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Ucraina, ultime notizie. I filorussi: «L’esercito ucraino attacca Zaporizhzhia». Kiev respinge le accuse

Un incendio che ha causato l’esplosione di munizioni è scoppiato questa mattina in una base militare nella Crimea annessa alla Russia. La partenza della prima nave con cereali diretta dall’Ucraina all’Africa è stata autorizzata ed è in programma per oggi. Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, e il capo delle Nazioni Unite Antonio Guterres hanno discusso della sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Zelensky ai russi: "Se state in silenzio siete complici"
  • Zelensky agli ucraini in Crimea: state lontani dai siti russi

    «Ogni giorno e ogni notte assistiamo a nuove segnalazioni di esplosioni nel territorio temporaneamente occupato dagli invasori. E chiedo ora a tutta la nostra gente in Crimea, in altre regioni del sud dell’Ucraina, nelle aree occupate del Donbass e nella regione di Kharkiv di prestare molta attenzione. Per favore, non avvicinarti alle installazioni militari dell’esercito russo e a tutti quei luoghi dove immagazzinano munizioni e attrezzature e dove tengono il loro quartier generale». È l’appello lanciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram, nel giorno del secondo attacco contro un sito russo in Crimea.

  • I filorussi: mettere fuori servizio Zaporizhzhia non è conveniente

    Mettere fuori servizio la centrale nucleare di Zaporizhzhia è «possibile» ma sarebbe «molto costoso» e inoltre non si potrebbe «estrarre i barili di scorie nucleari dal territorio della centrale». Lo ha spiegato Vladimir Rogov, membro del consiglio principale dell’amministrazione filorussa della regione. Lo riporta Ria Novosti. «Comunque, tutti questi 174 barili rimarranno, o quando li tireremo fuori li colpiranno», ha aggiunto riferendosi alle forze armate ucraine.

  • Mosca attacca Kharkiv con nuovi lanciatori tornado

    Razzi d’artiglieria russi di nuova generazione sono piovuti su una zona residenziale di Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina: lo scrive il Kyiv Independent, citando l’ufficio del procuratore. Secondo le fonti, si tratterebbe di razzi sparati da un nuovo lanciatore multiplo 9A52-4 Tornado.

  • Kiev: cyberattacco russo al sito dell’ente nucleare

    L’ente ucraino per l’energia atomica, Energoatom, ha denunciato un cyberattacco russo «senza precedenti» al suo sito web. «Il 16 agosto 2022, il più potente attacco informatico dall’inizio dell’invasione russa ha avuto luogo contro il sito web ufficiale di Energoatom», ha reso noto l’ente su Telegram. Il sito «è stato attaccato dal territorio russo», ha aggiunto, specificando comunque c’è il servizio non ha subito interruzioni.

  • Podolyak: creeremo caos tra le forze russe

    «Creare caos all’interno delle forze russe». Questo l’obiettivo della controffensiva delle forze armate di Kiev, come ha spiegato in un’intervista al Guardian Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelenky. Colpendo le linee di rifornimento degli invasori nei territori occupati, Podolyak ha annunciato più attacchi nei «prossimi due o tre mesi» dello stesso tipo di quello che martedì ha colpito un nodo ferroviario e una base aerea in Crimea, e quello della scorsa settimana su aerei da guerra russi all’aerodromo di Saky, sempre nella penisola di Crimea. Podolyak lo ha definito un «promemoria» che «la Crimea occupata dai russi porta come conseguenza esplosioni di magazzini e l’alto rischio di morte per invasori e ladri».

  • I filorussi: «L’esercito ucraino attacca Zaporizhzhia». Kiev respinge le accuse

    Le autorità filorusse che controllano Zaporizhzhia hanno accusato gli ucraini di aver attaccato la centrale nucleare con armi pesanti, con l’obiettivo di colpire l’impianto di raffreddamento. Lo riferisce la Tass, affermando che le forze di Kiev hanno sparato «decine di colpi con armi pesanti», che potrebbero provocare un «disastro peggiore di Chernobyl». La versione di Kiev è opposta: sono i russi a sparare verso le postazioni ucraine dalla centrale di Zaporizhzhia, utilizzandola come scudo.

  • Attacchi russi su Nikopol e Orihiv, un morto e almeno 10 feriti

    Le forze armate russe hanno bombardato la città di Nikopol nella regione di Dnipropetrovsk e quella di Orihiv nella regione di Zaporizhzhia. Lo riporta Ukrainska Pravda citando i governatori locali, Il bilancio sarebbe di un morto e almeno dieci feriti.

  • Zelensky: «Sanzione più efficace è chiusura confini a russi»

    “Io ho detto sin dall’inizio che le sanzioni più importanti sono quelle della chiusura del confini, perché loro stanno portando via il territorio di qualcun altro. Allora facciamoli vivere nel loro mondo fino a quando non cambiano filosofia”. È quanto dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rispondendo durante un’intervista al Washington Post, alla domanda su cosa i partner occidentali possono fare per impedire che la Russia proceda con i programmi di annessione di Kherson.

    Sottolineando che “il referendum illegale e l’annessione di Kherson” sono una violazione della “legge internazionale e dei confini”, Zelensky afferma che i partner potrebbero rispondere “imponendo sanzioni restrittive: per esempio un bando dell’ingresso dei cittadini russi nei Paesi dell’Unione Europea”. Secondo Zelensky i paesi “dovrebbero chiudere i confini e mettere un embargo sulle risorse energetiche, secondo me tutto il resto è debole”. Nell’intervista il presidente ucraino contesta quindi il concetto che i cittadini russi non abbiamo responsabilità o possibilità di fermare la guerra: “Possono, hanno eletto queste persone ed ora non le combattono, no le contestano, gridano contro di loro. I russi che si oppongono alla guerra sono casi isolati e sono in prigione”.

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (foto Ansa/US Zelensky)

  • Giovedì incontro Zelensky-Erdogan-Guterres in Ucraina

    Giovedì in Ucraina ci sarà un incontro trilaterale tra il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e quello ucraino Volodymir Zelensky. Lo comunica il portavoce delle Nazioni Unite.

  • Oltre 500mila tonnellate di grano esportate dall’Ucraina da fine luglio

    Più di mezzo milione di tonnellate di grano è stato esportato dall’Ucraina attraverso il Mar Nero dall’inizio di agosto. A renderlo noto è stato oggi l’Onu. Da quando l’Ucraina, la Russia, la Turchia e le Nazioni Unite si sono accordate sull’apertura della rotta del Mar Nero alla fine di luglio, sono stati approvati 36 passaggi. Un totale di 27 mercantili sono stati perquisiti in Turchia come previsto dall’accordo. Si stima che più di 20 milioni di tonnellate di prodotti cerealicoli siano bloccati in Ucraina da quando la Russia ha attaccato il paese vicino alla fine di febbraio bloccando i porti del paese. Più di un quarto di tutti i carichi di grano in partenza finora erano destinati alla Turchia, il 22% all’Iran e alla Corea del Sud, l’8% alla Cina e il 6% all’Irlanda, ha affermato l’Onu. Finora sono state esportate poco più di 560.000 tonnellate di prodotti a base di cereali, vale a dire mais, farina di girasole e grano.

  • Wsj, Germania rimanda chiusura ultime tre centrali

    La Germania ha deciso di rinviare la chiusura delle ultime tre centrali nucleari ancora in funzione nel paese, secondo quanto riporta il Wall Street Journal che cita fonti del governo tedesco. La decisione segue le preoccupazioni per la carenza di energia per il prossimo inverno causata dalla crescente guerra economica con la Russia e segna il primo allontanamento da anni di politica di abbandono dell’energia nucleare. Secondo il Wsj la decisione non è stata ancora approvata dal cancelliere tedesco Olaf Scholz e molto probabilmente richiederà un voto al Bundestag.

  • Gas, Gazprom mette in guardia, ancora rincari per l’inverno

    Continua la corsa dei prezzi del gas in Europa. Sempre sotto l’effetto della volatilità, la quotazione dei future al TTF, all’hub olandese (mercato di riferimento) ha sfondato il muro dei 240 euro al Megawattora (MWh), segnando un incremento di oltre l’11 per cento. E anche se, nei fatti - cioè sulle bollette - le conseguenze si vedranno in differita, Gazprom già mette in guardia sui rincari che attendono il prossimo inverno facendo presente che se la tendenza continua a essere questa i prezzi potrebbero arrivare a superare i 4mila dollari per 1.000 metri cubi.

    Alla base dell’impennata della quotazione del gas sul mercato, ci sarebbe da un lato la crescita dei prezzi spot in Asia e la chiusura di alcuni impianti di produzione in Norvegia per manutenzione già programmata dall’altro l’incremento delle temperature e il contemporaneo calo dell’energia eolica in Europa.

    Un peso ulteriore sulla strada della transizione energetica, lo mette il gigante energetico russo che non esclude un incremento dei prezzi del gas in Europa in inverno fino a oltre 4mila dollari per 1.000 metri cubi. In particolare - viene spiegato da Gazprom secondo quanto riferito dall’agenzia russa Tass - gli scambi spot in Europa hanno oltrepassato i prezzi di 2.500 dollari; quindi in base a “stime prudenti - viene rilevato - se la tendenza dovesse continuare, in inverno i prezzi supereranno i 4mila dollari per 1.000 metri cubi”. Se la stima fosse corretta si tratterebbe di un incremento di circa il 60% rispetto ai valori attuali. A marzo i prezzi si erano avvicinati ai 3.900 dollari per 1.000 metri cubi.

  • Macron, truppe russe lascino la centrale di Zaporizhzhia

    Emmanuel Macron ha lanciato un appello a Mosca perché ritiri le sue truppe dalla centrale di Zaporizhzhia. La situazione intorno all’impianto nucleare, dove da giorni si susseguono raid (tra scambi di accuse Mosca-Kiev), è stata al centro di un colloquio telefonico tra il presidente francese e il collega ucraino Volodymyr Zelensky.

    Il presidente francese Emmanuel Macron (foto Epa/Bonaventure)

  • Coldiretti, sos prezzi + 66% olio girasole

    L'olio di semi di girasole è il prodotto alimentare che ha fatto registrare in Italia il maggior incremento di prezzo, il 66%. A far schizzare il costo il blocco navale dall'Ucraina che ha ridotto al 46% le importazioni nazionali di olio. È quanto emerge dall'analisi della Coldiretti su dai Istat in riferimento all'arrivo nel porto di Monopoli (Bari) del primo carico di 6mila tonnellate di olio di semi di girasole destinate all'Italia con la nave Mv Mustafa Necati partita dal porto ucraino di Chornomorsk.

    La mancanza di olio di girasole si è fatta sentire in Italia dove numerose catene che sono state costrette a razionare le vendite mentre molte industrie alimentari hanno dovuto modificare le ricette dei proprio prodotti. Oltre che tal quale per le fritture, l'olio di girasole, ricorda Coldiretti, viene impiegato infatti dall'industria alimentare per la produzione di conserve, salse, maionese, condimenti spalmabili e la ripresa delle forniture può significare risparmi economici per le imprese costrette a rifornirsi con prodotti alternativi più costosi.

  • Uk chiede permesso a Russia per sorvolo ricognitore. Cremlino: «Provocazione»

    Il Regno Unito ha chiesto di far volare un proprio aereo da ricognizione su una rotta che attraversa la Russia. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo, come riporta Tass, che ha anche avvertito come le forze aerospaziali russe (Vks) abbiano il compito di prevenire queste provocazioni. «Il Regno Unito ha presentato domanda con un piano di volo per un aereo da ricognizione britannico RC-135 lungo una rotta che attraversa anche il territorio della Federazione Russa. Consideriamo questa azione come una provocazione deliberata», ha affermato il dipartimento militare russo. «Le forze aerospaziali della Russia hanno il compito di prevenire le violazioni dello spazio aereo della Federazione Russa. Tutte le possibili conseguenze di questa deliberata provocazione risiederanno esclusivamente dalla parte del Regno Unito», ha sottolineato il dipartimento.

  • Fonti Kiev, unità d’élite ucraina dietro attacco in Crimea

    Un alto funzionario ucraino, parlando con il New York Times in condizione di anonimato, ha affermato che le esplosioni nella base militare in Crimea sono state provocate da un’unità militare ucraina d’élite che operava dietro le linee nemiche. Il NYT ricorda che il ministero della Difesa russo ha parlato di un «atto di sabotaggio».

  • Kiev, missili russi su Nikopol vicino a Zaporizhzhia

    La città di Nikopol, che si trova dall’altra parte del fiume rispetto alla centrale nucleare di Zaporizhzhia nel sud dell’Ucraina, è stata nuovamente colpita dai missili russi. Lo denuncia Valentyn Reznichenko, capo dell’amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, spiegando che quattro persone sono rimaste ferite dopo che le aree residenziali sono state colpite. Nikopol è stato spesso preso di mira dalla base delle forze russe sulla sponda opposta del fiume Dnipro, dove si trova la centrale nucleare più grande d’Europa.

  • Arrivata terza nave in Italia proveniente dall’Ucraina

    È entrata poco fa nel porto di Monopoli (Bari) la nave cargo Mustafa Necati proveniente dall’Ucraina con a bordo 6mila tonnellate di olio di semi di girasole. La nave, partita il 7 agosto dal porto ucraino di Chornomorsk, a sud di Odessa, con una sosta in Turchia per essere sottoposta ai controlli previsti dall’accordo delle Nazioni Unite, è la terza imbarcazione che arriva in Italia dopo lo sblocco diplomatico raggiunto con l’intesa di Istanbul.

  • Arrivata a Ravenna nave ucraina con carico di soia

    È arrivata a Ravenna la nave cargo ’Sacura’, che trasporta 11mila tonnellate di semi di soia. La nave era partita l’8 agosto dal porto di Yuzhny. Si tratta della seconda imbarcazione con prodotti agricoli, proveniente dai porti ucraini, ad essere arrivata in Italia, in linea con quanto concordato a Istanbul dalle delegazioni di Mosca e Kiev con la mediazione di Onu e Ankara.

  • Kiev, raid nel nord del Paese partiti dalla Bielorussia

    La Russia ha lanciato un attacco missilistico al distretto di Zhytomyr, nel nord dell’Ucraina: lo afferma il governatore della regione Vitaliy Bunyechko su Telegram. «Attenzione. Sono state confermate due esplosioni nel territorio del distretto di Zhytomyr a seguito di un attacco missilistico del nemico», ha scritto Bunychenko, aggiungendo che «secondo le informazioni preliminari, i razzi che hanno colpito oggi il distretto di Zhytomyr sono stati lanciati dal territorio della Bielorussia». L’alto funzionario ha aggiunto che “non ci sono state vittime”.

  • Usa testano missile nucleare a lungo raggio nel Pacifico

    Gli Stati Uniti hanno testato oggi un missile nucleare a lungo raggio disarmato. Lo ha annunciato l’Air Force Global Strike Command, secondo quanto riportato dalla Cnn. Il missile balistico intercontinentale Minuteman III è stato lanciato dalla base dell’aeronautica di Vandenberg, in California, e ha viaggiato per 6.700 km alle Isole Marshall. Si è trattato di un «test di routine», spiega l’Air Force, «per dimostrare che l’arsenale nucleare Usa è pronto». Il test era stato annullato lo scorso 4 agosto quando la Speaker della Camera Nancy Pelosi si trovava in visita a Taiwan per evitare un’escalation con la Cina.

  • Italiani in Crimea, «situazione preoccupa ma non andiamo via»

    «Certo che siamo preoccupati, non solo noi italiani, e tutti vogliamo la pace». Lo affermano fonti italiane in Crimea, dove oggi si sono verificate nuove esplosioni, per le quali le autorità di Kiev non hanno né smentito né confermato la loro responsabilità. «Tutti gli italiani sono lontani dal luogo dove è avvenuta l’esplosione», assicurano le fonti, in riferimento a quella in un deposito di munizioni all’interno di una base militare russa a Dzhankoi.

    Nella penisola annessa dalla Russia nel 2014 vivono «non più di 300 persone di origine italiana, ma anche alcuni cittadini italiani con le loro famiglie» e tutti loro, «a quanto sappiamo, non pensano di lasciare la Crimea» malgrado il rischio di un’escalation, fanno sapere le fonti. Ma la Crimea oggi è un luogo sicuro? «C’è un posto che può dirsi sicuro nel mondo? Non credo - replicano le fonti - C’è ad esempio il rischio terrorismo. Di recente all’asilo frequentato dalla mia nipotina c’è stato un allarme bomba, ma questo succede anche in altri Stati. Siamo abituati a vivere in una situazione non molto tranquilla».

  • Il gas supera i 246 euro al MWh sulla piazza di Amsterdam

    Nuovo balzo del gas che si porta a 246,5 euro al MWh sulla piazza di Amsterdam. I contratti futures sul mese di settembre salgono dell’11,99%, mentre sulla piazza di Londra le quotazioni del metano salgono del 16,38% a 492 penny per unità termica (Mbtu).

  • Zelensky parla con Macron: «informato su terrorismo nucleare russo»

    «Prosegue il dialogo con il presidente francese Emmanuel Macron. Informato sulla situazione al fronte, sul terrorismo nucleare russo all’impianto nucleare di Zaporizhzhya. Ringraziato per il tangibile aiuto alla difesa dell’Ucraina. Discussione sugli aiuti macrofinanziari a Kiev e le sfide per la sicurezza alimentare. Dobbiamo aumentare le sanzioni alla Russia». A scriverlo in un tweet dedicato al colloquio con il presidente francese è stato il leader ucraino Volodymyr Zelensky.

  • Elettricità: a Borsa Lipsia supera i 540 euro al Mwh

    L’energia elettrica supera la soglia dei 540 euro al MWh sulla piazza di Lipsia, dove ha sede la Borsa Europea dell’Energia (Eex). In particolare il prezzo per la Svizzera è di 545,84 euro al MWh in condizioni normali e di 562,49 euro al MWh per le condizioni di picco. In Austria è di 555,13 euro in condizioni normali e di 575,33 euro in quelle di picco e in Germania è di 551,95 euro a condizioni normali e di 569,9 euro nei picchi. Livelli simili in Francia, dove vengono chiesti 552,85 euro al MWh in condizioni normali e 577,42 euro in condizioni di picco.

  • Mosca, firmato contratto per super missili Sarmat

    Il ministero della Difesa russo ha firmato oggi, in occasione del forum Army 2022, un contratto per la consegna di missili balistici intercontinentali Sarmat. Lo riporta Interfax. «È stato firmato un contratto governativo per la produzione e la consegna del sistema missilistico strategico Sarmat», è stato annunciato durante una cerimonia. Il presidente russo Vladimir Putin aveva annunciato a giugno che i Sarmat saranno operativi in Russia entro fine anno e che daranno garanzie di sicurezza alla Russia «contro le attuali minacce» e faranno «riflettere coloro che ci stanno minacciando».

    Missili balistici intercontinentali Sarmat.

  • Ambasciatore Ucraina in Vaticano, Papa venga a Bucha

    Il programma di una visita di Papa Francesco in Ucraina, è ancora «oggetto di negoziato» ma «di sicuro, da parte ucraina sarà proposto e ci aspettiamo che il Pontefice venga a Kiev» e che da lì poi, «si sposti dove giacciono i corpi delle vittime innocenti massacrate dall’esercito russo nel marzo scorso per sostarvi in preghiera come avvenuto a Bucha, ad appena 15 km da Kiev dove sono state rinvenute circa 1400 vittime». A dirlo è l’ambasciatore di Kiev presso la Santa Sede, Andrii Yurash.

  • Lituania acquisterà missili Himars americani

    La Lituania firmerà un accordo per l’acquisto di sistemi missilistici a lancio multiplo Himars americani nei prossimi mesi. Lo ha annunciato martedì alla radio nazionale Lrt il ministro della Difesa lituano, Arvydas Anusauskas, come riporta Tass. «L’Estonia, con la quale stiamo implementando questo programma insieme, ha già firmato un accordo su Himars. Abbiamo in programma di firmare un documento del genere in autunno e i sistemi verranno consegnati simultaneamente», ha affermato Anusauskas.

    Un sistema missilistico ad alta mobilità M142 (HIMARS) utilizzato in Ucraina il 24 giugno 2022. (REUTERS)

  • Germania e Svezia, armi a Ucraina per proteggere sovranità

    L’Ucraina ha il diritto di usare le armi che riceve dai partner occidentali, in particolare dalla Germania e dalla Svezia, per proteggere la sua integrità territoriale: lo hanno detto i capi di governo della Germania, Olaf Scholz, e della Svezia, Magdalena Andersson, nel corso di una conferenza stampa congiunta tenuta oggi a Stoccolma. Lo riporta Ukrinform. «Noi sosteniamo l’Ucraina con le armi che forniamo. Queste armi servono all’Ucraina per difendere la sua integrità territoriale e la sovranità del suo territorio», ha detto Sholtz. Gli ha fatto eco Andersson, affermando che «si tratta di mettere l’Ucraina in grado di proteggere la sua integrità territoriale e di usare queste armi in questo senso».

  • Oggi telefonata Macron-Zelensky su centrale nucleare

    Il presidente francese Emmanuel Macron avrà un colloquio telefonico nella tarda mattinata di oggi con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky sulla situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia controllata dai russi, nel sud dell’Ucraina: lo ha annunciato la presidenza francese. I due leader si sentiranno “in particolare per discutere della situazione intorno all’impianto di Zaporizhzhia”, ha indicato la presidenza.

    Il Presidente francese Emmanuel Macron (EPA/LIONEL BONAVENTURE / POOL MAXPPP OUT)

  • Kiev, con emergenza centrale Zaporizhzhia 400mila evacuati

    In caso di un’emergenza alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia occupata dalle forze russe dovrebbero essere evacuate almeno 400.000 persone: lo ha detto all’emittente Apostrophe TV il capo dell’Amministrazione militare dell’omonima regione, Oleksandr Starukh, secondo quanto riporta Ukrinform. Starukh ha spiegato che la situazione a Enerhodar, la città che ospita la centrale, è considerata “pericolosa” e che il piano di evacuazione della città e della zona a rischio di contaminazione da radiazioni è attualmente in fase di adeguamento, tenendo conto dei recenti sviluppi militari.

    L’impianto nucleare di Zaporizhzhia (EPA/RUSSIAN EMERGENCIES MINISTRY)

  • Kiev, esplosioni in Crimea sono inizio demilitarizzazione

    Le esplosioni odierne in una base militare vicino alla città di Dzhankoi, nella Crimea occupata dai russi, rappresentano l’inizio della “demilitarizzazione” della penisola: lo scrive su Twitter il consigliere del capo dell’Ufficio del presidente ucraino, Mykhailo Podolyak. Lo riporta Ukrinform. Da parte sua, il capo del Mejlis del popolo Tataro di Crimea, Refat Chubarov, ha affermato che un magazzino di munizioni russo nella base di Dzhankoi è stato colpito.

    Aerei russi distrutti in Crimea, almeno 9 nella base di Saki
  • Grano: Turchia, partite altre 5 navi da Ucraina

    Altre 5 navi con prodotti agricoli hanno lasciato l’Ucraina. Tre navi da carico hanno lasciato il porto di Chornomorsk e due da Yuzhny. Lo ha riferito su Twitter il ministero della Difesa turco. Secondo l’Istanbul Joint Coordination Center (Jcc), la nave ’Propus’ trasporta 9,1 mila tonnellate di grano verso il porto di Costanza in Romania, ’Osprey S’ con 11,5 mila tonnellate di mais viaggia in direzione di Iskenderun in Turchia, ’Ramus’ con 6,1 mila tonnellate è diretta al porto turco di Karasu.

    La nave da carico ’Brave Commander’ con 23,3 mila tonnellate di grano è diretta nel Gibuti, ’Bonita’ con 60 mila tonnellate di mais al porto di Incheon in Corea del Sud. Sempre secondo il ministero della Difesa turco, i rappresentanti del Jcc ispezioneranno oggi altre quattro navi da carico che devono essere inviate in Ucraina per caricare i cereali.

    Kiev: 16 navi cariche di grano hanno lasciato i porti ucraini
  • Shoigu: Operazioni Kiev pianificate negli Usa e in Gb

    Le operazioni condotte dalle Forze armate ucraine sono pianificate negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. È l’accusa ribadita dal ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, intervenuto alla X Conferenza di Mosca sulla sicurezza internazionale. “Le operazioni delle forze armate ucraine sono pianificate a Washington e Londra. Non solo le coordinate degli obiettivi per gli attacchi sono fornite dall’intelligence occidentale, ma anche l’inserimento di questi dati nei sistemi d’arma viene effettuato sotto il pieno controllo di specialisti occidentali “, ha sostenuto Shoigu.

    Secondo il ministro, i paesi occidentali sono i responsabili della morte di civili nel Donbass, poiché forniscono armi della Nato a Kiev. “Il ruolo di Kiev nell’approccio occidentale alla guerra è ridotto alla fornitura di manodopera, che è considerata un materiale sacrificabile. Questo spiega le enormi perdite di personale delle Forze armate e delle formazioni della difesa territoriale dell’Ucraina”, ha aggiunto, sottolineando che le cifre reali dei militari morti e delle forze di difesa territoriale mobilitate sono nascoste dalla leadership di Kiev.

    Il Presidente russo Vladimir Putin e il ministro della Difesa Sergei Shoigu (REUTERS/Maxim Shemetov)

  • Slitta alle 16 arrivo in Puglia terza nave con olio girasole

    Sta già navigando lungo le coste pugliesi la nave cargo Mustafa Necati, la terza che dall’Ucraina raggiunge l’Italia dopo lo sblocco diplomatico dell’intesa di Istanbul. L’ingresso nel porto di Monopoli (Bari) della imbarcazione, che trasporta 6mila tonnellate di olio di semi di girasole, era inizialmente previsto per le 12 ma è slittato alle 16.

    La nave, battente bandiera liberiana, è partita il 7 agosto dal porto ucraino di Chornomorsk, e ha fatto tappa il 10 agosto a Istanbul per i controlli di sicurezza previsti. Dal porto turco è ripartita il 12 agosto alla volta dell’Italia. Il suo carico è destinato al gruppo Marseglia, che ha sede nel Barese, e che opera anche nella lavorazione e commercializzazione di oli per uso alimentare.

    (REUTERS)

  • Putin, Occidente usa Ucraina come carne da cannone

    L’Occidente usa l’Ucraina come carne da cannone: lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, secondo quanto riporta la Tass che riporta anche che la Russia non ha bisogno di usare le armi nucleari per raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina, secondo quanto affermano i vertici dell’esercito russo.

    Il presidente russo Vladimir Putin (Pavel Byrkin/Sputnik/Afp)

  • Seconda nave in Italia, cargo con soia a Ravenna

    È a Ravenna, in attesa di entrare in porto, la seconda nave cargo che dall’Ucraina raggiunge l’Italia dopo lo sblocco diplomatico dell’intesa di Istanbul, a fine luglio, per il trasporto sicuro di grano e cibo dai porti ucraini. Si tratta della Sacura, battente bandiera liberiana, che trasporta 11mila tonnellate di semi di soia destinati all’alimentazione animale. Dopo mesi di blocco, è partita dal porto ucraino di Yuzhnyy l’8 agosto e ha fatto tappa il 10 e 11 agosto a Istanbul per i controlli di sicurezza previsti.

    Ormeggiata in banchina al porto di Ravenna c’è ancora la Rojen, che dovrebbe terminare le operazioni commerciali oggi dopo essere arrivata il 12 agosto col suo prezioso carico di oltre 14mila tonnellate di semi di mais, sempre destinati a mangimi per allevamenti animali. È in navigazione, ed è attesa per la tarda mattinata di oggi al porto pugliese di Monopoli, la terza nave dall’Ucraina che raggiunge l’Italia. Si tratta della Mustafa Necati, partita dal porto di Chornomorsk, che trasporta 6mila tonnellate di olio di semi di girasole per il gruppo Marseglia, che ha sede nel Barese.

    La nave battente bandiera libanese Sacura (REUTERS)

  • Crimea: incendio base russa, esplodono munizioni

    Un incendio che ha causato l’esplosione di munizioni è scoppiato questa mattina in una base militare nella Crimea annessa alla Russia: lo ha reso noto il ministero della Difesa russo senza specificare la causa dell’incendio. L’incendio è scoppiato in un deposito temporaneo di munizioni di una base russa nel distretto settentrionale di Dzhankoy, ha precisato il ministero in un comunicato, citato dalle agenzie di stampa russe. Secondo il governatore della Crimea, Sergei Aksionov, due civili sono rimasti feriti.

    La base russa di Saki prima e dopo le esplosioni
  • Zelensky, un disastro a Zaporozhzhya minaccerebbe l’intera Europa

    Un “disastro” nella centrale nucleare di Zaporozhzhya, controllata dalla Russia, nell’Ucraina meridionale, minaccerebbe l’intera Europa. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso nella serata di ieri. “Al riparo della stazione, gli occupanti bombardano le città e le comunità circostanti”, ha accusato Zelensky.
    “Qualsiasi incidente radioattivo alla centrale nucleare di Zaporozhzhya può infliggere un duro colpo ai Paesi dell’Unione Europea, alla Turchia, alla Georgia e ai Paesi delle regioni più lontane. Tutto dipende dalla direzione e dalla forza del vento”, ha proseguito il presidente ucraino.

    “Se le azioni della Russia portano alla catastrofe, le conseguenze potrebbero colpire coloro che per ora rimangono in silenzio”, ha avvertito. Pertanto ha invitato la comunità internazionale ad adottare “nuove dure sanzioni contro la Russia” e a non “cedere al ricatto nucleare”. “Tutte le forze russe devono ritirarsi immediatamente dalla stazione e dalle aree circostanti senza alcuna condizione” ha affermato. La centrale nucleare di Zaporizhia, la più grande d’Europa, è stata occupata all’inizio di marzo dalle truppe russe con l’invasione dell’Ucraina lanciata il 24 febbraio.Dalla fine di luglio, diversi incidenti e accuse reciproche minacciano il sito, facendo temere un disastro nucleare che ha richiesto la scorsa settimana una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

    Zelensky ai russi: "Se state in silenzio siete complici"
  • Bombe russe sul Donetsk, ucciso un civile

    Un civile è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti nel corso dei bombardamenti russi di eri nella regione ucraina di Donetsk (est): lo ha reso noto su Telegram il capo dell’Amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko. Lo riporta Ukrinform. “Il 15 agosto i russi hanno ucciso un civile nella regione di Donetsk, a Kostiantynivka. In totale, dall’inizio dell’invasione russa, nella regione di Donetsk sono stati uccisi 734 civili e 1.905 sono rimasti feriti”, ha scritto Kyrylenko aggiungendo che ieri sono stati segnalati due feriti. La notte scorsa, inoltre, le forze russe hanno bombardato due distretti nella regione di Dnipropetrovsk.

    Bombardata Bakhmut nel Donetsk, i russi avanzano
  • Nuova purga Zelensky, via altri capi servizi sicurezza

    Continuano le purghe di Volodymyr Zelensky nei servizi di sicurezza. Il Kiev independent dà notizia di decreti firmati dal presidente ucraino con i quali vengono rimossi i capi dello Sbu a Kiev e nelle regioni della capitale, di Leopoli e Ternopil. Secondo i decreti pubblicati sul sito web della presidenza, Serhiy Zayats è stato licenziato dal posto di capo della direzione principale dei servizi nella regione di Kiev, Yuriy Boreichuk è stato destituito dalla carica di capo della direzione principale dell’Sbu nella regione di Ternopil, mentre Artem Bondarenko è stato spostato dal posto di capo della direzione dell’intelligence nella regione di Leopoli a quello di capo della direzione principale dell’Sbu a Kiev e nella regione della capitale.

    Zelensky ai russi: "Se state in silenzio siete complici"
  • Russia pone condizioni a visita Aiea centrale Zaporizhzhia

    Le Nazioni Unite hanno la capacità logistica e di sicurezza per fornire assistenza a una visita degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia: lo ha dichiarato un portavoce Onu. Tuttavia, un diplomatico russo ha imposto delle condizioni, affermando che un’eventuale missione non deve passare attraverso la capitale ucraina poiche’ è troppo pericoloso. Lo riporta il Guardian. Mosca aveva affermato domenica che l’Aiea “non dovrebbe rinviare la visita” alla centrale e dovrebbe inviare una sua missione all’impianto “a fine agosto o inizio settembre”.

    REUTERS/Alexander Ermochenko//File Photo

  • Colloquio Guterres e Shoigu su centrale Zaporizhzhia

    Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, e il capo delle Nazioni Unite Antonio Guterres hanno discusso della sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia, sotto il controllo dell’esercito russo nell’Ucraina meridionale, dove è bersaglio di bombardamenti. “Sergei Shoigu ha condotto negoziati telefonici con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in merito alle condizioni per il funzionamento sicuro della centrale nucleare di Zaporizhzhia”, ha affermato il ministero della Difesa russo in una nota.

    Guterres (Onu): "Umanità sta giocando con una pistola carica"
  • Autorizzata partenza prima nave cereali per Africa

    La partenza della prima nave con cereali diretta dall’Ucraina all’Africa è stata autorizzata ed è in programma per oggi. Lo fa sapere la delegazione delle Nazioni Unite presso il centro di Istanbul che coordina le esportazioni dove si trovano rappresentanti di Ankara, Kiev, Mosca e Onu. L’imbarcazione ’MV Brave Commander’ partirà oggi dal porto di Yuzhny, è diretta in Gibuti e trasporta oltre 23mila tonnellate di grano destinato all’Etiopia nell’ambito dell’iniziativa del World Food Programme per rispondere ai problemi causati dalla siccità.

    Oltre alla ’MV Brave Commander’, il centro di coordinamento di Istanbul ha autorizzato per oggi la partenza di altre 4 navi dai porti ucraini di Yuzhny e Chornomorsk: la ’MV Propus’, con 9,111 tonnellate di grano diretta a Costanza in Romania, la ’MV Osprey’, con 11,500 tonnellate di grano diretta a Mersin o Iskenderun in Turchia, la ’MV Ramus’, diretta a Karasu sempre in Turchia con 6,161 tonnellate di grano, e la ’MV Bonita’ che trasporta 60mila tonnellate di grano ed è diretta a Incheon in Corea.

    EPA/STR

  • Le notizie di ieri

    Cosa è successo il 16 agosto 2022

    (Sergei SUPINSKY / AFP)

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