ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEuropa

Turchia, Pkk rivendica attentato ad Ankara. Spagna, almeno 13 le vittime dell’incendio in discoteca

Dal mondo oggi: un massiccio attacco è stato lanciato nella notte dall’esercito russo sulla regione di Cherkasy, in Ucraina centrale. Colpite le strutture dove viene tenuto il grano. Attentato kamikaze in Turchia, ad Ankara. Spagna, incendio in discoteca: almeno 11 morti

Fiamme nel villaggio di Grakovo, nella regione di Kharkiv, dopo un attacco russo (Photo by SERGEY BOBOK / AFP)
  • Una missione Onu nel Nagorno Karaback, prima volta in 30 anni

    Una missione delle Nazioni Unite è arrivata oggi nel Nagorno Karabakh, per la prima volta in tre decenni. Lo ha annunciato l’Azerbaigian, nel momento in cui la maggioranza della popolazione armena locale ha lasciato l’enclave dopo la sua riconquista da parte di Baku. Il portavoce della presidenza azera ha detto che la missione delle Nazioni Unite è arrivata “questa mattina” con il compito principale di valutare i bisogni umanitari sul posto.

    La missione ha visitato un posto di controllo al confine tra il Nagorno Karabakh e l’Armenia, ha precisato a fine giornata il portavoce del ministero degli Esteri azero. La missione, guidata da Vladanka Andreeva, coordinatrice residente delle Nazioni Unite in Azerbaigian, dovrebbe tenere una conferenza stampa domani. Da parte sua, il capo della diplomazia francese, Catherine Colonna, ha annunciato che martedì si recherà in Armenia per “riaffermare il sostegno della Francia alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Armenia”. Parigi ha deplorato che l’Azerbaigian abbia acconsentito alla missione dell’Onu solo dopo l’esodo di massa degli armeni.

    I separatisti armeni, che hanno controllato il Nagorno Karabakh per tre decenni dopo la disgregazione dell’Urss, hanno capitolato la scorsa settimana, affrontando un’offensiva fulminea da parte dell’Azerbaigian che ha lasciato dietro di sé quasi 600 morti. Da allora, l’enclave è stata abbandonata dai suoi abitanti, con più di 100.000 rifugiati - sui 120.000 abitanti che ufficialmente vi risiedono - fuggiti in Armenia per paura di ritorsioni da parte dell’Azerbaigian, facendo temere una grave crisi umanitaria.

  • Turchia, PKK rivendica attentato ad Ankara

    Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha rivendicato l’attentato kamikaze ad Ankara. L’azione è stata rivendicata con un comunicato pubblicato da Anf, l’agenzia di notizie vicina al Pkk, firmato dal «Battaglione degli immortali». Secondo il comunicato, l’attacco è un avvertimento «contro il massacro e le pressioni fasciste sul popolo del Kurdistan» ed è stato eseguito volutamente nel giorno in cui il Parlamento turco ha aperto dopo la pausa estiva. «Se il regime fascista dell’Akp - il partito di governo del presidente turco Recep Tayyip Erdogan - continuerà a commettere questi crimini, le azioni legittime della giustizia rivoluzionaria continueranno», aggiunte il comunicato

  • Sanchez, solidarietà con le vittime

    «Il mio affetto e la mia solidarietà alle vittime e alle loro famiglie del tragico incendio accaduto questa mattina in una discoteca di Murcia. Ho appena comunicato al presidente della Regione di Murcia tutto il nostro sostegno e collaborazione. Grazie ai servizi di emergenza dispiegati sul territorio per il loro lavoro». Lo scrive su X il premier Pedro Sanchez.

  • Spagna, sale a 13 il bilancio vittime dell’incendio in discoteca

    Sale ancora il bilancio delle vittime dell’incendio alle discoteche di Murcia: i morti sono 13, come hanno reso noto servizi di emergenza.

  • Slovacchia, Fico: useremo anche la forza contro i migranti

    Robert Fico, il leader del partito Smer-sd vincitore delle elezioni in Slovacchia, ha annunciato: «Useremo anche la forza per proteggere il nostro Paese dai migranti». Parlando in una conferenza stampa a Bratislava trasmessa dalla tv slovacca Ta3, Fico ha premesso che adotterà «subito misure per la ripresa dei controlli alla frontiera con l’Ungheria».

  • Migranti respinti al confine francese, «anche con droni»

    Ancora respingimenti di migrati da parte della Gendarmerie francese verso il Piemonte dal confine verso l’Italia, la scorsa notte, in Valle di Susa (Torino). A denunciarlo è il presidente della onlus Rainbow4Africa, Paolo Narcisi, che descrive l’affollamento al rifugio di Oulx, in alta Val di Susa.

    «La situazione ci è stata aggiornata dai volontari della Croce Rossa intervenuti in soccorso- spiega Narcisi - Il rifugio è pieno, stimiamo oltre 180 i migranti ospitati - aggiunge Narcisi - abbiamo deciso di mettere gente a dormire in terra».

    Questa mattina intorno alle 8, sottolineano dalla onlus, altri 40 migranti sarebbero stati respinti, attraverso i boschi. I migranti, nei loro racconti, parlano «di droni utilizzati dalla Gendarmerie per allontanarli».

  • Kiev: Mosca ha concentrato oltre 10mila uomini a Bakhmut

    La Russia ha concentrato più di 10.000 militari effettivi a Bakhmut, con reggimenti di carri armati, gruppi motorizzati e aviotrasportati. Lo ha dichiarato il capo del servizio stampa del Gruppo orientale delle Forze armate ucraine Ilya Yevlash a United News, come riportato da Ukrinform. «Per quanto riguarda Bakhmut, il nemico vi ha concentrato forze significative, più di 10.000 persone. E ora ci sono pesanti battaglie», ha riferito Yavlesh affermando che non ci sono prove che il nemico abbia intenzione di lasciare la città.

  • Spagna: salgono ad almeno 11 i morti nell’incendio in discoteca

    Sale a 11 il numero dei morti nell’incendio scoppiato all’alba in una discoteca di Murcia, nel sud della Spagna. Dopo aver estinto le fiamme, i soccorritori si trovano ora tra le macerie della discoteca per cercare i corpi delle diverse persone che mancano all’appello. In particolare, non si hanno notizie di alcuni componenti di un gruppo di amici che ieri notte stavano festeggiavano un compleanno.

    Spagna, incendio in una discoteca a Murcia: almeno 9 morti
  • Crosetto: Scholz blocca confini ma agevola migranti qui

    «Si cerca di bloccare l’immigrazione in una parte d’Europa e se ne agevola il trasporto in un’altra. Coerente e geniale». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X commenta le dichiarazioni del cancelliere tedesco Olaf Scholz, il quale ha annunciato controlli aggiuntivi alla frontiera con l’Austria e altri congiunti con Svizzera e Repubblica Ceca sul loro versante.

  • Khaled El Qaisi scarcerato da Israele ma a condizioni

    Khaled El Qaisi, il giovane italo palestinese, in prigione in Israele dal 31 agosto è stato scarcerato. Lo ha deciso un tribunale di Rishon le Tzion ma a condizione che per sette giorni resti a disposizione delle autorità e lasci il passaporto in consegna. A quanto si apprende andrà a Betlemme per i sette giorni. La notizia è confermata dalla moglie Francesca Antinucci, «per una settimana non può muoversi dai territori».

  • Spagna, incendio in discoteca: 6 morti

    Sei persone sono morte e altre due sono rimaste intossicate in seguito all’incendio scoppiato nella discoteca Teatre di Murcia, nel sud della Spagna, scoppiato alle 6 di stamattina.

  • Tunisia: non faremo la guardia di frontiera ad altri Paesi

    «La Tunisia non può in nessun caso fungere da guardia di frontiera per altri Paesi». Lo ha affermato il ministro tunisino dell’Interno Kamel Feki in una dichiarazione video pubblicata dal suo dicastero, sottolineando che il Paese non può assorbire massicci flussi di migranti irregolari oltre le sue capacità sociali e finanziarie, né può fungere da Paese ospitante. E ha aggiunto che la questione dell’immigrazione richiede concessioni reciproche da parte delle nazioni più ricche. Quindi ha inviato un messaggio alle Ong, che, secondo lui, stanno manipolando la questione migratoria per gli interessi degli europei.

  • Turchia, morto il kamikaze

    Un kamikaze è morto dopo essersi fatto esplodere nei pressi del ministero dell’Interno nella capitale turca Ankara. Lo ha fatto sapere il ministro dell’Interno Ali Yerlikaya, aggiungendo che un altro “terrorista” coinvolto nell’attacco, questa mattina alle 9.30 ora locale, è stato ucciso. I media turchi hanno diffuso la fotografia di un lanciarazzi a terra nella zona dove si è verificata l’esplosione, nei pressi delle sedi di altri ministeri e anche del Parlamento turco che oggi ha in programma di riaprire dopo la pausa estiva.

    Esplosioni ad Ankara: morto kamikaze, ucciso secondo attentatore
  • Turchia, attacco terroristico ad Ankara. Un attentatore si fa esplodere

    «Verso le 9,30, due terroristi arrivati con un veicolo commerciale di fronte all’entrata del Direttorato generale della Sicurezza del ministero degli Affari interni hanno fatto esplodere una bomba». Lo ha affermato il ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya su X. «Uno dei terroristi si è fatto esplodere mentre l’altro è stato neutralizzato», ha aggiunto il ministro, facendo sapere che due agenti di polizia sono rimasti lievemente feriti.

  • L’Ucraina abbatte 16 droni russi su 30 nell’attacco notturno ai magazzini

    I sistemi di difesa aerea dell’Ucraina hanno abbattuto 16 dei circa 30 droni lanciati dalla Russia sul territorio ucraino durante la notte, hanno dichiarato domenica le forze aeree ucraine. L’attacco ha colpito la regione di Cherkasy, in Ucraina centrale. Sono state colpite strutture dove viene immagazzinato il grano. Le esplosioni hanno provocato incendi di vaste proporzioni.

  • Attacco russo ai magazzini del grano in Ucraina centrale

    Un massiccio attacco con droni è stato lanciato nella notte dall’esercito russo sulla regione di Cherkasy, in Ucraina centrale, sono state colpite strutture dove viene immagazzinato il grano, le esplosioni hanno provocato incendi di vaste proporzioni. Lo ha riferito il governatore Igor Taburets, citato dai media ucraini. “Di notte, il nemico ha attaccato massicciamente la regione di Cherkasy con droni. Le infrastrutture industriali di Uman sono state colpite. Di conseguenza sono scoppiati incendi nei magazzini. In particolare, dove veniva immagazzinato il grano”, ha detto.

  • Tre navi cargo cariche di grano lasciano i porti ucraini del Mar Nero

    Tre navi cargo hanno lasciato i porti ucraini del Mar Nero dopo aver eseguito un carico di grano e altre forniture alimentari, come mostra il database di MarineTraffic citato da Bloomberg. Sono le ultime a salpare da quando Kiev ha istituito un “corridoio umanitario” temporaneo dopo che la Russia ha abbandonato l’accordo che consentiva un passaggio sicuro per le esportazioni ucraine.

    Dopo aver invaso l’Ucraina lo scorso anno, Mosca ha chiuso i porti del Mar Nero a uno dei maggiori fornitori di grano al mondo, in quello che Kiev e i suoi sostenitori occidentali hanno definito un tentativo di usare le forniture alimentari globali come ricatto. Dal luglio 2022, i porti sono stati riaperti in base a un accordo mediato dalle Nazioni Unite e dalla Turchia, che ha permesso alla Russia di ispezionare le navi alla ricerca di armi. Mosca ha abbandonato l’accordo un anno dopo e ha reimposto il blocco.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti