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Ucraina ultime notizie. Via libera del Senato Usa ad aiuti per 40 miliardi

Il Senato Usa sblocca altri aiuti all’Ucraina, per un valore complessivo di 40 miliardi di dollari. La notizia arriva in una giornata scandita da nuove tensioni sul fronte economico e militare. Kiev respinge l’ipotesi di un cessate il fuoco «senza il ritiro dei russi», mentre il presidente Usa Biden resiste alle richieste ucraine per ottenere sistemi lancia razzi a lunga gittata. Si ravvivano le tensioni dopo che la Turchia ha bloccato la decisione sull’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia

Militari russi pattugliano la parte distrutta dell’acciaieria Ilyich nella città portuale ucraina di Mariupol il 18 maggio 2022 (foto Maltseva/Afp)
  • Ucraina, ok di Blinken ad altri 100 milioni di aiuti militari

    Il dipartimento di stato Usa ha annunciato di aver autorizzato, su delega presidenziale, un ulteriore pacchetto di 100 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina, il decimo dall’inizio del conflitto, per un totale di 3,9 miliardi di dollari. La fornitura comprende, tra l’altro, 18 obici Howitzers da 155 mm, 3 radar anti artiglieria An/Tpq-36, equipaggiamento da campo e pezzi di ricambio.

  • Ministro difesa Gb, timori Turchia si placheranno

    Il ministro della Difesa britannico Ben Wallace ha detto oggi al parlamento del Regno Unito di essere convinto che ci sia un modo per placare le preoccupazioni della Turchia sull’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato. Lo scrive il Guardian. I due Paesi scandinavi hanno presentato domanda formale mercoledì per aderire alla Nato, ma la Turchia si è opposta, accusandoli di sostenere gruppi che ritiene terroristi. “Penso che ci sia una via d’uscita. Penso che alla fine ci arriveremo ed è molto importante ascoltare tutti i membri e le loro preoccupazioni in questo processo e ascolteremo sicuramente la Turchia”, ha detto Wallace al parlamento, aggiungendo che presto avrebbe parlato con la sua controparte turca.

  • Onu, guerra accresce vittime fame, altri 47 mln di persone

    Il direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale delle Nazioni unite, David Beasleyavverte, ha dichiarato che la guerra in Ucraina ha creato “una crisi senza precedenti” di aumento dei prezzi dei generi alimentari. La crescente fame aggiungerà almeno altre 47 milioni di persone alle 276 milioni “che marciavano verso la fame” già prima dell’invasione russa dell’Ucraina. Beasley, in una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, ha detto che 49 milioni di persone in 43 paesi stanno già “bussando alla porta della carestia”.

  • Palamar, sono dentro Azovstal con il mio comando

    «Oggi (19 maggio) è l’85/mo giorno di guerra. Io e il mio comando siamo sul territorio dello stabilimento Azovstal. È in corso un’operazione, i cui dettagli non annuncerò. Grazie al mondo, grazie all’Ucraina. Ci vediamo». Così in un breve videomessaggio diffuso stasera dall’Ukrainska Pravda il vicecomandante e portavoce del reggimento Azov, Sviatoslav «Kalina» Palamar, che secondo media russi si era arreso ieri sera uscendo dall’acciaieria di Mariupol.

  • Nato, sosterremo Kiev per tutto il tempo necessario

    «L’Ucraina non accetterà mai l’occupazione della Russia e la Nato fornirà la sua assistenza per tutto il tempo necessario». Lo ha detto l’Ammiraglio Rob Bauer, presidente del Comitato militare della Nato, al termine del vertice dei Capi di Stato Maggiore dell’Alleanza. Al vertice ha preso parte anche il Capo dell’esercito ucraino. «Ci sono molte lezioni da imparare dalla guerra in Ucraina, ad esempio l’importanza del morale per le truppe», ha aggiunto. «Gli ucraini lottano per difendere il loro Paese. E chi è nella Nato sa per cosa lotta: la protezione della libertà e della democrazia, il nostro stile di vita».

  • Ucraina: via libera Senato Usa ad aiuti per 40 miliardi

    Il Senato americano approva il pacchetto da 40 miliardi di dollari di aiuti militari e umanitari all’Ucraina. Con il via libera, il provvedimento approda sul tavolo del presidente Joe Biden per la firma. La misura è stata approvata con 85 voti a favore e 11 contrari.

  • Lettera presidente parlamento Estonia a colleghi: sosteniamone candidatura a Ue

    Il presidente del Parlamento estone Jüri Ratas ha inviato una lettera ai suoi colleghi dell’Unione Europea, in cui ha invitato i suoi colleghi a sostenere la concessione all’Ucraina dello status di paese candidato all’adesione all’Unione Europea. Lo afferma lo stesso Ratas in un post su Facebook in cui spiega: «Oggi ho inviato una lettera ai presidenti dei parlamenti dei paesi dell’Unione Europea invitandoli a sostenere l’Ucraina per lo status di candidato all’Ue. L’Ucraina ha combattuto in prima linea per i valori dell’Ue e ha dimostrato la suprema decisione e il coraggio nel combattere contro l’aggressione russa».

    L’Ucraina, aggiunge il presidente del Parlamento dell’Estonia, «ha presentato una richiesta di adesione all’Unione Europea e la Commissione Europea sta procedendo con la procedura di candidatura e ha promesso di presentare un parere sulla richiesta a giugno. Spero che il parere positivo della commissione dia una solida base per il sostegno politico dei paesi dell’Unione Europea per riconoscere l’Ucraina come paese candidato all’Unione Europea, ai sensi dell’articolo 49 dell’Unione Europea». Il sostegno dell’Unione Europea all’Ucraina, secondo Ratas, «è fondamentale, incoraggiando il Paese a continuare con le riforme necessarie e dando al popolo ucraino speranza di resilienza. L’Ucraina ha espresso la propria disponibilità a soddisfare tutte le condizioni per l’adesione all’Unione Europea e la concessione dello status di paese candidato è il primo passo importante per raggiungere questo obiettivo».

  • Turchia, «convincere Svezia e Finlandia, non noi»

    “Il punto non è convincere la Turchia, ma i Paesi che desiderano diventare membri della Nato a fermare il loro sostegno a organizzazioni terroristiche”. Si è espresso così il portavoce dell’Akp, Omer Celik, in dichiarazioni riportate dall’agenzia Anadolu dopo una riunione del partito ad Ankara.

  • Bbc, soldato russo in tribunale, silenzio in tv stato russe

    Silenzio quasi totale nei media russi controllati dallo Stato della notizia sul sergente russo Vadim Shishimarin, processato a Kiev per crimini di guerra e omicidio premeditato di un civile di 62 anni disarmato nella regione di Sumy all’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Lo scrive la Bbc che ha monitorato la situazione, precisando di non avere notato alcuna menzione del sergente sui principali canali televisivi, mentre ci sono state importanti segnalazioni del processo da parte dei media russi indipendenti, che ora operano dall’estero. In un raro rapporto online l’emittente televisiva gestita dal Cremlino RT (conosciuta anche come Russia Today) ha citato il padre del soldato che dubitava che avrebbe avuto un’equa udienza in Ucraina. “A cosa serve quel processo? Per dimostrarlo colpevole”, ha detto Yevgeny Shishimarin a RT. Alla domanda su Shishimarin in una conferenza stampa ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato di non avere abbastanza informazioni sul soldato catturato dall’Ucraina.

  • Blinken, Russia usa fame come strumento di guerra

    “Nel 2018 il Consiglio di Sicurezza ha adottato la risoluzione 2417 che condanna la riduzione alla fame dei civili come strumento di guerra e sottolinea che questo può costituire un crimine di guerra. Il flagrante disprezzo di questa risoluzione da parte della Russia è un esempio dell’uso di centinaia di milioni di persone per fare questo”. Lo ha detto il segretario di stato Usa Antony Blinken presiedendo la riunione del Consiglio di Sicurezza Onu su sicurezza alimentare e conflitti. “La Russia crede che usare la fame come arma può riuscire dove la sua operazione non è riuscita, spezzare lo spirito della gente ucraina”, ha aggiunto.

  • Bielorussia acquista missili russi S-400 e Iskander

    La Bielorussia ha acquistato dalla Russia “la quantità necessaria” di sistemi missilistici antiaerei S-400 e tattici Iskander. Lo ha annunciato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, citato dalla Belta, incontrando il governatore della regione russa di Nizhny Novgorod, Gleb Nikitin. “Lo abbiamo concordato con Putin”, ha detto il leader di Minsk, secondo cui “queste armi possono causare danni colossali”.

  • Il G7 lancia l’alleanza per la sicurezza alimentare globale

    I ministri dello Sviluppo del G7, riuniti oggi a Berlino, lanciano un’alleanza per la sicurezza alimentare globale. L’obiettivo è evitare una grave crisi dovuta alla guerra in Ucraina e fornire aiuti finanziari per impattare l’aumento dei prezzi e la scarsità di approvvigionamento che sta già colpendo i paesi più poveri. “La guerra di aggressione della Russia all’Ucraina ha drammaticamente peggiorato la situazione globale. C’è il pericolo della peggiore carestia dai tempi della seconda guerra mondiale”, ha dichiarato la ministra tedesca dello Sviluppo, Svenja Schulze, come riporta Dpa. La Russia sta bloccando le spedizioni di grano dall’Ucraina, da cui dipendono molti paesi dell’Africa e dell’Asia. L’alleanza è formata dalla Banca Mondiale, dagli stati del G7, dalla Commissione Ue, dal Global crisis response group Onu, dall’Unione Africana, dal Programma alimentare mondiale Onu, dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo Onu, dalla Norvegia e dalla Danimarca. L’iniziativa è aperta anche al settore privato e alle organizzazioni della società civile.

  • Governatore filo Cremlino di Kherson, aderiremo alla Russia

    Il governatore filo russo di Kherson, Vladimir Saldo, ha dichiarato che questa regione entrerà a far parte della Russia. “Ora siamo in un territorio controllato dalle forze armate, in futuro ci trasformeremo in un soggetto della Russia, saremo la regione di Kherson della federazione russa”, ha detto Saldo su Telegram.

  • Su Azovstal nell’ultimo mese sganciate 714 tonnellate di tritolo

    Le bombe sganciate dall’esercito russo sulle acciaierie Azovstal di Mariupol nell’ultimo mese equivalgono a 714 tonnellate di tritolo. Lo rende noto su Telegram l’agenzia ucraina ’Ukrinform’

  • Nato: Andersson, renderemo Alleanza più forte, spesa militare salirà a 2% Pil

    Dopo 200 anni di non allineamento militare la Svezia ha “scelto un nuovo percorso” e l’aggressione russa all’Ucraina è stato un “momento di svolta” per il Paese. Lo ha detto la premier Magdalena Anderrson, dopo l’incontro alla Casa Bianca con il presidente Usa Joe Biden e quello finlandese Sauli Niinisto. La sicurezza degli svedesi sarà “protetta meglio” all’interno della Nato e con le “sofisticate capacità” militari della Svezia, anche l’Alleanza “sarà più forte”, ha aggiunto la premier, che ha promesso l’aumento delle spese militari al 2% del Pil “non appena sarà tecnicamente possibile”. La Svezia, ha aggiunto, si aspetta una “rapida ratifica” della propria richiesta di adesione da parte dei Paesi membri della Nato, “compresa la Turchia”.

  • Mosca, colloquio tra i capi degli eserciti di Usa e Russia

    Il ministero della Difesa russo afferma che il capo di Stato maggiore delle forze armate russe, Valery Gerasimov, e il capo dello Stato maggiore congiunto Usa, Mark Milley, hanno discusso oggi in una conversazione telefonica “su iniziativa della parte americana” di “questioni di reciproco interesse, compresa la situazione in Ucraina”. Lo riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass.

  • «Bombe russe a Severodonetsk, almeno 12 morti»

    Almeno 12 persone sono state uccise e altre 40 ferite oggi nei bombardamenti russi sulla città di Severodonetsk, nell’est dell’Ucraina, quasi circondata dalle forze di Mosca. Lo ha annunciato il governatore regionale Serguii Gaidai. I russi “hanno iniziato al mattino a bombardare il centro regionale in modo casuale con armi pesanti. I bombardamenti continuano”, ha precisato sul Telegram.

    Scholz: nessuna scorciatoria per l'adesione dell'Ucraina all'Ue
  • Nato: Biden, con Svezia e Finlandia siamo ancora più sicuri

    “Avere due nuovi membri nel nord rafforzerà la nostra sicurezza e quella dei partner della Nato”. Lo ha detto il presidente americano Joe Biden in una conferenza alla Casa Bianca con i leader di Svezia e Finlandia ribadendo il “totale, completo sostegno degli Usa all’adesione dei due Paesi alla Nato”. “La Finlandia e la Svezia renderanno l’Alleanza più forte”, ha detto ancora Biden.

    Il presidente Usa Joe Biden con la primo ministro svedese Magdalena Andersson e il presidente finlandese Sauli Niinisto

  • Biden, la Nato è ora importante e necessaria come non mai

    “Non c’è dubbio che la Nato oggi sia importante, efficace e necessaria come non mai”: lo ha detto Joe Biden in una conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca con la premier svedese Magdalena Andersson e il presidente finlandese Sauli Niinisto. Per Biden la Nato è “un’alleanza indispensabile” per la pace e il mondo libero.

  • G7: ottimismo ministri su accordo per aiuti a breve a Ucraina per 15 mld di dollari

    Non è un Piano Marshall, da almeno quindici anni la soluzione magica evocata per tutte le crisi economiche. Per lo meno non lo è ancora. C'è comunque ottimismo tra i ministri finanziari del G7, riuniti a Königswinter, pochi chilometri da Bonn, su una collina che si affaccia sul Reno, che sarà dato il via politico a un congruo “pacchetto” di aiuti finanziari all'Ucraina: sono necessari 15 miliardi di dollari (14,5 miliardi di euro) per coprire le necessità di aprile, maggio e giugno. È la stima del Fondo monetario internazionale che il G7 prende per buona. Tre mesi, poi si vedrà che fare. Si tratta di finanziamenti per un intervento di breve termine con una parte in sovvenzioni di cui non è ancora chiaro il volume. Gli Usa hanno indicato nei giorni scorsi che contribuiranno con 7,5 miliardi di dollari in sovvenzioni. La Ue con 9 miliardi di euro in prestiti a tassi bassi e con scadenze molto lunghe. Il Giappone raddoppierà gli aiuti a 600 milioni di dollari. Facendo le somme si sarebbe già oltre 15 miliardi di dollari. Per il commissario all'Economia Paolo Gentiloni è la base per un Piano Marshall, strumento per la ricostruzione dell'Ucraina, obiettivo/speranza proiettato in un futuro purtroppo senza data. A Königswinter si discute dell'effetto della guerra (e delle sanzioni contro la Russia) sulle economie: si teme una fase più o meno lunga e intensa di stagnazione/inflazione e se ne vedono già i segni. Le banche centrali stringono le corde alla moneta, da luglio comincerà anche la Bce, e in Europa continueranno a essere lente anche nel 2023 quelle dei bilanci pubblici: è il nuovo compromesso sperando che la guerra finisca presto.

  • Giappone donerà 2 milioni dollari ad Aiea per sicurezza nucleare

    Il Giappone donerà 2 milioni di euro (2,1 milioni di dollari) all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) per i suoi sforzi volti a garantire la sicurezza degli impianti nucleari ucraini, che sono stati attaccati dalla Russia. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Yoshimasa Hayashi, dopo aver incontrato il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, che è in visita in Giappone per colloqui con funzionari e per visitare la centrale nucleare di Fukushima distrutta dallo tsunami del 2011.

  • Johnson, Russia rispetti i «prigionieri di Mariupol»

    Il premier britannico Boris Johnson ha avuto oggi un nuovo colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il quale ha evocato la propria “scintillante ammirazione per i difensori di Mariupol”, consegnatisi ai russi dopo l’assedio dell’Azovstal, e ha sottolineato il monito di Londra a Mosca a trattare “con dignità e rispetto i prigionieri di guerra”. Zelensky da parte sua ha aggiornato BoJo - secondo Downing Street - “sui combattimenti in corso per recuperare territori” occupati dai russi in Ucraina e per “contrastare la disinformazione russa nelle aree contese”. Mentre Johnson ha ricordato lo stanziamento extra da 1,3 miliardi di sterline per aiuti militari e non annunciato in sede G7 dal Regno Unito in favore di Kiev, incluso per la fornitura di “artiglieria a lungo raggio, missili terra-mare e droni”. Ha inoltre discusso con Zelensky di piani d’inserimento dell’Ucraina in una struttura di sicurezza collettiva garantita da Londra con “Usa, Francia e Germania”. Ma ha anche denunciato l’aggravarsi delle “conseguenze globali dell’invasione illegale russa e del blocco sconsiderato dei porti ucraini del Mar Nero ordinato da Vladimir Putin” sul mercato internazionale degli alimentari e sui prezzi nei Paesi in via di sviluppo.

    Il premier britannico Boris Johnson

  • Mosca, se Kiev non paga useremo centrale Zaporizhzhia

    Se l’Ucraina non pagherà le forniture energetiche della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la Russia è pronta a utilizzarla per i suoi scopi. Lo ha affermato il vicepremier di Mosca, Marat Khusnullin, citato dalle agenzie russe, dicendosi certo che l’impianto resterà comunque operativo. Secondo l’agenzia nucleare di Kiev, Energoatom, la centrale continua per il momento a fornire energia all’Ucraina. Lo scorso anno, Zaporizhzhia ha generato circa il 20% del totale dell’energia elettrica prodotta in Ucraina.

  • Onu, almeno 3.811 civili uccisi da inizio guerra

    Sono almeno 3.811 i civili uccisi in Ucraina dallo scorso 24 febbraio, dall’inizio dell’invasione russa. L’ultimo bilancio dell’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani segnala anche 4.278 civili rimasti feriti. Fra le oltre 3.800 vittime ci sono 255 bambini.

  • Mosca, «Israele poco obiettivo ed equilibrato»

    “Ci aspettiamo dai nostri partner israeliani un atteggiamento più equilibrato e obiettivo sugli sviluppi in Ucraina”. A dirlo è il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov, citato dalla Tass all’indomani della decisione israeliana di inviare a Kiev un primo carico di elmetti e giubbotti antiproiettile. “Siamo un po’ delusi dalle dichiarazioni anti russe di alcuni dei responsabili israeliani, dato che ciò non corrisponde alla tradizionali relazioni amichevoli costruite negli ultimi 30 anni”, ha detto ancora Bogdanov, sottolineando che, a differenza della maggior parte dei paesi occidentali, sia Russia che Israele festeggiano la fine della seconda guerra mondiale il 9 maggio, una cosa “che apprezziamo molto”. Il governo israeliano ha finora cercato un difficile equilibrio sulla guerra in Ucraina per preservare i rapporti con la Russia, cruciali per il teatro siriano. Israele non ha aderito alle sanzioni occidentali e finora ha inviato solo aiuti umanitari in Ucraina. Ieri sono stati inviati per la prima volta elmetti e giubbotti antiproiettile, che però sono destinati ai servizi di emergenza e non ai militari.

  • Biden riceve premier Svezia e presidente Finlandia

    Il presidente americano Joe Biden ha ricevuto alla Casa Bianca la premier svedese Magdalena Andersson e il presidente finlandese Sauli Niinisto all’indomani della loro richiesta formale di adesione alla Nato. Ieri Biden ha datto sapere che non vedeva l’ora di “lavorare con il Congresso degli Stati Uniti e i nostri alleati della Nato per portare rapidamente Finlandia e Svezia nella più forte alleanza difensiva della storia”.

  • von der Leyen, «conto in rubli rischia di violare sanzioni»

    Le compagnie energetiche europee che si adeguano al meccanismo imposto dalla Russia per pagare le forniture di gas, che prevede una “conversione” in rubli mediante “conti speciali” presso Gazprombank, “rischiano di violare le sanzioni” imposte dall'Ue alla Russia per la guerra in Ucraina. A dirlo è stata la stessa presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, durante il collegio dei commissari tenutosi a Bruxelles il 27 aprile scorso, riporta il verbale consultato dall'Adnkronos. “Alla fine di marzo - riferiscono le minute, che riassumono le parole della presidente - il presidente russo Vladimir Putin ha pubblicato un decreto che stabilisce che gli acquisti di gas da parte di Paesi considerati ‘non amici' devono ora essere pagati in rubli, per mezzo di un meccanismo di conversione predisposto attraverso conti speciali che devono essere aperti presso Gazprombank. La presidente ha sottolineato che i contratti conclusi con gli Stati membri per gli acquisti di gas prevedono che le forniture debbano essere pagate in euro o dollari”. “Con il meccanismo imposto dalla Russia, le compagnie importatrici non solo corrono un rischio sotto il profilo del pagamento - ha spiegato ancora von der Leyen - ma rischiano di violare le sanzioni imposte dall'Ue alla Russia in seguito all'aggressione militare contro l'Ucraina”.

  • Lindner, dalla Germania 1 miliardo di euro di aiuti

    “La Germania metterà a disposizione aiuti per circa un miliardo di euro per l’ Ucraina. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, al G7 in corso a Koenigswinter. “Sul tavolo c’è la questione di colmare le lacune di liquidità dell’Ucraina per finanziare il funzionamento dello Stato” ha confermato il ministro, aggiungendo che “i vari Stati stanno dando le loro dichiarazioni di disponibilità e gli Stati Uniti hanno annunciato un contributo di 7,5 miliardi di dollari”.

  • Kiev, 37 persone evacuate da Sievierdonetsk sotto bombardamenti

    Trentasette persone sono evacuate da Sievierdonetsk in mezzo a pesanti bombardamenti. Lo riferisce il Governatore della regione di Luhansk, Serhiy Haidai. Cinque erano bambini. Secondo Haidai, scrive ’The Kyiv Independent’, l’evacuazione è stata “molto difficile” a causa dei pesanti bombardamenti senza sosta su Sievierdonetsk da parte della Russia.

    PER APPROFONDIRE/ Da Mariupol alla Siberia, come funziona la macchina della «deportazione» russa

  • Stoltenberg, l’offensiva russa in Donbass è in stallo

    “La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi in Ucraina: ha dovuto abbandonare Kiev e Kharkiv e l’offensiva nel Donbass è in stallo. Ma non crediamo che Mosca abbia rinunciato ai suoi piani e dunque dobbiamo prepararci a sostenere l’Ucraina sul medio e lungo periodo”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

  • Nyt, Usa studiano misure per soffocare industria petrolio Russia

    L’amministrazione Biden sta sviluppando piani per ridurre ulteriormente i ricavi petroliferi russi con l’obiettivo a lungo termine di distruggere il ruolo centrale di Mosca nel mercato globale dell’energia, sullo sfondo della guerra in Ucraina. Tra le misure proposte, secondo il New York Times, un tetto al prezzo del petrolio russo, sostenuto dalle cosiddette sanzioni secondarie, che punirebbero gli acquirenti stranieri che non rispettano le restrizioni Usa vietando loro di fare affari con le societa’ americane e quelle dei paesi partner. Una mossa che potrebbe irritare non solo la Cina ma anche l’India, la Turchia e altri Paesi che comprano il greggio del Cremlino. Washington, secondo il quotidiano, potrebbe anche escludere quasi completamente Mosca dall’accesso ai pagamenti per il petrolio, imponendo alle banche straniere che li trattano di mettere i soldi in un conto vincolato se vogliono evitare le sanzioni. La Russia avrebbe accesso al denaro solo per acquistare merci essenziali come cibo e medicine. Attualmente il Cremlino ricava circa 20 miliardi di dollari al mese dalla vendita del greggio e in aprile, secondo il Nyt, ha guadagnato il 50% in piu’ grazie all’ aumento dell’export e dei prezzi: un trend che gli consente di mantenere la sua macchina da guerra in Ucraina.

    PER APPROFONDIRE/ Russia, perché l'economia isolata non può resistere a lungo

  • Pm Kiev chiede ergastolo per soldato russo

    Il pubblico ministero del tribunale di Kiev ha chiesto l’ergastolo per il soldato russo Vadym Shishimarin, 21 anni, accusato di crimini di guerra per aver ucciso lo scorso 28 febbraio il 62enne Oleksandr Shelipov a Sumy lo scorso 28 febbraio. Lo riporta il Kiev Independent. Nel corso dell’udienza il giovane aveva chiesto perdono per quanto commesso.

  • McDonald’s venderà attività in Russia a partner in franchising Govor

    La catena di fast food McDonald’s ha annunciato che venderà le sue attività in Russia alla società GiD di Alexander Govor, suo partner in franchise russo. Govor gestisce 25 catene di ristoranti in Siberia dal 2015. Lo riporta Interfax. L’accordo è soggetto a determinate condizioni, inclusa l’approvazione normativa, e dovrebbe concludersi nelle prossime settimane, ha affermato McDonald’s. Secondo i termini dell’accordo, Govor acquisisce l’intero portafoglio di ristoranti della catena e lo svilupperà ulteriormente con un nuovo marchio. L’accordo prevede inoltre che l’acquirente conservi il personale e le strutture per almeno due anni.

    L’acquirente ha anche accettato di finanziare gli stipendi dei dipendenti aziendali che lavorano in 45 regioni del paese fino alla conclusione dell’accordo. Inoltre, finanzierà anche le passività esistenti nei confronti di fornitori, proprietari e servizi pubblici. Il 16 maggio, McDonald’s ha annunciato di aver deciso di lasciare la Russia e di vendere l’attività locale a un acquirente locale. Successivamente, gli ex punti vendita della rete non potranno utilizzare il marchio e il menu di McDonald’s.

    PER APPROFONDIRE / McDonald's lascia la Russia e cede le attività a un player locale

  • Bundestag toglie diritto uso ufficio a Schroeder

    L’ex cancelliere Gerhard Schroeder, criticato per la sua vicinanza alla Russia nonostante l’invasione dell’Ucraina, perde alcuni dei suoi diritti speciali. La commissione Bilancio del Bundestag ha tolto gli uffici e lo staff all’ex cancelliere 78enne, che manterrà la pensione e la sicurezza personale. Lo riportano i media tedeschi.

    Il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder dell’Spd (a destra) e il ministro degli Esteri del Partito dei Verdi, Joschka Fischer, controlla il giornale finanziario durante la sessione del parlamento tedesco a Berlino, 21 febbraio 2002 (foto Afp/Grimm)

  • Mosca, riapriremo porti dopo revoca sanzioni export

    La Russia riaprirà l’accesso ai porti ucraini se l’Occidente eliminerà le sanzioni sull’export. Lo ha detto il viceministro degli esteri Andrei Rudenko a Interfax. Rudenko ha affermato che la prima causa della crisi alimentare sono “le sanzioni imposte alla Russia da Stati Uniti e Ue, che ostacolano la libertà di commercio, in particolare di prodotti alimentari, tra cui il grano. Quindi, se i nostri partner vogliono una soluzione, è necessario anche risolvere i problemi legati alla revoca delle restrizioni sanzionatorie imposte alle esportazioni russe”, ha affermato Rudenko.

  • Gallagher, S. Sede fa possibile, contatti anche con Mosca

    “La Santa Sede e lo stesso Santo Padre sono disposti a fare tutto quello che è possibile, la Santa Sede continua la sua attività diplomatica con contatti con le autorità ucraine e anche tramite l’ambasciata della Russia presso la Santa Sede abbiamo qualche contatto con Mosca”. Lo dice il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher, in una intervista a Vatican News. Gallagher in questi giorni è in missione in Ucraina per conto del Papa.

  • Ue, non “consigliabile” aprire conto in rubli

    La Commissione Europea cambia ’wording’ sulla questione dell’apertura di un conto in rubli presso Gazprombank, cosa chiesta dalla Russia alle compagnie energetiche europee che acquistano il gas naturale da Gazprom. Ora aprire un conto ’K’ denominato nella valuta russa secondo l’esecutivo Ue non è “consigliabile”. Due giorni fa la posizione era più netta: “Qualsiasi cosa che vada oltre l'apertura di un conto presso Gazprombank nella valuta prevista dal contratto va oltre” il quadro di sanzioni contro la Russia adottato dall'Ue, avevano detto i portavoce. Quindi, se l’altroieri per la Commissione aprire un conto in rubli comportava in sé e per sé una violazione delle sanzioni, oggi non è necessariamente così.

    Dopo che ieri il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans e il commissario all’Economia Paolo Gentiloni hanno detto sul punto due cose apparentemente diverse, se non opposte, oggi il portavoce capo Eric Mamer è tornato, durante il briefing quotidiano con la stampa a Bruxelles, a rispondere alle domande dei cronisti sulla questione, che ancora non è stata chiarita dalla Commissione, come ha sottolineato il senior fellow di Bruegel Simone Tagliapietra.

    La questione, estremamente delicata, è che cosa succede esattamente a quelle compagnie, come Eni (che non è affatto la sola), che aprono un conto in rubli? “Siamo stati molto chiari - ha detto oggi Mamer - abbiamo dato linee guida agli Stati membri che dicono che cosa possono fare: possono aprire un conto bancario denominato nella valuta prevista dal contratto con Gazprom, fare un pagamento a questo conto nella valuta prevista dal contratto e dichiarare che hanno soddisfatto i loro obblighi contrattuali. Non riteniamo che fare qualsiasi altra cosa sia consigliabile”.

    “Sta agli Stati membri dell’Ue - aggiunge Mamer - attuare le sanzioni e assicurare che siano correttamente rispettate dalle compagnie energetiche. Questo è quello che posso dire e che diciamo da settimane. Siamo sempre stati chiari sul fatto che rispettare il decreto russo nella sua interezza non sarebbe conforme alle sanzioni. Quello che diciamo è che abbiamo fornito agli Stati delle spiegazioni sulla nostra interpretazione del decreto e, nel quadro di queste spiegazioni, di ciò che pensiamo che le imprese possano fare”.

    Riguardo alle dichiarazioni dell’Eni, che ha detto di aver agito in accordo con le autorità italiane, “vi invito a porre la domanda alle autorità italiane. La Commissione ha contatti regolari con gli Stati membri e sono sicuro che questo verrà evocato al momento opportuno tra la Commissione e lo Stato membro. Non sono in grado oggi di dire altro”. Il portavoce capo ha poi chiuso il capitolo, evitando di prendere ulteriori domande sul tema e passando ad altri argomenti.

    PER APPROFONDIRE / Gas e rubli, Eni apre il doppio conto per pagare Gazprom

  • Fmi, su Italia venti contrari su economia da guerra e prezzi

    L’economia italiana si trova ad affrontare venti contrari dalla guerra e dall’aumento dell’inflazione. Nonostante i segnali di resilienza, la crescita è attesa rallentare e presenta rischi al ribasso. Lo afferma nel Fmi nel comunicato finale della missione in Italia dei suoi funzionari per l’Article IV 2022. “Come i suoi partener europei, l’Italia si trova ad affrontare formidabili nuove sfide economiche”, osserva il Fmi.

  • Russi colpiscono casa nel Donetsk, soccorritori salvano 6 persone sotto macerie

    Stamattina a Bakhmut, nella regione di Donetsk, i soccorritori del Servizio per le Emergenze nazionale ucraino hanno salvato 6 persone, di cui 1 bambino, da sotto le macerie di un appartamento. In precedenza, un attacco missilistico russo aveva colpito il palazzo di 5 piani, oltre a un edificio amministrativo, e distrutto in parte un’altra casa. Lo rende noto il Servizio per le Emergenze nazionale ucraino.

  • Il soldato russo sotto processo a Kiev chiede perdono in aula

    Il processo al soldato russo Vadim Shishimarin, 21 anni, è ricominciato oggi a Kiev con un potente confronto tra il comandante di carri armati e la vedova dell’uomo che ha ucciso. Kateryna Shelipova, riporta la Bbc, si è alzata in piedi in tribunale e ha chiesto al 21enne cosa avesse provato quando aveva ucciso suo marito Oleksandr, 62 anni, e si fosse pentito del suo crimine. Il soldato ha risposto che ha ammesso la sua colpa e ha chiesto perdono, “ma capisco che non sarete in grado di perdonarmi”, ha aggiunto. “Dimmi per favore, perché voi siete venuti qui? Per proteggerci?”, ha chiesto Shelipova, citando la giustificazione del presidente russo Vladimir Putin per l’invasione dell’Ucraina, “proteggici da chi? Mi hai protetto da mio marito, che hai ucciso?”. Il soldato non ha risposto.

  • Croce Rossa inizia registrazione soldati Azovstal

    Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha iniziato da martedì a registrare i prigionieri di guerra evacuati dall’acciaieria Azovstal, compresi i feriti, su richiesta di entrambe le parti. Lo si apprende da una nota del Comitato che riferisce di aver registrato al momento “centinaia” di prigionieri. L’operazione è proseguita ieri ed è in corso ancora oggi. Il processo di riconoscimento prevede la compilazione di un modulo con dati personali: nome, data di nascita e parente più prossimo. “Queste informazioni consentono al Cicr di rintracciare coloro che sono stati catturati e aiutarli a rimanere in contatto con le loro famiglie”, si legge nella nota. Resta tuttavia l’incertezza su dove vengano portati, una volta completata la registrazione.

    Il vice capo del battaglione Azov Svyatoslav Palamar avrebbe lasciato Azovstal

  • Cremlino, su territori occupati decideranno i residenti

    Il futuro dei territori ucraini controllati dalle forze russe sarà deciso solo in base alla volontà dei residenti locali. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov citato dall’agenzia russa Interfax

  • Ue ribadisce, «conto in rubli non in linea con sanzioni»

    “Il commissario Gentiloni ieri non ha mai parlato di un secondo conto in rubli. Ha detto che i contratti sono in euro o dollari, che le aziende pagano in euro o dollari e che se pagano in rubli violano le sanzioni. Nelle nostre linee guide abbiamo detto cosa è possibile fare, ed è possibile aprire un conto” presso Gazprombank “in euro o dollari. E’ compito dei Paesi membri attuare le sanzioni e vigilare sulla loro applicazione”. E’ quanto spiega il portavoce della Commissione Ue Eric Mamer tornando sul dossier del pagamento del gas in rubli. “Rispettare il decreto del Cremlino non è in linea con le sanzioni”, ha aggiunto.

  • Ministero Difesa russo, ’lettere ’Z’ e ’Y’ non sono simboli militari ufficiali’

    Le lettere ’Z’ e ’Y’ “non sono dei simboli (marcatori) ufficiali militari e non comportano un significato particolare” tuttavia “tali simboli nel dato periodo sono riconoscibili e positivamente accolti dai militari e dai cittadini della Federazione Russa, dalle Repubbliche Popolari di Donetsk, Luhansk e da molti altri”. Lo afferma in un documento il ministero della Difesa russo, pubblicato da diversi media, firmato da S. Gusev, vice del capo del dipartimento generale della dirigenza politico militare della forze armate della Federazione Russa. La precisazione, si legge nel documento, “è emanata in merito al chiarimento del significato dei simboli ’Z’ e ’V e del motivo del loro utilizzo sui mezzi militari delle forze armate russe durante lo svolgimento dell’operazione speciale “.

  • Soldato russo chiede perdono in tribunale a Kiev

    Ha chiesto ’perdono’ il sergente russo Vadim Shishimarin, 21 anni, processato a Kiev per crimini di guerra e omicidio premeditato di un civile di 62 anni disarmato nella regione di Sumy all’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

    Il soldato russo Vadim Shishimarin

  • Eurocamera approva sospensione dazi commerciali per Kiev

    Via libera dal Parlamento europeo alla sospensione, per un anno, dei dazi doganali sulle importazioni di prodotti ucraini. Il testo legislativo, approvato in assemblea plenaria con 515 voti favorevoli, 32 contrari e 11 astensioni, prevede la completa rimozione, per un anno, dei dazi all’importazione di prodotti industriali, dei dazi doganali di prodotti ortofrutticoli, nonché dei dazi antidumping e le misure di salvaguardia sulle importazioni di acciaio. Stando al testo, con tale mossa il Parlamento vuole “dare una risposta all’impatto della guerra russa contro l’Ucraina che sta ostacolando la capacità commerciale del paese”.

  • Erdogan, «diremo no a ingresso Svezia e Finlandia nella Nato»

    La Turchia ha informato i suoi alleati della Nato che dirà no all’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza e non intende cambiare la sua posizione. Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, citato dall’agenzia di stampa Anadolu. “Non vogliamo fare due volte lo stesso errore. Perciò continueremo con decisione la nostra politica al riguardo. Abbiamo detto ai nostri partner che diremo no all’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato”, ha detto Erdogan in un discorso ai giovani. Erdogan ha fatto riferimento al malcontento della Turchia per la partecipazione della Grecia alle attività militari della Nato a partire dal 1980, che ha definito un errore che non va ripetuto.

    IL presidente turco Tayyip Erdogan

  • Russia inserisce in lista ricercati comandanti battaglione Azov

    Il ministero dell’Interno russo ha inserito nella lista dei ricercati due comandanti del battaglione nazionalista ucraino “Azov”, Sergei Velichko e Konstantin Nemichev. Lo riporta l’agenzia Interfax. I due, secondo Mosca, sarebbero coinvolti nella tortura di almeno otto militari russi, a cui avrebbero inflitto lesioni personali multiple, nella regione di Kharkiv.

  • Regno Unito rafforza sanzioni contro compagnie aeree russe

    Il governo britannico di Boris Johnson ha annunciato oggi un rafforzamento delle misure punitive contro la compagnia di bandiera russa Aeroflot e altri due vettori aerei - Ural Airlines e Rossiya - già sanzionate in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. I nuovi provvedimenti, resi noti dalla ministra degli Esteri, Liz Truss, vietano alle tre aziende di vendere gli slot di cui sono tuttora titolari negli aeroporti del Regno Unito. “Fino a quando il barbaro assalto di Vladimir Putin all’Ucraina continuerà, noi continueremo a prendere di mira l’economia russa”, ha commentato Truss, ricordando come Londra abbia già chiuso da tempo il suo spazio aereo ai vettori russi e come adesso voglia impedire a queste società di “far cassa” mettendo sul mercato “i redditizi slot” che esse posseggono. Finora il Regno ha colpito dall’inizio della guerra più di mille individui e più di 100 entità ritenuti in qualche modo funzionali al sistema di potere del Cremlino. “Tutte le nostre sanzioni economiche - ha concluso Truss - rafforzano il nostro messaggio che rivolgiamo a Putin: non ci fermeremo finché l’Ucraina non prevarrà”.

  • Mosca, Russia pronta a riprendere colloqui con Ucraina

    La Russia è pronta a riprendere i colloqui con L’Ucraina quando Kiev si dichiarerà pronta a farlo. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko citato dall’Agenzia Interfax.

  • Salvini (Lega): “Draghi chieda cessate fuoco di 48 ore”

    “Chieda un cessate il fuoco di 48 ore, con Italia, Francia e Santa Sede garanti, chieda e sono convinto che sarà ascoltato”. Così Matteo Salvini, intervenendo al termine della Informativa del premier Mario Draghi, in Senato rivolto al premier: “La pace si ottiene lavorando seriamente, con tutte le persone interessate, non con la bandiera della pace in piazza”.

    PER APPROFONDIRE / Crisi ucraina, Draghi: Italia per cessate il fuoco e negoziati

  • L’Italia propone all’Onu un piano per la pace

    Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha presentato ieri a New York, durante un colloquio con il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, un piano italiano per la pace tra Ucraina e Russia: la notizia, riportata oggi da Repubblica, è stata confermata da fonti della Farnesina. Il documento è stato elaborato alla Farnesina in stretto coordinamento con Palazzo Chigi, scrive il quotidiano che precisa come alcuni contenuti della bozza siano stati anticipati agli sherpa del G7 e del gruppo Quint (Usa, Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia). Essi prevedono un percorso in quattro tappe, sotto la supervisione di un Gruppo internazionale di Facilitazione (GIF): il cessate il fuoco, la possibile neutralità dell’Ucraina, le questioni territoriali - in particolare Crimea e Donbass - e un nuovo patto di sicurezza europea e internazionale.

    Ad ogni singolo passaggio, prosegue la Repubblica, andrà testata la lealtà degli impegni assunti dalle parti, in modo da poter procedere al passo successivo. Il giornale riporta che tutto nasce dalla volontà politica di costruire durante il conflitto le condizioni per fermare le armi. Il primo passo del piano prevede il cessate il fuoco, da negoziare mentre si combatte. Il cessate il fuoco andrebbe accompagnato da meccanismi di supervisione e dalla smilitarizzazione della linea del fronte, per discutere i nodi aperti e preparare il terreno a una cessazione definitiva delle ostilità.

    Il secondo passo ruota attorno al negoziato multilaterale sul futuro status internazionale dell’Ucraina. Il terzo punto, il più “caldo” sotto il profilo diplomatico sottolinea il quotidiano, riguarda la definizione dell’accordo bilaterale tra Russia e Ucraina sulle questioni territoriali, sempre previa mediazione internazionale. La quarta tappa prevede la proposta di un nuovo accordo multilaterale sulla pace e la sicurezza in Europa, nel contesto dell’Osce e della Politica di Vicinato dell’Unione europea.

  • Kiev, ambiguità su prospettiva adesione all’Ue deve finire

    “L’ambiguità strategica sulla prospettiva europea dell’Ucraina praticata da alcune capitali dell’Ue negli ultimi anni è fallita e deve finire. Ha solo incoraggiato Putin. Non abbiamo bisogno di surrogati dello status di candidato all’Ue che mostrino un trattamento di seconda classe nei confronti dell’Ucraina e feriscano i sentimenti degli ucraini”. Così su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

  • Scholz non favorevole a stringere tempi per Kiev in Ue

    Il cancelliere tedesco Olaf Scholz non è favorevole ad una procedura più corta rispetto a quella standard per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Lo ha detto parlando al Bundestag. “Che non ci sia alcuna scorciatoia per l’Ucraina è anche una questione di lealtà nei confronti dei sei Paesi dei Balcani occidentali”, ha affermato Scholz. Il cancelliere ha annunciato un viaggio a giugno nei Balcani, dove porterà il messaggio: “il Balcani occidentali appartengono all’Unione europea”. “L’Ucraina appartiene alla famiglia europea”, ha aggiunto, ma “l’ingresso in Europa non è una questione di alcuni mesi o di alcuni anni”. “Perciò vogliamo concentrarci a sostenere l’Ucraina in modo pragmatico e veloce”, ha concluso.

  • Media, vice capo Azov Palamar avrebbe lasciato Azovstal

    Il vice comandante e portavoce del Reggimento Azov, Svjatoslav Palamar (Kalina), avrebbe lasciato l’Azovstal ieri sera. Lo scrivono canali Telegram filogovenativi russi riportando le parole di un reporter inviato al fronte, Dmitry Steshin, ma sottolineando che non ci sono altre conferme.

    Un militare della milizia della Repubblica popolare di Donetsk fa la guardia non lontano dall’assediata acciaieria Azovstal di Mariupol a Mariupol, nel territorio sotto il governo della Repubblica popolare di Donetsk, Ucraina orientale, mercoledì 18 maggio 2022 (foto Ap)

  • Kiev, cessate fuoco impossibile senza ritiro totale truppe russe

    “Non offriteci un cessate il fuoco: questo è impossibile senza il ritiro totale delle truppe russe. L’Ucraina non è interessata a una nuova ’Minsk’ e al ritorno della guerra tra pochi anni. Fino a quando la Russia non sarà pronta a liberare completamente i territori occupati, la nostra squadra negoziale sarà composta da armi, sanzioni e denaro”. Così il consigliere presidenziale ucraino Mikhailo Podolyak su Twitter.

  • Mosca, 1.730 combattenti Azovstal arresi da lunedì

    Un totale di 1.730 soldati ucraini che erano asserragliati nell’acciaieria Azovstal di Mariupol si sono arresi da lunedì scorso: lo ha reso noto oggi il ministero della Difesa russo, secondo quanto riporta l’agenzia Interfax.

  • Croce rossa, registrati centinaia prigionieri di guerra da Azovstal

    La Croce rossa internazionale afferma di aver registrato “centinaia” di prigionieri di guerra ucraini che hanno lasciato l’acciaieria Azovstal a Mariupol. “Il processo di registrazione facilitato dal Cicr-Comitato internazionale della Croce rossa prevede che l’individuo compili un modulo con dettagli personali come nome, data di nascita e parente più prossimo”, ha reso noto la Croce rossa, “queste informazioni consentono al Cicr di rintracciare coloro che sono stati catturati e aiutarli a tenersi in contatto con le loro famiglie”.

  • Separatisti filo-russi, “via da Azovstal oltre metà dei combattenti”

    Hanno lasciato l’acciaieria Azovstal, a Mariupol, oltre la metà dei combattenti ucraini che vi erano asserragliati. Lo ha annunciato Denis Pushilin, leader dell’autoproclamata repubblica filo-russa di Donetsk (Dpr), citato dall’agenzia Tass. Secondo le autorità russe e della Dpr, sono circa 960 i difensori di dell’acciaieria che si sono arresi finora. I feriti sarebbero stati ricoverati, mentre - secondo Kiev - gli altri sarebbero stati portati in un centro di detenzione a Olenivka, nel territorio controllato dai separatisti filo-russi.

  • Mosca, metà importatori di gas russo aprono conti in rubli

    “Circa la metà” delle 54 società straniere che hanno contratti con Gazprom per l’acquisto di gas russo hanno aperto conti bancari in rubli, nella prospettiva dunque di accettare il nuovo sistema di pagamenti chiesto da Mosca. Lo ha detto il vice premier russo ed ex ministro dell’Energia Alexander Novak. Lo riferisce la Tass.

  • Media russi: «89 soldati del battaglione Azov trasferiti in Russia, saranno incriminati per reati di estremismo»

    Un gruppo di 89 soldati ucraini del battaglione Azov, reduci dalla resistenza dell’Azovstal e fra i circa mille soldati che si sono arresi alle forze russe nei giorni scorsi, sono stati trasferiti in Russia, in un centro di detenzione di Taganrog, dove saranno incriminati per reati di estremismo da un tribunale militare, ha reso noto il sito di notizie online russo 161.ru.

  • Draghi: «Italia sosterrà indagini su crimini di guerra in Ucraina»

    «Il costo dell’invasione russa in termini di vite umane è terribile. La scorsa settimana sono state ritrovate fosse comuni» anche a «Kiev». «L’Italia ha offerto sostegno per indagare sui crimini di guerra». Lo ha detto il premier Mario Draghi durante l’informativa al Senato.

    PER APPROFONDIRE / Che cosa ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi durante l’informativa al Senato

  • Bombe sul Donbass: morti 10 civili, tra cui 2 bambini

    Dieci civili sono morti, inclusi due bambini, e sette sono rimasti feriti in due città della regione ucraina di Donetsk (est) nei bombardamenti dell’esercito russo di ieri e oggi: lo riferisce il capo dell’amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko, riportato da Interfax Ukraine. “Il 18 maggio i russi hanno ucciso dieci civili del Donbass, sette a Lyman e tre a Bakhmut. Tra i morti ci sono due bambini, uno a Lyman e uno a Bakhmut. Altre sette persone sono state ferite oggi”, ha detto Kyrylenko aggiungendo che è attualmente impossibile stabilire il numero esatto delle vittime nelle città occupate di Mariupol e Volnovakha.

  • Intelligence inglese: «Mosca ha licenziato diversi alti ufficiali russi»

    Nelle ultime settimane Mosca ha licenziato diversi alti ufficiali che avrebbero commesso gravi errori durante le fasi iniziali dell’invasione dell’Ucraina. Lo scrive l’intelligence britannica, citando tra i “silurati” il generale Serhiy Kisel, «sospeso per non essere riuscito a conquistare Karkhiv», ed il vice ammiraglio Igor Osipov, che comandava la Flotta russa nel Mar Nero e il cui licenziamento sarebbe dovuto all’affondamento dell’incrociatore Moskva, mentre il capo di Stato maggiore russo, Valeriy Gerasimov, è «probabilmente» al suo posto, «ma non è chiaro se ha ancora la fiducia del presidente Putin».

    Secondo il consueto aggiornamento dell’intelligence britannica sul conflitto in Ucraina, «la cultura del capro espiatorio è probabilmente prevalente all’interno del sistema militare e di sicurezza russo» e per questo motivo «molti ufficiali coinvolti nell’invasione dell’Ucraina saranno probabilmente sempre più distratti dagli sforzi per evitare responsabilità personali per le battute d’arresto operative della Russia. Ciò probabilmente metterà a dura prova il modello centralizzato di comando e controllo della Russia poiché gli ufficiali cercheranno sempre più di delegare le decisioni chiave ai loro superiori».

    «Sarà difficile per la Russia riprendere l’iniziativa in queste condizioni» conclude la nota dell’intelligence britannica.

    INCHIESTA / Da Mariupol alla Siberia, come funziona la macchina della «deportazione» russa

  • Sale a 231 il numero di bambini uccisi in 85 giorni di guerra

    È salito a 231 il numero dei bambini ucraini rimasti uccisi, e 427 feriti, in 85 giorni di guerra. Lo ha comunicato l’ufficio del procuratore generale di Kiev su Telegram citato da Unian. Il maggior numero di piccole vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv, Chernihiv, Kherson, Lugansk e Mykolaiv.

    Ieri si è appreso della morte di una ragazza di 17 anni nella città di Polohy, nella regione di Zaporizhzhia in seguito ai bombardamenti russi su edifici civili della città. Due giorni fa sull’autostrada nella zona di Mykolaiv 8 persone, tra cui una bambina di 5 anni, sono morte a causa dell’esplosione di una mina.

  • Ucraina, Sievierodonetsk bombardata dai russi: 4 civili uccisi

    Quattro civili sono rimasti uccisi e tre feriti durante i bombardamenti russi sulla città dell’Ucraina orientale di Sievierodonetsk. Lo riporta il Kyiv Independent. Il governatore della regione di Lugansk, Sergiy Gaidai, ha riferito che la città è stata bombardata per tutta la mattina. Almeno otto edifici sono stati distrutti. Secondo il governatore, almeno 288 civili sono stati uccisi nella regione dall’inizio dell’invasione il 24 febbraio scorso.

  • GdF congela beni per 150 milioni alla russa United Aircraft

    Il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria ha eseguito 2 decreti di congelamento emessi dal Comitato di Sicurezza Finanziaria nei confronti della Pjsc United Aircraft Corporation nell’ambito delle sanzioni Ue alla Russia: le risorse economiche colpite dal provvedimento ammontano a circa 150 milioni di euro e consistono in parte del capitale sociale della Superjet International spa, con sede a Venezia, e 5 aerei.

    Superjet International Spa è una joint venture tra Leonardo e Sukoi. Il provvedimento di congelamento è stato emesso dal Comitato di Sicurezza finanziaria del ministero dell’Economia ed eseguito dalla Guardia di Finanza nei confronti della ’Pjsc United aircraft corporation’, società inserita nella black list e colpita dalla sanzioni Ue alla quale sono riconducibili i beni della Superjet International. Le quote aziendali di Leonardo sono invece libere.

  • Attacco forze Kiev in territorio russo. Mosca: «Ucciso un civile»

    Un civile è rimasto ucciso in un «attacco nemico» sferrato all’alba contro il villaggio russo di Tyotkino, vicino al confine con l’Ucraina. Lo ha annunciato il governatore russo della regione colpita, Roman Starovoit, precisando che nei bombardamenti sono stati colpiti diversi edifici, tra cui una fabbrica di alcolici. «Un altro attacco nemico a Tyotkino, avvenuto all’alba, purtroppo si è concluso in tragedia», ha dichiarato su Telegram, pubblicando alcune immagini che mostrano edifici danneggiati.

  • Mosca: «Svezia e Finlandia nella Nato? reagiremo in base ad armi schierate»

    La reazione russa all’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato sarà commisurata alla presenza militare dell’Alleanza nei territori di questi due Paesi, ma in ogni caso la sicurezza della Federazione Russa sarà «assicurata».

    Lo ha affermato Valentina Matvienko, presidente del consiglio della Federazione Russa, la Camera Alta del Parlamento, in un’intervista al quotidiano Izvestia. «In termini militari la reazione della Russia sarà proporzionata e adeguata alla presenza della Nato nei territori di questi due Stati, a che tipo di armi verranno schierate. Ma posso garantire che la sicurezza della Russia sarà sicuramente assicurata», ha dichiarato.

  • Crisi alimentare, Onu a Putin: «Se hai un cuore riapri i porti»

    «Se hai un minimo di cuore, apri questi porti dell’Ucraina per sfamare i poveri». È l’appello lanciato al presidente russo Vladimir Putin dal capo del Programma alimentare mondiale (World Food Program), David Beasley, alla ministeriale organizzata dagli Usa all’Onu sulla crisi alimentare per la guerra della Russia in Ucraina. «È essenziale che i porti siano aperti», ha ribadito.

    PER APPROFONDIRE / Silos mobili, camion e treni: così l'Ucraina cerca di esportare il suo grano

  • Politico: Biden nega a Kiev lanciarazzi a lunga gittata

    Joe Biden resiste alle pressanti richieste di Kiev di ottenere sistemi lancia razzi a lunga gittata, nel timore che possano essere usati per lanciare attacchi in territorio russo, espandendo e prolungando il conflitto in Ucraina. Lo scrive Politico citando tre persone a conoscenza del dossier.

    Per contrastare l’artiglieria pesante russa nel Donbass, Kiev in particolare chiede da tempo la fornitura di lanciarazzi multipli Mlrs, il sistema più pesante, complesso e potente sviluppato in tale categoria d’armamenti dall’industria occidentale. Ma la Casa Bianca non cede e i dirigenti ucraini sarebbero sempre più frustrati. «C’è stato un momento favorevole (a questo tipo di forniture, ndr) a Ramstein ma sembra essersi raffreddato», ha confidato un assistente parlamentare a conoscenza della discussione avuta da alleati e partner occidentali in Germania.

  • Di Maio all’Onu per forum su sicurezza alimentare: «Fermare la guerra del pane»

    La guerra in Ucraina «sta scatenando una guerra mondiale del pane che dobbiamo fermare il prima possibile», così da contenere anche l’incremento dei flussi migratori. L’Italia, con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, risponde alla chiamata dell’Onu e del segretario di Stato americano Antony Blinken e vola a New York per partecipare al ’Global Food Security Call to Action’. «La sicurezza alimentare - ha detto - è una priorità di lunga data della politica estera italiana. La comunità internazionale deve lavorare in modo coordinato per centrare la sicurezza alimentare per tutti».

  • Oggi alle 9 informativa sulla guerra del presidente del Consiglio

    Oggi alle ore 9 è prevista una informativa urgente del predisente del Consiglio Mario Draghi sulla situazione in Ucraina.

  • Turchia blocca primo voto su Svezia e Finlandia

    La Turchia ha bloccato la decisione iniziale della Nato di esaminare le richieste di Finlandia e Svezia per l'ingresso nell'alleanza militare, mettendo in dubbio le speranze di una rapida adesione dei due Paesi nordici. Lo rivela il Financial Times citando una persona a conoscenza diretta della questione.

    La fonte riporta che nella riunione di mercoledì degli ambasciatori della Nato, mirata ad aprire i colloqui di adesione, l'opposizione di Ankara ha bloccato qualsiasi votazione. «Non stiamo dicendo che non possono essere membri della Nato», afferma Ankara: «Quanto prima avremo un accordo, tanto prima potranno iniziare le discussioni».

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