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Ucraina, ultime notizie. Casa Bianca: Biden, no a colloqui con Putin

Biden apre alla possibilità di parlare con Putin, «se mostra segnali di volere cessare la guerra», per un possibile negoziato sull’Ucraina. E nell’incontro con Macron si parla anche di una conferenza internazionale a Parigi il 13 dicembre per raccogliere aiuti per Kiev. Mosca rifiuta tuttavia le condizioni americane per i colloqui. Il portavoce del Cremlino spiega che per la Russia è impossibile accettare la condizione posta da Washington, cioè che prima le truppe di Mosca lascino il territorio ucraino. Il ministro degli Esteri Tajani: «È l’ora di una pace giusta per l’Ucraina, ma Mosca deve dare segnali concreti»

Ucraina, Biden: "Pronto a parlare con Putin ma deve volere cessare la guerra"
  • Ft: Russia crea flotta petroliere-ombra per aggirare sanzioni

    La Russia ha silenziosamente ammassato una flotta di oltre 100 vecchie petroliere per cercare di aggirare le sanzioni occidentali sulle vendite di greggio in seguito all’invasione dell’Ucraina. Lo scrive il Financial Times, citando alcune fonti, secondo le quali Mosca - che è fortemente dipendente dalle petroliere straniere per il trasporto del suo petrolio - ha aggiunto altre 100 navi quest’anno tramite acquisti diretti e indiretti. L’obiettivo del Cremlino, secondo indiscrezioni, è creare una “flotta-ombra” per aggirare le sanzioni.

    PER APPROFONDIRE / L’embargo sul petrolio russo è uno tsunami

  • Stoltenberg, compito ora è preservare indipendenza Ucraina

    «Il compito più importante ora è quello di preservare l’Ucraina come stato indipendente. Di un’adesione alla Nato si tratterà più tardi. Stiamo già fornendo un sostegno senza precedenti all’Ucraina e stiamo rafforzando il nostro partenariato con questo Paese». Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un’intervista con il quotidiano Sueddeutsche Zeitung.

  • Odessa, esplode ordigno in un’auto, 8 feriti

    Otto persone, fra cui cinque poliziotti, sono rimaste ferite a Odessa per l’esplosione di un ordigno che si trovava nel bagagliaio di un’auto, nel parcheggio dell’ufficio regionale dei servizi d’emergenza. Lo riferisce Ukrainska Pravda, citando il portale locale di notizie Dumska e la radio pubblica Suspilne. A quanto si legge una pattuglia di poliziotti ha fermato un’auto Dodge e individuato l’ordigno nel bagagliaio. Quando sono arrivati i rinforzi del team investigativo, l’ordigno è esploso. Due dei poliziotti feriti sono in condizioni gravi

  • Borrell, 1.100 soldati Kiev addestrati da Ue

    Sono già 1100 i soldati ucraini addestrati dall’Ue. Il dato è stato fornito dal capo della diplomazia europea, Josep Borrell, in occasione della visita al campo di addestramento a Brzeg in Polonia. Decisa il 14 novembre, la missione europea di addestramento militare è partita il giorno successivo. In totale vi saranno 15mila soldati ucraini addestrati da 20 paesi. Diversi stati Ue avevano già avviato loro programmi di addestramento in accordo con Kiev.

  • Casa Bianca, Biden non ha intenzione parlare con Putin ora

    «Joe Biden non ha intenzione di parlare con Vladimir Putin ora»: lo ha detto il portavoce del consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca John Kirby, sottolineando che spetta all’Ucraina decidere se e quando può essere negoziato un accordo.

  • Usa cercano spostare sistemi difesa aerea da Mo a Ucraina

    Gli Stati Uniti stanno lavorando con i Paesi del Medio Oriente per spostare alcuni dei loro sistemi di difesa aerea in Ucraina. Lo ha rivelato il Ceo di Raytheon Technologies, Greg Hayes, in un’intervista, come riportato da Politico. «Ci sono Nasams schierati in tutto il Medio Oriente, e alcuni dei nostri alleati della Nato e noi stiamo effettivamente lavorando con un paio di Paesi che attualmente impiegano questi sistemi e cercano di indirizzarli verso l’Ucraina», ha spiegato Hayes, precisando che spostarli è più veloce che costruirli negli Stati Uniti (a causa del tempo necessario per acquistare componenti elettronici e motori a razzo, servono due anni per assemblare i Nasams).

    L’amministrazione di Joe Biden dovrebbe approvare l’accordo per trasferire i sistemi di difesa aerea in Ucraina, e per ora nessuna conferma arriva dal Dipartimento della Difesa. Kiev ha passato mesi a fare pressioni sugli Usa per ottenere i Nasams in modo da contrastare gli attacchi missilistici russi: i primi due sono arrivati ; all’inizio di novembre e gli Stati Uniti hanno promesso che altri sono in arrivo. Due giorni fa, inoltre, l’esercito ha assegnato un contratto del valore di 1,2 miliardi di dollari per la consegna di sei Nasams all’Ucraina entro il 2025.

  • Media, Russia lascerebbe Zaporizhzhia in cambio transito petrolio e gas

    La Russia lascerebbe la centrale di Zaporizhzhia in cambio della possibilità di transito di petrolio e gas attraverso l’Ucraina. Lo scrive Meduza, quotidiano indipendente in lingua russa con sede in Lettonia, citando fonti vicine al Cremlino e al governo russo che avrebbero parlato in condizione di anonimato. Gli interlocutori di Meduza affermano che la Federazione Russa sarebbe pronta a ritirarsi dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia, ma non a lasciare completamente la regione. La pubblicazione riporta che il Cremlino intenderebbe consegnare la centrale nucleare alle autorità ucraine o all’Aiea. In cambio del ritiro delle truppe dalla centrale nucleare, le autorità russe si aspettano di ricevere garanzie di transito ininterrotto di petrolio e gas attraverso il territorio dell’Ucraina. Le fonti affermano che sia il Cremlino che il governo «sono pronti per un accordo», poiché «il pompaggio e la vendita di petrolio e gas è molto importante per il bilancio russo». Da parte sua, il portavoce del presidente della Russia Dmytro Peskov in un commento a Meduza ha respinto la possibilità di un simile accordo.

  • Russia chiede il riconoscimento delle annessioni come base dei negoziati

    La Russia ha dichiarato che il rifiuto occidentale di riconoscere i «nuovi territori» conquistati in Ucraina rende «più difficili» i nuovi negoziati. La presa di posizione arriva dopo che il presidente americano Joe Biden e quello francese Emmanuel Macron si sono detti pronti a dialogare con Putin.

  • Kiev, pacco insanguinato anche all’ambasciata di Madrid

    «Anche l’ambasciata dell’Ucraina in Spagna ha ricevuto un pacco insanguinato come quelli precedentemente ricevuti ad altre istituzioni diplomatiche ucraine. La polizia spagnola ha circondato il perimetro dell’ambasciata per motivi di sicurezza. Gli esperti sono sul posto, sono in corso le indagini». Lo scrive su Facebook Oleg Nikolenko, portavoce del ministero degli Esteri di Kiev. Nei giorni scorsi erano arrivati pacchi incendiari sia all’ambasciata ucraina a Madrid che ad altre istituzioni spagnole.

  • Scholz a Putin, soluzione diplomatica con ritiro russo

    Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha esortato il presidente russo Vladimir Putin a raggiungere al più presto una soluzione diplomatica in Ucraina, con il ritiro delle forze russe. E’ quanto riferisce un comunicato di Berlino dopo la telefonata fra i due leader. Scholz ha anche condannato gli attacchi russi contro le infrastrutture civili in Ucraina e ribadito la determinazione tedesca ad appoggiare l’Ucraina per garantire la sua capacità di difesa dall’aggressione russa.

  • Kadyrov: «Le parole del Papa seminano odio»

    «Il Papa, guida spirituale di milioni di cattolici, avrebbe dovuto usare una retorica più pacifica invece che seminare odio e discordia interetnica tra i popoli». Così, su Telegram, il comandante ceceno Ramzan Kadyrov torna alle parole del Pontefice su una maggiore crudeltà di soldati ceceni e buriati in Ucraina. «Prima dell’intervento della Nato negli affari interni dell’Ucraina - aggiunge Kadyrov - non avevamo problemi con il popolo ucraino. Ciò non si può dire delle azioni del gregge del Papa nelle persone degli istruttori della Nato, che cercano di trasformare il maggior numero possibile di militari ucraini in carne da cannone».

  • Vandalizzata la residenza dell’ambasciatore ucraino della Santa Sede

    Ignoti sono riusciti ad entrare nel palazzo a Roma dove risiede l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, e hanno coperto di escrementi la porta di ingresso, le scale e le pareti. È quanto si apprende da fonti qualificate. Al consolato ucraino che ha sede a Napoli sarebbe arrivata una busta contenente occhi di animali. La questione sarebbe ora all’attenzione della polizia.

  • Putin a Scholz: politiche occidentali distruttive. Attacchi missilistici inevitabili

    Il presidente russo Vladimir Putin in una conversazione telefonica col cancelliere tedesco Olaf Scholz ha definito «distruttiva» la linea dei Paesi occidentali in Ucraina accusandoli per le armi fornite all’esercito ucraino. Lo riferisce il Cremlino ripreso dalla Tass. «L’attenzione è stata attirata sulla linea distruttiva degli stati occidentali, compresa la Germania, che hanno potenziato il regime di Kiev con le armi, addestrato l’esercito ucraino», afferma una nota del Cremlino. Quanto agli attacchi missilistici in Ucraina, sarebbero «una risposta forzata e inevitabile agli attacchi provocatori di Kiev contro le infrastrutture civili russe, tra cui il ponte di Crimea e impianti energetici»:

  • Kiev: pacchi insanguinati alle nostre ambasciate, anche in Italia

    Pacchi insanguinati contenenti occhi di animali sono stati spediti alle ambasciate e ai consolati ucraini in cinque paesi europei. Lo denuncia il ministero degli esteri ucraino, come riporta Unian, affermando che le minacce sono giunte alle ambasciate ucraine in Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Croazia, Italia, ai consolati generali di Napoli, Cracovia e al consolato di Brno (Repubblica Ceca). Ignoti hanno anche danneggiato l’ingresso della residenza dell’ambasciatore dell’Ucraina in Vaticano. «È in corso una campagna ben pianificata di terrore e intimidazione delle ambasciate e dei consolati dell’Ucraina», ha affermato Kuleba.

  • Kiev: pacchi insanguinati ad ambasciate, anche a Roma

    Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko ha affermato che le ambasciate e i consolati ucraini continuano a ricevere minacce. “Dopo l’attacco terroristico in Spagna, le ambasciate in Ungheria, Olanda, Polonia, Croazia, Italia, i consolati generali di Napoli e Cracovia e il consolato di Brno hanno ricevuto pacchi insanguinati”, contenenti “occhi di animali”, ha scritto Nikolenko su Facebook, sottolineando che stanno studiando “il significato di questo messaggio”.

  • Report Gb, piano Russia era conquistare Paese in 10 giorni

    Gli esperti militari del Royal United Services Institute (Rusi), think thank britannico in materia di difesa e sicurezza, ritengono che la Russia avesse pianificato di conquistare l’Ucraina in 10 giorni, ma che il piano sia fallito a causa dell’eccessiva segretezza e della scarsa preparazione dell’esercito russo. Lo indica il report militare scritto dagli esperti Jack Watling e Nick Reynolds, dall’ex consigliere del Ministro della Difesa ucraino e membro associato della Rusi Alexander Danylyuk e dall’ex comandante delle truppe d’assalto aviotrasportate ucraine Mykhailo Zabrodsky. Lo riporta l’Ukrainska Pravda. Nel report si legge che la Russia sperava che la rapidità dell’attacco e una campagna di disinformazione potessero garantire una rapida conquista della capitale ucraina, senza però fare i conti con il livello di impreparazione dei propri soldati.

  • Aiea negozia zona sicura intorno alle centrali nucleari

    Nonostante le critiche ricevute, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) continuerà a negoziare sia con l’Ucraina che con la Russia per riuscire a ottenere una zona sicura intorno alle centrali nucleari ucraine, in particolare quella di Zaporizhzhia, ripetutamente bombardata. Lo ha ribadito Rafael Mariano Grossi, direttore generale della Aiea, in occasione del conferimento della laurea magistrale ad honorem in Ingegneria Nucleare da parte del Politecnico di Milano, avvenuto oggi. “Colgo questa opportunità - dice Grossi - per ricordare il coraggio dei colleghi ucraini, che ogni giorno compiono atti di eroismo per cercare di garantire la sicurezza della centrale nucleare”. Il direttore della Aiea ha sottolineato come l’attuale conflitto stia attaccando norme consolidate ed infrangendo tabù sulle armi nucleari in modo estremamente preoccupante: “È fondamentale che, in questo contesto, le istituzioni internazionali come la Aiea rimangano indipendenti, imparziali, risolute e proattive. Mai prima d’ora - ha proseguito Grossi - una centrale nucleare è stata ripetutamente bombardata e isolata dalla rete elettrica. Mai prima d’ora gli ingegneri sono stati costretti a lavorare in quelle condizioni. Mai prima d’ora abbiamo condotto una ispezione indossando elmetti e giubbotti protettivi”. Per Rafael Mariano Grossi, che ha alle spalle 35 anni di esperienza come diplomatico nel campo della non proliferazione e del disarmo, la parola d’ordine in questo frangente è ’azione’: “Dobbiamo fare ogni cosa in nostro potere per proteggere la popolazione da un incidente nucleare. Dobbiamo agire - ha detto Grossi - perché l’azione genere speranza e la speranza genera cambiamenti, anche nelle situazioni più difficili. Ecco perché continuerò a negoziare anche se alcuni non lo ritengono giusto”.

  • Papa, distruzione strutture civili crimine internazionale

    “Il sacrificio di vite umane, le sofferenze della popolazione, la distruzione indiscriminata di strutture civili, la violazione del principio di umanità non sono ’effetti collaterali’ della guerra, sono crimini internazionali. Questo dobbiamo dirlo, ripeterlo”. Lo ha detto il Papa nell’incontro in Vaticano con i membri della ong “Leader pour la Paix”.

  • Cremlino, Putin è aperto a colloqui sull’Ucraina

    Il presidente russo Vladimir Putin rimane “aperto a colloqui per assicurare gli interessi della Russia”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Tass, dopo l’offerta di negoziati dal presidente americano Joe Biden. Peskov ha aggiunto che Mosca “considera la pacifica via diplomatica come la preferibile per raggiungere i suoi obiettivi”.

  • Cremlino, Usa riconoscano come russe regioni ucraine annesse

    La via preferita per risolvere la situazione in Ucraina è la diplomazia, ma gli Stati Uniti devono riconoscere come territorio della Federazione le regioni ucraine recentemente annesse. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov rispondendo al presidente americano Joe Biden che si era detto pronto a un incontro con quello russo Vladimir Putin.

  • Cremlino, Putin rifiuta condizioni Biden per negoziati

    Il Cremlino rifiuta le condizioni del presidente Usa Joe Biden per i colloqui con il presidente russo Vladimir Putin.

  • Kiev, ’oltre 90mila militari russi uccisi’

    La Russia ha perso nell'ultimo giorno 650 uomini, facendo salire a 90.090 le perdite fra le fila russe dal giorno dell'attacco di Mosca all'Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 90.090 uomini, 2.916 carri armati, 5.883 mezzi corazzati, 1.905 sistemi d’artiglieria, 395 lanciarazzi multipli, 210 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 280 aerei, 262 elicotteri, 4.464 autoveicoli, 16 unità navali e 1.564 droni.

  • Mattarella, «conseguenze guerra aggravano problemi Mediterraneo»

    “Il ritorno della guerra nel continente europeo ha inasprito, anche nell'area del Mediterraneo, problemi già esistenti a cui se ne sono aggiunti di nuovi: maggiore povertà, insicurezza alimentare, scarsità di risorse energetiche”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aprendo l’ottava edizione dei ’Dialoghi mediterranei’

  • Peskov, «scambio di prigionieri? ne discutiamo in silenzio»

    La Russia non ritiene necessario discutere in pubblico di un potenziale scambio di prigionieri tra Russia e Stati Uniti. Lo ha detto ai giornalisti il ​​portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, rispondendo alla domanda se si possano fare progressi prima della fine dell’anno. “Non commentiamo - ha risposto - e invitiamo tutti a non soffermarsi su questo. Tali questioni possono essere discusse solo in silenzio”. I colloqui su uno scambio di prigionieri sono in corso attraverso i canali dell’intelligence russa e americana in linea con gli accordi raggiunti tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo statunitense Joe Biden.

  • Orban, «no a piano aiuti Ue a Kiev»

    L’’Ungheria conferma la sua opposizione alla tassa minima globale per le multinazionali e al pacchetto di assistenza macro-finanziaria all’Ucraina da 18 miliardi per il 2023. Nella consueta intervista a Kossut Radio, il premier ungherese, Viktor Orban, ha parlato della tassa minima globale sostenendo che “questo è un aumento delle tasse che uccide il lavoro”. Sugli aiuti a Kiev “il governo ungherese - ha aggiunto - ritiene che gli Stati membri dovrebbero sostenere questo obiettivo tramite accordi bilaterali”.

  • Gb, «carenza munizioni e problemi logistici limitano offensiva russa»

    “La carenza di munizioni, assieme ai problemi logistici, è uno dei principali fattori che limitano la possibilità della Russia di riprendere le operazioni offensive in Ucraina”. Lo sostiene l’intelligence britannica nel suo bollettino quotidiano su Twitter, aggiungendo che “il ritiro della Russia dalla sponda occidentale del fiume Dnipro il mese scorso ha fornito alle forze armate ucraine l’opportunità di colpire ulteriori nodi logistici e linee di comunicazione russe”. “Questa minaccia - prosegue il comunicato del ministero della Difesa di Londra - ha molto probabilmente spinto i logisti russi a spostare i nodi di approvvigionamento più a sud e ad est. Le unità logistiche russe dovranno effettuare operazioni di carico e scarico ad alta intensità di manodopera dal trasporto su rotaia a quello su strada. I movimenti stradali saranno successivamente ancora vulnerabili all’artiglieria ucraina”.

  • Media, in Bulgaria pronta lista su invio armi

    In Bulgaria è pronta la lista di armi e munizioni che il Paese intende fornire all’Ucraina. A riferirlo è stata stamane la radio nazionale Bnr citando fonti anonime. Il parlamento bulgaro aveva preso la decisione di inviare aiuti militari a Kiev il mese scorso e aveva dato il termine di trenta giorni al ministero della Difesa per precisare le disponibilità di Sofia. L’elenco dovrebbe essere approvato prima dal governo e poi dal parlamento. La Bnr cita indiscrezioni secondo le quali l’aiuto militare bulgaro all’Ucraina dovrebbe essere spedito a bordo di oltre nove Boeing C-17 americani. Secondo l’ambasciatore ucraino in Bulgaria, Vitaly Moskalenko, l’elenco è consistente. Si tratterebbe, a suo dire, di cannoni di artiglieria, mezzi di difesa, proiettili e munizioni. Come hanno rilevato in diverse occasioni le autorità bulgare, Sofia non potrebbe, però, inviare i suoi sistemi missilistici antiaerei С-300 di produzione sovietica, per i quali i militari ucraini sono addestrati, in quanto tale passo renderebbe vulnerabile la difesa bulgara. Anche se l’invio di aiuti militari all’Ucraina è stato approvato ufficialmente dal parlamento bulgaro appena un mese fa, è noto che sin dall’inizio del conflitto Sofia effettua forniture di armi e munizioni prodotte nel paese alla Polonia, da dove vengono riesportate in Ucraina. La Bulgaria - che si affaccia sul Mar Nero, di fronte alla Russia - fa parte del fianco orientale della Nato.

  • Premier Finlandia, Ue non è abbastanza forte senza gli Usa

    Il conflitto in Ucraina ha dimostrato che “l’Europa non è abbastanza forte. Saremmo nei guai senza gli Stati Uniti”. Lo ha detto il primo ministro finlandese Sanna Marin. In visita in Australia, il leader del Paese candidato alla Nato ha dichiarato che l’invasione e l’occupazione della vicina Ucraina da parte della Russia ha messo in luce le debolezze e gli errori strategici dell’Europa nel trattare con Mosca. “Devo essere molto onesta con voi, l’Europa non è abbastanza forte al momento, saremmo nei guai senza gli Usa”, ha dichiarato al Lowy Institute, un think tank con sede a Sydney.

  • Germania ripara carri armati, verso invio di sette Gepard

    La Germania consegnerà sette carri armati Gepard alle forze armate ucraine dopo averli riparati dai danni subiti negli attacchi russi questa primavera. Lo scrive Der Spiegel, spiegando che i Gepard vengono riparati dal produttore di armi Krauss-Maffei Wegmann che ha sede a Monaco. Questi sette si aggiungono ai 30 carri armati di difesa aerea che sono già utilizzati per combattere contro l’esercito russo, ha riferito Spiegel. Il governo tedesco punta anche a inviare più munizioni per i Gepard insieme ai carri armati.

  • Podolyak, «uccisi tra i 10mila e i 13mila nostri militari da inizio conflitto»

    Il consigliere della presidenza ucraina, Mykhailo Podolyak, stima che dall’inizio del conflitto sono stati uccisi “tra i 10mila ed i 13mila” militari ucraini. “Abbiamo le stime ufficiali dello stato maggiore dell’Esercito - ha detto intervistato da Channel 24 - oscillano tra i 10mila e i 13mila morti. Stiamo parlando apertamente del numero dei caduti”. Per Podolyak sono errate le cifre fornite dalla presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen che ha parlato di 100mila morti. “E’ chiaro, per questo hanno cancellato il video e corretto questa cifra”, ha aggiunto riferendosi al fatto che un portavoce della commissione ha ammesso l’errore, dicendo che la cifra si riferiva a morti e feriti. Il consigliere ucraino ritiene poi che il numero dei civili uccisi è molto superiore ai 20mila, citati sempre dalla presidente della Commissione Ue.

  • Russia testa nuovo razzo in Kazakistan

    La Russia ha testato un nuovo sistema di difesa missilistica in Kazakistan. Lo ha annunciato questa mattina il ministero della Difesa russo, parlando del lancio di un razzo dal poligono di prova di Sary Shagan. Il test ha avuto successo, ha spiegato il ministero senza fornire ulteriori dettagli. Solo pochi giorni fa il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo kazako Kassym-Jomart Tokayev hanno firmato un nuovo documento di cooperazione.

  • Russi colpiscono villaggio nel distretto di Zaporizhzhya

    “Un villaggio in una delle comunità del distretto di Zaporizhzhya è stato nuovamente bombardato. A seguito del colpo, l’edificio amministrativo, dove si trovavano tutti i servizi necessari ai residenti locali, è stato quasi completamente distrutto. Fortunatamente, le persone sono sopravvissute”. É quanto ha scritto su Telegram Oleksandr Starukh, capo dell’amministrazione militare regionale, a quanto riporta Ukrinform. Le squadre di emergenza sono al lavoro per sgomberare le macerie e soccorrere i feriti.

  • Grossi (Aiea), «progressi importanti per messa in sicurezza Zaporizhzhia»

    “Sulla messa in sicurezza di Zaporizhzhia esiste una proposta concreta e sono stati fatti progressi importanti”. E’ quanto ha detto a Repubblica Rafael Mariano Grossi, direttore generale dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, a Milano per ricevere al Politecnico la laurea ad honorem in ingegneria nucleare. Riguardo alla sua proposta di creare una zona speciale di protezione intorno all’impianto nucleare, Grossi spiega che “le due parti sono ora d’accordo su alcuni principi fondamentali. Il primo è quello della protezione: significa accettare che non si spara “sulla” centrale e “dalla” centrale. Il secondo è il riconoscimento che l’Aiea rappresenta l’unica via possibile: è stato il cuore del mio incontro con il presidente Putin a San Pietroburgo l’11 ottobre”. “Il ritiro degli armamenti dalla centrale è quello che, comprensibilmente dal loro punto di vista, chiedono gli ucraini. E farebbe comunque parte dell’accordo generale - aggiunge - La Russia non è contraria a un accordo e al principio della protezione dell’impianto”. “Il nostro scopo è evitare un incidente nucleare, non provocare una situazione militarmente favorevole all’uno o all’altro - conclude - Il mio impegno è di arrivare a una soluzione al più presto. Spero entro la fine dell’anno. So che il presidente Putin segue il processo e non escludo un nuovo incontro con lui a breve, così come con il presidente ucraino Zelensky”.

  • Kiev, nuovo attacco russo nella notte a Zaporizhzhia

    Un nuovo attacco dell’esercito russo è stato sferrato nella notte in un villaggio nel distretto di Zaporizhzhia, nell’Ucraina sud-orientale. Lo afferma il capo dell’amministrazione militare regionale Oleksandr Starukh su Telegram, scrive Ukrinform. “Un villaggio in una delle comunità del distretto di Zaporizhzhia è stato nuovamente colpito. L’obiettivo del nemico era la distruzione delle infrastrutture industriali ed energetiche. A seguito dell’attacco, l’edificio amministrativo, che ospitava tutti i servizi necessari ai residenti locali, è stato quasi completamente distrutto. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito”, ha scritto su Telegram Starukh. Le squadre di emergenza sono tuttora sul posto per spegnere l’incendio che è scoppiato dopo l’attacco.

  • Tajani: lavorare per una pace giusta per l’Ucraina

    «L’Italia è molto interessata e sosterrà ogni iniziativa politica e diplomatica che possa portare a una pace giusta per l’Ucraina». Lo dice il ministro degli esteri Antonio Tajani in un’intervista con Repubblica. «Tutta l’Alleanza Atlantica, tutti i paesi che vogliono la pace saranno pronti a parlare con Putin se, davvero e con concretezza, dimostrerà che questo è il suo interesse genuino. Ripeto è giunto il momento per lavorare a una pace giusta per l’Ucraina». Il ministro degli Esteri e vicepremier Tajani commenta l’apertura negoziale Usa: la pace deve passare per l’indipendenza di Kiev e il Cremlino deve dare segnali concreti anziché bombardare la popolazione. L’Italia continuerà a seguire la linea Nato e Ue.

  • Il Cdm approva il decreto Nato

    Mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari saranno forniti all’Ucraina, per combattere l’invasione russa, anche in tutto il 2023. Dopo il via libera della Camera, il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto Nato, per prorogare “fino al 31 dicembre 2023” e “previo atto di indirizzo delle Camere”, il provvedimento. Proprio tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo potrebbe arrivare sul tavolo del governo il sesto decreto aiuti all’Ucraina. L’ipotesi più accreditata è quella dei sistemi ’Aspide’.

  • Biden, sono pronto a parlare con Putin se vuole cessare la guerra

    Biden apre alla possibilità di parlare con Putin, «se mostra segnali di volere cessare la guerra», per un possibile negoziato sull’Ucraina. In un incontro con Macron, alla Casa Bianca, il presidente americano ha fatto così un passo verso il dialogo. Si è parlato anche di una conferenza internazionale di pace a Parigi il 13 dicembre svelata a sorpresa tra le righe del comunicato bilaterale. Macron continua a tenere aperta la porta a Putin, con cui ha annunciato di voler parlare nei prossimi giorni, convinto che “un negoziato sia ancora possibile”.

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