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Ucraina ultime notizie. Bombe russe su case nel Donbass. Procura di Genova indaga su italiano arruolato a Kiev

Entra pienamente in vigore dalla mezzanotte di oggi il divieto di importare carbone dalla Russia per gli Stati membri dell’Ue, misura inclusa nel quinto pacchetto di sanzioni stabilito dall’Unione europea ad aprile. Le forze russe che occupano la centrale nucleare ucraina di Zaporizhia si preparano a collegarla alla Crimea e la stanno danneggiando per riorientarla verso la produzione di elettricità. La Russia ha chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sui recenti attacchi ucraini contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia e le catastrofiche conseguenze che potrebbero comportare

Truppe ucraine al fronte nella regione di Mykolaiv (foto Reuters)
  • Bombe russe su abitazioni nel Donbass: almeno 6 morti

    La città di Bakhmut, uno degli obiettivi dei russi nel Donbass, è stata colpita da raid che hanno ucciso almeno sei persone e ferito altre tre. Lo hanno reso noto le autorità locali ucraine.

    «I russi hanno bombardato la città con più lanciarazzi, colpendo una zona residenziale. Secondo le prime informazioni, 12 condomini sono stati danneggiati e quattro sono in fiamme», ha scritto su Telegram il governatore Pavlo Kyrylenko, allegando al suo messaggio fotografie dei vigili del fuoco che cercano di spegnere gli incendi.

  • Ex pilota militare italiana Giulia Schiff: «Io regolare nell’esercito ucraino»

    «La mia posizione è diversa da quella di Kevin Chiappalone (giovane genovese indagato in Italia con l’accusa di essere un mercenario - ndr), poiché ho un regolare contratto con l’esercito ucraino. Attualmente combatto in una Brigata dell’Esercito con grado e regolare diaria di militare».

    È quanto precisa Giulia Schiff, ex pilota dell’aeronautica militare, cha attualmente combatte nella guerra in Ucraina, attraverso il suo avvocato, Massimiliano Strampelli. Il legale ha precisato: «anche in altri ordinamenti europei, come Spagna e Francia, è lecito allo straniero arruolarsi nelle forze armate». Giulia Schiff, dice ancora l’avvocato, non risulta indagata per alcun reato.

  • Kiev chiede alla Svizzera di rappresentarla diplomaticamente in Russia

    L’Ucraina ha chiesto alla Svizzera di rappresentarla diplomaticamente in Russia, paese con il quale ha rotto i rapporti dopo l’aggressione militare del 24 febbraio.

    Il ministero degli Esteri elvetico ha confermato oggi che Kiev ha chiesto alla Svizzera di assumere un «mandato di potenza protettrice» per rappresentare i suoi interessi a Mosca e fornire assistenza consolare ai suoi cittadini.

    Tuttavia, riferisce la Bbc, una portavoce del ministero ha aggiunto che Mosca non ha ancora dato il suo consenso.

    La Russia è irritata con Berna, dopo che la Svizzera ha aderito alle sanzioni europee contro Mosca.

    Come nazione neutrale, la Svizzera ha una lunga tradizione di potenza protettrice, ruolo che svolse per la prima volta durante la guerra franco-prussiana del 1870-71. Attualmente la Svizzera rappresenta gli interessi americani in Iran e gli interessi iraniani in Canada e Arabia saudita. Inoltre rappresenta gli interessi russi in Georgia e vice versa.

  • Cnn: Russia recluta soldati nelle carceri

    Per far fronte alla carenza di militari da mandare sul campo in Ucraina, Mosca sta reclutando detenuti nelle carceri russe. Lo scrive Cnn online, precisando di aver condotto sull’argomento un’indagine durata un mese e di aver parlato con i detenuti coinvolti nel nuovo programma e con loro parenti e amici. Ai detenuti stipati in celle anguste vengono fatte promesse di libertà e ricchezza. Gli attivisti ritengono che centinaia di persone siano state avvicinate in decine di carceri in tutta la Russia, scrive ancora Cnn aggiungendo che si tratta detenuti per quasi ogni tipo di reato, dall’omicidio al traffico di droga.

    Alcuni ’volontari’ sono stati prelevati dalla prigione in cui è detenuto un americano di alto profilo incarcerato in Russia, Paul Whelan, un ex Marine condannato a 16 anni per spionaggio. Suo fratello David ha detto in una dichiarazione a luglio di aver sentito che dieci volontari avevano lasciato l’IK17 in Mordovia per la prima linea in Ucraina.

  • Ambasciatore cinese a Mosca: «Usa istigatori della crisi Ucraina»

    L’ambasciatore cinese in Russia, Zhang Hanhui, ha definito gli Stati Uniti il ​​«principale istigatore» della crisi in Ucraina, accusando Washington di aver messo Mosca all’angolo con ripetute espansioni dell’alleanza di difesa della Nato e con il sostegno a forze che cercano di allineare l’Ucraina con l’Europa Unione.

  • Ucraina: a luglio inflazione tendenziale al 22,2%

    L’inflazione tendenziale in Ucraina raggiunge il 22,2% a luglio. Lo riferisce ’The Kyiv Independent’. Secondo un rapporto del Servizio statistico statale dell’Ucraina, i prezzi al consumo in Ucraina sono aumentati al 22,2% a luglio rispetto allo scorso anno.

  • Vasylivka, salgono a 10 i morti tra la folla bloccata al checkpoint russo

    Sarebbero salite a dieci le persone decedute nell’accampamento di fortuna che si è creato a sud del checkpoint di Vasylivka, nella regione di Zaporizhzhya, unica via di uscita dai territori ucraini sotto occupazione russa. A comunicarlo è il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov sul suo canale telegram.

    Le morti, avvenute nell’arco dell’ultimo mese, sarebbero dovute al caldo ad alla mancanza di soccorsi per i feriti bloccati al checkpoint assieme a oltre 4000 persone da giorni a causa dei controlli dei russi che “non permettono il passaggio di più di 150 persone al giorno dopo aver fotografato i passaporti e preso i dati dei familiari”, riporta Fedorov.

  • Spagna punta su trasporto ferroviario per importare grano di Kiev

    La Spagna ha annunciato di aver lanciato un progetto pilota per importare via treno 600 tonnellate di mais ucraino, con l’obiettivo di dimostrare che il trasporto ferroviario può essere «un’alternativa o un complemento» al trasporto marittimo utilizzato sino ad ora.

    Secondo quanto reso noto dal ministero dei trasporti spagnolo, un treno composto da 25 container ha lasciato ieri sera Madrid diretto a Chelm, in Polonia, a 25 chilometri dal confine ucraino, dove dovrebbe caricare circa 600 tonnellate di mais dall’Ucraina.

    Questo treno, noleggiato dalla compagnia ferroviaria spagnola Renfe, è atteso «all’inizio di settembre a Barcellona» dopo aver percorso un percorso complessivo di circa 2.400 chilometri.

  • Riprese consegne petrolio russo a Slovacchia

    In Slovacchia sono riprese oggi le consegne di petrolio russo, dopo una interruzione legata alle sanzioni contro Mosca e relativa ai diritti di transito attraverso l’Ucraina, ha annunciato la raffineria di Slovnaft.

    «Il petrolio greggio sta già arrivando di nuovo in Slovacchia attraverso l’oleodotto Druzhba e in Ungheria la fornitura dovrebbe essere ripristinata domani», ha detto il portavoce della raffineria Anton Molnar. Allo stesso tempo, la compagnia petrolifera ungherese Mol ha annunciato in un comunicato di aver pagato il diritto di transito in Ucraina del petrolio russo.

  • L’agenzia ebraica si prepara a lasciare Russia

    L’Agenzia Ebraica si appresta a lasciare la Russia. Lo riporta il Jerusalem Post secondo cui - in base ad una fonte interna all’organizzazione - l’Agenzia è sulla strada di mettere fine alla propria presenza fisica nel territorio russo.

    La decisione - ancora non confermata ufficialmente - giungerebbe alla fine di un lungo periodo di tensioni con Mosca a seguito delle posizioni - secondo il Cremlino - assunte da Israele dopo l’invasione dell’Ucraina.

    Il quotidiano ha aggiunto che i capi dell’Agenzia sono riuniti a Gerusalemme per varare la fine delle attività in Russia e il trasferimento delle operazioni da Mosca in Israele.

    «Le implicazioni di questo ’esodo’ di una delle più simboliche organizzazioni ebraiche in Russia e le sue attività in Israele sono - ha scritto il giornale - significative».

    Il Jerusalem post ha quindi sottolineato che «tutto ciò che è possibile fare online, come affrontare il processo di ’aliya’ (trasferimento in Israele di ebrei russi, ndr), avverrà digitalmente».

  • Domani riunione Consiglio sicurezza Onu su Zaporizhzhia

    Si terrà domani a New York una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per affrontare la situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia nel sud dell’Ucraina, la più grande d’Europa. La riunione si svolgerà su richiesta dell’inviato russo presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov. Ulyanov ha anche accusato Kiev di creare “ostacoli e difficoltà artificiali” a una potenziale missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica presso la centrale nucleare.

  • Kiev: in attacco Crimea distrutti 9 aerei russi

    Nell’attacco condotto dalle forze speciali ucraine contro l’aereo militare russo in Crimea sono stati distrutti 9 aerei delle forze militari di Mosca. Lo ha rivendicato l’aviazione di Kiev. La Russia ha negato che qualsiasi aereo sia stato danneggiato nelle esplosioni o che abbia avuto luogo un attacco.

  • Crimea, proclamato stato di emergenza intorno alla base russa colpita

    È stato proclamato lo stato d’emergenza nella municipalità di Novofedorivka, vicino all’aerodromo militare russo in Crimea scosso ieri da numerose esplosioni. Lo ha annunciato Sergey Aksyonov, capo del governo filorusso in Crimea, citato dall’agenzia stampa russa Interfax, rilanciata da Ukrainska Pravda.

    «È stata proclamata un’emergenza su scala municipale. Sono 252 i residenti portati in centri di accoglienza temporanei», ha affermato Aksyonov, aggiungendo che verranno pagati risarcimenti fino a 100mila rubli per le case danneggiate.

  • Ucraina, procura di Genova indaga su italiano arruolato a Kiev

    C’è il primo Italiano indagato per essere andato a combattere in Ucraina con la resistenza. E’ un genovese di 19 anni, Kevin Chiappalone, simpatizzante del movimento di estrema destra CasaPound.

    Il sostituto procuratore Marco Zocco della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo genovese lo accusa di essere un mercenario arruolato nella Brigata internazionale ucraina e rischia una condanna da due a sette anni.

    L’indagine della Digos era partita dopo le dichiarazioni del giovane al settimanale Panorama in cui annunciava di volere partire per difendere l’Ucraina dopo avere sentito Putin che parlava di «denazificare il Paese».

    Sotto indagine per il presunto arruolamento tra le milizie ucraine risulta uno studente genovese. L’indagine punta a chiarire i contorni dell’accaduto, dopo che il ragazzo nei mesi scorsi non aveva più dato notizie di sé salvo quella di aver raggiunto l’Ucraina ed essere impegnato al fronte.

    Da chiarire i termini della vicenda, se ci sia stato - ed in quale contesto - un arruolamento. Tra i reati ipotizzabili quello della violazione della Convenzione internazionale contro l’utilizzo di soldati mercenari. Il giovane genovese sarebbe partito tre mesi fa raggiungendo autonomamente i confini diretto in Ucraina.

  • Russia: fermata reporter contraria alla guerra

    La giornalista ’no-war’ russa Marina Ovsyannikova è stata fermata dalla polizia con l’accusa di «aver screditato» l’esercito: lo ha detto all’Afp il suo avvocato, Dmitri Zakhvatov. «Siamo attualmente con gli investigatori. Un’indagine è stata aperta» contro Ovsyannikova per «diffusione di informazioni false» sull’esercito russo, ha detto il legale, aggiungendo che la reporter «è stata fermata».

    Ovsyannikova è nota per essersi presentata a sorpresa in diretta davanti alle telecamere della tv di Stato russa durante il tg mostrando un cartello contro la guerra in Ucraina ordinata da Vladimir Putin.

  • Filorussi del Donetsk: tribunali di guerra a Mariupol entro l’estate

    Entro la fine dell’estate, verrà istituito a Mariupol un primo tribunale di guerra russo per giudicare ’nazionalisti ucraini’ come i membri del battaglione di Azov. Lo ha detto all’agenzia stampa russa Tass il capo dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, il filorusso Denis Pushilin. “Siamo nella fase attiva di preparazione del tribunale di guerra. Il primo si insedierà molto probabilmente a Mariupol. Sarà organizzato entro la fine dell’estate”, ha detto Pushilin, aggiungendo di voler un tribunale “il più trasparente possibile” con la presenza dei media internazionali.

  • G7, Russia ceda controllo centrale nucleare Zaporizhzhia a Kiev

    “Chiediamo alla Russia di restituire immediatamente la centrale nucleare di Zaporizhzhia e tutti gli impianti nucleari all’interno dei confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina al pieno controllo del loro legittimo proprietario, l’Ucraina, al fine di garantirne il funzionamento sicuro e protetto”. E’ quanto affermano in una dichiarazione congiunta i ministri degli Esteri dei Paesi del G7. “Il personale ucraino che gestisce la centrale nucleare di Zaporizhzhia deve essere in grado di svolgere le proprie mansioni senza subire minacce o pressioni”, hanno sottolineato i ministri degli Esteri del G7.

  • Russia, perquisita casa della reporter contraria alla guerra

    La polizia russa ha perquisito oggi, senza aspettare l’arrivo di un avvocato, l’abitazione della giornalista Marina Ovsyannikova, nota per la sua contrarietà all’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe: lo fa sapere la testata indipendente Meduza riportando quanto riferito dal legale della reporter, Dmitry Zakhvatov, all’ong Ovd-Info. Secondo l’avvocato, la perquisizione è legata a un procedimento penale contro la reporter sulla base di una nuova legge “bavaglio” entrata in vigore dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe che prevede fino a 15 anni di reclusione per la diffusione di informazioni sulle forze armate che dovessero essere ritenute “false” dalle autorità russe. In base a questa legge, in pratica, chi condanna l’invasione dell’Ucraina rischia pesanti pene detentive in Russia, dove il governo sta rafforzando la censura reprimendo ogni forma di dissenso. L’avvocato ritiene che le accuse, di matrice ovviamente politica, siano legate a una protesta solitaria di inizio luglio non lontano dal Cremlino durante la quale la giornalista aveva stretto in mano un cartello in cui denunciava la morte di bambini a causa della guerra in Ucraina. Per quella protesta, la giornalista era stata fermata dalla polizia e poi rilasciata, ma con l’accusa di matrice politica di aver “screditato l’esercito” ed era stata condannata a una multa di 50.000 rubli. Ovsyannikova, 43 anni, è diventata nota in tutto il mondo per essersi presentata a sorpresa in diretta davanti alle telecamere della tv di Stato russa durante il tg mostrando un cartello contro la guerra in Ucraina ordinata da Vladimir Putin.

  • Attacco hacker russi a parlamento finlandese

    La pagina web del parlamento finlandese è rimasta bloccata per diverse ore a seguito di un attacco informatico che i servizi di sicurezza del paese attribuiscono a 'hacker russi'. L'attacco, compiuto saturando i server, ha completamente bloccato ieri il sito web del parlamento, che oggi ha ripreso ad operare, seppur lentamente, con lunghi tempi di attesa per accedere al portale. Dietro questo incidente ci sarebbe un gruppo di pirati russi chiamato NoName057(16) che sul proprio account Twitter ha annunciato una “visita amichevole” in Finlandia, ed ha alluso alla prevista futura integrazione del paese nell'Alleanza Atlantica, secondo il canale televisivo pubblico Yle.

  • Raid forze sicurezza russe in casa della giornalista 'no-war'

    Le forze di sicurezza russe hanno fatto irruzione nella casa della giornalista moscovita Marina Ovsyannikova, diventata famosa in tutto il mondo per aver esibito nel marzo scorso alle spalle di una collega impegnata in una diretta alla televisione statale russa un cartello con slogan di condanna della guerra russa in Ucraina. Gli uomini dei servizi di sicurezza - ha reso noto oggi l'avvocato Dmitry Zakhvatov, del gruppo per i diritti civili OVD-Info - sono entrati nell'abitazione della cronista senza attendere l'arrivo del consulente legale di Ovsyannikova. La giornalista è già stata condannata al pagamento di diverse pesanti ammende per le sue critiche alla guerra di Putin in Ucraina e ora le perquisizioni potrebbero essere legate secondo Zakhvatov alla recente protesta che l'ha vista agitare un cartello con la scritta 'Putin è un assassino, i suoi soldati fascisti' nel centro di Mosca, non lontano dal Cremlino. In base ad una nuova legge approvata in Russia, ogni atto o dichiarazione che possa gettare discredito sulle forze armate russe può essere punito con la detenzione fino a 15 anni. Dopo la protesta di marzo, con cui aveva esibito il cartello con la scritta “Stop alla guerra. Non credete alla propaganda. Vi stanno ingannando”, la giornalista si era trasferita per un breve periodo all'estero ed aveva lavorato per il quotidiano tedesco 'Die Welt'.

    La giornalista Marina Ovsyannikova. (Photo by Alexander NEMENOV / AFP)

  • G7, Russia mette in pericolo area centrale Zaporizhia

    Il gruppo dei paesi del G7 accusa Mosca di “mettere in pericolo” la regione ucraina intorno alla centrale nucleare di Zaporizhia occupata dalle truppe russe e chiede la restituzione dell'impianto all'Ucraina. “Chiediamo che la Russia restituisca immediatamente al suo legittimo proprietario, l'Ucraina, il pieno controllo della centrale nucleare di Zaporizhia”, scrive il G7 in un comunicato diffuso dalla Germania, che ne detiene la presidenza. “È il continuo controllo russo dell'impianto che mette a rischio l'area”, aggiunge la nota.

  • Cnn, Usa ritengono sia iniziato addestramento russi in Iran sui droni

    Gli Stati Uniti ritengono che ufficiali russi abbiano iniziato nelle ultime settimane in Iran un addestramento sui droni. Lo riporta la Cnn che parla di un ultimo segnale del fatto che la Russia intenda acquistare i sistemi mentre prosegue la guerra in Ucraina. “Durante le ultime settimane - ha detto alla rete un funzionario americano - ufficiali russi hanno condotto un addestramento in Iran nel quadro dell'accordo per il trasferimento di droni dall'Iran alla Russia”. Un no comment sui droni era arrivato il mese scorso dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Era stata la Cnn a riferire a metà luglio, anche sulla base di immagini satellitari ottenute in esclusiva, di una delegazione russa che era stata in Iran in almeno due occasioni - a giugno e il mese scorso - per esaminare droni.

  • Kiev, una dozzina aerei russi distrutti in esplosione Crimea

    L'esplosione di ieri in Crimea ha provocato la distruzione di una dozzina di aerei militari presenti nell'aerodromo di Suki. A fare la stima è il portavoce dell'aviazione ucraina, Yuri Inhat. “Dopo l'esplosione che abbiamo visto, è chiaro che il contingente dell'aviazione è stato colpito”, ha detto Inhat in televisione, sottolineando che nella base si trovavano aerei caccia Sukhoi Su-30M e Su-24, oltre ad aerei da trasporto Ilyushin Il-76. Kiev non rivendicato direttamente la responsabilità dell'attacco all'aerodromo, che ha provocato una serie di esplosioni. Il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak ha però twittato che questo “è solo l'inizio”. E il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato ieri sera che la guerra si concluderà con la liberazione della Crimea. Dal canto suo, il ministero della Difesa russo ha confermato le esplosioni nei depositi di munizioni dell'aerodromo, negando tuttavia che siano state provocate da un attacco esterno e che siano stati danneggiati degli aerei. Secondo il think tank americano Institute for the Study of the War, la leadership russa non vuole ammettere l'attacco ucraino per motivi d'immagine, dato che ciò significa il fallimento della propria difesa aerea.

    Ucraina, esplosioni in una base aerea militare russa in Crimea
  • Filippine annullano ordine 16 elicotteri militari russi

    Le Filippine hanno annullato l'ordine di 16 elicotteri militari russi Mi-17 per 12,7 miliardi di pesos filippini (228 milioni di euro). Il ministero della Difesa filippino “sta formalizzando la risoluzione” del contratto, ha affermato il portavoce Arsenio Andolong. Delfin Lozenzana, ministro della Difesa con l'ex presidente Rodrigo Duterte, ha assicurato a marzo che la vendita era ancora valida, avendo Manila pagato un acconto prima dell'inizio della guerra, ma la scorsa settimana, Lozenzana ha riferito che Duterte aveva già deciso la rottura del contratto prima di cedere il governo il 30 giugno al nuovo presidente Ferdinand Marcos Jr, che ha confermato la decisione. “Non so se possiamo riavere i soldi indietro poiché la risoluzione del contratto è responsabilità nostra”, ha detto Lorenzana.

    (EPA/STR)

  • Vasto incendio in Russia dopo esplosione di fronte a Mariupol

    Vasto incendio nella russa Ejsk (Yeysk) sul Mar d'Azov, praticamente di fronte alla città di Mariupol occupata dai russi durante l'invasione dell'Ucraina. Lo riporta la Cnn. Immagini e video diffusi sui social media e geolocalizzati dalla Cnn mostrano una colonna di fumo nero, un filmato mostra una forte esplosione. L'agenzia russa Tass ha riferito di un incendio in un hangar in un'area di 550 metri quadrati, precisando che non ci sono vittime e che i servizi d'emergenza sono al lavoro.

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  • In vigore bando Ue su divieto importazioni di carbone russo

    Entra pienamente in vigore dalla mezzanotte di oggi il divieto di importare carbone dalla Russia per gli Stati membri dell’Ue, misura inclusa nel quinto pacchetto di sanzioni stabilito dall’Unione europea ad aprile. Gli Stati membri avevano concordato un periodo di transizione di 12 giorni per dare al settore industriale il tempo di adattarsi al bando sulle importazioni.

    Ad aprile la Commissione europea aveva dichiarato che l’embargo sul carbone potrebbe costare alla Russia circa 8 miliardi di euro all’anno. Il bando sul carbone è stata la prima sanzione da parte dell’Ue sulle forniture energetiche russe. In un successivo pacchetto si è deciso di vietare le forniture petrolifere, e il nuovo embargo dovrebbe entrare in vigore alla fine dell’anno, con eccezioni per alcuni Paesi particolarmente dipendenti dal greggio russo.

    Tra questi l’Ungheria, che potrà continuare a ricevere le forniture russe. Tuttavia, la russa Transneft ha fatto sapere ieri di aver interrotto le consegne di petrolio a Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia.

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  • Kiev School of Economics, in Russia nel 2023 sarà recessione

    Le sanzioni occidentali mordono l’economia russa che, dopo aver mostrato resilienza nei mesi successivi all’invasione ucraina, nella parte restante del 2022 e per tutto il 2023 sarà in grande difficoltà. Lo rivela uno studio della Kyiv School of Economics, secondo cui il prossimo anno la Russia subirà un calo dei ricavi da petrolio e gas “di oltre il 40%”. Ovvero “da circa 330 miliardi di dollari nel 2022 a 190 miliardi di dollari nel 2023”, per toccare i “150 miliardi di dollari all’anno entro la fine del 2023”. Un livello che lo studio definisce “critico” per l’erario russo. Lo studio prevede inoltre un boom di disoccupati.

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  • Cereali: vendita primo carico da Ucraina a Libano annullato

    Il contratto per la vendita del primo carico di grano esportato dall’Ucraina in Libano è stato annullato a causa del ritardo nella consegna. Lo afferma l’Ambasciata ucraina in Libano.
    Il Razoni, mercantile battente bandiera della Sierra Leone, ha lasciato il porto ucraino di Odessa il primo agosto con 26.000 tonnellate di mais e avrebbe dovuto attraccare domenica nel porto di Tripoli.

    Il termine di consegna di cinque mesi “ha spinto acquirente e spedizioniere a concordare l’annullamento dell’ordine”, spiega l’Ambasciata. Razoni, attualmente fermo a Mersin nel sud della Turchia, è stato ispezionato la scorsa settimana da esperti turchi e russi al largo di Istanbul. Lunedì una prima nave è attraccata alla destinazione finale, la Turchia. In totale otto navi hanno navigato da quando è stato firmato l’accordo tra Russia e Ucraina.

    La nave cargo Razoni ( REUTERS/Mehmet Emin Caliskan)

  • Truppe russe riprendono offensiva contro Donetsk

    Secondo lo Stato maggiore dell’esercito ucraino i russi stanno cercando di riprendere l’offensiva in direzione Donetsk-Pisky, nell’Ucraina orientale. Gli attacchi continuano anche nelle direzioni Mineralne- Avdiivka, ’ma hanno subito perdite e si sono ritirati’. Nella direzione di Kharkiv, ci sono stati bombardamenti da carri armati, canne e artiglieria a reazione contro gli insediamenti di Udy, Dementiyivka, Nove, Pitomnyk, Ruski Tyshki, Peremoha, Verkhnii Saltiv, Stariy Saltiv, Mospanove, Stara Hnylytsia, Husarivka, Korobochkine, Pjatihirske e Shevelivka. Nella direzione di Slavyansk sono state bombardate le aree di Velika Komyshuvakha, Dmytrivka, Karnaukhivka, Dovgenki, Virnopill, Nova Dmitrivka, Bogorodichny e Dolyna.

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  • Kiev: I russi hanno perso 42.800 soldati da inizio conflitto

    Le forze armate russe hanno perso 42.800 soldati dall’inizio del conflitto in Ucraina. Lo rendono noto le forze armate di Kiev nel loro bollettino giornaliero. A questi si aggiungono, fra le altre cose, 1.832 carri armati, 971 sistemi di artiglieria, 133 aerei, e 232 elicotteri.

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  • Oms, 434 attacchi a sanità con 85 morti e 101 feriti

    L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha verificato a oggi 434 attacchi all’assistenza sanitaria in Ucraina. Questi episodi si sono verificati tra il 24 febbraio, giorno di inizio della guerra con la Russia, e il 28 luglio - riferisce l’Oms in un tweet - e hanno causato 85 morti e 101 feriti.

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  • Forze russe vogliono collegare la centrale di Zaporizhia alla Crimea

    Le forze russe che occupano la centrale nucleare ucraina di Zaporizhia si preparano a collegarla alla Crimea e la stanno danneggiando per riorientarla verso la produzione di elettricità. “I militari russi nella centrale nucleare di Zaporizhia stanno implementando il programma di Rosatom per collegare l’impianto alle reti elettriche della Crimea”, ha detto il presidente di Energoatom Petro Kotin.

    “Per farlo è necessario prima danneggiare gli elettrodotti dell’impianto collegato al sistema energetico ucraino. Dal 7 al 9 agosto i russi hanno già danneggiato tre elettrodotti. Al momento l’impianto funziona con una sola linea di produzione, un modo di lavorare estremamente pericoloso. Quando l’ultima linea di produzione verrà disconnessa, l’impianto sarà alimentato da generatori a diesel. Tutto dipenderà quindi dalla loro affidabilità e dalle scorte di carburante”, ha aggiunto. Non lontana dalla Crimea, la più grande centrale d’Europa dispone di sei dei 15 reattori ucraini, in grado di rifornire quattro milioni di case.

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  • Il parlamento ucraino prolungherà durata legge marziale

    Alla prossima riunione plenaria, la Verkhovna Rada, il parlamento di Kiev, prolungherà il termine della legge marziale in Ucraina. Lo ha riferito il deputato popolare Yaroslav Zheleznyak su Telegram. Lo riporta Unian. “Nella prossima sessione plenaria, il parlamento estenderà nuovamente la durata della legge marziale in Ucraina. Il corrispondente decreto del presidente sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio nei prossimi giorni”, ha affermato. “Il termine della proroga è ancora sconosciuto, ma si prevede che, purtroppo, sarà anche abbastanza lungo”, ha spiegato ancora.

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  • Kiev, missili russi vicino Zaporizhzhia, uccisa una donna

    Una donna è rimasta uccisa la scorsa notte durante un attacco russo alla periferia di Zaporizhzhia, nel territorio dove si trova la centrale nucleare più grande d’Europa. Lo riferisce Ukrinform. “Si sa di un attacco all’insediamento di Kushuhum. Tre case sono state distrutte, altre 30 sono state danneggiate. Purtroppo una donna è stata uccisa”, ha scritto su Telegram il sindaco Anatoliy Kurtiev. Secondo le prime informazioni, le unità di difesa aerea ucraine hanno abbattuto due missili russi.

    La centrale nucleare di Zaporizhzhia ( REUTERS/Alexander Ermochenko)

  • Kiev, non abbiamo nulla a che vedere con esplosioni in Crimea

    Il governo di Kiev si dichiara estraneo alle esplosioni avvenute ieri in una base militare russa in Crimea. Rispondendo a una domanda diretta alla tv online Dozhd, Mykhailo Podolyak, influente consigliere del presidente Volodymyr Zelensky ha negato ogni addebito. “Certo che no. Cosa abbiamo a che fare noi con questo?”, le sue parole.

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  • Intelligence Gb, forze russe divise fra offensiva in Donbass e difesa nel Sud

    Le forze russe impegnate sul campo in Ucraina stanno affrontando “due priorità concorrenti” ovvero “rinforzare l’offensiva nel Donbass e - allo stesso tempo - rafforzare le difese nei confronti del contrattacco ucraino nel Sud”. È quanto spiega l’Intelligence britannica nel suo bollettino giornaliero sull’andamento del conflitto.

    La Russia inoltre avrebbe formato un nuovo battaglione di fanteria con base a Mulino nella regione di Nizhny Novgorod. Sarebbe formato per la gran parte da volontari ma difficilmente raggiungerà le 15-20 mila unità, misura standard per un battaglione, visto che - secondo gli 007 britannici - l’adesione sarebbe “scarsa”.

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  • Bombardamenti nella notte a Dnipro, almeno 11 morti

    Nella regione ucraina di Dnipropetrovsk è stata una “notte tragica”. Lo scrive su telegram il governatore locale Valentin Reznichenko. I bombardamenti sul distretto di Nikopol infatti hanno causato almeno 11 morti e 13 feriti. “Hanno colpito deliberatamente su aree residenziali e di nascosto quando le persone dormivano nelle loro case”, ha denunciato. In particolare a finire sotto l’attacco russo è stata Marhanets, dove si contano 10 morti e 11 feriti di cui sette gravi. Lo riportano i media ucraini.

    (REUTERS/Stringer)

  • Mosca chiede riunione Consiglio Onu su centrale Zaporizhia

    La Russia ha chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu “sui recenti attacchi ucraini contro la centrale nucleare di Zaporizhia e le catastrofiche conseguenze che potrebbero comportare”. Lo ha detto all’agenzia Tass una fonte della missione russa presso le Nazioni Unite. La riunione, secondo la richiesta di Mosca, dovrebbe svolgersi l’11 agosto.

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  • Mosca, Guterres renda possibile visita Aiea a Zaporizhia

    La Russia fa appello al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, perché si attivi al fine di rendere possibile una visita degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhia, nel sud dell’Ucraina, controllata dai russi, che le forze di Kiev e quelle di Mosca si accusano a vicenda di bombardare.

    Guterres “non solo deve parlare in questo senso, ma deve fare in modo che questa visita avvenga”, ha affermato Igor Vishnevetsky, vice direttore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo sulle armi del ministero degli Esteri russo. Lo riferisce la Tass. Mosca ha detto di avere fatto “tutto il necessario” perché la visita avvenga, ma accusa Kiev di averla finora impedita.

    Guterres (Onu): "Umanità sta giocando con una pistola carica"

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