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Ucraina ultime notizie. Il ministero della Difesa russo annuncia il ritiro da Kharkiv. Zelensky: ripresi 2mila chilometri quadrati

La controffensiva ucraina comincia a dare i suoi frutti. «Kupiansk è Ucraina. Gloria alle forze armate», scrive sui social la consigliera del presidente del Consiglio regionale di Kharkiv, Nataliya Popova, annunciando la liberazione della città. Secondo l’intelligence del ministero della Difesa britannico le difese russe sono «sotto pressione» sul fronte meridionale e su quello settentrionale. L’esercito ucraino ha liberato anche Grakove. Mosca: «le nostre truppe si stanno riorganizzando».

(AFP)
  • Zelensky: in una settimana ripresi 2mila chilometri quadrati

    Dall’inizio di questo mese, l’esercito di Kiev ha ripreso «2 mila chilometri quadrati di territorio» alle forze russe. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le truppe nemiche hanno fatto «la scelta giusta» fuggendo dalla regione di Kharkiv, ha aggiunto, riferendosi al ritiro da Izyum e altri insediamenti dell’area, che Mosca ha invece attribuito a una «riorganizzazione» per puntare alla conquista di tutto il Donbass.

  • Liberata la città di Izium

    La città di Izium è stata liberata. Ad annunciarlo è stato il sindaco Vladimir Matsokin, in un’intervista radiofonica. «Le nostre forze armate ucraine sono a Izium. Non si può dire che l’operazione militare per liberare Izium sia finita, ma le nostre forze armate stanno operando. La nostra bandiera blu e gialla sta già sventolando. Questo è stato confermato», ha aggiunto, parlando di «una vera festa, il giorno della liberazione della nostra città. Il 10 settembre è il giorno della liberazione di Izium dagli invasori russi», ha annunciato.

  • L’esercito ucraino riprende Balakliia

    «Sabato le forze ucraine hanno finalmente stabilito il pieno controllo della città di Balakliia», ha dichiarato il vice ministro della Difesa Hanna Malyar. L’annuncio online arriva poche ore dopo che la Russia ha annunciato il ritiro delle sue truppe da Kharkiv.

  • Razzi russi colpiscono i sobborghi occidentali di Kharkiv

    I razzi russi hanno colpito Kharkiv nella serata di sabato, uccidendo almeno una persona e danneggiando diverse abitazioni, secondo quanto dichiarato dai funzionari locali. Colpito il sobborgo occidentale di Kholodnohirsk e danneggiate diverse case nella seconda città più grande dell’Ucraina, ha dichiarato il sindaco Ihor Terekhov. Il governatore regionale Oleh Synehubov ha dichiarato che i razzi provenienti da un sistema Mlrs hanno ucciso una persona e ne hanno ferite due. Negli ultimi giorni le forze ucraine hanno messo in atto una vasta controffensiva nella circostante regione di Kharkiv, riconquistando decine di città e villaggi dalla Russia con un rapido assalto meccanizzato. In precedenza Synehubov aveva detto che la Russia aveva intensificato i bombardamenti sulla città.

  • L’amministrazione russa regione Kharkiv esorta i residenti a fuggire

    I funzionari insediati da Mosca nella regione ucraina nordorientale di Kharkiv hanno chiesto ai residenti delle aree precedentemente sotto il loro controllo di fuggire di fronte all’avanzata delle forze ucraine. «Raccomando ancora una volta a tutti i residenti della regione di Kharkiv di lasciare l’area per proteggere la propria vita e la propria salute», ha dichiarato oggi il capo dell’amministrazione militare nominata dalla Russia, Vitaly Gantshev, citato dalla Tass. Poco prima, il ministero della Difesa russo aveva annunciato che avrebbe ritirato le truppe da aree chiave di Kharkiv.

  • Quartapelle, al via controffensiva Kiev, armi e sanzioni servono

    «È iniziata la controffensiva ucraina nel sud e nell'est. Non si vede (ancora) la fine della guerra ma l'aggressione di Putin può essere contrastata. Le forniture di armamenti servono, per difendersi e contrattaccare. Le sanzioni contro la Russia servono, per indebolire l'economia». Lo scrive su Twitter Lia Quartapelle, responsabile esteri della segreteria Pd.

  • Kosovo: parlamentare serbo, ipotesi su modello due Germanie

    Per Milovan Drecun, capo della commissione per il Kosovo al parlamento serbo, gli occidentali intenderebbero offrire una proposta di soluzione del dossier, chiedendo a Belgrado di accettare l’esistenza del Kosovo senza tuttavia riconoscerne l’indipendenza, sul modello delle due Germanie.

    In dichiarazioni alla Tanjug, Drecun sostiene che l’Occidente mira a risolvere e chiudere il prima possibile la questione del Kosovo in particolare per la situazione in Ucraina. «Penso che a Belgrado verrà chiesto di accettare l’esistenza del falso Stato del Kosovo, al momento non si chiede in modo diretto il suo riconoscimento poichè è a tutti chiaro in Occidente che ciò non è possibile e che Belgrado non riconoscerà il falso Stato del Kosovo. Probabilmente si cerca una soluzione come avvenuto con le due Germanie», ha detto Drecun.

    «In tal caso - ha aggiunto - Belgrado non riconoscerebbe l’indipendenza del Kosovo ma consentirebbe la sua adesione all’Onu» Con questa rapida soluzione, secondo il parlamentare serbo, l’Occidente toglierebbe argomenti al presidente russo Vladimir Putin, mostrandogli che non esiste più una questione del Kosovo e che tale problema è stato risolto con un accordo. D’altra parte, per Drecun, a Belgrado verrebbe offerta una ’versione ridotta’ della Comunità delle municipalità serbe in Kosovo, limitata ai quattro maggiori Comuni a maggioranza serba nel nord del Kosovo, una protezione particolare per la Chiesa ortodossa serba in Kosovo, e probabilmente anche una accelerazione del processo di integrazione della Serbia nella Ue.

    REUTERS/Ognen Teofilovski

  • Il ministero della Difesa russo annuncia il ritiro «strategico» da Kharkiv

    Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che sta ritirando le forze da due aree della regione ucraina di Kharkiv, dove la controffensiva ucraina ha compiuto progressi significativi nell’ultima settimana. Un portavoce del ministero della Difesa, secondo quanto riferisce Ap, fa sapere che le truppe saranno raggruppate dalle aree di Balakliya e Izyum nella regione orientale di Donetsk. Izyum era una base importante per le forze russe nella regione nord-orientale di Kharkiv. Il portavoce ha detto che lo spostamento è stato fatto «per raggiungere gli obiettivi dichiarati dell’operazione militare speciale per liberare il Donbas». Secondo i funzionari della difesa e gli analisti occidentali, le forze ucraine hanno sfondato le linee del fronte russo a sud della seconda città del Paese, conquistando migliaia di chilometri quadrati di territorio e minacciando di tagliare le linee di rifornimento russe.

  • Forze ucraine a Izyum

    Le truppe ucraine sono entrate a Izyum dopo aver costretto le truppe russe a ritirarsi. «Abbiamo appena iniziato a sgomberare la città. Sono arrivate le prime unità militari», ha detto alla Cnn un ufficiale coinvolto nell’operazione per liberare la strategica città orientale. Un pezzo di filmato è stato presumibilmente ripreso da un’unità di ricognizione della 25/a brigata di paracadutisti ucraina. «Nel video - riferisce la Cnn - si sente una voce che dice: Siamo a Izyum. Tutto sarà Ucraina. La nostra bandiera è già qui».

    Izyum, al confine tra le regioni di Kharkiv e Donetsk, era sotto l’occupazione russa da oltre 5 mesi. Un portavoce della Brigata Bohun delle forze di terra ucraine ha dichiarato che «i russi sono fuggiti e hanno lasciato armi e munizioni. Il centro città è libero». Su Telegram sono stati pubblicati video di truppe ucraine davanti al cartello di Izyum.

    foto. REUTERS/Ammar

  • Urso incontra viceministro esteri polacco, impegno contro Russia

    Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia e presidente del Copasir, al rientro in Italia dalla missione a Kiev, si è incontrato stamane a Varsavia con il viceministro degli Esteri Pawel Jablonski, con il quale si è soffermato sul comune impegno a sostegno della Ucraina nel fronteggiare l'invasione russa e sulla cooperazione bilaterale tra Italia e Polonia anche nel campo economico e produttivo.

    Piena intesa anche sulla necessità che l'Unione Europa intervenga per fronteggiare l'emergenza energetica con misure volte ad evitare la speculazione sul prezzo del gas che colpisce imprese e famiglie.

    Urso e Jablonski hanno inoltre approfondito i temi della cooperazione politica tra i due partiti, entrambi membri del gruppo dei conservatori e riformisti europei. Il senatore Urso sarà lunedì a Washington per tre giorni di colloqui con esponenti di think tank, membri del Congresso e della comunità e economia e

  • Kiev, Russia non è pronta per la nostra posizione negoziale


    La Russia non è attualmente pronta per la posizione negoziale dell’Ucraina: lo ha detto Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in diretta su Radio Nv, commentando che è assolutamente normale in un’intervista ripresa dall’agenzia di stampa Ukrinform.

    «C’è una chiara comprensione nella società che la guerra deve finire in modo corretto, alle condizioni dell’Ucraina e senza alcun ’protocollo di Minsk’. - ha dichiarato Podolyak - Non può esserci alcuna linea di contatto, le enclave criminali non possono rimanere in territorio ucraino, la Russia non può rimanere in territorio ucraini. I russi devono pagare tutti questi crimini concretamente o in termini giuridici per lungo tempo, oppure un certo numero di persone deve morire sul campo di battaglia».

    Podolyak ha elencato le condizioni poste dall’Ucraina alla Russia per i negoziati: il ritiro completo dal territorio ucraino ai confini internazionalmente riconosciuti nel 1991 - quindi anche dalla Crimea - e la distruzione di tutte le infrastrutture illegalmente costruite, tra cui il ponte di Kerch. «Dopodiché, ci siederemo al tavolo delle trattative» - ha concluso il consigliere del presidente ucraino, che ha citato anche i risarcimenti necessari per tutte le perdite subite da Kiev nel corso del conflitto.

    ANSA/UFFICIO STAMPA

  • Von der Leyen ric eve Blinken: uniti a fianco di Kiev

    Colloquio bilaterale tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il segretario di Stato americano Antony Blinken, da ieri in visita a Bruxelles. «Sono grata al segretario Blinken per avermi informata sulla sua visita a Kiev - sottolinea in un tweet von der Leyen - e per il nostro scambio sulla nostra rispettiva sicurezza e assistenza economica all’Ucraina. L’Unione europea e gli Stati Uniti sono uniti nell’obiettivo e nell’azione. Sosteniamo l’Ucraina nella sua lotta coraggiosa».

    EPA/OLIVIER HOSLET


  • Macron, forze russe si ritirino da centrale Zaporizhzhia

    «La situazione intorno alla centrale di Zaporizhzhia resta molto preoccupante. Per garantire la sicurezza e l’integrità degli impianti nucleari, siamo al fianco del presidente Zelensky nel chiedere alle forze russe di ritirarsi dall’area».

    Lo ha scritto su Twitter il presidente francese Emmanuel Macron, dopo una telefonata con l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky. «Ho aggiornato Macron sull’andamento delle ostilità. Ho sollevato la questione del bando dei visti per i cittadini russi. Molto tempo è stato dedicato alla crisi alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. La nostra posizione è che il solo modo di proteggere l’Europa da un disastro nucleare sia di smilitarizzare l’impianto», ha riferito dal canto suo Zelensky sempre via Twitter.

  • Mosca, le nostre truppe si stanno riorganizzando

    Le truppe russe si stanno riorganizzando nei pressi di Balakliya e Izyum, nella regione di Kharkiv, per aumentare gli sforzi in direzione di Donetsk, in modo da raggiungere gli obiettivi dell’operazione militare speciale di liberare il Donbass».

    Lo afferma il ministero della Difesa di Mosca, citato da Interfax, dopo che le forze ucraine avevano rivendicato la riconquista delle due città, oltre che del centro logistico strategico di Kupiansk.

    L’annuncio è giunto precisamente dal portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov. La spiegazione di Mosca che motiva il ritiro con uno spostamento delle truppe nel Donetsk è simile alla giustificazione che Mosca diede per il ritiro delle sue forze dalla regione di Kiev all’inizio della guerra.

    Zelensky: l'Ucraina tornerà nel Donbass e in Crimea
  • Intesa Sanpaolo: donati 10 milioni per progetti umanitari a favore dell’Ucraina

    «La donazione di 10 milioni di euro per progetti umanitari a favore della popolazione ucraina, in particolare donne, rifugiate, nuclei famigliari, minori, è tra le più recenti iniziative del nostro gruppo» .

    Lo ha detto Paola Angeletti, chief operating officer di Intesa Sanpaolo, durante l'evento “About Women” oggi al Lido di Venezia, in merito agli interventi della banca a favore delle colleghe e dei colleghi in Ucraina e della popolazione.

    «Allo scoppio della guerra - continua - ci siamo attivati per venire incontro alle esigenze delle nostre 800 persone in Ucraina, impegnate a garantire i servizi bancari indispensabili per le famiglie e per l'economia. Oltre ad aver dato in tempi rapidissimi un aiuto economico diretto e aver facilitato in tutti i modi il supporto immediato da parte delle nostre banche nei paesi confinanti, abbiamo organizzato a Bergamo l'accoglienza di colleghi e colleghe con le loro famiglie, oltre 200 persone in prevalenza donne con bambini e anziani al seguito, i cui mariti e fratelli sono in guerra».

  • Truppe ucraine alla periferia di Lysychansk

    Oltre che nella regione di Kharkiv, la controffensiva delle forze ucraine sta avanzando anche verso Lysychansk e le truppe sono giunte alla periferia della città strategica nell’oblast di Lugansk, conquistata a inizio luglio dai russi dopo una dura battaglia. Lo ha detto alla radiotelevisione ucraina Suspilne il governatore regionale Serhiy Gaidai.

  • Il 14 settembre la Chiesa si mobilita per chiedere stop guerra

    La Chiesa si mobilita in solidarietà con l'Ucraina. E’ in programma per il prossimo 14 settembre un gesto di solidarietà nella preghiera per l'Ucraina, flagellata da una guerra che dura da oltre sei mesi, promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d'Europa, su iniziativa del Papa. La Cei, in particolare, ha proposto un momento di adorazione eucaristica nel pomeriggio del 14 settembre in cui ricorre la festività della Esaltazione della Croce.

    ANSA/ VATICAN MEDIA HANDOUT


  • Ministro della Difesa ucraino: per Kiev in arrivo nuove vittorie

    «Sono convinto che dopo qualche altro successo al fronte, anche piccole vittorie, i soldati russi cominceranno a scappare». A dirlo è il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov, intervistato dall’agenzia stampa RBC-Ukraine.

    Reznikov non ha voluto sbilanciarsi su quando potrà finire la guerra. Ma ha previsto che presto arriveranno altre vittorie «perché abbiamo distrutto le loro linee di rifornimento, i depositi... sarà come una valanga, una linea di difesa cadrà dopo l’altra».

    Reznikov ha ricordato come i soldati russi siano scappati dagli oblast di Kiev, Chernihiv e Sumy. I russi non avevano cibo per nutrire i soldati né carburante per rifornire i tank, perché gli ucraini avevano tagliato le linee di rifornimento. «Questa volta - sottolinea - gli ucraini hanno anche mezzi di artiglieria di alta precisione e la valanga sarà più veloce».

  • Kiev, i Russi hanno lasciato Izyum

    Secondo alcuni media i russi avrebbero lasciato Izyyum completamente. La situazione era molto difficile da giorni. Nelle ultime due settimane la città è stata sotto continui bombardamenti delle forze ucraine con munizioni straniere: lanciarazzi Himars e (obici) M777 da 155 mm, che hanno causato distruzione e un gran numero di morti e feriti. Lo ha detto il capo dell’amministrazione filorussa di Izyum, Vladimir Sokolov, citato da Interfax, confermando che sono in corso evacuazioni in Russia della popolazione civile dall’area.

    Le conferme arrivano da alcuni media ucraini Ukrainska Pravda e Unian, citando una dichiarazione su Telegram del cosiddetto primo vice ministro dell’Informazione dell’autoproclamata repubblica separatista di Donetsk , Danylo Bezsonov, secondo cui i soldati «hanno lasciato Izyum, come pure altri insediamenti della regione di Kharkiv». Inoltre un corrispondente dell’emittente russa Rbc citato sempre dai media ucraini, Oleksandr Kots, ha riferito che i russi avrebbero lasciato anche Balaklia e Kupyansk. I soldati ucraini intanto, sempre secondo i media di Kiev, hanno pubblicato le prime immagini del presunto ingresso nella città di Izyum, con una bandiera ucraina issata all’entrata in città.


  • Mosca ha chiesto a oligarchi di creare milizie private

    Il crollo delle difese russe nel nord-est del fronte ucraino «è il risultato della corruzione e dell’incompetenza che regnano fra i militari». Lo scrive il giornalista investigativo Christo Grozev, del sito Bellingcat, riportando un messaggio avuto da una fonte nel gruppo Wagner. L’uomo spiega che «i mercenari sono stati truffati sulle loro paghe» (notevolmente più alte in teoria rispetto a quelle delle truppe regolari) ma riferisce che «a ogni società governativa e a ogni oligarca è stato detto di creare una propria milizia privata in vista di una nuova fase a ottobre».

    Sono parole che sembrerebbero ipotizzare una controffensiva pianificata da Mosca nelle prossime settimane, ma che contrastano con la sfiducia e lo scoramento che, secondo racconti anche da parte russa, ormai regnano fra tutte le forze di occupazione sul campo ucraino. In un altro messaggio riportato da Grozev un comandante lamenta la carenza di materia offensivo e difensivo: «ci servirebbero centinaia di giubbotti antiproiettile, invece ne abbiamo due per battaglione!!».

  • Kupiansk, nodo logistico chiave: ecco perché sua caduta è importante

    Catturata dai russi una settimana dopo l’invasione del 24 febbraio, Kupiansk, nell’oblast di Kharkiv, era diventata uno snodo logistico importante per le forze del Cremlino. L’annunciata liberazione della città di circa 33 mila abitanti, se confermata e consolidata, appare come più grande vittoria per gli ucraini dopo il ritiro dei russi dalla regione di Kiev, nota la Bbc. Per la Russia è invece un umiliante sconfitta.

    Kupiansk si trova lungo quella che era la linea del fronte fra russi e ucraini. Secondo il think tank americano Institute for the Study of War la città era “uno snodo logistico chiave” per i rifornimenti delle forze russe. Una mappa condivisa su Twitter da Veli-Pekka Kivimaki, analista dei servizi finlandesi, evidenzia come molte linee ferroviarie del nord est dell’Ucraina passino per Kupiansk. L’annuncio della liberazione di Kupiansk avviene nel quadro della controffensiva lanciata dagli ucraini nel nord est, che si aggiunge a quella a sud verso Kherson.

  • Media ucraini, truppe russe in fuga da Izyum

    Le truppe russe si stanno ritirando dalla città di Izyum e da alcuni altri insediamenti nella regione di Kharkiv. Lo affermano i media ucraini, sulla base delle testimonianze di diversi corrispondenti di guerra. L’Ukrainska Pravda cita anche un account Telegram del primo viceministro dell’Informazione dell’autoproclamata repubblica separatista filorussa di Donetsk, Danylo Bezsonov, secondo cui la fuga dei soldati «è il risultato di errori dell’alto comando”, ma ora “la cosa principale è ammettere gli errori e trarre le giuste conclusioni»

  • Calcio: Bosnia, anche Dzeko dice no a amichevole con Russia

    Anche Edin Dzeko, come Miralem Pjanic, si è detto contrario a giocare l’amichevole fra le nazionali di calcio di Bosnia-Erzegovina e Russia il 19 novembre a San Pietroburgo, in segno di solidarietà con il popolo ucraino aggredito dai russi. «Sono contro la disputa dell’incontro finchè ci saranno persone innocenti che soffrono. Sono sempre stato a favore della pace, e intendo solidarizzare con i cittadini ucraini in questo periodo difficile per loro», ha detto Dzeko, attaccante dell’Inter e della nazionale bosniaca.

    A Sportsport.ba in contrasto con la decisione della Federcalcio bosniaca di accettare l’invito di Mosca a tenere un’amichevole con la nazionale russa era stato Pjanic, che aveva parlato di ’decisione scandalosa’. L’incontro dovrebbe svolgersi alla vigilia dell’apertura dei Mondiali in Qatar, previsti dal 20 novembre al 18 dicembre, e ai quali non prenderanno parte nè Bosnia-Erzegovina nè Russia. La Federcalcio russa, stando ai media, oltre che con la Bosnia-Erzegovina, ha concordato amichevoli anche con Iran e Kirghizistan. Per l’intervento armato in Ucraina, Fifa e Uefa hanno escluso la Russia da tutte le competizioni ufficiali, autorizzandola tuttavia a organizzare incontri amichevoli.

  • Servizi sicurezza diffondono foto Kupiansk liberata

    I Servizi di sicurezza ucraini (Ssu) hanno confermato la liberazione della città di Kupiansk dagli occupanti russi e diffuso diverse foto di soldati ucraini in città. «Membri dell’Ssu sono a Kupiansk che è ed è sempre stata ucraina! Libereremo ogni centimetro della nostra terra!», ha annunciato l’Ssu, citato da Ukrainska Pravda. Anche diversi canali Telegram pro russi ammettono che le forze ucraine hanno preso il controllo di Kupiansk, nell’oblast orientale ucraino di Kharkiv. Lo riferisce Bbc Russia. Gli stessi canali affermano che le truppe russe hanno lasciato anche la città di Izium.

  • Presidente Lettonia primo leader straniero a pernottare a Kiev

    Il presidente della Lettonia, Egils Levits, arrivato ieri a Kiev per una visita di più giorni, ha passato la notte nella capitale ucraina diventando il primo leader straniero a dormire in città dall’inizio dell’invasione russa il 24 febbraio scorso. Lo sottolinea il Kyiv Independent, pubblicando su Twitter una foto di Levits con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Dall’inizio della guerra diversi leader occidentali ed europei si sono recati a Kiev per incontrare le autorità del Paese con complicati viaggi di andata e ritorno in treno, ma senza pernottare sul posto per lo più per motivi di sicurezza.

  • Kosovo: Vucic, le grandi potenze premono per una soluzione

    La comunità internazionale preme sempre più affinché si arrivi il più presto possibile a un accordo sul Kosovo, alla luce del conflitto armato che infuria in Europa e per evitare ulteriori complicazioni e situazioni di forte instabilità nei Balcani.

    E’ questo il senso delle dichiarazioni fatte oggi dal presidente serbo Aleksandar Vucic, al termine di una seduta del Consiglio per la sicurezza nazionale da lui presieduta stamane a Belgrado. In tale riunione è stato esaminato il risultato dei colloqui che Vucic ha avuto ieri sera con l’inviato speciale Ue Miroslav Lajcak, accompagnato dai consiglieri diplomatici del cancelliere tedesco Olaf Scholz e del presidente francese Emmanuel Macron - Jens Ploetner e Emmanuel Bonne.

    «Tali colloqui non sono stati affatto facili. I rappresentanti dei principali Paesi hanno detto di avere su questo l’appoggio di Usa e Turchia e ritengono che alla luce della guerra in Europa non servano altri scontri mentre è importante arrivare al più presto a una soluzione», ha detto Vucic. «Lajcak e i due emissari dei governo di Berlino e Parigi - ha aggiunto - hanno avanzato la proposta di un nuovo assetto negoziale a Bruxelles, in grado di facilitare in tempi rapidi un accordo definitivo con la soluzione di tutti i problemi ancora irrisolti nel dossier Kosovo. In sostanza un tale accordo significherebbe, non dico il riconoscimento del Kosovo, ma il riconoscimento di tutto quello che loro ritengono una realtà», ha osservato il presidente.

  • Kiev in 3 giorni abbiamo abbattuto missili per 15,7milioni di dollari

    Le forze ucraine hanno abbattuto in tre giorni missili da crociera, aerei, elicotteri e droni dell’esercito russo per un valore di 157,5 milioni di dollari (circa 157 milioni di euro): è quanto emerge da un rapporto dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine pubblicato su Facebook e ripreso da Ukrinform.

    Il rapporto, che prende in considerazione solo i mezzi d’attacco aereo russi, si riferisce al periodo 5-7 settembre. Uno dei missili da crociera più costosi nell’arsenale russo è il Kh-101, che ha un costo stimato in 13 milioni di dollari. I russi ne hanno sparati sei contro l’Ucraina il 5 settembre (per un costo complessivo di 78 milioni di dollari), cinque dei quali sono stati abbattuti dall’Aeronautica di Kiev.

    Inoltre, sempre secondo il rapporto, le forze russe hanno lanciato due missili da crociera guidati Kh-59, che hanno un costo stimato in 300mila dollari l’uno. Sempre in questi tre giorni di combattimenti, i russi hanno perso due elicotteri d’attacco Ka-52 (16,2 milioni di dollari ciascuno), un elicottero d’attacco Mi-24 (12,5 milioni di dollari), tre aerei d’attacco Su-25 (11 milioni di dollari l’uno) e 10 droni Orlan-10 (100mila dollari l’uno).

  • Russia: elezioni amministrative Putin vota da remoto

    Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso online il suo voto per l’elezione dei 1.417 membri dei consigli comunali di Mosca. Le amministrative, con oltre 31mila cariche da elegger e in 82 regioni, compresi 14 governatori, si svolgono domani, ma da ieri era anche possibile votare online.

    Si tratta delle prime elezioni da quando è iniziata l’invasione russa dell’Ucraina. «Il giorno del voto è l’11 settembre ma è anche possibile votare in anticipo da remoto, ed è quello che ho fatto. E’ una forma di voto conveniente e affidabile. La raccomando», ha detto Putin, citato dall’agenzia stampa Tass.

    E’ la seconda volta che Putin vota online, anche l’hanno scorso lo aveva fatto da remoto a causa del covid. In passato il leader del Cremlino si recava in un seggio del sud ovest di Mosca.

    Putin: Russia pronta ad esportare 50 milioni tonnellate di grano
  • Kiev guadagnati decine di chilometri a sud

    Le truppe ucraine hanno guadagnato ieri decine di chilometri di territorio in varie zone del fronte meridionale del Paese: lo ha reso noto la responsabile del centro stampa di coordinamento congiunto delle Forze di Difesa del Sud dell’Ucraina, Natalia Humeniuk, secondo quanto riporta Ukrinform.

    «Nell’ultima giornata abbiamo eliminato più di 70 occupanti e abbiamo distrutto nove carri armati e due obici che, tra l’altro, loro (i russi, ndr) avevano usato per sparare sul distretto di Nikopol», ha aggiunto Humeniuk.

    La funzionaria ha sottolineato che, non avendo avuto successo al fronte, i russi cercano di rifarsi sui residenti delle aree a loro inaccessibili: «Hanno sparato missili S-300 su Mykolaiv, prendendo di mira le infrastrutture critiche, ma fortunatamente non ci sono state vittime in nessun distretto. Questo è l’aspetto principale per noi. Le nostre truppe sono avanzate da due a diverse decine di chilometri in varie aree del fronte meridionale», ha osservato Humeniuk.

  • Arcivescovo Kiev centrale nucleare di Zaporizhia usata come scudo

    «Il nemico sembra impazzire per la propria impotenza, e intensifica il terrore contro la popolazione locale servendosi di persone pacifiche come scudo umano. Persino la Centrale nucleare di Zaporizhzhia è usata come scudo umano». Lo denuncia l'arcivescovo maggiore di Kiev nel suo videomessaggio quotidiano.

    «Sfortunatamente, - dice Shevchuk - abbiamo esempi di cattura di persone per strada, seguite dalla loro mobilitazione forzata. Questi casi, in particolare, si verificano nella regione di Kharkiv. La “nostra Kharkiv, che si sta trasformando in una città martire, ha sofferto questa notte di più. Un terzo di tutti i suoi edifici - aggiunge Shevchuk- è già stato distrutto, e il nemico sta metodicamente rovinando le infrastrutture. Alcuni razzi hanno colpito l’università, il cuore dell’istruzione, della scienza e della cultura in questa grande città milionaria».

    Shevchuk ricorda che il rapporto su una controffensiva delle truppe ucraine a Kharkiv, e anche nel sud, nella regione di Kherson indica che dal 1 settembre l’esercito ha liberato dal nemico più di 1.000 chilometri quadrati della terra ucraina.

  • Papa: preoccupano nuovi conflitti armati, è terza guerra mondiale

    «Papa: preoccupano nuovi conflitti armati, è terza guerra mondialeopo le due tragiche guerre mondiali, sembrava che il mondo avesse imparato a incamminarsi progressivamente verso il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e delle varie forme di cooperazione. Ma purtroppo la storia mostra segni di regressione. Non solo si intensificano conflitti anacronistici, ma riemergono nazionalismi chiusi, esasperati e aggressivi e anche nuove guerre di dominio, che colpiscono civili, anziani, bambini e malati, e provocano distruzione ovunque. I numerosi conflitti armati in corso preoccupano seriamente. È una terza guerra mondiale “a pezzi”, e i rischi per le persone e per il pianeta sono sempre maggiori». Così si è espresso Papa Francesco ricevendo in udienza i partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia accademia delle scienze.

    Papa: "Oggi Terza Guerra Mondiale, preghiamo per Ucraina"
  • Kiev: uccisi 350 soldati russi in ultime 24 ore

    Le forze armate ucraine affermano di aver ucciso 350 soldati russi nelle ultime 24 ore. Il dato appare nel bollettino giornaliero dello Stato maggiore di Kiev, riportato dal ministero della Difesa, secondo il quale l’esercito di Mosca ha perso in totale 52.250 uomini dall’invasione del 24 febbraio. Per quanto riguarda gli armamenti, l’esercito ucraino sostiene di aver distrutto in totale 2.136 carri armati, 4.584 veicoli corazzati e 1.259 pezzi di artiglieria.

  • Kiev annuncia liberazione Kupiansk, ex hub logistico russo

    Le autorità locali ucraine annunciano la liberazione di Kupiansk, nell’oblast orientale di Kharkiv. Lo ha annunciato su Telegram, Nataliia Popova, consigliere del capo del Consiglio regionale di Kharkiv. «Kupiansk è ucraina! Gloria alle forze armate dell’Ucraina!», ha detto su Telegram, citata da Ukrainska Pravda. Kupiansk era considerato uno dei principali hub logistici dell’esercito russo.

  • Intelligence Uk: forze Kiev avanzate di 50 km verso Kharkiv

    Prosegue con successo la controffensiva ucraina contro le forze russe nel sud. Secondo l’ultima valutazione dell’intelligence britannica pubblicata sull’account Twitter del ministero della Difesa, le forze di Kiev sono avanzate «fino a 50 chilometri nel territorio precedentemente controllato dalla Russia» nella regione di Kharkiv. Le forze russe sono sotto pressione «sia sul fianco settentrionale che su quello meridionale» del conflitto, si precisa. Ieri, intanto, il presidente Volodymyr Zelensky ha affermato che le truppe ucraine hanno riconquistato più di 30 tra città e villaggi nella regione di Kharkiv.

  • Kiev: 52.250 soldati russi uccisi dall’inizio della guerra


    Circa 52.250 soldati russi sono stati uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 239 caccia, 212 elicotteri e 898 droni abbattuti. Lo riporta Ukrinform. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 2.136 carri armati russi, 1.259 sistemi di artiglieria, 4.584 veicoli blindati per il trasporto delle truppe oltre a 15 navi e 215 missili da crociera.

  • Hollande: Putin lavora per vittoria estrema destra in Italia

    «Putin ora spera e lavora per una vittoria delle estreme destre in Italia». Lo ha affermato in un’intervista a Repubblica l’ex presidente socialista francese, Francois Hollande, secondo cui «il risultato delle elezioni italiane sarà seguito in Francia con grande attenzione, potrebbe prefigurare quello che rischia di succedere qui nel 2027». L’ex presidente ha sostenuto che «l’esempio italiano può rafforzare la strategia che Marine Le Pen ha intrapreso da dieci anni, ovvero presentarsi come un partito tra i tanti, prendendo in prestito dalla sinistra il discorso sociale e dalla destra le invettive sulla sicurezza e l’immigrazione».

  • Donna uccisa in raid russo su Kharkiv, due missili contro Dnipro

    Una donna di 62 anni è morta in un raid russo che ha colpito la sua casa nel villaggio di Nova Vodolaha, nella regione ucraina di Kharkiv. Lo ha comunicato il governatore della medesima provincia, Oleh Synyehubov, citato dal Kiyv Independent. Intanto nella notte, sempre secondo il giornale che cita le autorità locali, due missili da crociera Kh-59 sono stati lanciati contro la città di Dnipro. Uno è stato abbattuto, mentre il secondo ha colpito un’area commerciale senza provocare vittime.

  • Orlando: spero no razionamento energia, serve tetto prezzo gas Ue

    «Mi auguro che non sia il razionamento dell’energia la prospettiva futura: c’è un gran lavoro sugli stoccaggi ma il vero grande pericolo legato al razionamento sono i costi che mettono le aziende fuori mercato. Per questo è urgentissimo e non sono ammissibili gli egoismi degli altri paesi Ue, serve un tetto su prezzi del gas, la possibilità di gestire unitariamente nell’Ue la crisi con strumenti comuni come avvenne per il Covid». Lo ha detto nel corso della suo intervento su Rtl 102.5 il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. «Per quello che ci riguarda inoltre serve una grande operazione di redistribuzione spostando le risorse dai profitti record verso quei settori in difficoltà vera e occorre anche introdurre un salario minimo per salvare centinaia di migliaia di persone che con l’aumento dell’inflazione in corso andrebbero verso la disperazione», conclude.

  • Bombe russe sul Donetsk, uccisi due civili

    Due civili sono stati uccisi e altri cinque sono rimasti feriti durante i bombardamenti russi di ieri nella regione ucraina di Donetsk (est): lo ha reso noto su Facebook il capo dell’Amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko, secondo quanto riporta Ukrinform. «Il 9 settembre i russi hanno ucciso due civili nella regione di Donetsk: a Bakhmut e Yahidne», ha scritto Kyrylenko. Nel complesso, dall’inizio dell’invasione il 24 febbraio scorso, in questa regione sono stati uccisi 821 civili e 2.053 sono rimasti feriti.

  • Kiev: 746 bambini feriti dall’inizio dell’invasione

    È aumentato ad almeno 746, nelle ultime 24 ore, il numero dei bambini feriti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, mentre il bilancio di quelli morti è rimasto invariato a 383: lo ha reso noto oggi su Telegram l’ufficio del Procuratore generale di Kiev, secondo quanto riporta Ukrinform.

  • Ministra Esteri tedesca in visita a Kiev

    Visita a sorpresa oggi a Kiev della ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, per dimostrare il forte sostegno di Berlino all’Ucraina nella sua guerra contro la Russia: lo ha reso noto il suo ministero in un comunicato. «Oggi mi trovo a Kiev per dimostrare che possono continuare a contare su di noi. Che continueremo a stare al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario, con forniture di armi e sostegno umanitario e finanziario», ha dichiarato la ministra nella nota.

    IL ministreo degli Esteri tedesco Annalena Baerbock (Reuters/Waseem Khan)

  • Intelligence Uk: fronte difesa russo sotto pressione a nord e sud


    La controffensiva ucraina lanciata il sei settembre nel sud della regione di Kharkiv (nordest) ha colto di sorpresa le forze russe, mentre prosegue la controffensiva nella regione di Kherson (sud): con queste due operazioni, il fronte difensivo russo è sotto pressione sia sul fianco settentrionale, sia su quello meridionale. Lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese. Nella regione di Kharkiv le truppe ucraine hanno guadagnato fino a 50 chilometri di terreno lungo uno stretto fronte precedentemente occupato dai russi e hanno preso il controllo o circondato numerose città, prosegue il rapporto pubblicato oggi dal ministero della Difesa di Londra. Di conseguenza, le forze russe attorno alla città di Izium sono sempre più isolate e le unità ucraine adesso minacciano la città di Kupiansk, la cui cattura sarebbe un duro colpo per Mosca perché si trova lungo i percorsi di rifornimento della linea del fronte del Donbass.

  • Italia riunisce 70 Paesi all’Onu su sicurezza alimentare


    L’Italia, in qualità di presidente del Group of friends all’Onu per la sicurezza alimentare e la nutrizione, ha convocato una nuova riunione del gruppo cui hanno partecipato oltre 70 Paesi. Scopo dell’incontro è quello di fare il punto, a una settimana dall’apertura della settimana di alto livello dell’assemblea generale, sull’attuale emergenza alimentare a livello globale peggiorata dagli effetti della guerra in Ucraina. Preoccupazione destano in particolare aree fragili come il Corno d’Africa e il Sahel, dove milioni sono ormai ridotti alla fame.

  • Russia invia 1.300 soldati ceceni nella regione del Kherson

    La Russia ha inviato circa 1.300 soldati ceceni nella regione del Kherson lo riferisce il sito Kyiv Independent. I soldati sono stati inviati nella regione per sostenere le truppe russe nelle parti occupate della zona di Kherson nel mezzo della controffensiva in corso dell’Ucraina nel sud, ha riferito stamane lo stato maggiore delle forze armate ucraine.

  • Arrivata in Africa un’altra nave carica di grano


    Un’altra nave carica di grano ucraino è arrivata in Africa: lo ha reso noto il ministero delle Infrastrutture ucraino, secondo quanto riporta Ukrinform. Si tratta della Seaeagle, che trasportava 65mila tonnellate di grano. La nave, che aveva lasciato il porto ucraino di Chornomorsk il 26 agosto scorso, è approdata in un porto del Sudan. Da quando è stata lanciata l’”iniziativa del grano”, 16 navi sono partite dai porti dell’Ucraina dirette in Africa e sono state consegnate quasi 500mila tonnellate di cereali.

  • Zelensky: ripreso controllo 30 insediamenti regione Kharkiv


    «In questo momento, le forze armate ucraine hanno liberato e preso il controllo di oltre 30 insediamenti nella regione di Kharkiv. In parte dei villaggi della regione sono in corso misure per controllare e mettere in sicurezza il territorio. Stiamo gradualmente prendendo il controllo di nuovi insediamenti, ovunque stiamo restituendo la bandiera ucraina e protezione per tutto il nostro popolo». Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Voldymyr Zelensky, in un video messaggio. «Le unità della polizia nazionale stanno tornando negli insediamenti liberati della regione di Kharkiv», ha spiegato.

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