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Ucraina, ultime notizie: soldati ucraini al confine russo. Bombe di Mosca su infrastrutture civili

Prosegue l’avanzata delle truppe ucraine che avrebbero riconquistato oltre 3mila chilometri quadrati di territorio questo mese. Stando a quanto affermato dal 130esimo battaglione ucraino, le avanguardie sarebbero ormai in vista del confine russo. Il presidente francese Macron ha chiamato Putin chiedendogli di ritirare le armi da Zaporizhzhia. Il leader russo ha rilevato che gli attacchi ucraini sulla centrale potrebbero avere «conseguenze catastrofiche». Il leader ceceno Kadyrov ha criticato la Russia per la ritirata delle truppe

Ucraina, issata la bandiera nella città liberata
  • Bombardamenti russi a infrastrutture civili

    «I bombardamenti deliberati su infrastrutture civili critiche (in particolare la più grande centrale termoelettrica di Kharkiv) sono una manifestazione del terrorismo della Federazione russa e del desiderio di lasciare in massa i civili senza elettricità e riscaldamento. Una risposta vigliacca alla fuga del suo stesso esercito dal campo di battaglia». Lo ha scritto su Twitter il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak, dopo i bombardamenti russi che stasera hanno colpito numerose infrastrutture, causando diffusi blackout soprattutto nelle regioni orientali.

  • Arrestato ex capo dei servizi segreti ucraini a Kharkiv

    L’Ufficio investigativo statale ucraino ha annunciato l’arresto dell’ex capo dei servizi di sicurezza di Kiev nella regione di Kharkiv, Roman Dudin, che a fine maggio era stato allontanato dall’incarico dal presidente Volodymyr Zelensky «per non aver operato per proteggere la città dalle primi giorni di una guerra su vasta scala, ma aver pensato solo a se stesso». Lo riporta Ukrinform.

  • Blackout in molte regioni dell’Ucraina dopo i raid russi

    Un’allerta aerea è stata lanciata stasera in molte zone dell’Ucraina. Dopo le segnalazioni di esplosioni, diverse regioni sono senza elettricità o hanno problemi di alimentazione elettrica. Tra quelle più colpite ci sono Kharkiv, dove è in corso una massiccia controffensiva di Kiev, e Sumy. Lo riporta Unian.

  • I russi rafforzano le difese a Kherson

    «A causa dell’avvicinarsi delle forze armate» ucraine, «gli occupanti stanno cercando di rafforzare le difese a Kherson, spostando riserve in città. Nuove unità nemiche vengono rilevate nel centro regionale». Lo ha affermato su Telegram il governatore Yaroslav Yanushevich, aggiungendo che alla popolazione è vietato entrare e uscire dalle zone abitate ed è stato introdotto il coprifuoco.

  • Allarme aereo in tutta l’Ucraina: missili dal Mar Nero

    Un allarme aereo è in corso in tutta l’Ucraina. Lo riporta Unian, secondo cui ci sono state esplosioni e blackout in diverse regioni, soprattutto nell’est del Paese. Nexta riferisce anche di missili russi lanciati dal mar Nero, pubblicando anche un video.

  • Zaporizhzhia, Aiea: iniziate consultazioni per zona di sicurezza

    «Una zona di protezione della sicurezza nucleare deve essere stabilita con urgenza alla centrale nucleare di Zaporizhzhia e delle consultazioni sono cominciate», lo afferma l’Aiea sul suo profilo Twitter. «È stata ripristinata una linea di trasmissione elettrica di riserva alla centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina, il che ha permesso all’operatore stamattina di fermare l’ultimo reattore in funzione della centrale di Zaporizhzhia», scrive l’Aiea, aggiungendo che il direttore generale Rafael Grossi «accoglie con favore questo ripristino ma continua a essere molto preoccupato per la situazione nella centrale nucleare di Zaporizhzhia mentre continuano i bombardamenti».

  • Russia, chiuso il voto per l’elezione dei governatori in 82 regioni

    Ella Pamfilova, presidente della Commissione elettorale centrale, lo aveva previsto due giorni fa: questa tornata elettorale sarebbe stata «una delle più calme degli ultimi dieci anni». E la profezia si è avverata. È in un clima sonnacchioso che si sono concluse, dopo ben tre giorni, le operazioni di voto in 82 regioni della Russia per la scelta di nuovi governatori, parlamenti locali e consigli distrettuali. Mentre l’attenzione si concentrava più sulle notizie che parlavano dell’avanzata delle truppe di Kiev in Ucraina. Le autorità di Mosca negano che nell’est del Paese sia in atto una rotta delle truppe russe, ma i siti e i canali Telegram dell’opposizione danno invece per scontati i successi delle forze di Kiev. E il nervosismo traspare dalle parole della stessa Pamfilova, riprese dall’agenzia Ria Novosti: «Non abbiamo altra via d’uscita che la vittoria. Dobbiamo vincere, altrimenti semplicemente ci distruggeranno. E non possiamo permetterlo». Alle urne erano chiamati 44 milioni di elettori. In 14 regioni, tra cui l’exclave di Kaliningrad, si votava per l’elezione diretta dei governatori.

  • Media russi di opposizione: Mosca ha rinviato sine die i referendum nel Donbass

    A seguito dei successi registrati dalla controffensiva ucraina, le autorità russe hanno rinviato a tempo indeterminato lo svolgimento dei cosiddetti «referendum sull’annessione a Mosca» nei territori del Donbass, nonché nelle regioni di Zaporizhzhia, Kharkiv e Kherson. Lo afferma il sito di opposizione russo con sede in Lettonia Meduza, che cita fonti vicine al Cremlino. Nei giorni scorsi, i filorussi avevano già riferito del rinvio a Kherson.

  • Soldati Kiev arrivati a valico di frontiera con Russia

    Le forze armate ucraine sono arrivate a Hoptivka, un valico di frontiera sul confine ucraino-russo, nel distretto di Dergaci nella regione di Kharkiv.

    Lo ha riferito il 130/mo battaglione dell’esercito ucraino in un messaggio diffuso da Unian, che precisa che al momento non ci sono conferme da parte dello Stato Maggiore.

  • Kiev, riconquistati 40 insediamenti nella regione di Kharkiv

    Le forze ucraine hanno riconquistato circa 40 insediamenti nell’oblast di Kharkiv.

    Lo ha riferito il governatore regionale Oleg Sinegubov, citato da Unian, affermando che si può già parlare della “liberazione di una parte significativa” dei nostri territori nei distretti di Chuguyiv, Kupyan e Balakliya.

  • Biden, ritirata russi? Troppo presto per parlarne

    Joe Biden non vuole ancora esprimersi sulle notizie che arrivano dall’Ucraina di una controffensiva delle forze di Kiev che avrebbe costretto alla ritirata i soldati di Mosca. «Le cose sono in corso, è troppo presto per parlare», ha risposto il presidente americano ad una domanda dei giornalisti al seguito a margine delle commemorazioni degli attacchi dell’11 settembre al Pentagono.

    (Photo by ROBERTO SCHMIDT / AFP)


  • Mosca diffonde mappa del ritiro dalla regione di Kharkiv

    Il ministero della Difesa russo ha diffuso oggi una mappa della regione orientale ucraina di Kharkiv che mostra l’ampiezza del ritiro delle sue truppe, che era già stato confermato ieri dopo che Kiev aveva rivendicato la riconquista di numerosi centri di rilievo. Secondo la cartina, le forze di Mosca controllano ormai solo una piccola porzione di territorio a est del fiume Oskil, con notevoli perdite rispetto a quella mostrata ieri sempre dalla Difesa di Vladimir Putin.

  • Bandiera ucraina in località a 5 km da confine russo

    La bandiera ucraina sventola in località situate nella regione di Kharkiv, a pochi chilometri dal confine russo. Lo hanno riferito funzionari locali, confermando che continua il ritiro delle forze di Mosca dall’area.

    Oleksandr Kulik, un funzionario di Derhachi, a nordest di Kharkiv, ha detto che la bandiera ucraina è stata issata dai residenti nella località di Kozacha Lopan, cinque chilometri dal confine, occupata dai russi da marzo.

    Un video sui social media fornito dal consiglio comunale di Derhachi ha mostrato anche i residenti di un altro insediamento situato nei pressi del confine, Tokarivka, che innalzavano la bandiera ucraina. «Il villaggio è stato occupato questa mattina. La gente ha sentito il rombo degli equipaggiamenti militari russi. I russi hanno iniziato a radunarsi al mattino e hanno iniziato a fuggire».

  • Cremlino: Putin e Macron per azione comune su Zaporizhzhia

    Nel colloquio telefonico avvenuto in giornata il presidente russo Vladimir Putin e quello francese Emmanuel Macron hanno espresso la volontà di avviare una «interazione non politicizzata» sulla situazione intorno alla centrale di Zaporizhzhia, con il coinvolgimento dell’Aiea. Lo ha detto il servizio stampa del Cremlino citato dall’agenzia Interfax.

  • Putin a Macron, a Zaporizhzhia possibile catastrofe

    «Gli attacchi ucraini sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia, compresi gli stoccaggi di scorie radioattive potrebbero avere “conseguenze catastrofiche».

    Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin al suo omologo francese Emmanuel Macron durante una conversazione telefonica avvenuta oggi. Putin ha chiesto che vengano esercitate pressioni su Kiev per far sì che interrompa immediatamente gli attacchi. Inoltre ha sottolineato che Kiev utilizza armi occidentali contro le infrastrutture civili nel Donbass. Lo riferisce il servizio stampa del Cremlino citato dalla Tass.

  • Colloquio Putin-Macron su export grano e Zaporizhzhia

    Secondo il Cremlino, Putin e Macron hanno espresso la loro disponibilità a “un’interazione non politicizzata” sulla questione della sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia “con la partecipazione dell’Aiea”.

    La parte russa ha attirato l’attenzione sui regolari attacchi ucraini alle strutture della centrale, incluso il deposito di rifiuti radioattivi, con il rischio di conseguenze catastrofiche. Il presidente ha informato delle misure adottate dagli esperti russi per garantire la protezione fisica della centrale e ha sottolineato la necessità di fare pressione sulle autorità di Kiev in modo che i bombardamenti siano immediatamente fermati.

    « In generale, i leader hanno avuto uno “scambio di opinioni dettagliato e franco sulla situazione in Ucraina, con particolare attenzione a garantire la sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia», continua la nota del Cremlino. «Vladimir Putin ha anche sottolineato che le forze di sicurezza ucraine, usando armi fornite dai paesi occidentali, continuano a colpire in modo massiccio le infrastrutture civili delle città del Donbass, a causa delle quali soffrono i civili», conclude la nota.

    Ucraina: Zaporizhzhia sotto attacco aspettando l'Aiea


  • Il Papa prega per l’Ucraina, il mondo è assetato di pace

    «Continuiamo a pregare per il popolo ucraino, perché il Signore gli doni conforto e speranza» . Il nuovo, ennesimo invito di papa Francesco arriva oggi all’Angelus nel duecentesimo giorno di guerra. Il Pontefice ricorda anche che “in questi giorni il cardinale Krajewski, prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, è in Ucraina per visitare varie comunità e testimoniare concretamente la vicinanza del Papa e della Chiesa».

    Per quanto riguarda la visita in Ucraina del cardinale elemosiniere Konrad Krajewski, la quarta dall’inizio della guerra, tocca in questi giorni le zone di Odessa, Zytomyr, Kharkiv e altre località dell’Est del Paese per visitare e sostenere varie comunità di fedeli, sacerdoti e religiosi, e i loro vescovi, portando anche aiuti concreti attraverso le Caritas delle varie Diocesi. Intanto, proprio mentre il Papa sarà in Kazakhstan, la Cei - aderendo all’iniziativa lanciata dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee) - parteciperà al gesto comunitario di solidarietà per l’Ucraina con un momento di adorazione eucaristica che si terrà nel pomeriggio di mercoledì 14 settembre.

    ANSA

    Nelle parrocchie e nelle diocesi di tutta Italia, si invocherà il dono della pace per l’Ucraina, “«erra martoriata da una guerra che dura ormai da oltre sei mesi». «In questo giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della santa Croce, ci uniamo con tutte le Chiese d’Europa per implorare da Dio il dono di una pace duratura nel nostro continente. In modo particolare, vogliamo pregare per il popolo ucraino perché sia liberato dal flagello della guerra e dell’odio», sono le parole della preghiera contenuta nel sussidio preparato per l’occasione dall’Ufficio Liturgico Nazionale.

  • Gen. Camporini: è concreta la possibilità di costringere unità russe alla resa’

    «Ora c’è la concreta possibilità per gli ucraini di accerchiare importanti unità russe e costringerle alla resa’». Lo dice all’Adnkronos il generale Vincenzo Camporini commentando l’ultima controffensiva ucraina.

    «Gli eventi si sono sviluppati con una rapidità davvero sorprendente - dice l'ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e della Difesa e ora candidato alla Camera per Azione - Sabato c’è stata questa offensiva che ha costretto le truppe russe a ritirarsi, secondo Mosca si ritirano per riorganizzarsi secondo Kiev perché sono allo sbando. Le cartine geografiche che sono state pubblicate ci dicono di una avanzata importante, tale da aver liberato una città come Izyum che costituiva una delle conquiste più importanti dell’armata russa nei primi giorni del conflitto. Segna una differenza anche perché era il fulcro del supporto logistico delle truppe russe nell’area. Adesso c’è un problema logistico molto serio per i russi’».

    Per Camporini a questo punto tra le linee avanzate ucraine e la frontiera russa c’è rimasto ben poco. Sarebbe folle per gli ucraini arrivare alla frontiera russa e varcarla però dal punto di vista emozionale può fare veramente impressione

    «Altra notizia che mi ha colpito è quella dei combattimenti che sarebbero cominciati ieri nell’aeroporto di Donetsk che fu teatro di una battaglia durissima nel 2014-2015 tra le forze ucraine e i ribelli del Donbass, allora pesantemente supportati dagli ‘omini verdi' di Mosca. L’eventuale riconquista di questo aeroporto non solo avrebbe un significato emozionale molto forte ma metterebbe definitivamente nel dimenticatoio l’ordine che avrebbe ricevuto l’armata russa di conquistare entro il 15 di settembre tutto il Donbass».

  • Colloquio Putin-Macron su export grano e Zaporizhzhia

    Colloquio telefonico tra Vladimir Putin ed Emmanuel Macron.

    Lo ha rivelato il Cremlino, secondo cui il presidente russo ed il presidente francese hanno avuto uno scambio di opinioni “dettagliato e franco” sulla sicurezza in Ucraina, compresa la situazione nella centrale nucleare di Zaporizhzhia.

    Putin ha confermato la posizione che il grano ucraino dovrebbe essere inviato principalmente ai paesi in via di sviluppo.

    EPA/Teresa Suarez / POOL


  • Ministro dell’ Energia russo: impossibile vendere a chi impone tetto prezzi

    Il ministro dell’Energia russo, Nikolai Shulginov, ha definito “impossibile” vendere gas o petrolio ai paesi che stabiliscono tetti sui prezzi delle materie prime.

    «Sicuramente, non venderemo rimettendoci o sotto costo», ha dichiarato Shulginov nel corso di un’intervista televisiva. «Non accetteremo questo tipo di comportamento nei nostri confronti» ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tass. Dichiarazioni allineate a quelle del presidente russo Vladimir Putin, che mercoledì scorso aveva avvertito che la Russia si considererà esentata dall’obbligo di rispettare i contratti nel caso di decisioni politiche in contrasto con gli obblighi della controparte.

    Salvini: sì a difendere l'Ucraina ma serve uno scudo europeo
  • Kiev, fuggito il sindaco filorusso di Izyum

    Il sindaco filorusso della città di Izyum nella regione di Kharkiv è fuggito prima dell’offensiva delle forze armate ucraine, che ieri hanno rivendicato di aver riconquistato la città.

    Lo ha annunciato un ex membro del consiglio comunale di Izyum, Mykyta Karakai, citato da Ukrinform. «Purtroppo, ho informazioni dai collaboratori che l’autoproclamato sindaco Izyum Sokolov e il suo entourage sono riusciti a evacuare anche prima dell’inizio dell’offensiva delle nostre truppe. Secondo le mie informazioni, si trovano nel territorio della Federazione Russa. I russi e i loro collaboratori hanno lasciato rapidamente la città. Quelli che ce l’hanno fatta, ovviamente. Hanno lasciato un’enorme quantità di equipaggiamento e munizioni», ha detto Karakai.

  • Ministro della Difesa ucraino: «Controffensiva come palla di neve»

    «Una palla di neve che rotola giù per la collina, diventando sempre più grande». Così, in una dichiarazione al Financial times, il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov ha descritto la rapida controffensiva di Kiev che ha colto di sorpresa i soldati russi e ha indotto molti a fuggire. «Ci stiamo muovendo, ma probabilmente un po’ più lentamente» rispetto all’est, ha affermato.

    . (Photo by ANDRE PAIN / AFP)


  • Von der Leyen: a fianco di Kiev che combatte anche per l’Ue

    «Gli ucraini stanno combattendo coraggiosamente per il loro futuro. Stanno lottando anche per i nostri valori comuni. L’Ue è stata al loro fianco dal primo giorno della guerra della Russia».

    Lo scrive in un tweet la presidente della Commissione europea, ribadendo il sostegno europeo a Kiev. «Aiuteremo a ricostruire l’Ucraina come un Paese libero e moderno nel suo cammino verso l’Ue», aggiunge.

  • Kiev, bombe russe su Kupiansk appena riconquistata

    Le forze russe hanno bombardato la riva destra di Kupiansk, nella regione di Kharkiv, che ieri Kiev aveva annunciato di aver riconquistato. Lo ha annunciato un membro del consiglio comunale locale, Vadym Krokhmal, citato da Unian.

    «Kupiansk è divisa in due metà dal fiume. Oggi, sulla sponda destra, dove si trova il centro città, la situazione non è facile, ma la zona è già completamente controllata dai nostri militari. Ci sono stati bombardamenti dei sistemi antiaerei», ha detto Krokhmal, spiegando che si sta ancora cercando di chiarire il bilancio dell’attacco.

    Photo by Juan BARRETO / AFP

  • 11 Settembre: Zelensky, uno dei giorni più tragici della storia

    «Oggi rendiamo omaggio alle vittime dell’11 settembre. È uno dei giorni più tragici nella storia degli Stati Uniti e del mondo».

    Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un tweet. «Affrontando quotidianamente gli attacchi missilistici l’Ucraina sa bene cos’è il terrorismo ed è vicina sinceramente al popolo statunitense. Il terrorismo è un male che non ha posto nel mondo moderno», conclude Zelensky.

  • Podolyak, solo Kiev può dettare l’agenda dei negoziati

    «Ricordo ancora una volta a tutti i ben informati che solo l’Ucraina determina l’agenda dei negoziati. E cioè: la liberazione di tutti i territori; il pagamento dei danni da parte della Russia; la punizione dei criminali di guerra. I nostri partner sostengono pienamente questo formato. Non ci sono altri accordi o pressioni».

    Lo ha scritto su Twitter il consigliere presidenziale di Kiev Mykhailo Podolyak.

    ANSA

  • Lavrov, non rifiutiamo negoziati ma ci sono complicazioni

    In un’intervista alla televisione Rossiya-1, Lavrov ha riferito che Vladimir Putin ha convocato un incontro con la Duma, la camera bassa del Parlamento, e i leader delle diverse fazioni.

    «ll presidente ha detto ai partecipanti che noi non rifiutiamo i negoziati», ha sottolineato Lavrov, ma ha accusato gli ucraini di ritardare il processo delle trattative. Kiev, ha detto ancora Putin secondo il resoconto di Lavrov, «dovrebbe capire che più a lungo ritarda il processo, più difficile sarà negoziare con noi»

  • Think tank Usa, Kiev ha ripreso in 5 giorni territorio occupato da russi da aprile

    I soldati ucraini hanno riconquistato in cinque giorni più territorio di quanto le truppe russe abbiano occupato in totale da aprile.

    E’ quanto sostiene il think tank americano Isw, secondo cui “«a liberazione di Izium sarebbe il risultato militare ucraino più significativo dalla vittoria nella battaglia di Kiev a marzo» .

    E questo significa, sottolinea l’Istituto per lo studio della guerra, che l’avanzata pianificata dalla Russia nel Donbass da nord è fallita. «Un accerchiamento riuscito delle forze russe in fuga da Izium porterebbe alla distruzione o alla cattura di forze russe significative e aggraverebbe i problemi di mancanza di uomini e di morale della Russia», ha affermato l’istituto, nel 200mo giorno di guerra.

  • Kiev, russi attaccano a nord e sud con missili lungo raggio

    Le forze russe hanno attaccato in queste ore l’Ucraina con bombardieri strategici lanciando missili da crociera a lungo raggio: lo ha reso noto il portavoce dell’aeronautica ucraina, Yurii Ihnat, secondo quanto riporta la Ukrainska Pravda.

    Ihnat ha precisato che gli attacchi sono stati realizzati da bombardieri strategici Tu-22 M3, che hanno prima colpito dal nord del Paese, “apparentemente” con missili X-22 e poi si sono diretti verso la Crimea occupata ed hanno attaccato le regioni meridionali dell’Ucraina dalla zona di Capo Tarkhankut.

  • Mosca, in 24 ore migliaia di persone fuggite in Russia

    Secondo le autorità russe, nelle ultime 24 ore “migliaia” di persone sono fuggite verso la regione russa di Belgorod dall’oblast di Kharkiv, teatro della controffensiva delle forze di Kiev nell’est dell’Ucraina.

    «Non è stata la notte più facile, né la mattina più facile. Nelle ultime 24 ore, migliaia di persone hanno attraversato la frontiera», ha detto il governatore della regione di Belgorod, Viaceslav Gladkov, in un messaggio video pubblicato sul suo canale Telegram.

    REUTERS

  • Kiev, distrutti con droni 70 carri armati russi

    Gli agenti del controspionaggio dei Servizi di sicurezza di Stato ucraino (Sbu) hanno usato droni per distruggere 70 carri armati russi per un valore di circa 170 milioni di dollari: lo ha reso noto l’Sbu su Telegram, secondo quanto riporta Ukrinform.

    «Ecco come gli agenti del controspionaggio militare dell’Sbu distruggono l’equipaggiamento russo. I droni da combattimento lavorano per la difesa dell’Ucraina e durante una controffensiva» si legge nel post.

    «I nostri combattenti hanno già trasformato in rottami 70 carri armati di varie modifiche per un valore di circa 170 milioni di dollari» concludono i Servizi di sicurezza. Dall’inizio dell’invasione, le forze di Kiev hanno distrutto un totale di 2.154 carri armati russi, secondo quanto ha reso noto oggi l’esercito ucraino. .

  • Pushilin: in Donetsk situazione tesa ma sotto controllo

    La situazione lungo la linea di combattimento nella Repubblica Popolare di Donetsk è tesa ma le forze della milizia popolare la tengono sotto controllo: è quanto ha sostenuto Denis Pushilin, capo della Repubblica popolare di Donetsk, mentre Kiev rivendica successi al nord e a est.

    «La situazione lungo la linea del fronte è tesa ma sotto controllo», ha dichiarato alla Tass. «In molte aree - ha detto - le forze della Rpd stanno avanzando, anche se con difficoltà. La situazione nell’area di Donetsk è invariata, con le forze filorusse che hanno ancora il controllo dell’aeroporto». Ha poi definito false alcune notizie di fonte ucraina secondo cui le forze di Kiev avrebbero preso l’aeroporto.

  • Kadyrov: pronti altri 10.000 uomini e arriveremo a Odessa

    «Io, Ramzan Kadyrov, dichiaro ufficialmente che tutte queste città (Izyum, Kupiansk e Balakliya) saranno riconquistate. La nostra gente è già lì, i ragazzi sono addestrati per questo lavoro, altri 10.000 combattenti sono pronti a partire. E raggiungeremo Odessa nel prossimo futuro».

    Lo ha detto il leader ceceno Ramzan Kadyrov, in un messaggio audio su Telegram ripreso da Meduza, dopo la liberazione delle tre città ucraine nell’est dell’Ucraina ieri da parte delle forze di Kiev.

    . (Photo by OLEKSANDR GIMANOV / AFP)

  • Kadyrov, a Kharkiv troppo errori, Mosca cambi strategia

    Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha criticato il ministero della Difesa russo per la ritirata delle truppe dalle città ucraine nella regione di Kharkiv, liberate dalle forze di Kiev, minacciando di andare a parlarne personalmente con il Cremlino. «Sono stati commessi degli errori. E penso che se ne trarranno delle conclusioni. E se oggi o domani non ci saranno cambiamenti nella strategia nel condurre l’operazione militare speciale (in Ucraina), dovrò andare al ministero della Difesa e alla dirigenza del Paese per spiegare loro la situazione. E’ una situazione infernale», ha detto in un messaggio audio su Telegram ripreso da Meduza.

    EPA

  • Papa, preghiamo per Ucraina, Krajewski porta mia vicinanza

    «Continuiamo a pregare per il popolo ucraino, perché il Signore gli doni conforto e speranza». Lo ha detto Papa Francesco all’Angelus. «In questi giorni - ha aggiunto - il cardinal Krajewski, prefetto del Dicastero per il servizio della carità, è in Ucraina per visitare varie comunità e testimoniare concretamente la vicinanza del Papa e della Chiesa».

  • Kiev a settembre riconquistati oltre 3.000 km quadrati di territorio

    L’Ucraina ha riconquistato oltre 3.000 chilometri quadrati di territorio dalle forze russe questo mese: lo ha scritto su Facebook il comandante in capo delle forze armate ucraine, Valeriy Zaluzhny. «Sono orgoglioso e grato a ogni militare ucraino. Ho l’onore di combattere fianco a fianco con voi. Memoria eterna a coloro che sono morti nelle battaglie per l’Ucraina».

    «Intorno a Kharkiv abbiamo iniziato ad avanzare non solo a sud ed est ma anche a nord. Siamo a 50 chilometri dal confine. L’Ucraina continua a liberare i territori occupati dalla Russia» ha aggiunto su Telegram

  • Cei, mercoledi in tutta Italia pregheria di pace

    Aderendo all’iniziativa lanciata dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee), la Conferenza Episcopale Italiana partecipa al gesto comunitario di solidarietà per l’Ucraina con un momento di adorazione eucaristica che si terrà nel pomeriggio di mercoledì 14 settembre.

    Nelle parrocchie e nelle diocesi di tutta Italia, si invocherà il dono della pace per l’Ucraina, terra martoriata da una guerra che dura ormai da vari mesi. «In questo giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della santa Croce, ci uniamo con tutte le Chiese d’Europa per implorare da Dio il dono di una pace duratura nel nostro continente. In modo particolare, vogliamo pregare per il popolo ucraino perché sia liberato dal flagello della guerra e dell’odio», sono le parole della preghiera contenuta nel sussidio preparato per l’occasione dall’Ufficio Liturgico Nazionale.

  • 747 bambini feriti dall’inizio dell’invasione

    E’ aumentato ad almeno 747, nelle ultime 24 ore, il numero dei bambini feriti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, mentre il bilancio di quelli morti è rimasto invariato a 383: lo ha reso noto oggi su Telegram l’ufficio del Procuratore generale di Kiev, secondo quanto riporta Ukrinform.

  • Kuleba ringrazia partner per armi e successi condivisi

    «Armi, armi, armi sono state nella nostra agenda sin dalla primavera. Ringrazio i partner che hanno risposto al nostro appello: i successi sul campo di battaglia dell’Ucraina sono successi condivisi. I tre punti in agenda ora sono pianificazione, pianificazione, pianificazione. I rifornimenti tempestivi avvicinano la vittoria e la pace».

    Lo scrive il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, su Twitter in merito alla controffensiva di Kiev nell’est del Paese.

    Reuter

  • Intelligence Gb, false le affermazioni di Putin su esportazione grano

    Il 7 settembre 2022, il presidente Putin ha affermato che solo 60mila tonnellate del grano esportato dall’Ucraina da agosto erano state inviate ai paesi in via di sviluppo e che la maggior parte era stata consegnata agli stati europei . L’affermazione di Putin non è vera. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa il 30% è stato fornito a paesi a basso e medio reddito in Africa, Medio Oriente e Asia.

    Lo scrive l’intelligence di Londra nel suo ultimo rapporto sulla situazione in Ucraina, diffuso dal ministero della Difesa britannico. «La Russia - vi si legge ancora nella nota - sta perseguendo una deliberata strategia di disinformazione mentre cerca di deviare la colpa dei problemi di insicurezza alimentare, screditare l’Ucraina e ridurre al minimo l’opposizione alla sua invasione».

    SOTTOTITOLI Zelensky: "Grano ucraino esportato in tre continenti"


  • Dopo 200 giorni di guerra prosegue la liberazione a est

    Le forze ucraine combattono in queste ore per sottrarre alla Russia il controllo di città e villaggi intorno alla città strategica di Izyum, nell’ambito della vasta controffensiva sferrata nell’est del Paese.

    Lo ha reso noto l’esercito di Kiev nel 200mo giorno dell’invasione russa. «Le nostre forze sono entrate a Kupiansk. La liberazione degli insediamenti nei distretti di Kupiansk e Izyum della regione di Kharkiv è in corso», ha dichiarato l’esercito ucraino. Finora Kiev ha riconquistato almeno 30 città e villaggi nella regione orientale di Kharkiv riconquistando nel complesso circa 2.000 chilometri quadrati dalle forze di Mosca negli ultimi giorni.

  • Governatore Lugansk: i russi stanno fuggendo da regione

    Gli occupanti russi e i loro collaboratori locali stanno fuggendo dalla regione di Lugansk, diretti verso la Russia: lo scrive su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Serhiy Gaidai, secondo quanto riporta Ukrinform. «La bandiera ucraina, innalzata ieri sera sull’edificio dell’amministrazione a Kreminna, è rimasta intatta, perché i russi sembrano aver capito tutto e non osano toglierla. I russi e i loro collaboratori stanno fuggendo dalla regione di Lugansk, diretti verso la Russia», ha osservato Gaidai sottolineando che le file di veicoli diretti verso il confine si estendono per diversi chilometri. Secondo il governatore i russi scappano da Lugansk, Alchevsk e altre città che erano state catturate nel 2014, quando la Russia invase l’Ucraina per la prima volta. L’avanzata dell’Ucraina «è enorme. Ci sono battaglie sporadiche, ma per lo più gli occupanti stanno fuggendo», assicura Gaidai.

  • Intelligence Gb: notevoli progressi Kiev nelle ultime 24 ore nel Kharkiv


    Le forze ucraine hanno continuato a mettere a segno notevoli progressi nelle ultime 24 ore nella regione di Kharkiv (est): lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese. Allo stesso tempo, prosegue il rapporto pubblicato oggi dal ministero della Difesa di Londra, la Russia ha probabilmente ritirato alcune unità dalla zona, ma i combattimenti proseguono attorno alle città strategiche di Kupiansk e Izyum. Il rapporto dell’intelligence parla poi delle esportazioni di grano dall’Ucraina smentendo l’affermazione fatta dal presidente russo Vladimir Putin il 7 settembre scorso, secondo cui solo 60mila delle tonnellate di grano esportate da agosto sono state inviate a Paesi in via di sviluppo. Secondo i dati dell’Onu, sottolinea invece Londra, circa il 30% delle esportazioni è andato a Paesi a reddito medio-basso in Africa, Medio Oriente e Asia. La Russia sta seguendo una strategia di disinformazione, conclude il rapporto, per sviare la colpa su questioni di insicurezza alimentare, screditare l’Ucraina e minimizzare l’opposizione all’invasione.

  • Kiev: oltre 50 mila russi morti da inizio guerra

    Dal 24 febbraio all’11 settembre, le forze armate ucraine hanno eliminato circa 52.650 invasori russi, di cui 400 solo nell’ultimo giorno. Questo secondo lo stato maggiore delle forze armate ucraine, riferisce Ukrinform. Inoltre, i difensori dell’Ucraina hanno distrutto un totale di 2.154 carri armati russi (+18 sabato); 4.617 veicoli corazzati da combattimento (+33); 1.263 sistemi di artiglieria (+4); 242 (+3) aere i da guerra; 213 (+1) elicotteri; 3.445 (+ 19) autocarri e autocisterne.

  • Kiev: abbattuto cacciabombardiere russo Su-34


    L’aeronautica ucraina ha abbattuto un cacciabombardiere russo Su-34: lo ha reso noto sui social media lo stesso Comando dell’aeronautica, secondo quanto riporta Ukrinform. Nel filmato pubblicato sui social si vedono i rottami bruciati del velivolo sparsi in una striscia di foresta mentre i soldati ucraini ispezionano la scena.

  • Spento ultimo reattore della centrale di Zaporizhzhia

    L’agenzia nucleare statale Energoatom ha annunciato che il sesto ed ultimo reattore della centrale di Zaporizhzhia - controllata dai russi, nel sud del Paese - non produce più elettricità. «Oggi, 11 settembre 2022, alle 03:41 (le 2:41 in Italia), l’unità n. 6 della Znpp (la centrale nucleare, ndr) è stata scollegata dalla rete elettrica - si legge in un comunicato dell’agenzia -. Sono in corso i preparativi per il raffreddamento e il trasferimento allo stato freddo».

    Membri della Aiea presso l’impianto di Zaporizhzhia lo scorso 1° settembre ( Epa/Yuri Kochetkov)

  • Kiev: continua liberazione città nel Kharkiv

    Le unità ucraine sono entrate a Kupyansk, continua la liberazione delle località dei distretti di Kupyansk e Izium della regione di Kharkiv. Lo afferma il rapporto dello Stato maggiore delle forze armate ucraine alle 06 dell’11 settembre, pubblicato su Facebook.
    «Nelle ultime 24 ore - si leggenel rapporto - il nemico ha lanciato 16 attacchi missilistici e 34 attacchi aerei su oggetti militari e civili nel territorio dell’Ucraina. Ventotto località sono state colpite: Slavhorod, Velyka Pysarivka, Velyki Prokhody, Avdiivka, Nevelske, Marinka, Neskuchne, Velyka Novosilka, Dnipro, Bruskinske e altre».

  • Zelensky: liberate due città nella regione di Kharkiv

    Le forze ucraine hanno ripreso il controllo delle città di Vasylenkove e Artemivka nella regione di Kharkiv (est): lo ha reso noto su Telegram nella tarda serata di ieri il presidente Volodymyr Zelensky. Lo riporta Ukrinform. «Passo dopo passo, i nostri combattenti stanno liberando il territorio ucraino. I soldati della 113ma Brigata separata di difesa territoriale hanno liberato Vasylenkove e Artemivka nella regione di Kharkiv», ha scritto.

  • Le truppe di Kiev continuano avanzata verso sud

    Le truppe ucraine continuano ad avanzare e consolidare le posizioni sul fronte meridionale. Lo riporta Ukrinform citando il comando operativo sud dell’esercito ucraino: «Sono in corso battaglie di posizione, che portano all’avanzata delle truppe e al consolidamento dei territori. Il nemico preferisce il combattimento di controbatteria, cercando di evitare il contatto diretto. Il nemico subisce perdite e si ritira», ha riferito il comando operativo, spiegando che ieri le truppe russe hanno lanciato 20 attacchi aerei sulle posizioni ucraine lungo la linea di contatto e nei territori adiacenti. In risposta, le forze armate ucraine hanno colpito le aree con maggiore concentrazione di armi e attrezzature nemiche vicino a Nova Kakhovka e Prydniprovske, nonché i depositi di munizioni intorno e nella città di Kherson.

  • Dieci civili uccisi da truppe russe nel Donetsk

    Ieri le truppe russe hanno ucciso 10 civili nella regione di Donetsk. Lo riferisce Ukinform citando una dichiarazione del capo dell’amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko, pubblicata su Telegram: «Il 10 settembre i russi hanno ucciso 10 civili nella regione di Donetsk: quattro a Pokrovsk, tre a Krasnohorivka, due a Bakhmut e uno a Raihorodok. Altre 19 persone sono rimaste ferite». Come ha osservato Kyrylenko, è attualmente impossibile stabilire il numero esatto delle vittime a Mariupol e Volnovakha. Nell’ultima settimana 10.060 persone hanno lasciato la regione del Donetsk nell’ambito dell’evacuazione obbligatoria.

  • Bombe russe nel sud, diversi feriti

    Le forze russe hanno attaccato la notte scorsa le città di Dnipro, Nikopol e Mykolaiv nell’Ucraina meridionale provocando diversi feriti: lo hanno reso noto le autorità locali, secondo quanto riporta Ukrinform. Almeno nove persone sono rimaste ferite durante pesanti bombardamenti su Mykolaiv, ha scritto su Telegram il sindaco Oleksandr Sienkevych, sottolineando che alcuni edifici residenziali sono stati danneggiati. Da parte sua, il capo dell’amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznichenko, ha scritto su Telegram che un missile russo ha colpito il centro di Dnipro ferendo un uomo di 72 anni. Sempre nella notte, la città di Nikopol è stata colpita tre volte e due uomini e una donna sono rimasti feriti.

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