moderni e pronti al combattimento”. L’SGF, commenta Londra, mantiene probabilmente il compito di occupare il territorio meridionale ucraino.


  • Kiev, quasi 30mila soldati russi morti in guerra

    Sono quasi 30mila i soldati delle forze armate russe che hanno perso la vita durante la guerra in Ucraina. Lo sostiene il ministero della Difesa di Kiev parlando di 29.750 soldati russi morti dall’inizio del conflitto, 150 solo nell’ultima giornata. Nel bollettino odierno, il ministero ucraino riferisce inoltre di 1.322 carri armati russi distrutti e 3.246 veicoli corazzati. Sono 623 i sistemi di artiglieria russi neutralizzati dalle forze armate ucraine, prosegue il rapporto, mentre 206 aerei da combattimento e 170 elicotteri sono stati messi fuori uso.

  • Notte di paura nella regione di Sumy, intensi bombardamenti

    Non è stata una notte tranquilla nella regione di Sumy, situata nel nord-est dell’Ucraina al confine con la Russia. Su Telegram, il governatore Dmitry Zhivitsky ha riferito che nelle scorse ore ci sono stati intensi bombardamenti, mentre da questa mattina la città di Shostka, nel nord della regione, viene bombardata da colpi di mortaio ogni mezz’ora.

  • Sindaco: a Severodonetsk uccise almeno 1.500 persone

    A Severodonetsk, attualmente al centro di feroci combattimenti nell’est dell’Ucraina, sono state uccise finora almeno 1.500 persone, mentre restano in città fra 12mila e 13mila persone e il 60% degli edifici residenziali è stato distrutto. Lo ha riferito il sindaco di Sieverodonetsk, Oleksandr Stryuk, secondo cui la città sta resistendo. Severodonetsk è l’unica parte della regione di Luhansk, in Donbass, a essere sotto il controllo del governo ucraino, e le forze russe stanno provando a tagliarla fuori dal resto del territorio controllato dagli ucraini. Il sindaco ha riferito che la strada principale fra le città vicine di Lysychansk e Bakhmut resta aperta, ma ha avvertito che viaggiare su questa strada è pericoloso. Secondo quanto riferito dallo stesso Stryuk, giovedì è stato possibile evacuare solo 12 persone.

  • Ufficio presidenza Ucraina, ”caricati in Canada obici M-777 destinati a noi”

    “Oggi è un momento molto importante per noi”. Lo scrive su Telegram Andrii Yermak, capo dell’ufficio della presidenza ucraina, pubblicando un video in cui gli obici M-777 destinati a Kiev vengono caricati in Canada. Si tratta di armi a lungo raggio, precise e potenti. “Prima avremo le armi, più forti saranno le nostre forze armate al fronte”, sottolinea Yermak.

  • Timmermans: “Non so come andrà a finire su embargo petrolio a Mosca”

    Il sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca include l’embargo petrolifero e “c’è solo un Paese che ancora non è d’accordo, l’Ungheria. Al punto in cui siamo non so dire come andrà a finire, ma spero si possa trovare un’intesa”. Lo ha dichiarato in un’intervista a La Stampa il vice presidente della Commissione Ue responsabile lo European Green Deal, Frans Timmermans, in vista dell’ “importante” Consiglio europeo della prossima settimana. L’embargo energetico contro la Russia serve, ma da solo non basta, ha sottolineato Timmermans, secondo cui “dobbiamo avere più risorse rinnovabili, essere sempre più indipendenti per gli approvvigionamenti e consumare meno”.

    Anche i singoli cittadini europei possono fare molto per ridurre la dipendenza energetica da Mosca. “Un grado in meno di temperatura nelle case di 450 milioni di famiglie vale 10 miliardi di metri cubi di gas”, cioè quasi il 10% di tutto l’export che arriva da Mosca. “Un embargo petrolifero aiuta, tuttavia non è un colpo risolutivo. Noi dobbiamo evitare di versare soldi nelle tasche di Putin che si finanzia solo con la vendita di combustibili fossili. Questo deve essere l’obiettivo»”, ha proseguito Timmermans, ribadendo che “la prima cosa che possiamo fare è ridurre i consumi, come indica il piano europeo RepowerEu”.

  • Bombardamenti su Kharkiv, 9 morti fra cui un bambino di 5 mesi

    È di 9 morti e 19 feriti in Ucraina il bilancio di un bombardamento avvenuto giovedì su Kharkiv, la seconda città più grande del Paese. Lo ha riferito il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Fra le persone rimaste uccise ci sono un bambino di 5 mesi e suo padre, mentre la mamma del neonato è rimasta gravemente ferita.

  • Intelligence inglese: prosegue tentativo accerchiamento Severodonetsk

    Prosegue il tentativo delle forze russe di accerchiare le città ucraine di Severodonetsk e Lyschansk nel Donbass (est) dopo la recente cattura di diversi villaggi a nord-ovest di Popasna: lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese, secondo quanto riporta il ministero della Difesa su Twitter. Rimane quindi la pressione di Mosca nell’area di Severodonetsk, ma Kiev ha ancora il controllo di molteplici settori, il che impedisce ai russi di avere il pieno controllo del Donbass.

  • Fonti militari: “Russia trasferisce equipaggiamenti da Crimea a Zaporizhia”

    I russi stanno trasferendo personale ed equipaggiamento militare dalla Crimea alla regione di Zaporizhia. Lo comunica l'amministrazione militare di Zaporizhzhya, aggiungendo che “il nemico ha sparato contro le posizioni delle truppe ucraine nella regione con mortai, artiglieria e per mezzo della contraerea”. “Inoltre - prosegue il comunicato - il fronte nemico si è ulteriormente rafforzato con un battaglione di carri armati T-62. Dalla penisola di Crimea, la Federazione Russa sta trasferendo le sue forze: non solo truppe di terra, ma anche componenti aeree e navali. È noto che un convoglio di equipaggiamento militare, con circa due dozzine di camion centinati e lo stesso numero di installazioni antincendio “Hail”, è arrivato a Melitopol dalla Crimea”. “L’esercito russo sta costruendo una terza linea di difesa, spostando rinforzi per consolidare e mantenere la sua posizione nell'Ucraina meridionale”.

  • Zelensky critica Ue per stallo su sesto pacchetto sanzioni a Mosca

    Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha criticato l’Unione Europea per non aver ancora applicato il sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca, sostenendo che la Russia riceve quasi un miliardo di euro al giorno dagli europei per l’approvvigionamento energetico. “Certo, ringrazio i nostri amici che stanno promuovendo nuove sanzioni. Ma dove ha preso così tanto potere chi blocca il sesto pacchetto?”, ha dichiarato Zelensky, riferendosi in particolare all’Ungheria, tra i principali oppositori alle sanzioni sul greggio russo. Budapest ritiene che nella proposta della Commissione europea ci siano ancora dettagli chiave da definire. “Il mondo non ha osato bloccare il sistema bancario russo”, il che consentirebbe di “privare l’aggressore dell’opportunità di finanziare” non solo la guerra contro l’Ucraina, ma anche “la politica di creare divisioni e crisi nel mondo”, ha aggiunto Zelensky.

  • Onu, bilancio vittime civili sale a 4.000

    Sfiora quota 4.000 il bilancio delle vittime civili accertate in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa il 24 febbraio scorso: lo ha reso noto l’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani, secondo quanto riporta il Kiev Independent. Gli abitanti uccisi finora dalle forze russe sono infatti almeno 3.998 (dato aggiornato a mercoledì), mentre i civili feriti sono almeno 4.693. L’agenzia ritiene comunque che i dati effettivi siano molto più alti.

  • Usa, l’economia della Russia rischia il default

    Le misure assunte dagli Stati Uniti contro la Russia in risposta all’invasione dell’Ucraina potrebbero provocare il «default dell’economia russa». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, in un briefing con la stampa sottolineando che, invece, l’impatto sull’economia Usa e quelle del resto del mondo sarà “minimo”.

  • Consigliere ministro Agricoltura, «nostro grano rubato dai russi è in Siria»

    «Secondo i nostri calcoli, i russi hanno rubato dalle 400 mila alle 600 mila tonnellate di grano. Hanno provato ad esportare questo grano da Sebastopoli, dai porti della Crimea all'Egitto, ma l'Egitto ha rifiutato. E le navi, secondo le nostre informazioni, hanno fatto rotta verso la Siria». Lo ha denunciato il consigliere del Ministro dell’Agricoltura ucraina, Markiyan Dmytrasevych, al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. «Il grano stoccato nei territori occupati, parliamo di grano ad uso interno per noi ucraini, – ha sottolineato Dmytrasevych al microfono dell'inviato del Tg2000, Vito D'Ettorre - è di circa 1.4 milioni di tonnellate».

  • Zelensky, Russia vuole commettere genocidio in Donbass

    La Russia sta perseguendo una politica di genocidio nell’Ucraina orientale, distruggendo città, massacrando gli ucraini e deportandoli. Lo ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky in un videomessaggio, citato da Ukrinform.
    «L’attuale offensiva nel Donbass può rendere disabitata questa regione», ha spiegato. «Vogliono trasformare Popasna, Bakhmut, Lyman, Lysychansk, Severodonetsk in cenere. Come Volnovakha, come Mariupol. Questo, compresa la deportazione del nostro popolo e le uccisioni di massa di civili, è un’evidente politica di genocidio perseguita dalla Russia», ha aggiunto Zelensky.

  • Biden pronto a inviare a Kiev armi più potenti

    L’amministrazione Biden si sta preparando a potenziare il tipo di armi da fornire all’Ucraina inviando sistemi missilistici avanzati a lungo raggio, la principale richiesta dei funzionari ucraini. Lo riferiscono fonti alla Cnn. L’amministrazione è favorevole all’invio delle armi come parte di un più ampio pacchetto di assistenza militare e di sicurezza, che potrebbe essere annunciato già la prossima settimana. Nelle ultime settimane altri alti funzionari ucraini, incluso il presidente Volodymyr Zelensky, hanno chiesto agli Stati Uniti e ai loro alleati di fornire loro l’Mlrs, sistemi fabbricati negli Stati Uniti che possono sparare una raffica di razzi per centinaia di chilometri, molto più lontano di qualsiasi altro sistema già presente in Ucraina. Un altro sistema richiesto dall’Ucraina è il High Mobility Artillery Rocket System o Himars, più leggero dell’Mlrs ma in grado di sparare lo stesso tipo di munizioni.
    Finora Biden aveva evitato di inviare questi sistemi per timore che l’Ucraina potesse utilizzarli per attaccare all’interno del territorio russo con la conseguenza di una reazione da parte di Mosca, riferiscono le fonti.
    Secondo Kiev, potrebbe essere un punto di svolta nella guerra contro la Russia.

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