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Ministro dell’Interno di Kiev: indaghiamo su 26mila crimini di guerra

Il consigliere presidenziale ucraino Mikhailo Podolyak scrive su Twitter che il conflitto dovrà terminare con la liberazione della Crimea invasa nel 2014. S&P taglia il rating del credito dell’Ucraina portandolo da CC/C a SD, default selettivo. Zelensky invita la Ue a imporre restrizioni ai visti ai cittadini russi. Sul fronte guerra le forze ucraine hanno respinto un’offensiva russa verso Zaporizhzhia e Novopavlivka; per l’Istituto per lo studio della guerra (Isw) la Russia cerca di espandere le attività militari per una guerra prolungata.

Zelensky: "Mondo reagisca per cacciare russi da Zaporizhzhia"
  • Ministro Interno Kiev: indaghiamo su 26mila crimini di guerra

    La polizia ucraina sta indagando su 26mila crimini di guerra commessi dai soldati russi e prevede di scoprirne altre migliaia man mano che il territorio del paese verrà riconquistato e città e villaggi verranno liberati. A renderlo noto è il ministro dell’Interno ucraino, Denys Monastyrskiy. Raccogliere prove per perseguire le forze russe è diventato uno dei compiti più importanti per la polizia del paese dall’inizio dell’invasione il 24 febbraio. “Ogni giorno registriamo la morte di molti civili”, ha dichiarato a Sky News. “Questi sono crimini commessi da loro nei territori occupati”. Riferendosi alle violazioni emerse quando le forze russe si sono ritirate dalle città di Bucha e Hostomel vicino a Kiev, Denys Monastyrskiy ha detto che si sta preparando per altri orrori. “Sono convinto che ci attendono ancora più crimini a Mariupol, Volnovakha e Severodonetsk, città attualmente sotto occupazione e che saranno liberate in seguito”. “Stiamo anche indagando - ha aggiunto - sui crimini commessi dall’establishment politico della Federazione Russa nell’impartire ordini alle truppe e nel consentire loro di commettere atti quali lo stupro, l’uccisione di bambini e l’uccisione di civili in generale. Lo lasciano fare i loro comandanti”.

  • Forte esplosione a Mariupol in centro raccolta metalli

    «Un’esplosione che è stata sentita dall’intera città» ha scosso Mariupol, occupata dalle forze russe. Lo ha reso noto il consigliere del sindaco della città ucraina, Petro Andriushchenko, citato dal giornale Ukrainska Pravda. Il consigliere ha chiarito in seguito che la detonazione è avvenuta in un centro di raccolta di rottami metallici situata nel distretto di Kalmius. «Il motivo è che se raccogli rottami metallici senza controllarli, si verificano sorprese e talvolta esplodono bombe aeree abbandonate», ha accusato. «Ancora una volta, porgiamo i nostri migliori omaggi al ministero per le Situazioni di emergenza della Federazione Russa, che lascia incustoditi gli ordigni esplosivi durante le attività di sminamento», ha aggiunto, non segnalando morti o feriti.

  • Rifornimenti per i russi a Khershon compromessi

    Secondo la british intelligence i militari russi avrebbero costruito passerelle galleggianti per ripristinare le comunicazioni attraverso il ponte Antonivka danneggiato dall’esercito dell’Ucraina, ma la soluzione non permetterebbe i rifornimenti via terra alle truppe , come riferisce il sito di Ukrinform.

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  • Potente esplosione scuote Mariupol

    Una potente esplosione è stata registrata questo pomeriggio a Mariupol, città dell’Ucraina occupata dalle forze russe. “Potente esplosione a Mariupol! Alle 15.40, una forte esplosione ha scosso Mariupol occupata. L’intera città l’ha sentita. Lo riferiscono i residenti. Forniremo successivamente i dettagli”, ha scritto su Telegram il Consiglio Comunale di Mariupol, citato da Ukrinform. Sottoposta a un sanguinoso assedio prima dell’occupazione, Mariupol è oggi una città semi disabitata e in gran parte distrutta, dove mancano acqua, gas ed elettricità, sottolinea Ukrinform. Si stima che 22mila abitanti siano periti nell’assedio.

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  • Pisky, continuano i combattimenti

    Lo stato maggiore di Kiev conferma che i fieri scontri proseguono a Pisky, un comune alla periferia di Donetsk, che nelle scorse ore i russi hanno dichiarato sotto il loro pieno controllo. I vertici dell’esercito dell’Ucraina riferiscono che “Gli occupanti stanno cercando di sfondare le nostre linee difensive nelle direzioni di Oleksandropol, Krasnohorivka, Avdiivka, Maryinka e Pisky”.

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  • Steinmeier pianifica visita a Kiev

    Il presidente federale tedesco, Frank-Walter Steinmeier, starebbe pianificando una visita a Kiev. A confermarlo è stato l’ambasciatore tedesco in Ucraina, Anka Feldhusen, in un’intervista a Ukrinform. Ancora non ci sono date, ha aggiunto la diplomatica, auspicando che la visita possa essere organizzata “presto”. “I miei colleghi in Germania ci stanno lavorando. Ho lavorato nell’ufficio del presidente federale Steinmeier per tre anni, il che significa che sono in costante contatto con loro. La visita avrà luogo”, ha affermato. Il capo di Stato tedesco voleva recarsi nella capitale ucraina ad aprile, insieme ai presidenti di Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania. Ma Steinmeier non è stato formalmente invitato dalla parte ucraina – con conseguenti tensioni tra Berlino e Kiev che hanno portato il cancelliere tedesco Olaf Scholz a decidere di non recarsi a sua volta in quel momento nella capitale ucraina. Malgrado le tensioni, il presidente federale ha poi avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Zelenskyi all’inizio di maggio, una telefonata che ha contribuito ad appianare i contrasti. Da parte ucraina, Steinmeier ha poi ricevuto diversi inviti a recarsi a Kiev – da ultimo dall’ambasciatore ucraino uscente in Germania, Andriy Melnyk.

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  • Amnesty, controverso rapporto verrà rivisto da esperti

    Amnesty International affiderà ad un panel di esperti esterni una revisione del controverso rapporto che accusa l’esercito dell’Ucraina di mettere in pericolo i civili. E’ quanto appare in un documento dell’organizzazione per i diritti umani visionato dall’agenzia stampa Dpa. I dettagli delle modalità del riesame del rapporto verranno determinati la settimana prossima dal vertice di Amnesty, dopo aver sentito le varie branche nazionali, compresa quella ucraina, il cui capo, Oksana Pokalchuk, ha dato le dimissioni per protesta. Pubblicato il 4 agosto, il controverso rapporto accusa l’esercito ucraino di “aver messo in pericolo la popolazione civile collocando basi e usando armamenti all'interno di centri abitati”, pur notando che “tali violazioni non giustificano gli attacchi indiscriminati dei russi”. Se i media vicini al Cremlino hanno dato grande risalto al rapporto, il governo ucraino ha reagito con sdegno accusando Amnesty di mettere sullo stesso piano vittime e aggressori e fare il gioco della propaganda russa. Il 7 agosto l’organizzazione per i diritti umani si è detta ’’profondamente dispiaciuta’’ per la “rabbia e il dolore” causati dal rapporto, ma ne ha difeso le ragioni. La branca tedesca di Amnesty ha intanto affermato che il rapporto “non è stato comunicato con la sensibilità e la precisione” che ci si dovrebbe aspettare.

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  • La Cina non condanna la Guerra, l’Estonia lascia l'alleanza 16+1

    Un alto rappresentante diplomatico estone ha dichiarato che il rifiuto cinese di condannare l'invasione russa dell'Ucraina ha avuto un ruolo nella decisione dell'Estonia di lasciare la cosiddetta 16+1, un'iniziativa tra i Paesi dell'Est mirata a migliorare le relazioni con Pechino. ”E' un fattore che abbiamo assolutamente considerato nel prendere la decisione. Prima della risoluzione, ci siamo consultati con alcuni alleati” ha dichiarato il Ministro degli Esteri Urmas Reinsalu in un'intervista. Reinsalu, un conservatore entrato nel Governo in luglio, quando il Primo Ministro Kaja Kallas ha dato vita a una nuova coalizione, è un deciso sostenitore dell'Ucraina e ha discusso nuove possibili sanzioni dell'Unione europea contro la Russia in una visita a Kyiv.

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  • Kiev, russi su possibile divieto viaggi contestino Cremlino

    “I russi che sono arrabbiati per la prospettiva che impedisce loro viaggi in Europa per turismo possono rivolgere i loro reclami al Cremlino e a oltre il 70 per cento dei loro compatrioti che sostengono la guerra”. Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba. “Nessuno propone di mettere al bando quei pochi russi che potrebbero aver bisogno di asilo o di un ingresso umanitario”, ha aggiunto.

    Capri, Sardegna, Forte dei Marmi, spariti i turisti russi
  • Autorità locali: Nuovi attacchi russi a Zhaporzhzhy

    Le autorità locali dell’Ucraina accusano i russi di sparare nuovamente contro la centrale nucleare di Zhaporzhzhya, da loro stessi occupata. “Attenzione, per favore siate prudenti e rimanete a casa. Abbiamo ricevuto informazioni di nuove provocazioni degli occupanti russi”, ha scritto su Telegram Dymitro Orlov, sindaco della vicina città di Enerhodar, citato da Ukrainska Pravda. Il sindaco riporta testimonianze di cittadini, secondo i quali le forze russe sparano verso la centrale e l’adiacente area industriale da un parco a nord ovest di Enerhodar. L’intelligence militare ucraina riporta invece di spari di russi contro la centrale a partire dal villaggio di Vodiane, a est di Enerhodar, che avrebbero danneggiato un’unità della stazione di pompaggio e la locale sede dei vigili del fuoco. Secondo i servizi ucraini, i russi hanno portato alla centrale due autobus carichi di persone che dovranno recitare la parte di residenti locali e lavoratori della centrale in video di propaganda. Inoltre un sistema d’artiglieria russo dispiegato vicino all’obelisco all’ingresso di Enerhodar sarebbe stato camuffato coprendo la Z simbolo dell’invasione con una bandiera ucraina.

    Zelensky: “Russi hanno sparato contro centrale nucleare di Zaporizhzhia"
  • Mosca, espulsione diplomatico da Montenegro è campagna ibrida Occidente

    L’espulsione di un diplomatico russo dal Montenegro si iscrive nella campagna scatenata dall’Occidente contro la Russia. A dichiararlo è stata oggi la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, citata dalla Tass. “Consideriamo la misura delle autorità montenegrine come l’ennesimo episodio della campagna ibrida scatenata dall’Occidente e dai suoi tirapiedi contro la Russia. Percepiamo questa mossa come frutto della riluttanza ed incapacità di Podgorica di allontanarsi dalla scelta di seguire meccanicamente questo linea distruttiva - a scapito della sicurezza internazionale e, allo stesso modo, dei propri interessi nazionali”, ha proseguito il diplomatico. “Ci riserviamo il diritto di adottare misure di natura conforme alla pratica generalmente accettata”, ha quindi puntualizzato la portavoce. Ieri, il Montenegro ha dichiarato persona non grata un diplomatico russo. Il 7 aprile il ministero degli Esteri montenegrino ha dichiarato persona non grata quattro diplomatici russi a cui è stato ordinato di lasciare il Paese entro sette giorni. Il 31 maggio, la Russia ha reagito dichiarando persona non grata un dipendente dell’ambasciata montenegrina a Mosca.

    Scholz: nessuna scorciatoria per l'adesione dell'Ucraina all'Ue
  • Frontex: 7,7 milioni fuggiti verso Ue da inizio guerra

    Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, Frontex, 7,7 milioni di cittadini dell’Ucraina sono fuggiti dal loro Paese verso l’Ue dall’inizio della guerra. Allo stesso tempo, un numero significativo di ucraini è rientrato in patria. Per rispondere all’elevata pressione migratoria, Frontex ha più di 2.200 agenti e personale del corpo permanente in varie sezioni della frontiera esterna dell’Ue, oltre che in Albania, Serbia, Montenegro e Moldavia.

    Profughi ucraini arrivati al centro della Croce Rossa in Moldavia (EPA/DUMITRU DORU)

  • Blinken: Preoccupati per stranieri incriminati da filorussi

    Il segretario di stato americano Antony Blinken si dice preoccupato le notizie di incriminazioni di prigionieri di guerra britannici, svedesi e croati da parte delle “illegittime autorità filo russe nell’Ucraina orientale. “Siamo preoccupati per le notizie di cittadini britannici, svedesi e croati incriminati dalle autorità illegittime in Ucraina orientale. La Russia e i suoi accoliti hanno l’obbligo di rispettare le leggi umanitarie internazionali, compresi i diritti e le protezioni per i prigionieri di guerra”, ha twittato Blinken.

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  • Zelensky, terrore russo vuole spezzare nostra forza interna

    “Il terrore russo mira principalmente a spezzare la nostra forza interna. Non possono farci nulla sul campo di battaglia. I nostri difensori sono molto forti. Voi e io dovremmo essere altrettanto forti”: lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che pubblica foto di soldati ucraini e di edifici residenziali distrutti dagli attacchi russi.

    Un uomo rimuove le macerie dei bombardamenti russi a Mykolaiv,nel sud dell’Ucraina (GIMANOV / AFP)

  • Podolyak, guerra finirà con liberazione Crimea

    “Nel 2014 la Russia ha iniziato la guerra con l’Ucraina prendendosi la Crimea. Ovviamente il conflitto dovrà terminare con la liberazione della Crimea e la punizione legale di chi ha dato via all’operazione speciale’, i cui nomi sono registrati nel protocollo del Consiglio di Sicurezza della Federazione russa del 21 febbraio. Ogni altra cosa sarebbe come girare a vuoto”. Lo ha scritto oggi su Twitter il consigliere presidenziale ucraino Mikhailo Podolyak.

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  • Partite per la Turchia 2 navi con cereali

    Due navi cariche di semi di girasole e mais hanno lasciato oggi l’Ucraina alla volta della Turchia: lo ha reso noto il ministero della Difesa turco, secondo quanto riportano i media internazionali. La nave Fulmar battente bandiera delle Barbados, che trasporta 12.000 tonnellate di mais, ha lasciato il porto di Chornomorsk diretta a Iskenderun. L’altra nave, la Thoe, battente bandiera delle Isole Marshall, ha lascito lo stesso porto con 3.000 tonnellate di semi di girasole, diretta a Tekirdag, nel nord-ovest della Turchia.

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  • Mosca: Aiuti Occidente non fermeranno operazione speciale

    I massicci aiuti militari dell’Occidente al governo di Kiev, del valore di miliardi di dollari, non ostacoleranno “l’operazione militare speciale” della Russia in Ucraina: lo ha detto alla Tass il direttore del dipartimento Nord America del ministero degli Esteri russo, Alexander Darchiev. “È impossibile notare un altro aspetto che Washington sembra ignorare. Le iniezioni multimiliardarie di aiuti militari per l’Ucraina non hanno un impatto sostanziale sul ritmo della nostra operazione speciale. I suoi obiettivi e compiti saranno realizzati”, ha affermato il diplomatico.

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  • I bambini feriti dall’inizio dell’invasione sono 711

    È aumentato ad almeno 711, nelle ultime 24 ore, il numero dei bambini feriti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, mentre il bilancio di quelli morti è rimasto invariato a 361: lo ha reso noto oggi su Telegram l’ufficio del Procuratore generale di Kiev, secondo quanto riporta Ukrinform.

    Rifugiati ucraini in una stazione polacca (REUTERS/Darrin Zammit Lupi)

  • Kiev accusa russi di bloccare accesso a medicine

    Il ministro della salute ucraino ha accusato le autorità russe di aver commesso un crimine contro l’umanità bloccando l’accesso a medicinali a prezzi accessibili nelle aree che le sue forze hanno occupato da quando hanno invaso il paese 5 mesi e mezzo fa. In un’intervista con l’Associated Press, il ministro della Salute ucraino Viktor Liashko ha affermato che le autorità russe hanno ripetutamente bloccato gli sforzi per fornire farmaci sovvenzionati dallo stato alle persone nelle città, paesi e villaggi occupati.
    L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) afferma di aver registrato 445 attacchi agli ospedali ucraini e ad altre strutture sanitarie a partire dall’11 agosto che hanno provocato direttamente 86 morti e 105 feriti. Ma Liashko ha detto che il numero molto più alto di vittime causate da strade e ponti danneggiati che ritardano le ambulanze “non possono essere calcolati”.

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  • Gb, messi fuori uso da ucraini 2 ponti per rifornimento russi

    I due principali ponti sul fiume Dnipro, utilizzati dai russi per rifornire le loro truppe che occupano la regione di Kherson, “sono ora probabilmente fuori uso” a causa dei bombardamenti ucraini, che sarebbero così riusciti a interrompere le principali vie di collegamento tra le truppe occupanti nel sud dell’Ucraina. Lo ha affermato l’intelligence militare britannica nel suo bollettino quotidiano.

    Anche se i russi riuscissero a riparare i due ponti, queste strutture rimarrebbero comunque vulnerabili a nuovi attacchi delle forze ucraine, si aggiunge nel bollettino, citato dal Guardian. Dai questi rifornimenti dipende la resistenza di migliaia di soldati di Mosca che da mesi occupano la città di Kherson, a ovest della penisola di Crimea, dove gli ucraini stanno conducendo una controffensiva da diverse settimane. Intanto, in un comunicato dello Stato maggiore delle forze armate ucraine, citato dall’Ukrainska Pravda, si afferma che le forze di Kiev sono riuscite a fermare nuovi tentativi di avanzata degli invasori nell’est del Paese, in particolare in direzione di Bakhmut e Zaporizhzhia.

    REUTERS/Alkis Konstantinidis

  • Mosca a Usa: Dichiarazione sponsor terrorismo sarebbe punto non ritorno

    La Russia avverte gli Stati Uniti che se sarà inserita nella lista dei Paesi considerati dal dipartimento di Stato sponsor di terrorismo, questo sarebbe “un punto di non ritorno”. Lo ha detto, in un’intervista alla Tass, il direttore del dipartimento America del Nord del ministero degli Esteri russo, Alexander Darchiev. “Vorrei menzionare l’iniziativa legislativa in discussione attualmente al Congresso Usa per dichiarare la Russia ’paese sponsor del terrorismo’ - ha detto - se verrà approvata, significherà che Washington avrà superato un punto di non ritorno, con i più gravi danni collaterali alle relazioni diplomatiche, con una loro riduzione o persino una rottura”.

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  • Nave a Ravenna, operazioni scarico dureranno 30 ore

    Sono in corso al porto di Ravenna, banchina ’Cereali’, le operazioni commerciali della Rojen, la nave cargo battente bandiera maltese e carica di 15mila tonnellate di semi di mais destinati ai mangimi per allevamenti, partita da Chornomorsk, vicino a Odessa, il 5 agosto, nell’ambito degli accordi commerciali che riaprono le esportazioni dall’Ucraina.

    Il cargo è arrivato in rada a Ravenna nella mattinata di ieri ma l’ormeggio in banchina è avvenuto soltanto in tarda serata per via delle operazioni di un’altra nave che sono state rallentate dal maltempo. Ad accogliere l’imbarcazione in banchina, fra le autorità, l’ambasciatore ucraino Yaroslav Melnyk e il comandante Francesco Cimmino, direttore marittimo dell’Emilia-Romagna, col personale della Guardia costiera che sta sovrintendendo alle operazioni.

    Lo scarico della Rojen è iniziato questa mattina intorno alle 8.50. Le operazioni dureranno almeno circa 30 ore. A quanto si apprende dovrebbero concludersi martedì 16 agosto. Nella stessa giornata al porto di Ravenna è attesa un’altra nave dall’Ucraina - la Sacura, con 11mila tonnellate di semi di soia destinati all’alimentazione animale - mentre al porto pugliese di Monopoli dovrebbe approdare la Mv Mustafa Necati, con 6mila tonnellate di olio grezzo di semi di girasole.

    Le operazioni di scarico dopo l'arrivo al porto di Ravenna della Rojen, la nave cargo battente bandiera maltese con 15mila tonnellate di semi di mais, partita da Chornomorsk, vicino a Odessa, il 5 agosto, 13 agosto 2022. Il cargo è il primo convoglio commerciale che raggiunge l'Italia dopo lo sblocco diplomatico dei giorni scorsi. (ANSA/ FABRIZIO ZANI/ PASQUALE BOVE)

  • Centri estivi Caritas Italiana per 192 minori

    “La guerra in Ucraina continua ad avere un impatto devastante sulle famiglie e in particolare sui bambini”, e Caritas Italiana ha quindi “prontamente risposto alla richiesta di entrambe le Caritas nel Paese, Caritas Spes e Caritas Ucraina, di offrire accoglienza per il periodo estivo a un gruppo di minori ucraini”, si legge in una nota. Grazie alla disponibilità di alcune diocesi in Lombardia e Toscana, in collaborazione con le Acli e con il sostegno delle Banche di Credito Cooperativo sono stati organizzati due campi estivi per 192 minori in età compresa tra uno e 18 anni con i loro accompagnatori.

    Il primo gruppo resterà in Italia dal 16 al 26 agosto, mentre un secondo gruppo dal 20 al 30 agosto. “Avranno così la possibilità di trascorrere in sicurezza e serenità un periodo al di fuori del tragico contesto di guerra in cui è immerso il loro Paese che auspichiamo possa alleviare la loro tensione psicologica aiutandoli, una volta rientrati a casa, a riprendere il percorso scolastico e la routine quotidiana con meno stress e più fiducia nel futuro”, spiega la Caritas.  

    (EPA/DUMITRU DORU)

  • Kiev chiede invio esperti per punire criminali guerra russi

    Il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, ha lanciato un appello ai Paesi partecipanti al Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina (noto come ’formato di Ramstein’) per inviare in Ucraina esperti al fine di punire i criminali di guerra russi. Lo ha reso noto su Facebook lo stesso Reznikov, secondo quanto riporta Ukrinform. Il ministro ha ricordato che le forze ucraine hanno rilasciato una dichiarazione congiunta il 12 agosto per attirare l’attenzione del mondo sulla situazione dei prigionieri di guerra ucraini, in primo luogo i difensori di Mariupol, poiché le autorità russe stanno commettendo il loro massacro in violazione di tutte le leggi e le consuetudini di guerra.

    “La brutale uccisione di massa dei prigionieri di guerra ucraini da parte degli invasori russi a Olenivka ha dimostrato ancora una volta la natura criminale e disumana di tutto ciò che il Cremlino sta cercando di portare sulla nostra terra. La natura da cui stiamo proteggendo non solo l’Ucraina, ma l’intero mondo libero”, ha scritto Reznikov: “Non ho dubbi che dopo la vittoria dell’Ucraina in questa guerra, in un modo o nell’altro, prenderemo tutti coloro che sono coinvolti in queste barbare uccisioni e torture”.

    “Affinché questo diventi realtà, tra le altre cose, dobbiamo rimanere freddi e proporre un sistema di misure legali per rispondere ai crimini di guerra in una guerra come quella che l’Europa non ha visto negli ultimi 80 anni - ha sottolineato -. Un sistema che contenga elementi che potrebbero non essere pienamente coperti dalle norme giuridiche attuali”.

    Il ministro della difesa ucraino Oleksii Reznikov (EPA/Philip Davali DENMARK OUT)

  • Nominato coordinatore Onu per iniziativa su grano

    Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha annunciato la nomina del sudanese Amir Mahmoud Abdulla a coordinatore delle Nazioni Unite per l’Iniziativa sul grano del Mar Nero. Lo riporta Ukrinform. Abdulla sostituisce lo statunitense Frederick Kenney, prestato dall’Organizzazione marittima internazionale come coordinatore ad interim per le Nazioni Unite presso il Centro comune di coordinamento.

    “Abdulla porta con sé oltre 30 anni di esperienza nei settori della risposta umanitaria e della gestione del Programma alimentare mondiale (Pam), nonché competenze specialistiche nelle operazioni di emergenza, nella catena di approvvigionamento e nella sicurezza”, ha reso noto l’Onu. Il 22 luglio è stato firmato a Istanbul un accordo internazionale per consentire la ripresa delle esportazioni di grano e prodotti alimentari dall’Ucraina.

    Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres (EPA/JEON HEON-KYUN)

  • Kiev, 43.400 soldati russi uccisi dall’inizio della guerra

    Circa 43.400 soldati russi sono stati uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 233 caccia, 193 elicotteri e 779 droni abbattuti. Lo riporta il Kyiv Independen. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.856 carri armati russi, 978 sistemi di artiglieria, 4.115 veicoli blindati per il trasporto delle truppe e 15 navi.

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  • Bombe sul Donetsk, 5 civili uccisi ieri

    Le forze russe hanno ucciso ieri 5 civili e ne hanno feriti altri 35 nel corso di bombardamenti nella regione di Donetsk (est): le rende noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare-regionale, Pavlo Kyrylenko, secondo quanto riporta Ukrinform. “Il 12 agosto i russi hanno ucciso cinque civili nella regione di Donetsk: due a Kramatorsk, uno a Bakhmut, uno a Kurakhove e uno a Kodema. Altre 35 persone sono rimaste ferite”, ha scritto Kyrylenko. Nel complesso, dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nella regione di Donetsk sono stati uccisi 728 civili e 1.880 sono rimasti feriti.

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  • Zelensky invita l’Ue a imporre restrizioni ai visti ai cittadini russi

    “Dopo tutto ciò che gli occupanti hanno fatto in Ucraina, ci può essere un solo atteggiamento nei confronti della Russia - come stato terrorista. È da questo punto di vista che vale la pena decidere sull’atteggiamento nei confronti dei cittadini della Russia. Ringrazio la Repubblica Ceca, gli Stati baltici e altri paesi che hanno portato a livello ufficiale la discussione in Europa sulla questione dei visti per i cittadini di uno Stato terrorista”. Ad affermarlo è il presidente dell’Ucraina, Volodomyr Zelensky che invita l’Ue a imporre restrizioni ai visti ai cittadini russi. “Ci deve essere una garanzia che gli assassini russi non useranno Schengen”, sottolinea Zelensky. In secondo luogo, aggiunge il presidente ucraino, “è impossibile distruggere l’idea stessa di Europa, i nostri valori europei comuni. Non si può trasformare l’Europa in un supermercato, in cui non importa chi entra”.

    Zelensky: "Mondo reagisca per cacciare russi da Zaporizhzhia"
  • S&P taglia rating dell’Ucraina a default selettivo

    S&P taglia il rating del credito dell’Ucraina portandolo da ’CC/C’ a ’SD’, default selettivo. Lo rende noto l’agenzia di rating internazionale.

    Rating ormai "spazzatura", per Mosca lo spettro default
  • Isw: Mosca mobiliterebbe industria per lunga guerra

    La Russia sta cercando di riavviare o espandere le attività del suo complesso militare-industriale per affrontare una guerra prolungata in Ucraina: lo sostiene l’Istituto per lo studio della guerra (Isw) nel suo ultimo rapporto pubblicato sul suo sito web. Secondo la Direzione dell’intelligence militare ucraina (Gur) il Cremlino ha avviato la “mobilitazione industriale” delle imprese della difesa all’inizio di agosto, vietando ad alcuni dipendenti e a tutti i dirigenti del conglomerato industriale statale russo Rostec di prendere le ferie. La commissione militare-industriale russa, presieduta dal presidente Vladimir Putin, si sta preparando a modificare il programma di ordini della difesa statale entro i primi di settembre per aumentare le spese di 600-700 miliardi di rubli (circa 9,7 miliardi di euro).

    Allo stesso tempo, il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu ha probabilmente visitato ieri la fabbrica di Uralvagonzavod, il più grande produttore di carri armati russo. “Se fosse confermata, la visita di Shoigu potrebbe suggerire che il Cremlino sta cercando di riavviare o espandere il funzionamento del complesso militare-industriale” del Paese, sottolinea l’Isw.

    Il 30 giugno scorso, inoltre, è stato presentato alla Duma - la camera bassa del Parlamento russo - un emendamento alle leggi federali sulle forniture delle Forze Armate: Emendamento che obbliga le imprese russe, indipendentemente dalla proprietà, a soddisfare gli ordini militari e consente al Cremlino di modificare le condizioni di lavoro dei dipendenti. Putin ha firmato l’emendamento il 14 luglio, il che indica - secondo gli esperti dell’istituto americano - che il Cremlino continuerà a introdurre ulteriori misure per espandere il suo controllo diretto sulle operazioni del complesso militare-industriale russo.

    Al centro il ministro per la difesa russo Sergei Shoigu ( EPA/MIKHAIL KLIMENTYEV / SPUTNIK)

  • Respinta offensiva russa verso Zaporizhzhia

    Le forze ucraine hanno hanno respinto un’offensiva russa verso Zaporizhzhia e Novopavlivka: lo ha annunciato lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine nel suo ultimo aggiornamento pubblicato su Facebook. Lo riporta Ukrinform. “Nelle direzioni di Novopavlivka e Zaporizhzhia, il nemico ha usato cannoni, artiglieria e carri armati per bombardare le posizioni ucraine” in diverse aree - tra cui quelle di Volodymyrivka, Pavlivka e Prechystivka - ed ha “lanciato un attacco aereo sull’area di Novosilka”, si legge nel rapporto.

    Russia all'Onu: "Con raid Kiev a Zaporizhzhia mondo sull'orlo del disastro"
  • Le notizie di ieri

    Cosa è successo il 12 agosto 2022

    La nave Rojen con 13.000 tonnellate di mais proveniente dall’Ucraina nel porto di Ravenna il 12 agosto 2022. (REUTERS/Jennifer Lorenzini)

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