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Ucraina ultime notizie. Kiev, servono 750 miliardi per la ricostruzione: Mosca paghi. Putin: «Avanti con l’offensiva»

Zelensky assicura: le truppe ucraine ritorneranno a Lysychansk. Prende il via oggi a Lugano, in Svizzera, l’Ukraine Recovery Conference. Attesa la partecipazione, tra gli altri, del primo ministro ucraino Denys Shmyhal e della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen

Ucraina, le conseguenze dei bombardamenti a Kramatorsk
  • Di Maio, ’non ci arrendiamo a cercare pace ma Putin non la vuole’

    “Non ci arrendiamo sull’idea di trovare la pace e continueremo a portare avanti tutte le azioni diplomatiche. La pace la si vuole in due” e le ultime azioni dell’esercito russo dimostrano “che Putin non vuole la pace, noi però non dobbiamo arrenderci”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite di ’Zona bianca’ su Retequattro.

  • Mosca, ambasciata a Sofia non può operare, troppe espulsioni

    L’ambasciata russa a Sofia non è in grado di portare avanti il suo lavoro dopo l’espulsione di 70 diplomatici decretata dal governo bulgaro. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov: “Ora, dopo questo nonsense, l’ambasciata non è più in grado di funzionare normalmente”, ha affermato il capo della diplomazia russa, citato da Interfax, prima di avvertire che Mosca adotterà un principio di reciprocità. Settanta diplomatici russi hanno lasciato la Bulgaria con le loro famiglie domenica, espulsi perché sospettati di spionaggio. La Russia ha minacciato di chiudere totalmente la sua ambasciata a Sofia come risposta.

  • Truss conferma, prossima conferenza donatori in Gb

    Si terrà nel Regno Unito la prossima conferenza dei Paesi donatori impegnati per la ricostruzione dell’Ucraina dopo l’invasione russa. Lo ha confermato formalmente Liz Truss, ministra degli Esteri del governo di Boris Johnson, intervenendo a Lugano alla conferenza di quest’anno (Ukraine Recovery Conference, o URC2022) iniziata oggi in Svizzera alla presenza dei rappresentanti dei Paesi coinvolti, di organizzazioni internazionali (Onu inclusa) e di realtà della società civile. “Noi - ha rivendicato Truss a nome del governo britannico - abbiamo guidato il fronte dei sostenitori dell’Ucraina fin dall’inizio della guerra e continueremo ad avere un ruolo guida nel sostegno al Piano di Ricostruzione e di Sviluppo presentato dal governo ucraino”; non senza ribadire l’idea di una sorta di Piano Marshall per Kiev da affidare, nelle sue parole, alla gestione diretta delle autorità ucraine.

  • Izyum, esplodono magazzini con munizioni artiglieria russe

    Nella direzione di Izyum, l’esercito ucraino avrebbe fatto esplodere alcuni magazzini con munizioni di artiglieria russe. Lo comunica il canale di news Ukraine Now, citando le truppe di terra delle Forze Armate ucraine.

  • Putin dà titolo ’Eroe della Russia’ a generali Lapin e Abachev

    Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il decreto che assegna il titolo di Eroe della Russia ai generali Alexander Lapin e Esedulla Abachev. Il titolo viene conferito a personalità che hanno “dimostrato coraggio ed eroismo nell’adempimento del loro dovere”, si legge nel documento. Lo riporta l’agenzia russa Tass.

    Ucraina, dopo la presa di Lysychansk i russi puntano a Kramatorsk
  • Gran Bretagna ospiterà la prossima conferenza sulla ricostruzione

    La Gran Bretagna ospiterà la prossima conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina che si terrà nel 2023. Lo ha annunciato il ministro degli Affari esteri della Gran Bretagna, Elizabeth Truss, durante la sua partecipazione alla conferenza di quest’anno sulla restaurazione dell’Ucraina a Lugano, in Svizzera. “Siamo lieti di annunciare che la Gran Bretagna ospiterà la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina 2023”, ha detto il ministro, sottolineando che il suo stato e la comunità mondiale democratica sosterranno l’Ucraina nonostante tutte le difficoltà, a qualunque costo. “Questo sarà un nuovo Piano Marshall per l’Ucraina e deve essere attuato dagli stessi ucraini, e promuoveremo investimenti immediati e stimoleremo la crescita economica”.

  • Johnson, parte del grano può arrivare sul Danubio

    La comunità internazionale deve cercare soluzioni “alternative” per sbloccare il grano ucraino, accanto ai tentativi del segretario generale dell’Onu - che il Regno Unito “sostiene enormemente - di ottenere dalla Russia la riapertura dell’accesso del porto di Odessa. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson aggiornando la Camera dei Comuni sui risultati dei recenti vertici di G7 e Nato ed evocando la possibilità di usare “il Danubio” per il trasporto di quantità minori di grano. Johnson ha poi ribadito di considerare anche il ruolo della Turchia “indispensabile” in questo ambito e si è detto “grato al presidente Erdogan per i suoi sforzi”. E’ tornato infine ad accusare Vladimir Putin di “usare il linguaggio del ricatto nucleare” come un’arma di guerra.

  • Mosca dedicherà a separatisti filorussi piazza ambasciata Gb

    Le autorità di Mosca intendono dedicare lo spiazzo vicino all’ambasciata britannica in Russia all’autoproclamata “repubblica” separatista di Lugansk, nel sud-est dell’Ucraina in parte di fatto controllato dai separatisti filorussi e dalle truppe russe: lo riporta il Moscow Times, precisando che l’annuncio è stato dato dal municipio di Mosca proprio dopo che le truppe russe che hanno invaso l’Ucraina hanno occupato la città di Lysychansk. Sempre secondo il Moscow Times, il 56% dei 109.000 abitanti di Mosca che hanno partecipato a un sondaggio per scegliere quale piazza dedicare all’autoproclamata “repubblica” separatista ucraina - non riconosciuta a livello internazionale e di fatto controllata dalla Russia - hanno scelto quella di fronte all’ambasciata britannica. Altre possibili opzioni erano le piazze vicino alle ambasciate di Germania, Lituania e Belgio. A giugno, le autorità di Mosca hanno dedicato lo spiazzo di fronte all’ambasciata americana all’altra autoproclamata “repubblica” dei separatisti filorussi del Donbass: quella di Donetsk, sempre nelle zone del sud-est dell’Ucraina di fatto controllate dai separatisti filorussi e dall’esercito russo. A febbraio le truppe russe hanno invaso l’Ucraina scatenando una guerra sanguinosa nel cuore dell’Europa.

  • Kiev indaga su oltre 20 casi di violenza sessuale dai russi

    La viceministro dell’Interno ucraino Kateryna Pavlichenko ha annunciato all’agenzia di stampa Ukrinform che la polizia ha aperto oltre 20 indagini penali su presunti crimini sessuali commessi dalle truppe russe. “In alcuni di questi 20 casi potrebbero esserci diversi casi di violenza sessuale contro diverse vittime o violenze commesse dai criminali”, ha affermato.

  • Esperto militare, «probabilità di attacco nucleare da Bielorussia»

    L’esperto militare ucraino Ivan Stupak ha dichiarato a “Ucraina 24” che esiste la possibilità di una minaccia nucleare dalla Bielorussia. Ora le truppe russe sono arrivate sul territorio della Bielorussia e stanno valutando il potenziale del Paese nel momento in cui queste armi saranno immagazzinate. Riguardo la possibilità che le armi nucleari attraversino il confine russo, violando il trattato di non proliferazione nucleare, l’esperto ha detto: “Questa probabilità, su una scala di 10 punti, penso possa essere di 8-8,5. Ci sono armi che richiedono un’attenzione speciale. Sono arrivate e ora stanno facendo una valutazione”.

  • Il gas si assesta a 160 euro al MWh ad Amsterdam

    Si assesta a 160 euro al MWh il gas naturale sulla piazza di Amsterdam, dopo aver toccato in giornata i 163 euro. Un livello elevato dovuto agli scioperi in Norvegia, con un possibile calo della produzione del 10%, ma ancora distante dal massimo storico di 200,9 euro al MWh dello scorso 7 marzo, con un picco giornaliero a quota 300 euro al MWh.

  • Regno Unito rilancia piano Marshall, sia guidato da Kiev

    «Ci deve essere un nuovo piano Marshall per l’Ucraina e deve essere guidato» da Kiev. Lo ha detto la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, nel corso della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina a Lugano. Rilancia così l’ipotesi già evocata da più parti di un intervento che ricordi quello promosso dagli Stati Uniti in Europa dopo la Seconda guerra mondiale. Londra si è espressa in favore di «investimenti immediati» per l’economia ucraina, ribadendo la necessità di aprire i porti in modo che la nazione colpita dal conflitto possa esportare i suoi prodotti agricoli. «Dobbiamo dare alle persone speranza per il futuro e dobbiamo fornire loro i mezzi per potersi sostenere», ha affermato ancora la responsabile del Foreign Office. Il Regno Unito, infine, è «risoluto» nel suo sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina.

  • Appello ministro Cultura ucraino, «Russia ruba i nostri capolavori da territori occupati»

    «Abbiamo dati verificati secondo cui dai territori occupati, da città come Mariupol o Melitopol, i russi stanno portando via i nostri capolavori». A lanciare l’allarme, tramite un’intervista esclusiva con un’agenzia di stampa italiana, è il ministro della Cultura ucraino Oleksandr Tkachenko: «La Russia ha dichiarato guerra non solo sul territorio, ma anche alla cultura ucraina - avverte -: vogliono cancellare cultura e patrimonio artistico del nostro Paese».

    Il ministro cita alcuni dati in suo possesso: «Ad oggi, secondo le informazioni verificate di questo ministero, sono già all’incirca 400 i beni culturali danneggiati o distrutti dai russi dall’inizio della guerra. Questo è avvenuto su tutta la linea del fronte: dal Donetsk al Luhansk, si rilevano casi di distruzione e danneggiamento ovunque ci sia stata l’occupazione da parte del nemico».

    Di questi 400,«“più di 150 sono Chiese o istituti religiosi», spiega il ministro. Che rivela: «Sappiamo inoltre che due musei sono stati distrutti intenzionalmente: un museo della regione di Kiev che conteneva i quadri di una nota pittrice ucraina, Maria Prymachenko dove per fortuna le opere sono state salvate, e il museo Hryhorii Skovoroda, del quale quest’anno avremmo festeggiato 300 anni dalla sua nascita. Sul primo sono caduti quattro razzi, sul secondo due». «Come sappiamo che la distruzione è stata intenzionale? Entrambi si trovano in due piccoli paesi, ed è impossibile sbagliare obiettivo perché si trovano lontano dai grossi centri abitati».

  • Turchia, piano Onu permetterà esportazione grano

    «Se il piano funziona, l’Ucraina sarà in grado di esportare il suo grano a livello internazionale». Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, durante un’intervista a Ntv, facendo riferimento al piano delle Nazioni Unite per sbloccare l’esportazione di prodotti agricoli dai porti dell’Ucraina. «Porre fine alla crisi alimentare globale nell’ambito del piano delle Nazioni Unite è qualcosa per cui siamo impegnati» ha detto Cavusoglu successivamente, durante una conferenza stampa con l’omologo austriaco Alexander Schallenberg, facendo sapere di avere informato Vienna riguardo agli ultimi sviluppi della situazione e ribadendo che Ankara sta offrendo il proprio contributo per sbloccare l’esportazione del grano dall’Ucraina tenendo aperto un canale di comunicazione sia con Kiev che con Mosca.

  • 1600 i corpi finora non identificati da inizio guerra

    Dall’inizio dell’invasione su vasta scala della Federazione Russa, «le forze dell’ordine hanno contato un totale di oltre 1.600 corpi non identificati». Lo ha dichiarato il viceministro ucraino degli affari interni Kateryna Pavlichenko in un’intervista a Ukrinform, precisando che «il quadro è incompleto, non essendosi potuto prendere in esame un certo numero di territori sono ancora sotto occupazione». Nella regione di Kiev, ha aggiunto, “sono stati ritrovati moltissimi corpi completamente bruciati. E in tale stato, non si può procedere ad alcun esame. Gli occupanti gli hanno dato fuoco per nascondere le tracce di altri crimini”.

  • Ambasciatore Ucraina, Papa si convinca, nessun invito da Mosca

    «È ora di convincere il Santo Padre che non c’è speranza possa ricevere un invito dalla Russia». Lo dice l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, che si dice «contento di poter accogliere il Papa» nella sua terra, dopo le parole di Francesco alla Reuters sul suo desiderio di andare a Kiev e a Mosca. «Il suo sogno di visitare la Russia resterà un sogno», aggiunge l’ambasciatore.

  • Zelensky: «la Russia ha scelto la guerra, noi non possiamo arrenderci»

    «Non possiamo arrenderci, pena la nostra scomparsa, come Stato, come nazione, come persone». A dirlo oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in collegamento video con la comunità universitaria giapponese, rilanciato da Ukrinform. «La Russia ha scelto la strada della guerra, l’Ucraina quella della pace. La Russia spara per distruggere, l’Ucraina spara per sopravvivere. La guerra è l’idea nazionale della Russia, quell’Ucraina è la pace», ha sottolineato. In questi quattro mesi, ha proseguito, si continua a parlare di «guerra in Ucraina», ma così si rischia di distorcere la percezione di quanto accade. «Questa è una guerra in Ucraina - ha puntualizzato - iniziata dalla Federazione russa, che la Federazione russa prosegue e non vuole fermare. L’Ucraina difende la sua terra e la sua sovranità».

  • Kiev, per ricostruzione servono 750 miliardi, Mosca paghi

    «Per la ricostruzione dell’Ucraina servono al momento 750 miliardi di dollari, la maggior parte di questi fondi vengano dagli asset russi congelati». Lo ha detto Denys Shmyhal, primo ministro ucraino, nel corso della conferenza di Lugano dedicata all’Ucraina. «Abbiamo creato una mappa digitale, aggiornata in tempo reale, sulla distruzione causata dall’invasione russa: i partner avranno accesso e servirà per la ricostruzione del Paese», ha aggiunto.

    Ukrainian Prime Minister Denys Shmyhal speaks with footage from the war projected on screen during a plenary session at the Ukraine Recovery Conference URC, in Lugano, Switzerland, EPA/ALESSANDRO DELLA VALLE / FDFA

  • Kuleba, «presto per entrare nella Nato, non vedo ancora alcun prerequisito»

    Il ministro degli Affari Esteri ucraino Dmytro Kuleba non vede alcun prerequisito affinché la Nato cambi la sua politica in merito all’adesione dell’Ucraina all’Alleanza. Lo ha affermato in un’intervista al media Left Bank, spiegando di «aspettarsi che nel prossimo futuro la Nato continui a confermare che ’la porta è aperta’, ma non vedo il potenziale nel prossimo futuro perché il Patto Atlantico cambi la propria posizione iniziando a fare cose concrete per garantire l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza». «La Nato - ha aggiunto Kuleba - non sta riscrivendo la storia dell’Ucraina, ma sta seguendo la stessa strada di prima. Non critico la Nato, capisco benissimo che se fossimo stati membri prima, questa guerra non sarebbe avvenuta. E voglio davvero che l’Ucraina diventi membro, ma guardiamo tutte queste cose con sobrietà».

  • Von der Leyen, per Ucraina riforme coraggiose con investimenti

    “L’Ucraina avrà bisogno di riforme coraggiose, che dovranno andare di pari passo con gli investimenti. Le sfide sono enormi ma non insormontabili: l’Ucraina può emergere da questa guerra con solide istituzioni e un’economia più verde e resiliente”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel corso della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, che si tiene a Lugano. “Con il nostro sostegno il Paese può essere ricostruito non solo com’era ma come i suoi giovani volevano che fosse”.

    «L’obiettivo del Cremlino è minare l’esistenza stessa dell’Ucraina come Stato e noi non lo permetteremo mai», ha detto anche von der Leyen. «Dobbiamo assicurarci che l’Ucraina non solo vinca la guerra, ma anche la pace».


  • Zelensky, ricostruzione è missione del mondo democratico

    “La guerra della Russia non è solo una mossa per prendere la nostra terra ma è una sfida al sistema europeo: vuole provare che l’Europa è debole e che non può difendere i propri valori”. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky nel corso della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, che si tiene a Lugano. “La ricostruzione dell’Ucraina non è dunque solo un fatto locale ma la missione di tutto il mondo democratico”.

  • Mosca, occorre risolvere caso nave russa ferma in Turchia

    “Occorre affrontare la situazione del fermo della nave russa per il trasporto di merci secche al largo delle coste turche”. Così, come riporta la Tass, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov interviene dopo che, secondo l’ambasciatore ucraino in Turchia, le autorità doganali turche hanno fermato ieri una nave cargo russa, che trasportava grano, in rotta dal porto ucraino di Berdyansk a Karasu. L’Ucraina aveva chiesto il sequestro della nave, che si trovava al largo della costa turca, accusando la Russia di aver rubato grano ucraino, accusa negata dalla Russia.

  • Putin: «Avanti con offensiva dopo conquista Lugansk»

    Il presidente russo Vladimir Putin, che oggi ha incontrato al Cremlino il ministro della Difesa Sergei Shoigu, ha ordina di continuare l’offensiva russa dopo la conquista della regione di Lugansk.

  • Bonomi: «Impegno per costruire scuola a Borodjanka entro 1 settembre»

    Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha rivolto un pensiero all’Ucraina dove è stato di recente. «Io sono stato a Borodjanka dove è stata fermata l’avanzata russa: vedere 600 bambini sfollati e sapere che il primo di settembre non hanno una scuola, e sono il futuro di quel paese, colpisce profondamente. Duecento di questi bambini sono quasi abbandonati e quindi mi sono preso l’impegno come Confindustria, se sarà possibile, di costruire una scuola entro il primo di settembre per dare un futuro a questi bambini». Lo ha detto intervenendo all’assemblea di Confindustria Romagna.

  • La bandiera ucraina torna a sventolare sull’Isola dei serpenti

    Il portavoce della Difesa militare dell’Ucraina ha confermato oggi che la bandiera nazionale ucraina è stata nuovamente alzata sull’Isola dei serpenti, l'isolotto del Mar Nero situata a 35 km dalle coste dell’Ucraina e della Romania abbandonato pochi giorni fa dall'esercito russo.

    Zelensky: "Ritiro russo dall'Isola dei Serpenti cambia la situazione nel Mar Nero"
  • Peskov: “Su Kaliningrad ci prepariamo anche a scenario peggiore”

    “Confidiamo nel buon senso per risolvere la situazione’’ riguardo al ’’blocco di Kaliningrad’’, ma la Russia si sta ’’preparando anche allo scenario peggiore’’. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmytry Peskov nel corso della sua conferenza stampa quotidiana. ’’Si spera per il meglio, ma si prendono in considerazione vari scenari, tra cui il peggiore’’, ha detto Peskov citato dall’agenzia di stampa Interfax.

    Per approfondire: Tensioni Russia-Lituania, Mosca: se non riprende il traffico merci per Kaliningrad agiremo

    Mosca minaccia la Lituania per il blocco merci verso Kaliningrad
  • Kiev: “Russia non si limiterà al Donbass, vuole completa distruzione Paese”

    “Il Cremlino non limiterà i suoi appetiti al Donbass e sta pianificando la completa distruzione dell’Ucraina”. Lo ha detto Kyrylo Budanov, capo dell’intelligence ucraina, in un’intervista a “RBK-Ucraina, sottolineando che “siamo stati i primi a dire cosa e come sarebbe successo. Pertanto, posso dirvi con piena responsabilità che i piani della Russia sono la completa distruzione dell’Ucraina, assolutamente completa”. “Non risponderò - ha aggiunto - a qualsiasi domanda che riguardi teorie secondo le quali, forse, il Donbass gli basterà”.

  • Kiev: “Russi bombardano il Donetsk. A fuoco nel Kherson i campi di grano”

    “Nella regione di Sumy i russi hanno sparato contro un collegio psichiatrico e ci sono vittime. A Kharkiv, hanno attaccato una delle istituzioni educative della città. Nel Donbass, hanno preso Lysychansk e nel Donetsk hanno intensificato i bombardamenti. I campi di grano stanno bruciando nel Kherson a causa dei bombardamenti russi”. Lo rende noto lo stato maggiore ucraino nel suo riepilogo mattutino delle operazioni belliche in corso fra Russia e Ucraina, aggiungendo che “la notte è stata relativamente calma a Volyn, in Transcarpazia, nella regione di Rivne, a Ivano-Frankivsk, Lviv, Chernivtsi, Vinnytsia, Zaporizhzhya, Khmelnytskyi, Ternopil, Kirovohrad , Cherkasy Odessa, Poltava, Zhytomyre e Kiev. A Chernihiv, l’esercito russo ha effettuato due attacchi con armi leggere al confine, nel distretto di Koryukivskyi, di notte. Secondo i dati preliminari, nessuno è rimasto ferito. Le informazioni sulle conseguenze sono in corso di chiarimento”.

    “A Sumyshchyna - prosegue il comunicato - lo scorso giorno i russi hanno rilasciato più di 230 mine e proiettili di vario calibro. Cinque comunità sono state colpite: Znob-Novgorodska, Novoslobidska, Velikopysarivska, Bilopolska, Khotinska. La sera del 3 luglio i russi hanno bombardato con mortai e artiglieria il territorio e i locali del collegio psiconeurologico di Sumy. Un incendio è scoppiato nella sala da pranzo dell’istituto, l’edificio amministrativo e il dormitorio sono stati distrutti. Almeno tre pazienti del collegio sono rimasti feriti. Attualmente sono in ospedale. Nella regione di Dnipropetrovsk , il nemico ha nuovamente bombardato le comunità di Zelenodolsk e Shirokivsk nel distretto di Kryvorizka. Non ci sono feriti. Nel villaggio di Shestirnya, le finestre di un asilo sono saltate in aria a causa di un’onda esplosiva. A Kharkiv : alle 4 del mattino, l’esercito russo ha attaccato una delle istituzioni educative della città, è scoppiato un incendio, parte dell’edificio è stata distrutta. Le forze dell’ordine stanno ancora lavorando sul posto, finora non ci sono vittime”.

    Il fumo offusca il cielo dopo un bombardamento russo a Donetsk, Ucraina, 4 luglio 2022 (foto Reuters/Basayev)

  • Kiev, arduo il ritiro da Lysychansk ma decisione giusta

    La decisione delle forze ucraine di ritirarsi da Lysychansk è stata “molto difficile”, ma “era quella giusta”, considerando le perdite che i militari di Kiev avrebbero subito se avessero cercato di resistere per più tempo: lo afferma il capo dell’amministrazione militare della regione di Luhansk, Sergei Gaidai, alla Cnn. L’esercito ucraino ha annunciato ieri di essere stato “costretto a ritirarsi” dalla città. “C’era la possibilità di trattenere Lysychansk più a lungo, ma a quale costo? Resistere lì per altre due settimane? Le truppe russe si sarebbero ammassate dalla parte di Bilohorivka, Popasna e Komyshuvakha e avrebbero accerchiato le nostre truppe a Lysychansk, e avremmo perso l’intero gruppo”, ha detto Gaidai. Gaidai ha poi chiesto ulteriore supporto all’Occidente.

  • Duma: basi Nato sono un pericolo per città Finlandia e Svezia

    “L’apertura di basi Nato in Finlandia e Svezia metterà in pericolo la popolazione delle città che ospitano infrastrutture militari”: lo ha affermato il presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin su Telegram, secondo quanto riferito da Interfax. “Il dispiegamento di basi Nato non proteggerà né la Finlandia né la Svezia. Al contrario, metterà in pericolo la popolazione delle città che ospitano infrastrutture militari”, ha detto Volodin su Telegram “Ogni volta che iniziano le ostilità, i primi attacchi vengono sferrati sulle infrastrutture militari del nemico”, ha detto. Volodin ha poi definito “errata” l’opinione del sindaco di Lappeenranta, in Finlandia, che ha avanzato la candidatura ad ospitare una base Nato in città vedendolo come un fattore di sicurezza.

    Per approfondire: Così la guerra di Putin e la Cina stanno cambiando il G7, la Nato e la Ue

  • Nato: domani firma protocolli adesione Finlandia e Svezia

    I protocolli per l’adesione della Finlandia e della Svezia alla Nato saranno firmati domani dai partner dell’Alleanza nella sede del quartier generale di Bruxelles. Lo ha reso noto la stessa Nato. Dopo la firma, verso le 11.30, il segretario generale della Nato Jans Stoltenberg e i ministri degli esteri dei due Paesi che entreranno a far parte dell’Alleanza, Pekka Haavisto per la Finlandia e Ann Linde per la Svezia, terranno una conferenza stampa congiunta.

  • Papa: vorrei andare a Kiev, è possibile, e anche a Mosca

    “Vorrei andare in Ucraina, e prima volevo andare a Mosca. Ci siamo scambiati messaggi su questo perché ho pensato che se il presidente russo mi avesse dato una piccola finestra per servire la causa della pace...”. Lo ha detto il Papa a Reuters. “E ora è possibile, dopo essere tornato dal Canada, è possibile che riesca ad andare in Ucraina”, ha detto. “La prima cosa è andare in Russia per cercare di aiutare in qualche modo, ma mi piacerebbe andare in entrambe le capitali”.

  • Filorussi: avanzata su Seversk nel Donetsk «da due direzioni»

    Le forze russe avanzano sulla città di Seversk, nell’oblast di Donetsk, «da due direzioni». Lo ha annunciato il ministero dell’interno della autoproclamata Repubblica del Lugansk, secondo quanto riporta l’agenzia russa Tass.

  • Kiev: «Morti 36.200 soldati russi, distrutti 1.589 tank»

    Ammonterebbero a 36.200 le perdite fra le fila russe dal giorno dell'attacco di Mosca all'Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 36.200 uomini, 1.589 carri armati, 3.754 mezzi corazzati, 804 sistemi d’artiglieria, 246 lanciarazzi multipli, 105 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 217 aerei, 186 elicotteri, 2.629 autoveicoli, 15 unità navali e 658 droni.

  • Papa: «Mondo sia senza guerre e minaccia nucleare»

    I campionati europei di nuoto possono essere «un motivo per manifestare con ancora maggior forza il nostro impegno per un mondo senza guerre, senza odio tra i popoli, senza minaccia nucleare». Lo afferma il Papa in un messaggio agli atleti e alle atlete che parteciperanno alla competizione a Roma ad agosto. «Penso che anche voi, come me, siate addolorati perché su questa festa sportiva pesa l’ombra della guerra in Ucraina», ha aggiunto Francesco.

  • Kiev: «Al tavolo dei negoziati solo dopo cessate il fuoco»

    «Cessate il fuoco. Ritiro delle Z-truppe (di Mosca, ndr). Ritorno dei cittadini deportati. Estradizione dei criminali di guerra. Meccanismo di risarcimenti. Riconoscimento dei diritti sovrani dell’Ucraina. La controparte russa conosce bene le nostre condizioni. Il capo di Peskov non deve preoccuparsi, verrà il tempo e le registreremo sulla carta».

    Sono le condizioni per negoziare esposte dal consigliere del presidente ucraino Zelensky, Mykhailo Podolyak, che ha replicato su twitter alle parole del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che ieri aveva detto che l’Ucraina «deve capire le condizioni della Russia, accettarle, sedersi a un tavolo negoziale, e firmare un documento».

  • Turchia: no a Svezia e Finlandia nella Nato se non rispettano i patti

    La Turchia si opporrà all’entrata di Svezia e Finlandia nell’Alleanza Atlantica se i Paesi scandinavi non rispetteranno l’accordo firmato con Ankara al vertice Nato di Madrid. «Devono attenersi al documento, se non lo fanno non li accetteremo nella Nato» ha affermato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu come riporta Anadolu. La scorsa settimana, Ankara ha appoggiato la candidatura di Helsinki e Stoccolma nell’Alleanza atlantica sulla base di un memorandum di intesa che chiede ai Paesi scandinavi un distanziamento da gruppi ritenuti terroristi dalla Turchia e l’estradizione di sospetti militanti.

  • Mattarella a Biden: «Ineludibile centralità del legame transatlantico»

    «Nelle drammatiche circostanze attuali, segnate dalla pandemia e dalla guerra nel cuore dell’Europa, il legame transatlantico ha riconfermato la sua ineludibile centralità, mostrando di essere la chiave per affrontare con efficacia le comuni sfide. In tale contesto, l’unità di intenti di fronte all’inaccettabile aggressione russa all’Ucraina va costantemente rafforzata, a sostegno del condiviso impegno a favore della pace, della libertà e della democrazia». Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, per il 4 luglio.

  • Raid russo su Kharkiv: colpita una scuola

    Le forze russe hanno colpito una scuola per l’istruzione superiore a Kharkiv alle 4 di questa mattino. Lo rende noto Oleh Synyehubov, il governatore della regione del nord dell’Ucriana, spiegando che non sono state segnalate vittime. Nexta precisa che la scuola colpita si trova nel distretto di Shevchenkovsky.

    Synyehubov ha anche affermato che «il nemico ha attaccato le città e i villaggi dei distretti di Kharkiv, Izium e Bohodukhiv. A seguito dei bombardamenti edifici residenziali, fabbricati agricoli, garage e altre strutture sono stati distrutti». Tre persone sono state uccise e sei sono rimaste ferite in un attacco al villaggio di Bezruky.

  • Bei: «Senza investimenti economia Ucraina a rischio crollo»

    «L’Ucraina è un paese enorme, molto è stato distrutto. Non si può iniziare a pianificare e coordinare la ricostruzione molto presto». Lo ha detto alla Dpa Markus Berndt, capo del dipartimento per le attività esterne della Banca europea per gli investimenti (Bei) nel giorno della conferenza prevista a Lugano per elaborare un Piano Marshall per Kiev.

    L’Ucraina ora ha urgente bisogno di aiuto per garantire i servizi di base come l’approvvigionamento idrico pulito, le acque reflue, lo smaltimento dei rifiuti, l’energia e l’accesso a Internet per garantire la stabilità macroeconomica, ha affermato Berndt.

    «Servono investimenti, altrimenti l’economia crollerà completamente e perderemmo il pilastro più importante per la ricostruzione», ha aggiunto. «Naturalmente, un approvvigionamento idrico può essere nuovamente distrutto durante la guerra. Ma se non ci assicuriamo che le città possano funzionare di nuovo e che le persone possano viverci, allora i costi a lungo termine saranno molto più alti che se finanziassimo un servizio idrico due volte», ha aggiunto.

  • Lukashenko: «Sosterremo sempre la Russia»

    «Oggi veniamo criticati per essere l’unico paese al mondo a sostenere la Russia nella sua lotta contro il nazismo. Sosteniamo e continueremo a sostenere la Russia». Lo ha dichiarato il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko in un messaggio video diffuso tramite l’agenzia di stampa statale Belta. ’

    «Quelli che ci criticano, non sanno che abbiamo un’unione così stretta con la Federazione Russa? Che abbiamo praticamente un esercito unificato. Ma voi sapevi tutto questo. Rimarremo insieme alla Russia»’, ha aggiunto.

  • Intelligence inglese: Russia punterà a conquista Donetsk

    Dopo aver preso il controllo della regione di Luhansk, le truppe russe punteranno ora ’’quasi certamente’’ a conquistare quella di Donetsk, nell’Ucraina orientale. È quanto si legge nell’ultimo rapporto del ministero della Difesa britannico, che ha confermato il ritiro delle forze ucraine da Lysychansk. «L’obiettivo della Russia ora si sposterà quasi sicuramente sulla cattura dell’Oblast di Donetsk, gran parte della quale rimane sotto il controllo delle forze ucraine», si legge nella nota. «La lotta per il Donbass è stata dura e logorante ed è altamente improbabile che questo cambi nelle prossime settimane», ha aggiunto.

  • Ricostruzione dell’Ucraina, al via a Lugano conferenza internazionale

    Prende il via oggi a Lugano, in Svizzera, l’Ukraine Recovery Conference, per mettere a punto un ’’Piano Marshall’’ per la ricostruzione futura dell'Ucraina, sotto il profilo economico e infrastrutturale, ma anche sociale e umanitario.

    Attesa la partecipazione del primo ministro ucraino Denys Shmyhal, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, oltre ai rappresentanti di 36 Paesi e 13 organizzazioni internazionali. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parteciperà virtualmente.

    Il Sottosegretario Benedetto Della Vedova guiderà la delegazione italiana.

    L’evento sarà presieduto da Ignazio Cassis, presidente della Confederazione Svizzera. Si stima che più di 120mila case in Ucraina siano state distrutte durante l’invasione russa, creando la necessità di miliardi di entrate per risanare economicamente il paese e renderlo un’economia europea.

    L’entità della ricostruzione dipenderà dall’esito e dalla durata della guerra e dal fatto che l’Ucraina orientale, dove si è verificata la peggiore devastazione, verrà restituita a Kiev o rimanga in mano russa.

    Il costo della guerra è stimato a un trilione di dollari se durerà fino alla fine dell’anno. Il Fondo monetario internazionale ha stimato che il divario della bilancia dei pagamenti dell’Ucraina fino a giugno sia di circa 14,3 miliardi di euro (15 miliardi di dollari). La Kyiv School of Economics (Kse) ha stimato i danni arrecati finora a edifici e infrastrutture in quasi 104 miliardi di dollari. Si stima che almeno 45 milioni di metri quadrati di abitazioni, 256 imprese, 656 istituzioni mediche e 1.177 istituzioni educative siano state danneggiate, distrutte o sequestrate, mentre l’economia ucraina aveva già subito perdite fino a 600 miliardi di dollari.

  • Mosca annuncia la conquista del Lugansk. Zelensky: «Torneremo a Lysychansk»

    Zelenskyy assicura: le truppe ucraine ritorneranno a Lysychansk. Le forze russe hanno annunciato ieri la conquista della città ultimo bastione della resistenza del Lugansk, quindi la presa dell’intero oblast. Ma la battaglia per il Donbass non è ancora finita, secondo Kiev.

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