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Ucraina, ultime notizie. Macron e Scholz chiamano Putin: cessate il fuoco immediato. Il porto di Mariupol riapre alla prima nave russa

Nella lunga telefonata a tre con Macron e Scholz, Vladimir Putin si dice pronto a facilitare l’export del grano ucraino ma chiede il ritiro delle sanzioni. I due leader occidentali chiedono invece l’immediato cessate il fuoco. A Mariupol il porto è stato riaperto alla prima nave russa, per caricare 3mila tonnellate di prodotti siderurgici e portarli a Rostov sul Don. Continua ad aggravarsi il bilancio del conflitto, con le autorità ucraine che stimano 242 bambini uccisi e almeno 440 feriti dall’inizio della guerra.

Zelensky: "Catastrofe poteva essere evitata se forti del mondo non giocavano con Russia"
  • A Belgrado manifestazione contro la Russia


    Una manifestazione contro l’intervento militare russo in Ucraina si è svolta nel pomeriggio nel centro di Belgrado. Al raduno sulla Piazza della Repubblica hanno partecipato cittadini serbi ma anche russi, ucraini e bielorussi. Gli oratori hanno affermato che in Ucraina non ci sono nazisti e che in quel Paese non vi è stata alcuna oppressione della popolazione russa, nè violazioni dei diritti dei russi, che hanno sempre potuto fare uso della propria lingua. Quella di oggi è stata una delle rare mobilitazioni popolari a Belgrado contro l’intervento militare russo in Ucraina. La Serbia è il Paese principale alleato della Russia nei Balcani e nella capitale serba si sono registrate nelle scorse settimane diverse dimostrazioni a sostegno di Mosca e del presidente Vladimir Putin.

  • Prima nave russa nel porto di Mariupol, carica metalli e va a Rostov sul Don


    Una nave russa è entrata nel porto ucraino di Mariupol per la prima volta da quando la Russia ha completato la conquista della città per caricare 3mila tonnellate di prodotti siderurgici e portarli a Rostov sul Don. Lo ha scritto su Telegram la commissaria per i diritti umani del parlamento ucraino, Liudmyla Denisova. «Il saccheggio da parte dei russisti nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina continua. Dopo il furto del grano ucraino, gli occupanti sono ricorsi all’esportazione di prodotti in metallo da Mariupol. Per fare ciò, hanno sminato parte del porto marittimo della città», ha scritto Denisova, spiegando che prima dell’occupazione, nel porto c’erano fino a 200mila tonnellate di metallo e ghisa per un valore di 170 milioni di dollari.

  • Il Kazakhstan vieta a camionisti russi e bielorussi di consegnare merci dall’Ue

    Il Kazakhstan ha vietato ai camionisti di Russia e Bielorussia di consegnare merci dall’Unione europea al Paese. Lo rendono noto le forze armate di Kiev

  • Odessa: abbiamo missili per affondare tutta flotta russa nel Mar Nero

    «Finora ci sono stati dati così tanti missili Harpoon che possiamo affondare l’intera flotta russa nel Mar Nero»: lo ha detto il portavoce dell’amministrazione militare di Odessa Sergey Bratchuk, citato dall’agenzia Unian. Nei giorni scorsi il ministero della Difesa ucraino aveva annunciato l’arrivo dei missili anti nave Harpoon forniti da Danimarca, Regno Unito e Olanda e obici semoventi M109 da 155 mm.

    Un missile Harpoon lanciato due giorni fa durante un’esercitazione nel Pacifico

  • Macron, Scholz e Putin manterranno i contatti telefonici

    Vladimir Putin, Emmanuel Macron e Olaf Scholz hanno concordato di continuare a mantenere contatti telefonici. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riporta la Tass, dopo la telefonata di oggi che è durata circa 80 minuti.

  • 220mila rubli al mese a chi si arruola nell’esercito russo

    Uno stipendio mensile di 220mila rubli - circa 3mila euro - e un bonus una tantum di 250mila rubli a chi accetta di arruolarsi nell’esercito russo. A San Pietroburgo è in corso la campagna di arruolamento e secondo quanto riportato nelle chat telegram, per i nuovi arruolati sono anche previsti 8mila rubli al giorno per i rimborsi. In caso di morte, ai familiari vengono rimborsati oltre 13milioni di rubli, in caso di ferite gravi 3,296 milioni e in caso di ferite leggere 3,074 milioni di rubli.

  • Zelensky: colloqui diretti solo con Putin in persona

    «La domanda non è cosa voglio negoziare con Putin, la questione è che non c’è nessun altro con cui negoziare. Ha costruito uno stato in cui nessuno decide nulla. Pertanto non importa che cosa dica il ministro degli Esteri. Non importa se manda una delegazione a parlare con noi. Tutta questa gente non è nessuno, purtroppo»: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky all’emittente olandese Nieuwsuur, a proposito di eventuali colloqui diretti con il presidente russo.

  • La città di Mykolaiv di nuovo sotto attacco

    Mykolaiv è di nuovo sotto attacco, dopo che stamattina due razzi hanno colpito due grattacieli. Lo comunica l’amministrazione della regione, che parla di una persona morta sul colpo e di almeno sei feriti.

    I russi hanno bombardato ancora una volta quartieri residenziali di Mykolaiv e ci sono vittime civili


  • Di Maio: su grano Russia deve essere interlocutore

    «Il lavoro sul grano segue lo stesso percorso. La Russia deve essere un interlocutore», lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite della rassegna “Forum in Masseria”. «Noi vogliamo sbloccare il grano - ha aggiunto il ministro - sia per abbassare i costi ma anche per evitare che in altri Paesi ci siano colpi di stato, instabilità politica, migrazioni». Sulla pace Di Maio non si dice ottimista: «Non è un percorso breve, ma una strada stretta in salita e difficile, ma questo non ci deve fermare».

    Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al forum 'In Masseria'


  • La guerra in Ucraina costa 929 euro in più a ogni famiglia italiana

    Gli effetti della guerra in Ucraina produrranno per l'anno in corso una perdita di potere d'acquisto medio per ciascuna famiglia italiana pari a 929 euro. A dirlo è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo la quale a livello territoriale le famiglie più penalizzate saranno quelle del Trentino Alto Adige (-1.685 euro), della Valle d'Aosta (-1.473 euro) e del Lazio (-1.279 euro). Altrettanto critica la situazione in Veneto (-1.065 euro), in Toscana (-1.059 euro) e in Basilicata (-1.043 euro); in queste due realtà del Centro-Nord la perdita di potere d'acquisto sarà riconducibile, in particolar modo, alla contrazione della domanda interna e ai rincari delle bollette di luce e gas, così come nel Piemonte (-1.039 euro) e in Emilia Romagna (-1.035 euro). Per le regioni del Sud, infine, l'impatto della crisi sarà meno violento; con costi energetici molto più contenuti che nel resto del Paese.

  • Putin a Scholz e Macron: la crisi alimentare è colpa delle sanzioni

    Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Olaf Scholz che i problemi di approvvigionamento alimentare sono causati dalle sanzioni occidentali. «La Russia - ha reso noto il comunicato del Cremlino sulla telefonata fra i tre leader, citato dalla Tass - è pronta a trovare soluzioni per esportazioni del grano senza ostacoli. Aumentare le forniture di fertilizzanti e prodotti agricoli russi aiuterebbe a ridurre le tensioni sul mercato globale del cibo, il che necessiterebbe, naturalmente, la rimozione delle relative sanzioni».

  • Scholz e Macron a Putin: negoziati seri con Zelensky, cessate il fuoco sia «immediato»

    Nella conversazione telefonica di oggi con tra il presidente russo Vladimir Putin, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron, i due leader occidentali hanno insistito per «l’immediato cessate il fuoco e il ritiro delle truppe russe». Lo ha riferito il portavoce del governo tedesco, Steffen Hebeshtreit, al termine della telefonata, durata 80 minuti, ed avvenuta su iniziativa del cancelliere tedesco e del presidente francese. I due leader hanno anche esortato il presidente russo ad impegnarsi in «negoziati diretti e seri» con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per trovare una soluzione diplomatica al conflitto. Nel corso della telefonata i due leader occidentali hanno inoltre chiesto al leader del Cremlino di liberare i 2.500 combattenti dell’Azovstal.

    Un tweet sull’account MFA Russia:


  • Putin a Macron e Scholz: siamo pronti a riprendere il dialogo con Kiev

    «La Russia è pronta a riprendere il dialogo con l’Ucraina»: secondo l’agenzia di stampa russa Interfax, lo avrebbe detto il presidente russo Vladimir Putin nel corso della telefonata col presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Putin avrebbe anche detto di essere pronto a facilitare soluzioni per l’esportazione senza ostacoli del grano. incluso quello ucraino, dai porti sul Mar Nero. Poco prima della telefonata con i due leader occidentali, il presidente russo però ha messo in guardia l’Europa e gli Stati Uniti: «La fornitura di armi all’Ucraina da parte dell’Occidente rischia di creare auna ulteriore destabilizzazione».

  • Coldiretti: braccio di ferro sui porti ucraini fa salire costi grano

    Con il braccio di ferro sullo sblocco dei porti del Mar Nero sono tornati a salire i prezzi del grano e del mais che nell’ultimo giorno di contrattazione hanno raggiunto rispettivamente 11,57 dollari/bushel e 7,77 dollari/bushel alla chiusura settimanale della borsa merci future di Chicago. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che evidenzia gli effetti della richiesta della Russia di superare le sanzioni per consentire il trasporto dei cereali che è stata per adesso rigettata dall’alleanza atlantica e dalla stessa Ucraina. «La partenza delle navi - sottolinea la Coldiretti - significa lo svuotamento dei magazzini dove si stima la presenza di oltre 20 milioni di tonnellate di cereali tra grano, orzo e mais destinati alle esportazioni sia in Paesi ricchi che in quelli più poveri dove il blocco rischia di provocare rivolte e carestie. Paesi come Egitto, Turchia, Bangladesh e Iran che acquistano più del 60% del proprio grano da Russia e Ucraina ma - precisa la Coldiretti - anche Libano, Tunisia Yemen, e Libia e Pakistan sono fortemente dipendenti dalle forniture dei due Paes». L’emergenza mondiale colpisce l’Italia che è un Paese deficitario ed importa addirittura il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame, secondo l’analisi della Coldiretti.

  • Washington Post: in Russia segnali crescenti scontento sulla guerra

    In Russia vi sono crescenti segnali di scontento per la guerra in Ucraina che sempre più emergono in superficie. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come da una parte vi siano i falchi che reclamano un atteggiamento più aggressivo e dall’altra quanti sono contrari all’intervento armato. Fra i «segni crescenti di resistenza», il giornale cita i 115 membri della Guerra nazionale licenziati per il rifiuto di partecipare all’invasione, le dimissioni del diplomatico Boris Bondareve le parole di Leonid Vasyukevich, deputato comunista di Vladivostock che ha chiesto pubblicamente di cessare la guerra «o avremo più orfani nel paese». Dall’altra parte vi sono i falchi, come il gruppo di veterani che la settimana scorsa hanno diffuso un appello al presidente russo Vladimir Putin perché invii più truppe in Ucraina, descrivendo come umiliante il ritiro dalle regioni di Kiev e Cernihiv e accusando il Cremlino di «totale mancanza di competenza professionale».

  • Mosca: continueremo a lavorare con Usa su trattato Start

    Mosca prevede di continuare a lavorare con Washington sul nuovo Trattato Start, che scade nel febbraio 2026. Lo ha detto alla Tass il direttore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del ministero degli Esteri Vladimir Yermakov. Gli accordi Start (Strategic arms reduction treaty) sono tesi a diminuire gli arsenali di armi di distruzione di massa, come le armi nucleari.

  • Zelensky: no all’alternativa proposta da Macron a ingresso nell’Ue


    L’opzione della comunità politica europea proposta dal presidente francese Emmanuel Macron per i Paesi che non sono membri dell’Unione europea non è accettabile per l’Ucraina.Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista all’emittente olandese Nieuwsuur, riferisce Ukrinform. «No, non è è accettabile. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo solo bisogno del sostegno di questi Paesi, non vogliamo un’alternativa». Il 9 maggio Macron ha annunciato un’iniziativa per creare una nuova “comunità politica europea” in modo che i Paesi che non sono membri formali dell’Ue potrebbero entrare a far parte del nuovo spazio in Europa.

  • Zelensky: dubito qualcuno possa cambiare il regime di Putin. hanno tutti paura di lui


    Un cambio del regime di Vladimir Putin in Russia non è ancora possibile: lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel corso di un’intervista esclusiva al programma tv olandese Nieuwsuur. Lo riporta l’agenzia Ukrinform. «Penso che l’intera squadra (le autorità russe, ndr) stia lavorando insieme da molti anni, si rinforzano l’uno con l’altro, sono collegati da molte cose, molte iniziative, molti crimini. Almeno, sono uniti dalle azioni contro di noi, azioni che noi consideriamo criminali. E dubito del cambiamento del regime di Putin in questo momento. Penso che abbiano tutti paura di lui», ha detto Zelensky riferendosi al presidente russo.

    Putin il 27 maggio 2022 partecipa al Supreme Eurasian economic council presieduto dal Kyrgyzstan (Epa/Mikhail Metzel/ Sputnik/ Kremlin pool mandatory credit)

  • Russi pensano a una Norimberga per i militari Azov

    Un tribunale in stile Norimberga per processare i militari ucraini evacuati dall’acciaieria Azovstal. È il progetto a cui stanno pensando i russi in alternativa allo scambio di prigionieri e che servirebbe, tra l’altro, a giustificare l’invasione dell’Ucraina ai fini della denazificazione’ripetutamente invocata da Mosca. «Stiamo progettando di organizzare un tribunale internazionale sul territorio della repubblica» ha affermato Denis Pushilin, leader della Repubblica popolare di Donetsk, riporta il Guardian.

  • Bombe su Mykolaiv, vittime civili

    I russi hanno bombardato ancora una volta quartieri residenziali di Mykolaiv e ci sono vittime civili. Lo ha riferito il sindaco della città, Alexander Senkevich, riporta l’agenzia Unian.

  • Spagna invia in Lettonia uomini e batteria antimissile in ambito Nato

    La Spagna invia altri 100 uomini e una batteria antimissile in Lettonia, portando a 600 il numero dei suoi soldati dispiegati nel paese Baltico nell’ambito della missione di dissuasione Nato contro la Russia. «Siamo totalmente impegnati in ambito Nato per la pace, la libertà e la sicurezza», ha detto la ministra della Difesa, Margarita Robles, confermando oggi il nuovo dispiegamento. «In questo momento vi sono nostri soldati in Lettonia, Lituania e su navi nel Mediterraneo», ha detto alla rete televisiva Tve. La Spagna ha inviato un primo contingente militare di 350 uomini in Lettonia nel 2017. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Madrid aveva già rinforzato a marzo il suo contingente, salito a 500 uomini. I soldati spagnoli sono integrati nel Battle group della Nato in Lettonia, che è guidato dal Canada e comprende anche contingenti inviati da Albania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Italia, Montenegro e Polonia.

  • Putin porta da 40 a 50 anni il limite d’età per arruolarsi in esercito

    Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che estende ai 50 anni il limite di età per arruolarsi nell’esercito. Finora il primo contratto con l’esercito poteva essere firmato entro i 40 anni.

  • Telefonata Johnson-Zelensky: lavorare per sblocco porti

    Nuova telefonata fra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro britannico Boris Johnson. Zelensky su twitter: «Abbiamo parlato di rafforzare il sostegno alla difesa per l’Ucraina, intensificare il lavoro sulle garanzie di sicurezza, fornire carburante all’Ucraina. Dobbiamo lavorare insieme per evitare una crisi alimentare e sbloccare i porti».

  • Kiev: arrivati obici M109 da 155 mm

    Il ministro della Difesa ucraino ha annunciato l’arrivo di obici semoventi M109 da 155 mm in versione aggiornata. «Sono felice di annunciare che la nostra dotazione di artiglieria da 155 mm è stata rifornita. L’Ucraina ha ricevuto una versione aggiornata degli howitzer M109. È un equipaggiamento di alta qualità. E il loro arrivo è frutto della cooperazione fra diversi Paesi», ha scritto su Facebook il ministro Oleksii Reznikov, citato da Ukrinform. L’Ucraina, aggiunge il ministro, già usa tre tipi di mezzi d’artiglieria da 155 mm: gli M777, i FH70 e Caesar.

  • Media, Ue valuta missione navale per scortare grano ucraino

    L’Unione europea sta valutando la possibilità di lanciare una missione navale per scortare il passaggio delle navi di grano dall’Ucraina attraverso il Mar Nero, infestato da mine e presidiato da navi e sottomarini russi. Lo riporta il quotidiano spagnolo El Pais citando fonti europee in vista del vertice di lunedì a Bruxelles dove, ricorda il quotidiano spagnolo, sarà affrontata la crisi del grano. L’operazione navale per sbloccare il grano ucraino comporterebbe un “rischio estremo” per l’Ue poiché potrebbe portare anche a uno scontro con la Marina russa, scrive il giornale. Mentre Bruxelles teme che l’attuale crisi alimentare mondiale possa tradursi in un «crimine contro l’umanità» in quei Paesi i cui fabbisogni alimentari più elementari dipendono dalle esportazioni ucraine.

  • Kiev: missili Harpoon, iniziata consegna

    L’Ucraina ha iniziato a ricevere missili anti nave Harpoon (testata con 225 kg di esplosivo) per difendersi dall’aggressione russa nel mar Nero. Lo ha reso noto su Facebook il ministero della Difesa ucraino, rilanciato da Ukrinform. «L’Ucraina sta ricevendo lancia missili da terra e il corrispondente numero di missili anti nave Harpoon. Queste armi sono fornite da Danimarca, Regno Unito e Olanda. Altri Paesi si uniranno al processo», ha affermato il ministero sottolineando che i missili verranno utilizzati da militari ucraini addestrati, assieme ai missili Neptune di fabbricazione ucraina.

  • Mosca: senza fondamenta accuse blocco porti ucraini

    Le accuse contro la Russia sul blocco dei porti ucraini nel Mar Nero e nel Mar d’Azov sono senza fondamento: lo ha affermato oggi il ministero degli Esteri russo, secondo quanto riporta Interfax.

  • Mosca: sotto controllo russo città di Lyman nell’est

    L’esercito russo ha preso il controllo della città di Lyman, in Ucraina orientale. «Le forze armate russe e le truppe della Dpr hanno liberato la città di Krasny Lyman dai nazionalisti ucraini», è quanto riferito dal portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov, citato da Ria Novosti. Fino al febbraio 2016 era nota con il nome di Krasnyj Lyman.

  • Kiev: bombe senza sosta per 4 ore sulla regione di Sumy

    Le truppe russe hanno bombardato la regione ucraina di Sumy (nordest) la notte scorsa senza sosta per almeno quattro ore: lo ha reso noto su Telegram il presidente dell’amministrazione militare regionale, Dmitry Zhivitsky, secondo quanto riporta l’agenzia Unian. “Da mezzanotte alle quattro del mattino, la Russia ha bombardato i nostri territori”, ha scritto Zhivitsky, sottolineando che in seguito a un attacco missilistico un’azienda agricola è stata distrutta nella comunità di Putivl. Non si registrano vittime o feriti.

  • Russia: test missile ipersonico Zircon in mare di Barents

    Il ministero della Difesa russo ha riferito di un test del missile ipersonico Zircon nel mare di Barents. Lo riporta Ria Novosti. Il lancio, stando a quanto riportato, è avvenuto da una fregata e il missile ha “colpito con successo” un bersaglio in mare situato “a circa mille chilometri di distanza”.

  • Kherson in mano russa chiude accessi a resto Ucraina

    La regione ucraina di Kherson, interamente occupata dalle forze russe, ha chiuso ogni accesso al resto del territorio dell’Ucraina: lo fa sapere il vice capo dell’autoproclamata amministrazione russa della regione, Kirill Stremousov. “Il confine è stato ora chiuso per ragioni di sicurezza”, dice Stremousov sull’agenzia russa Ria-Novosti, citata dalla Cnn. “Sconsigliamo qualunque viaggio verso l’Ucraina, qualunque sia la motivazione”. La chiusura riguarda i confini fra l’Oblast di Kherson con quelle, in mano ucraina, di Mykolaiv e Dnipropetrovsk, mentre è ancora possibile passare alla Crimea e nella regione occupata dai russi di Zaporizhzhia. Nella regione di Kherson, quasi interamente occupata, inclusa l’omonima città-capoluogo, i russi stanno organizzando un “referendum” sulla creazione di una “Repubblica” sul modello delle entità separatiste autoproclamate di Lugansk e Donetsk.

  • Podolyak: Russia può essere fermata solo con la forza

    L’invasione russa dell’Ucraina può essere fermata solo ’’con la forza’’. Ne è convinto il consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e capo negoziatore Mykhailo Podolyak, secondo il quale ’’non ci si può fidare’’ di un accordo con Mosca. ’’Qualsiasi accordo con la Russia non vale un centesimo - ha scritto su Telegram - E’ possibile negoziare con un Paese che mente sempre cinicamente e in modo propagandistico?’’, si è chiesto. ’’La Russia ha dimostrato di essere un Paese barbaro che minaccia la sicurezza mondiale. Un barbaro può essere fermato solo con la forza’’, ha aggiunto.

  • Kiev, morti oltre 30mila soldati russi da inizio guerra

    Sono più di trentamila i soldati russi che hanno perso la vita in Ucraina dall’inizio della guerra. Lo riferisce il ministero della Difesa di Kiev che nel bollettino quotidiano spiega che in 94 giorni di guerra le forze armate ucraine hanno distrutto 207 aerei da guerra russi, 180 elicotteri, oltre 1.330 carri armati, 13 navi militari, 93 sistemi anti aerei e 200 lanciarazzi.

  • Kiev, ritirata russa nell’area di Severdonetsk

    L’esercito russo ha subito perdite significative ed è stato costretto a ritirarsi nell’area di Severdonetsk, Toshkivka e Oskolonivka, nella regione ucraina del Lugansk (est): lo afferma su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale ucraina, Serhii Gaidai, secondo quanto riporta l’agenzia Ukrinform. Gaidai ha sottolineato che i russi sono stati costretti a indietreggiare nelle loro posizioni precedenti e un altro ponte tra Severdonetsk e Lysychansk è stato danneggiato. «Tuttavia, (i russi) non abbandonano i tentativi di andare nelle retrovie delle nostre truppe e interrompere i rifornimenti logistici nella regione di Lugansk», ha proseguito Gaidai. «Il nemico ha bombardato più volte Severdonetsk, ci sono stati almeno tre pesanti bombardamenti e in alcuni luoghi sono scoppiati combattimenti di strada. Di conseguenza, 14 condomini sono stati danneggiati. Anche il vicino villaggio di Synetskyi... è stato gravemente bombardato».

  • Governatore Luhanask, 10mila soldati russi nella regione

    «Diecimila soldati russi» sono presenti nella regione di Luhansk, nell’Ucraina orientale. Lo ha detto il governatore di Luhansk Serhiy Haidai alla televisione ucraina. «Ci sono unità stanziate permanentemente nella regione di Luhansk, stanno cercando di assaltare e stanno cercando di conquistare terreno in qualsiasi direzione», ha spiegato.

  • Kiev, 242 bambini uccisi e 440 feriti da inizio guerra

    Sono 242 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell’invasione russa del Paese. 440 i feriti. Lo rende noto l’ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv. I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe - aggiunge la nota - hanno danneggiato 1.888 istituzioni educative, 180 delle quali sono andate completamente distrutte.

  • Zelensky, Russia sta aggirando maggior parte sanzioni

    La Russia sta aggirando la maggior parte delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale in seguito all’invasione dell’Ucraina in quando manca una posizione globale condivisa. Lo ha detto in un discorso video il presidente ucraino Volodymyr Zelensky affermando che «sfortunatamente non stiamo vedendo che le sanzioni hanno esercitato molta pressione sulla Russia». In un videomessaggio rivolto studenti della Stanford University in California, il presidente ucraino ha esortato i leader mondiali a imporre sanzioni a Mosca dicendo che è «l’arma giusta contro la Russia».

  • Pentagono assegna mega contratto per produzione Stinger

    Il Pentagono ha assegnato un mega contratto da 624 milioni dollari alla Raytheon per la produzione di missili antiaerei Stinger, uno dei sistemi militari chiave che gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina nella guerra con la Russia. Lo riporta la Cnn. Dall’inizio dell’invasione, gli Usa hanno inviato più di 1.400 sistemi Stinger, missili antiaerei a corto raggio con una portata di circa 5 chilometri in grado di abbattere droni, aerei ed elicotteri a bassa quota.

  • Ceceni, preso controllo linea contatto Severodonetsk

    Il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha affermato ieri sera che un gruppo di combattenti ceceni ha preso il pieno controllo della linea di contatto con “i nazionalisti ucraini” a Severodonetsk, bloccando le uscite dalla città. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

    Una «linea di contatto» è la demarcazione tra due o più eserciti, siano essi alleati o belligeranti. «Un gruppo di volontari russi della Repubblica di Cecena ha preso il controllo completo dell’intera linea di contatto con i banditi: i primi quartieri della città ben fortificata sono già stati sgomberati dalle unità nemiche», ha detto Kadyrov su Telegram.

    «L’edificio dell’hotel, che era stato preparato per una lunga difesa dai banditi, è passato sotto il controllo dei nostri combattenti: la marmaglia dei Banderites è stata completamente bloccata in città, dal momento che tutte le vie di ritirata sono passate sotto il controllo delle truppe russe», ha affermato il leader ceceno citando il termine con cui si definivano i membri dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (Oun) fondata nel 1929.

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