Europa

Ucraina, ultime notizie. Kiev: colpito incrociatore russo Moskva nel Mar Nero. Dagli Usa armi per 800 milioni di dollari alle forze ucraine

Battaglia all’ultimo uomo nell’acciaieria di Mariupol. I russi puntano alla parata della vittoria del 9 maggi. Biden a Putin: «È genocidio». Ira di Mosca e Pechino

Ucraina, tra le macerie dell'aeroporto di Mykolaiv
  • Kiev: incrociatore russo colpito nel Mar Nero

    L’incrociatore missilistico Moskva della flotta russa del Mar Nero è stato colpito dai missili ucraini Neptune al largo di Odessa. Lo riporta l’agenzia d’informazione ucraina Unian.Il governatore della regione di Odessa, Maksym Marchenko, ha confermato che l’esercito ucraino ha colpito con i razzi Neptun la nave militare russa che attualmente era nel Mar Nero, provocando seri danni all’incrociatore. A bordo potrebbero esserci oltre 500 persone. Secondo Marchenko la nave si trovava nelle acque territoriali ucraine davanti all’Isola dei Serpenti quando è stata colpita da due missili antinave sparati dalla regione di Odessa. L’informazione di fonte ucraina non è ancora stata confermata da fonti indipendenti.

    L’incrociatore russo Moskva


  • Casa Bianca: atrocità a Bucha, Mariupol e Kramatorsk

    «Bucha, Mariuopol, Kramatorsk sono tutti esempi di violazioni dei diritti umani da parte della Russia in Ucraina». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, a proposito dell’accusa di Joe Biden che Putin sta compiendo un genocidio. «Il presidente parlava basandosi su ciò che ha visto, sulle atrocità compiute da Mosca», ha detto.

  • Duda a Kiev: questo è terrorismo, non guerra

    «Questa non è una guerra, è terrorismo». Lo ha detto il presidente polacco Andrzej Duda in visita a Kiev insieme ai colleghi di Lituania, Lettonia ed Estonia. Duda è stato anche a Borodyanka, uno dei sobborghi di Kiev dove si sono consumate le atrocità delle truppe russe occupanti.

    Il presidente polacco Duda in vista a Borodyanka, alle porte di Kiev (Epa)

  • Guterres: l’Onu lascia agli organi giudiziari la determinazione di genocidio

    «L’Onu fa affidamento sulla determinazione legale finale da parte degli organi giudiziari sul genocidio. Siamo molto preoccupati per quello che succede in Ucraina ma lasciamo la definizione di genocidio agli organi giudiziari competenti». Lo ha detto il segretario generale Antonio Guterres rispondendo a chi gli chiedeva se sia in corso un genocidio in Ucraina, sulla base delle accuse lanciate dal presidente americano Joe Biden a Vladimir Putin.

  • Fonti Usa: frustrazione tra i generali russi

    «C’è frustrazione tra i generali russi per la prestazione delle proprie truppe e dei loro colleghi» in Ucraina. Lo ha detto un alto funzionario della difesa americana che ha parlato anche di morale basso tra le truppe di Mosca.

  • Trattative per liberare i 169 soldati ucraini catturati a Chernobyl

    «Sono in corso trattative» per un possibile scambio di prigionieri con la Russia per liberare i 169 militari della Guardia nazionale ucraina che erano stati catturati quando le forze russe avevano preso il controllo della centrale nucleare di Chernobyl, poi abbandonata. Lo ha riferito il ministro dell’Interno di Kiev, Denys Monastyrsky, citato dall’Ukrainska Pravda. «Oggi, secondo le nostre informazioni, alcuni di loro si trovano nella Repubblica di Bielorussia, altri in Russia», ha aggiunto il ministro ucraino, spiegando tuttavia che questo scambio non appare imminente ma bisognerà probabilmente attendere una de-escalation militare.

  • Kiev ha chiesto agli Usa sistemi di difesa che non avevano

    L’Ucraina ha chiesto agli Usa dei sistemi che non hanno e quindi Washington sta lavorando con «alleati e partner» per farli avere a Kiev. Lo ha detto il portavcoce del Pentagono, John Kirby nel briefing con la stampa. Si tratta, ad esempio, dei sistemi S-300 che di recente la Slovacchia ha inviato all’Ucraina.

  • Attacchi russi a Kharkiv: tre morti e quattro feriti

    Nuovi raid russi sono stati compiuti in giornata su edifici residenziali nel distretto di Nemyshlyany a Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina, provocando almeno tre morti e quattro feriti. Lo riferisce l’ufficio del procuratore regionale, citato dall’Ukrainska Pravda.

  • Pentagono: settimo pacchetto di armi Usa all’Ucraina richiederà addestramento

    Il nuovo pacchetto di armi all’Ucraina, annunciato dal presidente americano Joe Biden, è «il settimo dall’agosto del 2021», ha detto il portavoce del Pentagono, John Kirby, ribadendo che si tratta anche di armi che finora non erano state fornite a Kiev. Alcuni dei nuovi sistemi che gli Usa hanno deciso di inviare all’Ucraina «necessiteranno di un ulteriore addestramento», come i «nuovi sistemi radar e di artiglieria».

    Armi americane «imballate» per la resistenza ucraina (Ap)

    Secondo un funzionario della difesa Usa potrebbero essere i soldati americani che sono stati dispiegati sul fianco orientale della Nato dopo l’attacco della Russia all’Ucraina ad addestrare le forze ucraine all’uso di queste nuove armi. Kirby tuttavia non ha confermato questa indiscrezione limitandosi a dire che il Pentagono sta valutando diverse opzioni. Tra gli equipaggiamenti ci sono anche «dispositivi di protezione individuale contro armi chimiche».

  • L’oligarca Medvedchuk voleva fuggire in Transnistria

    Viktor Medvedchuk, l’oligarca ucraino filo-Putin catturato martedì nella regione di Kiev mentre cercava di lasciare il Paese, voleva fuggire in Transnistria. Lo ha affermato il capo dei servizi di sicurezza ucraini, secondo cui il piano di fuga prevedeva che Medvedchuk sarebbe poi stato trasferito a Mosca da agenti russi dell’Fsb.

  • Canada, anche il premier Trudeau parla di «genocidio in Ucraina»

    Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha parlato per la prima volta di «genocidio» in Ucraina, seguendo le orme del presidente degli Stati Uniti Joe Biden che aveva usato lo stesso termine il giorno prima. «Possiamo parlare sempre di più di genocidio», ha detto davanti ai giornalisti che lo hanno interrogato sulle parole del presidente americano. Finora Trudeau si era rifiutato di usare questa parola.

  • Mosca, sanzioni per 398 membri del Congresso Usa

    Il ministero degli Esteri russo ha deciso sanzioni nei confronti di 398 membri del Congresso Usa. Lo riporta la Tass.

  • Mosca annuncia: «Liberato il porto di Mariupol»

    Mosca ha annunciato di aver preso il controllo del porto di Mariupol. “Il porto marittimo commerciale è stato completamente liberato dai militanti nazisti del reggimento Azov”, ha comunicato il portavoce del ministero della Difesa russo, il maggiore generale Igor Konashenkov, secondo quanto riporta la Tass. Aggiungendo che “tutti gli ostaggi a bordo di navi sono stati rilasciati” e che “le restanti truppe ucraine e i combattenti di Azov in città sono circondati”. Già nei giorni scorsi i separatisti filo-russi avevano annunciato la conquista del porto della città costiera, ma Kiev aveva smentito.

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  • Ucraina: Mattarella, fondamentale stampa indipendente

    Il “fondamentale, importante e prezioso ruolo degli organi di informazione” è sottolineato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo a Messina il premio internazionale Bonino Pulejo. “Lo stiamo vedendo adesso - aggiunge - con lo scenario inatteso e imprevedibile di guerra nel nostro Continente. Vi si agitano anche tentavi di notizie false, di nascondere la verità, la realtà e i fatti. L'importanza di organi indipendenti si manifesta ancora una volta fondamentale. Un sistema informativo che non si preclude alcuna voce, ma non subisce i falsi, sa informare con capacità critica i lettori su fatti e realtà”.

    Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. ANSA/ETTORE FERRARI

  • Dagli Usa armi per 800 milioni di dollari all’Ucraina


    Il presidente Joe Biden ha annunciato in una telefonata al presidente Volodymyr Zelensky l’invio di altri 800 milioni di dollari di nuove armi. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota.

  • Sindaco Klitschko, ’troppo presto per ritorno in massa a Kiev’

    “Oggi è troppo presto per tornare a casa in massa a Kiev”. Lo dichiara su Telegram il sindaco della capitale ucraina Vitaliy Klitschko, raccomandando ai cittadini di fare “affidamento esclusivamente alle raccomandazioni dei militari, che dicono che la minaccia oggi è ancora piuttosto ampia. In primo luogo per quanto riguarda il lancio di razzi e in secondo luogo perché prosegue lo sminamento dei territori adiacenti alla capitale, dove, purtroppo, si registrano già casi di decessi a seguito di esplosioni nei territori minati dagli occupanti”. “Il nostro compito principale è salvare la vita e la pace delle persone. Pertanto, non c’è bisogno di tornare in fretta nella capitale. Chi ritorna deve soppesare tutti i rischi”, avverte il primo cittadino, spiegando però che “non possiamo impedire di tornare” a chi voglia farlo. “Il Paese vive sotto la legge marziale. Kiev è più calma ora di prima, ma non dimentichiamo che l’obiettivo dell’aggressore era la capitale. I militari affermano che l’aggressore non ha abbandonato i suoi piani e può iniziare ad attuarli in qualsiasi momento. Pertanto, dobbiamo essere estremamente attenti e ascoltare le raccomandazioni dei militari”, conclude il sindaco

    Tatiana e Aleksandra da Kiev lavorano in un cafè a Riga, Lettonia

  • Biden ha parlato con Zelensky dei nuovi aiuti

    Il presidente americano Joe Biden ha parlato con quello ucraino Volodymyr Zelensky dei nuovi aiuti Usa a Kiev. Lo riferisce la Casa Bianca.

  • Gas: il prezzo in Europa chiude in rialzo sopra 105 euro

    Il prezzo del gas in Europa ha chiuso in rialzo. Hanno chiuso infatti in rialzo la giornata i future ad Amsterdam (+3%) a 105,3 euro al MWh. Lo stesso a Londra (+0,9%) a 213 penny al Mmbtu (unità termica). Il valore di Amsterdam si è quindi nuovamente allontanato dai circa 90 euro precedenti la guerra, mentre resta più vicino quello di Londra, che era di circa 215 penny. Entrambi i valori sono però ormai ben distanti dai picchi dello scorso 7 marzo, con i rincari dai primi giorni del conflitto in Ucraina, quando erano arrivati rispettivamente a 345 euro e a 800 penny

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  • Intelligence, a Melitopol uccisi 70 soldati russi

    A Melitopol sono 70 i soldati russi uccisi dagli ucraini. Lo comunica l’intelligence di Kiev ai media locali, aggiungendo che i militari sarebbero stati vittime della resistenza ucraina, uccisi con armi da taglio e armi da fuoco.

    Persone evacuate da Melitopol

  • Onu, per ora nessuna possibilità di cessate fuoco

    Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ritiene che “al momento non ci sia la possibilità di un cessate il fuoco globale in Ucraina” come era stato richiesto dalle Nazioni Unite. Parlando con i giornalisti ha detto che dopo la visita del capo degli affari umanitari a Mosca e Kiev stanno aspettando una risposta dalla Russia su alcune proposte, come cessate il fuoco locali per evacuare i civili dalle aree di combattimento, e la creazione di un meccanismo con Russia, Ucraina e Onu per gestire un adeguato accesso umanitario.

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  • Polonia ed Estonia vogliono anticipo vertice Ue

    Pressing di Polonia ed Estonia per anticipare il confronto tra i capi di Stato dell’Ue sull’embargo al petrolio russo, tenendo il Consiglio europeo in una data precedente a quella indicata per il 30 e 31 maggio che sembra troppo lontana. Al momento però nella riunione tra gli ambasciatori dei Paesi Ue di oggi si è deciso di mantenere la data fissata dal presidente Charles Michel alla fine del prossimo mese, anche per arrivare all’appuntamento con una linea condivisa tra i leader europei. Per il resto, poche novità sulle sanzioni alla Russia dall’incontro odierno del Coreper, salvo per alcune eccezioni umanitarie approvate alle sanzioni già in vigore. E’ quanto si apprende da fonti europee. Resta esclusa per ora l’ipotesi di adottare un embargo anche sul gas.

  • Svizzera: governo adotta quinto pacchetto Ue sanzioni contro Russia

    Il consiglio federale svizzero ha deciso di far proprio il quinto pacchetto di sanzioni deciso dalla Ue nei confronti della Russia. Il nuovo pacchetto riguarda in particolare il divieto all’acquisto del carbone e allarga l’elenco delle persone prese di mira a includere anche le figlie di Vladimir Putin. Ripreso anche il divieto a importare beni che contribuiscono al reddito della Russia, come legno, cemento o vodka, e di esportare prodotti che potrebbero rafforzarne le capacità, come robot o determinati prodotti chimici. “Queste misure avranno un impatto sulla nostra economia” ha dichiarato il consigliere federale Guy Parmelin, ministro dell’Economia, durante una conferenza stampa a Berna aggiungendo tuttavia che l’impatto dovrebbe rimanere “sopportabile”, “anche se forse alcune filiali o società saranno colpite più di altre”. Le sanzioni - ha spiegato - potrebbero penalizzare i produttori di pompe ad aria e macchinari elettrici. La Svizzera è un importante produttore di macchinari industriali e apparecchiature elettriche, il suo secondo settore di esportazione dopo i prodotti farmaceutici e chimici. Il ministero dell’Economia ha inoltre ampliato l’elenco delle persone colpite dalle sanzioni, aggiungendo 217 persone e 18 entità degli ambienti politici ed economici, militari o attivi nella comunicazione e nella propaganda, che fanno parte dei circoli degli oligarchi e delle loro famiglie.

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  • Di Maio alla Cnn, «nessun tipo di veto da Italia a sanzioni alla Russia»

    “Da parte dell’Italia non c’è nessun tipo di veto su nuove sanzioni”. Lo torna ad assicurare il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista alla Cnn, nella quale ricorda che “siamo attivi sin dal primo giorno di questa guerra per diversificare le nostre fonti energetiche: io sono stato in Algeria, in Mozambico, in Congo, in Angola, in Qatar e in Azerbaigian: abbiamo costruito nuove partnership energetiche. Con il Presidente del Consiglio Mario Draghi due giorni fa siamo stati in Algeria per firmare un accordo da 9 miliardi di metri cubi in più di gas verso l'Italia”.

  • Mosca: «resa a Mariupol». Kiev smentisce

    Battaglia anche corpo a corpo fra militari ucraini e russi nella città portuale di Mariupol, assediata da giorni. Duri combattimenti nell’area del complesso metallurgico di Azovstal. Mosca annuncia la resa ucraina, Kiev smentisce. Il sindaco Boichenko parla di genocidio, ma aggiunge che finché la città resiste, resisterà tutto il Paese. Centomila civili chiedono di essere evacuati. La Turchia pronta con una nave per portare via la popolazione. Il consigliere del sindaco: i russi avrebbero intenzione di organizzare una parata della vittoria il 9 maggio proprio a Mariupol, se la loro campagna militare avrà successo.

    Due soldati russi a Mariupol

  • Mosca, Kiev trascina i negoziati ma non vuole un accordo

    Kiev non punta a raggiungere un accordo ma a trascinare deliberatamente i colloqui. E’ l’accusa della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, secondo quanto riporta la Tass. “Purtroppo - ha detto - la delegazione ucraina, ed è stato così in tutti questi 7 anni, poiché stiamo parlando del gruppo di contatto nel formato Normandia, punta i suoi sforzi non a raggiungere accordi ma a trascinare i colloqui. Conosciamo questa tattica”.

  • Jersey blocca «5,4 mld sterline di Abramovich»

    Le autorità dell’isola di Jersey, paradiso fiscale legato alla corona britannica nella Manica, hanno congelato l’equivalente di 5,4 miliardi di sterline di attivi (pari a circa 7 miliardi di dollari) ritenuti riconducibili all’oligarca russo Roman Abramovich. Lo riferisce l’agenzia Bloomberg. Abramovich, il cui patrimonio personale complessivo è stimato in circa 12 miliardi di dollari, è stato sottoposto a sanzioni dal governo di Londra e dall’Ue (ma finora non dagli Usa) fra le ritorsioni occidentali decise in risposta all’invasione russa dell’Ucraina contro figure del business ritenute funzionali al potere di Vladimir Putin.

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  • Mosca, Occidente vuole conflitto non finisca mai

    I Paesi occidentali “dovranno rispondere” delle forniture di armi all’Ucraina. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. Lo riporta la Tass. Secondo Zakharova, in questo modo, l’occidente lavora affinché “il conflitto non finisca mai e il numero delle vittime sia maggiore”.

  • Yellen, più preoccupata che recessione avvenga in Europa che da noi

    “Sono più preoccupata che una recessione si possa verificare in Europa che negli Stati Uniti”. Lo ha detto la segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen, durante un evento all’Atlantic Council.

  • Ucraina: presidenti Polonia e stati baltici verso Kiev

    “I presidenti di Polonia, Lettonia, Lituania ed Estonia sono partiti per l’Ucraina per una visita e sono già verso Kiev” scrive su Twitter il capo dell’Ufficio di politica internazionale della cancelleria del presidente della Polonia Jakub Kumoch. “Il presidente polacco Andrzej Duda, insieme ai presidenti di Lituania, Lettonia ed Estonia Gitanas Nauseda, Egils Levits e Alar Karis sono in Ucraina e - precisa - sono attualmente diretti a Kiev”.

  • La Repubblica Ceca riapre la sua ambasciata a Kiev

    La Repubblica Ceca ha riaperto la sua ambasciata a Kiev. Lo ha annunciato oggi il ministero degli Esteri ceco. “È uno dei tanti passi che esprimono il nostro sostegno all’Ucraina - si legge in una nota del ministero -. La Repubblica Ceca è e sarà sempre al fianco dell’Ucraina”. Lo scrive il Guardian.

  • Finlandia, «senza la Nato nessuna garanzia di sicurezza»

    “Senza l’adesione alla Nato, la Finlandia non gode di garanzie di sicurezza, nonostante sia un partner dell’Alleanza”. E’ quanto si legge nel Libro bianco sulla sicurezza del Paese - che condivide migliaia di chilometri di frontiera con la Russia - pubblicato oggi. Il rapporto commissionato dopo l’attacco russo in Ucraina insiste sul fatto che solo i membri dell’Alleanza beneficiano dell’ombrello di difesa collettiva del famoso articolo 5 dell’organizzazione. L’adesione alla Nato fornirebbe una deterrenza “significativamente maggiore” contro un attacco alla Finlandia, afferma il Libro bianco.

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    Ecco il video che mostra mezzi militari russi al confine con Finlandia
  • Media, nuove armi Usa a Kiev includono artiglieria pesante

    Nel nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina, che l’amministrazione Biden si appresta ad annunciare, ci saranno anche sistemi di artiglieria pesante da terra come gli obici, armi che possono colpire fino a 70 km di distanza. Lo riferisce alla Reuters una fonte del Congresso americano.

  • Usa avvertono Cina, politica su Mosca pesa su integrazione

    Janet Yellen mette in guardia la Cina sulla sua politica nei confronti della Russia. “L’atteggiamento del mondo verso la Cina e la sua volontà di abbracciare un’ulteriore integrazione economica potrebbe risentire della reazione di Pechino alla richiesta di un’azione decisa sulla Russia”, afferma il segretario al Tesoro americano, osservando che la posizione sulla Russia e sull’invasione dell’Ucraina potrebbe influenzare la volontà degli altri Paesi di collaborare con la Cina.

    Guerra in Ucraina: la debole voce della diplomazia
  • Scholz per ora non va a Kiev, «irritante» stop a Steinmeier

    Il blocco di Kiev di una visita del presidente Steinmeier è stato “irritante”, lo ha detto il cancelliere Olaf Scholz in un’intervista a RBB. Scholz ha anche detto che per ora non andrà a Kiev e ha precisato che sente spesso Zelensky, “quasi non c’è un capo di stato o di governo che abbia contatti così intensi con me”.

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  • Missione Ue indagherà su crimini guerra

    Il Consiglio Ue ha modificato il mandato della missione per la riforma del settore della sicurezza civile in Ucraina (Euam Ukraine), che ora potrà aiutare le autorità ucraine ad indagare sui crimini di guerra commessi nel contesto dell'invasione russa. Euam Ukraine, specifica il Consiglio, fornirà consulenza e addestramento e potrà dare fondi ed equipaggiamento alle autorità di Kiev. La missione coopererà con la Corte Penale Internazionale, con Eurojust e con gli Stati membri, sostenendo le indagini sui crimini di guerra commessi in Ucraina.

    Crimini di guerra: cosa sono, chi li giudica e perché è difficile processare Putin
  • Kuleba, «grazie a Papa per sue preghiere, venga a Kiev»

    Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha voluto rivolgere un ’’ringraziamento a Papa Francesco per le sue preghiere’’ per la pace in Ucraina. Su Twitter, Kuleba ha spiegato di aver avuto un colloquio con il Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, al quale ha ’’ribadito l’invito del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Sua Santità a visitare l’Ucraina’’. La presenza di Papa Francesco a Kiev potrebbe ’’portare al popolo ucraino un raggio di luce in questi tempi bui’’, ha detto Kuleba.

    Il Papa con l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Andrii Yurash


  • Esa, interrotta cooperazione con Russia sulla Luna

    L’Agenzia spaziale europea (Esa) interromperà la cooperazione con la Russia per quanto riguarda le missioni Luna-25, Luna-26 e Luna-27: “come per ExoMars, l’aggressione russa contro l’Ucraina e le conseguenti sanzioni messe in atto rappresentano un cambiamento fondamentale delle circostanze e rendono impossibile per l’Esa attuare la prevista cooperazione lunare”. La decisione è stata presa dal Consiglio Esa riunito in sessione straordinaria.

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  • Elkann, Stellantis condanna aggressione e violenze

    «Stellantis condanna fermamente l'aggressione e le violenze subite dall'Ucraina. In questo momento, la salute e la sicurezza dei nostri 71 dipendenti ucraini e delle loro famiglie sono in cima ai nostri pensieri e continuiamo a monitorare la loro situazione giorno per giorno». Lo ha detto John Elkann, presidente di Stellantis, durante l’assemblea degli azionisti del gruppo automobilistico. «Fortunatamente per ora stanno bene e si trovano al sicuro. Abbiamo stanziato aiuti umanitari per 1 milione di euro in favore di Polish Humanitarian Action, organizzazione non governativa polacca a sostegno dei rifugiati e dei civili ucraini. Pha, l'Ong polacca con cui stiamo collaborando, è impegnata nel soddisfare le prime necessità dei rifugiati fornendo cibo, medicinali e supporto psicologico. Inoltre, sta progettando di estendere il proprio programma scolastico in aiuto dei bambini ucraini sfollati», ha aggiunto Elkann.

  • Onu, le donne chiedono di partecipare a trattative

    Le donne ucraine chiedono “di essere parte della soluzione” per porre fine al conflitto. Lo ha detto, ai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la direttrice esecutiva di UN Women, Sima Bahous, appena tornata dalla Moldavia, dove hanno trovato rifugio decine di migliaia di ucraini in fuga. “Sappiamo per esperienza - ha aggiunto Bahous - che la partecipazione delle donne rende la risposta alle crisi e la ripresa più efficaci e sostenibili”, sottolineando che è essenziale che le organizzazioni femminili siano consultate e coinvolte in tutte le decisioni relative alle trattative. Il capo di UN Women ha anche informato il Consiglio di sicurezza sulle denunce di stupro e violenza sessuale. “Su queste accuse - ha detto - è necessario indagare in modo indipendente per trovare i responsabili e garantire giustizia alle vittime”. La rappresentante Onu si è inoltre detta preoccupata per l’aumento del rischio di tratta di esseri umani man mano che la situazione nel Paese peggiora, con le giovani donne e gli adolescenti non accompagnati particolarmente a rischio. E nonostante tutti questi ’’orrori’’, ha evidenziato Bahous, le donne ucraine continuano a servire e guidare le loro comunità e sostenere gli sfollati interni. ’’Le donne costituiscono l’80% di tutti gli operatori sanitari e sociali in Ucraina, e molte di loro hanno scelto di non essere evacuate’’, ha aggiunto. Infine, la rappresentante Onu ha rilevato come “le organizzazioni femminili in Ucraina non hanno smesso di lavorare, cercando di soddisfare i bisogni immediati della popolazione. E lo fanno a rischio della propria vita”, ha concluso il capo di UN Women, che ha elogiato il loro coraggio e la loro perseveranza.

  • Kiev, «delusi da Macron, non vuole parlare di genocidio»

    Il Ministero degli Affari Esteri dell’Ucraina si è detto deluso dal fatto che il presidente francese Emmanuel Macron non abbia usato la parola “genocidio” per definire le atrocità degli occupanti russi . Lo afferma il portavoce Oleg Nikolenko, citato da Unian. “La riluttanza del presidente francese a riconoscere il genocidio degli ucraini dopo tutte le dichiarazioni esplicite della leadership russa e le azioni criminali dell’esercito russo è deludente”, ha detto.

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  • Russia, «veicoli Nato e Usa sono obiettivi legittimi»

    «I veicoli americani e della Nato che trasportano armi nel territorio ucraino saranno considerati da noi obiettivi legittimi». Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov citato dall’agenzia di stampa Tass.

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  • Mosca, freneremo i tentativi Usa di rallentare nostra operazione

    I tentativi da parte degli Stati Uniti e di altri Paesi occidentali di rallentare l’operazione speciale russa in Ucraina saranno frenati: lo ha detto alla Tass il viceministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov. “Stiamo anche dicendo chiaramente agli americani e ad altri (Paesi) occidentali che tentano di rallentare la nostra operazione speciale e infliggere il maggior danno possibile alle unità russe e alle unità di DPR (Repubblica popolare di Donetsk, ndr) ed LPR (Repubblica popolare di Lugansk, ndr) che saranno frenati in modo duro”, ha detto Ryabkov.

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  • Zelensky,possiamo fermare Mosca o perdere Europa orientale

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha esortato oggi l’Europa a intraprendere più azioni contro la Russia, avvertendo: “Possiamo fermare la Russia o perdere l’intera Europa orientale”. “Se l’Europa perde tempo, la Russia se ne servirà per espandere la zona di guerra ad altri Paesi”. ha detto in un messaggio video al Parlamento estone.

    Il presidente Volodymyr Zelensky

  • Mosca, Russia non ha armi chimiche

    “La Russia non ha armi chimiche”: così la presidente del Consiglio della Federazione Russa, Valentina Matviyenko, ha respinto le accuse secondo cui la Russia potrebbe avere usato armi chimiche in Ucraina, secondo quanto riportato a Interfax. “La Russia non ha armi chimiche. La Russia ha adempiuto ai suoi obblighi nel 2017, abbiamo completamente smaltito le armi chimiche”, ha detto Matviyenko rispondendo alla richiesta di un commento sulle accuse relative a un utilizzo di armi chimiche in Ucraina.

  • La Gran Bretagna estende le sanzioni, c’è Medvedchuk

    Il governo britannico di Boris Johnson ha esteso le sanzioni anti russe in risposta all’invasione dell’Ucraina ad altri 206 soggetti fra individui e imprese. Lo ha annunciato il Foreign Office all’indomani di un colloquio fra Johnson e il presidente americano Joe Biden in cui si era parlato anche di questo tema. Nella nuova lista sono inclusi fra gli altri Viktor Medvedchuk - oppositore del presidente Volodymyr Zelensky ed esponente ucraino filo-russo catturato nelle scorse ore dalle forze di Kiev in vista d’uno scambio di prigionieri con Mosca - e l’oligarca Vagit Alekperov, boss del colosso petrolifero privato russo Lukoil.

    Viktor Medvedchuk a colloquio con Vladimir Putin nel 2019 (REUTERS)

  • Oggi la Finlandia avvia percorso per l’adesione alla Nato

    Inizia oggi, 13 aprile, il percorso della Finlandia per richiedere l’adesione alla Nato. Un evento impensabile fino all’anno scorso, come aveva già avuto modo di dire il Segretario Generale per gli Affari Esteri Matti Anttonen in un incontro con la stampa all'ambasciata di Finlandia nemmeno due settimane fa. È uno sviluppo che segue il cambio di opinione nella maggior parte della popolazione dopo l'inizio del conflitto tra Russia e Ucraina e che potrebbe presto interessare anche la Svezia.

    I colloqui introduttivi sono previsti tra una settimana. Oggi, intanto, il Primo Ministro finlandese Sanna Marin incontrerà la sua controparte svedese Magdalena Andersson, in un confronto che avrà come tema principale proprio l’adesione alla Nato. “La Russia è il nostro vicino. Abbiamo un lungo confine con loro e vediamo come si comportano in Ucraina adesso. È una guerra in Europa - ha detto Marin - che non volevamo accadesse, ma ora purtroppo è così. Pertanto, dobbiamo ovviamente porci la domanda su come possiamo fare in Finlandia per evitarlo”.

    Nel frattempo Mosca ha deciso di rafforzare il gruppo militare al confine con la Finlandia, negando che l’ingresso di quest’ultima rappresenti una minaccia per la sicurezza della Russia.

    PER APPROFONDIRE / Immagini satelliti: Russia ammassa truppe a est

    Il Primo ministro filandese Sanna Marin EPA/PAUL WENNERHOLM SWEDEN OUT

  • Immagini satelliti: Russia ammassa truppe a est

    La Russia sta nuovamente ammassando truppe al confine orientale ucraino: lo riferisce il Guardian citando le immagini satellitari del fine settimana fornite da Maxar Technologies. Un convoglio di mezzi corazzati e camion si staglia su un’autostrada nei pressi del villaggio di Vilkhuvatka, vicino Kharkiv, mentre un altro convoglio si scorge a Bilokurakyne, nella regione di Lugansk. Altre immagini mostrano aree di dispiegamento e attrezzature con alcuni veicoli che hanno la sigla Z nella base aerea di Kherson, nel sud.

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    Le foto satellitari di Maxar Technologies mostrano convogli nei pressi del villaggio di Vilkhuvatka, vicino a Kharkiv

  • Cina: +12,7% interscambio a marzo con la Russia

    L’interscambio commerciale della Cina con la Russia è aumentato a marzo del 12,76% su base annua, a 11,67 miliardi di dollari, rallentando rispetto al 25,7% di febbraio, ma superando la crescita delle importazioni e delle esportazioni totali registrate da Pechino nel (+7,75% a 504,79 miliardi).

    La Cina non ha aderito alle sanzioni occidentali contro Mosca per l’aggressione militare dell’Ucraina, dicendo di voler mantenere la “normale attività commerciale” con la Russia che ha iniziato la sua invasione il 24 febbraio con una mossa presenta come “operazione militare speciale” progettata per smilitarizzare e “denazificare” il Paese.

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  • Cina a Biden: Genocidio? Evitare nuove tensioni

    La Cina “ha sempre sostenuto che sull’Ucraina la massima priorità per tutte le parti interessate è mantenere la calma e la moderazione, cessare il fuoco e fermare la guerra il prima possibile, evitando una crisi umanitaria su larga scala”. È la risposta del portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian a una domanda sulle accuse di genocidio del presidente Usa Joe Biden alla Russia con l’aggressione all’Ucraina.

    “Qualsiasi sforzo della comunità internazionale dovrebbe raffreddare la tensione, non alimentarla, e dovrebbe spingere per una soluzione diplomatica, non aggravare ulteriormente gli scenari”, ha aggiunto Zhao.

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    Il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian (AP Photo, File)

  • Video mostra mezzi militari russi al confine con Finlandia

    Veicoli militari russi sono stati visti vicino al confine con la Finlandia. Un filmato, verificato da Sky News e pubblicato dai media internazionali, mostra lo spostamento di attrezzature militari, compresi i sistemi di difesa costiera, al confine tra Russia e Finlandia, in un apparente avvertimento proprio mentre il dibattito sull’adesione alla Nato continua a crescere nel Paese nordico. Il primo ministro Sanna Marin ha detto infatti che una possibile adesione sarebbe stata discussa “nelle prossime settimane”, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin.

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    Guardando all'Ucraina ora la Finlandia pensa alla Nato
  • Onu: Salgono a 1.892 civili uccisi da inizio guerra

    Almeno 1.892 civili sono stati uccisi, e altri 2.558 sono rimasti feriti, dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina il 24 febbraio scorso: lo hanno reso noto le Nazioni Unite, secondo quanto riporta la Cnn. Il bilancio dei decessi include 478 uomini, 308 donne, 30 ragazze e 52 ragazzi, oltre a 71 bambini e 953 adulti il cui sesso è ancora sconosciuto, ha annunciato l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr).

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    (AP Photo/Rodrigo Abd, File)

  • Navi turche pronte a evacuare Mariupol

    «La Turchia mette a disposizione navi per l’evacuazione di persone da Mariupol e resta in attesa di una risposta positiva». Lo rende noto il ministero della Difesa di Ankara citato dalla Tass. «I russi hanno distrutto gli ospedali e tutta la città. Questo è un genocidio lanciato da un criminale di guerra, Putin, contro la nostra nazione. Finché resisteremo, resisterà anche l’Ucraina», dice il sindaco di Mariupol Vadym Boichenko, che aggiunge di stare «raccogliendo prove dell’uso di armi chimiche da parte delle forze russe in Ucraina. I nostri esperti le stanno esaminando, anche se non sarà facile».

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    Un’immagine satellitare della Maxar Technologies mostra edifici in fiamme sul lato orientale della città di Mariupol

  • La Difesa Usa esclude l’invio di elicotteri Mi-17

    Un funzionario del dipartimento della Difesa statunitense ha escluso l’invio di elicotteri Mi-17 all’Ucraina nell’ambito delle previste nuove forniture di armi a Kiev: lo riporta il Washinton Post. Secondo quanto reso noto dai media Usa ieri, Washington si appresta ad annunciare altri centinaia di milioni di dollari - fino a 750 milioni - in assistenza militare all’Ucraina.

    I piani preliminari che circolavano tra funzionari governativi e parlamentari a Washington includevano anche gli elicotteri Mi-17, ma - sottolinea il giornale - dopo la loro pubblicazione un funzionario della Difesa americana ha affermato che questo è “stato escluso”.

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    (EPA/GEORGI LICOVSKI)

  • Istat, difficile misurare impatto economico guerra, inflazione rischio maggiore

    «L'impatto della guerra sul sistema economico rimane di difficile misurazione e si innesta all'interno di una fase del ciclo caratterizzata da miglioramenti di alcuni settori economici, degli investimenti e delle condizioni del mercato del lavoro». Lo sottolinea l’Istat nella nota mensile di marzo sull'andamento dell'economia italiana. L’istituto di statistica osserva come «le reazioni allo shock determinato dal conflitto è al momento eterogenea tra gli operatori» con «le famiglie che mostrano maggiori preoccupazioni: a marzo l'indice di fiducia è sceso di circa 12 punti rispetto al trimestre precedente, condizionato dai giudizi negativi sul clima economico e su quello futuro». Tra le imprese, invece, «l'andamento della fiducia è differenziato tra comparti». L’Istat segnala come la fiducia «nel settore delle costruzioni è ancora a livelli massimi mentre è diminuita la fiducia delle imprese manifatturiere e dei servizi, anche se nel turismo si segnala un deciso miglioramento. In particolare, le imprese manifatturiere hanno evidenziato un aumento della quota di chi segnala ostacoli all'attività di esportazione».

  • Kiev, Mosca ha ordinato distruzione prove crimini esercito

    «La leadership russa ha ordinato la distruzione di qualsiasi prova dei crimini del suo esercito in Ucraina»: lo affermano in un tweet i servizi di intelligence della Difesa ucraina.

  • Fdp tedesca, dopo caso Steinmeier, Scholz non vada a Kiev

    Il veto sulla visita del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier a Kiev ha sollevato critiche anche forti in Germania, dove il gesto di Volodymyr Zelensky non è piaciuto a molti. Il vice dei liberali Wolfagng Kubicki ha reagito escludendo a questo punto una missione sul posto del cancelliere: «Non so immaginare che il cancelliere di un governo sostenuto dall’Fdp viaggi un Paese che dichiara il presidente del nostro paese ’persona non gradita’», ha affermato. Kubicki ha espresso comprensione per la situazione del Paese, che lotta per la sua sopravvivenza, «ma tutto ha un limite>, ha anche detto. «Credo che il presidente Zelensky non sia stato ben consigliato, nel respingere una visita del genere». Steinmeier avrebbe dovuto recarsi a Kiev insieme ai presidenti della Polonia e dei Paesi Baltici, e ha ricevuto notizia del rifiuto mentre si trovava ieri a Varsavia. Kiev avrebbe respinto la missione presidenziale per la politica portata avanti da Steinmeier in passato, fra i promotori di un ponte con la Russia.

  • Lukashenko, «no unificazione con Mosca, Bielorussia e Russia Stati indipendenti»

    Il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko ha escluso un’eventuale «unificazione» del suo Paese con la Russia, sostenendo che questa strategia corrisponde a «vecchi metodi». Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa bielorussa BelTA, Lukashenko, il principale alleato del presidente russo Vladimir Putin nella regione, ha difeso «l’unità» di Minsk e Mosca, ma sulla base di «due Stati indipendenti». In un incontro svoltosi a Vladivostok con le autorità della regione di Primorye, il presidente bielorusso ha affermato che entrambi i Paesi formano una «patria comune, da Brest a Vladivostok. Questa è la nostra patria comune, in cui oggi ci sono due Stati indipendenti. Putin e io non siamo così stupidi da agire con i vecchi metodi», ha aggiunto, garantendo che entrambi costruiranno «una tale unità di due Stati indipendenti» che altri paesi «impareranno» da loro.
    Lukashenko e Putin si erano incontrati anche ieri e il presidente bielorusso aveva riaffermato l’alleanza con Mosca. «La Bielorussia sarà sempre al fianco della Russia, in ogni situazione - aveva dichiarato - Indipendentemente da qualsiasi situazione, i russi possono contare su di noi, saremo sempre lì, non importa come la situazione si sviluppa».

  • Mariupol, i marines ucraini si uniscono a battaglione Azov

    A Mariupol, alcune unità della 36ma brigata separata di marines intitolata al contrammiraglio Mykhailo Bilinsky sono riuscite a raggiungere ed unirsi al reggimento Azov. Lo ha annunciato su Facebook Oleksiy Arestovych, consigliere del capo dell’Ufficio del Presidente Zelensky, citato da Ukrinform. La 36ma brigata, secondo invece quanto ha sostenuto il Ministero della Difesa russo (leggi sotto, ndr), si sarebbe arresa nella città portuale ai soldati di Mosca. «A Mariupol, unità della 36ma Brigata Marine, con un’azione molto rischiosa hanno raggiunto il reggimento Azov sfuggendo alla sconfitta», ha scritto Arestovych.

  • Kiev non conferma resa soldati a Mariupol

    Il ministero della Difesa ucraino non ha informazioni su alcuna resa da parte di soldati ucraini a Mariupol: lo ha detto ai giornalisti il portavoce del ministero riferendosi ai 1.026 marine che secondo il ministero della Difesa russo si sarebbero arresi nella città portuale ucraina (leggi sotto, ndr). Lo riporta il Guardian, che cita la Reuters.

  • Lavazza, stop attività in Russia e Ucraina

    Lavazza ha deciso di sospendere tutte le attività in Russia e, per causa di forza maggiore e impossibilità di rifornire il mercato, si è reso necessario fermare temporaneamente anche le attività distributive in Ucraina. Così Lavazza in una nota in cui presenta i conti 2021.
    Il 2022- si legge nella nota - prevede uno scenario macroeconomico complesso, dovuto da una parte alla pandemia da Covid - 19, dall'altra a una spirale inflazionistica che spinge verso l'alto il costo delle materie prime.

  • Ministro Difesa Mosca, 1.026 marines Kiev arresi a Mariupol

    Sarebbero oltre mille i soldati della 36esima brigata della marina ucraina, inclusi 162 ufficiali, che si sono arresi nella città portuale assediata di Mariupol. È quanto sostiene il ministero della Difesa russo in una nota dicendo che «nella città di Mariupol, a seguito del successo delle offensive delle forze armate russe e delle unità della milizia della Repubblica popolare di Donetsk, 1.026 soldati ucraini della 36esima Brigata della Marina hanno deposto volontariamente le armi e si sono arresi». Le dichiarazioni di Mosca seguono simili affermazioni fatte sul suo canale Telegram dal leader ceceno Ramzan Kadyrov (leggi sotto, ndr) che l’ha definita «una scelta giusta».

  • Osce, «chiare evidenze di violazioni diritti umani»

    In Ucraina vi sono «chiari schemi di violazioni del diritto internazionale umanitario da parte delle forze russe nella loro condotta delle ostilità». È quanto emerge dal rapporto della missione di esperti indipendenti dell’Osce per indagare gli sviluppi della guerra in corso. Secondo l’Organizzazione vi sono «prove credibili» che «i diritti umani più fondamentali» siano stati violati. L’indagine riguarda gli eventi dal 24 febbraio all’1 aprile, non coprendo quindi le atrocità commesse nelle vicinanze di Kiev e a Bucha. La Russia è stata invitata a collaborare con la missione di esperti ma ha rifiutato.

    Un giovane sulle strade di Marupol. (Alexander NEMENOV / AFP)

  • Stop pagamenti online per carte cinesi UnionPay emesse in Russia

    Le carte del sistema di pagamento UnionPay, emesse in Russia, hanno smesso di funzionare sui negozi online stranieri. Lo riporta il quotidiano Kommersant ricordando come la domanda di carte emesse dal gruppo cinese in Russia è molto alta: prima della guerra - che ha portato allo stop dell’attività di Visa e Mastercard - il numero di carte attivo nel paese era stimato in 50 mila unità, ora balzato a 500 mila. Si tratta peraltro di carte virtuali utilizzate per pagare beni e servizi su Internet.
    A marzo, Visa e Mastercard hanno annunciato la sospensione dell’operatività per via delle sanzioni internazionali: le loro carte emesse nel paese non funzionano all’estero mentre quelle emesse da istituzioni finanziarie straniere non funzionano in Russia.

  • Mosca a Washington, basta disinformazione su armi chimiche

    Washington deve «smettere di fare disinformazione» sulle armi chimiche: lo afferma l’ambasciata russa negli Usa, riporta il Guardian. La nota giunge in risposta alle affermazioni di ieri del portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, secondo cui gli Usa temono che Mosca possa cercare di usare le armi chimiche in Ucraina. Washington e Kiev fanno «disinformazione» quando dicono che la Russia potrebbe usare armi chimiche in Ucraina poiché Mosca ha distrutto le sue ultime scorte chimiche nel 2017, precisa l’ambasciata: «Ned Price si è distinto ancora una volta per i suoi discorsi inutili, non corroborati da una sola prova».

    Per approfondire: Armi chimiche in Ucraina: una minaccia concreta?

  • Kiev, «morti 19.800 soldati russi, distrutti 739 tank»

    Ammonterebbero a 19.800 le perdite fra le fila russe dal giorno dell'attacco di Mosca all'Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 19.800 uomini, 739 carri armati, 1964 mezzi corazzati, 358 sistemi d’artiglieria, 115 lanciarazzi multipli, 64 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 158 aerei, 143 elicotteri, 1429 autoveicoli, 7 unità navali, 76 cisterne di carburante e 132 droni.

  • Mosca pronta a vendere petrolio a Paesi amici

    La Russia è pronta a vendere petrolio e prodotti petroliferi a ’Paesi amici’ in qualsiasi fascia di prezzo: lo ha detto il ministro dell’Energia russo, Nikolai Shulginov, nel corso di un’intervista al quotidiano Izvestia. Lo riporta Interfax. Commentando il possibile livello dei prezzi dovuto a un probabile divieto di acquisto del petrolio russo, il ministro ha affermato che è difficile fare previsioni ora, «soprattutto con il comportamento non costruttivo dei politici occidentali riguardo a questa situazione». «Penso che tutte le società internazionali che fanno previsioni le rivedranno poiché sono state fatte sulla base di precondizioni diverse. Nessuno ha tenuto conto dei cambiamenti nelle situazioni geopolitiche ed economiche - ha detto Shulginov -. Il prezzo del petrolio entro 80-150 dollari al barile è possibile, tuttavia il nostro compito non è indovinare quanto costerà il petrolio, ma garantire il funzionamento del settore petrolifero. Siamo pronti a vendere petrolio e prodotti petroliferi a Paesi amici in qualsiasi fascia di prezzo».

  • Mariupol, battaglia corpo a corpo in acciaieria Azovstal

    L’esercito russo sta cercando di prendere l’impianto siderurgico Azovstal a Mariupol: il controllo di questa fabbrica siderurgica è diventato un punto focale nella battaglia per il controllo della città portuale, con feroci attacchi e perfino combattimenti corpo a corpo nei corridoi dell’enorme complesso industriale usato dai soldati ucraini. Lo riferisce l’esercito di Kiev citato dalla Bbc. L’acciaieria Azovstal è una delle basi operative chiave per le diverse migliaia di combattenti ucraini rimasti nella città assediata. Una parte del battaglione di estrema destra Azov ha scelto come base proprio l’acciaieria.

    Un membro delle truppe filo-russe carica granate a razzo in un veicolo da combattimento vicino allo stabilimento Azovstal di Mariupol. (REUTERS /Alexander Ermochenko)

  • Papa: pace ottenuta con la forza è solo intervallo tra guerre

    «La pace che Gesù ci dà a Pasqua non è la pace che segue le strategie del mondo, il quale crede di ottenerla attraverso la forza, con le conquiste e con varie forme di imposizione. Questa pace, in realtà, è solo un intervallo tra le guerre. Lo sappiamo bene». Lo ha detto papa Francesco nell’udienza generale.

    Papa Francesco arriva all’udienza generale di oggi. (REUTERS/Yara Nardi)

  • Di Maio, sanzioni servono a non far fare guerra a Putin

    Le sanzioni servono a evitare che Putin continui a spendere soldi per fare la guerra in Ucraina. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Radio Anch’io su Rai 1. «Gli dobbiamo imporre le sanzioni - dichiara - per evitare che continui a impegnare i soldi nella guerra».

  • Macron non usa la parola «genocidio» come Biden

    Il presidente francese Emmanuel Macron non ha usato il termine «genocidio», come il suo omologo statunitense Joe Biden (leggi sotto, ndr), per accusare il presidente russo Vladimir Putin in relazione all’Ucraina, mettendo in dubbio l’utilità di una «escalation di parole» per porre fine alla guerra. Intervistato oggi da France 2 sulle dichiarazioni di Biden, Macron ha detto di voler essere «attento ai termini».

    Sulle presidenziali francesi: Perché il vantaggio di Macron al primo turno non gli garantisce la vittoria

  • Kiev, sale a 191 numero bambini morti da inizio invasione

    È salito a 191 il numero di bambini uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa: lo ha reso noto oggi l’ufficio del Procuratore generale ucraino sottolineando che i minori feriti sono adesso 349. Lo riporta la Cnn. Numerosi bambini, ha precisato, sono morti negli ultimi giorni a causa dei bombardamenti nel nord-est e nel sud dell’Ucraina.

  • Di Maio, con la Russia sempre un canale aperto, promuovere conferenza di pace

    «Il tema fondamentale è la diplomazia. Proprio quando le parti si rifiutano di lavorare alla diplomazia noi dobbiamo accelerare su questo. Dobbiamo promuovere una conferenza di pace preceduta da un cessate il fuoco. Il Paese che sta lavorando di più alla pace è la Turchia che riesce a parlare con entrambe le parti ma l’Italia ha sempre un canale aperto con Mosca». Lo dice il ministro degli Esteri Luigi di Maio a Radio anch’io.

  • Sindaco Mariupol, in 100mila chiedono evacuazione

    A Mariupol ci sono 100 mila persone che chiedono di essere evacuate dalla città. Lo ha detto questa mattina in Tv il sindaco della città portuale ucraina assediata Vadym Boichenko, citato dai media internazionali.

  • Fonti cecene, oltre 1.000 marine ucraini si arrendono a Mariupol

    Oltre 1.000 marine ucraini, «centinaia» dei quali sono feriti, si sono arresi a Mariupol: lo ha scritto oggi sul suo canale Telegram il leader ceceno Ramzan Kadyrov, fedelissimo del presidente russo Vladimir Putin: lo riporta la Tass. La loro decisione di arrendersi «è una scelta giusta», commenta Kadyrov.

  • Kiev, oggi impossibile aprire corridoi umanitari

    Il vice primo ministro ucraino Iryna Vereshchuk in un messaggio su Telegram ha affermato che oggi non è stato possibile aprire alcun corridoio umanitario. E ha accusato le forze di occupazione russe di violare il cessate il fuoco e di bloccare gli autobus che evacuano i civili.
    «Nella regione di Zaporizhzhia, gli occupanti hanno bloccato gli autobus di evacuazione e nella regione di Luhansk violano il cessate il fuoco», ha detto la vicepremier. «Lavoreremo per garantire che i corridoi umanitari riaprano il prima possibile».

  • Papa Francesco: «Ucraina aggredita, guerra sacrilegio, no al riarmo»

    «Sono le tante guerre dimenticate, che di tanto in tanto ricompaiono davanti ai nostri occhi disattenti. Queste guerre ci apparivano ’lontane’. Fino a che, ora, quasi all'improvviso, la guerra è scoppiata vicino a noi. L'Ucraina è stata aggredita e invasa». Lo afferma Papa Francesco, nell’introduzione al saggio ’Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace’, pubblicata dal Corriere della Sera. «E nel conflitto ad essere colpiti sono purtroppo tanti civili innocenti, tante donne, tanti bambini, tanti anziani, costretti a vivere nei rifugi scavati nel ventre della terra per sfuggire alle bombe, - continua il Papa - con famiglie che si dividono perché i mariti, i padri, i nonni rimangono a combattere, mentre le mogli, le madri e le nonne cercano rifugio dopo lunghi viaggi della speranza e varcano il confine cercando accoglienza presso altri Paesi che li ricevono con grandezza di cuore». «Di fronte alle immagini strazianti che vediamo ogni giorno, di fronte al grido dei bambini e delle donne, non possiamo che urlare: ’Fermatevi!’. - prosegue Papa Francesco - La guerra non è la soluzione, la guerra è una pazzia, la guerra è un mostro, la guerra è un cancro che si autoalimenta fagocitando tutto! Di più, la guerra è un sacrilegio,che fa scempio di ciò che è più prezioso sulla nostra terra, la vita umana, l'innocenza dei più piccoli, la bellezza del creato. Sì, la guerra è un sacrilegio!».

  • Kiev, almeno 20 giornalisti uccisi da inizio conflitto

    Almeno 20 giornalisti sono stati uccisi in Ucraina dallo scorso 24 febbraio, dall’inizio dell’invasione russa. Lo ha denunciato sul suo canale Telegram l’Unione nazionale dei giornalisti dell’Ucraina, puntualizzando - riporta la Bbc - che si tratta delle vittime confermate dall’ufficio del procuratore generale.

  • Presidenti Lituania, Polonia, Lettonia ed Estonia diretti a Kiev

    I presidenti di Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia sono diretti a Kiev per incontrare Volodymy Zelensky. Lo riporta il Guardian che cita Jakub Kumoch, un consigliere del leader polacco. Diretti a Kiev «con un messaggio forte di sostegno politico e assistenza militare», come ha scritto su Twitter il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda, assicurando che «la Lituania continuerà a sostenere la battaglia dell’Ucraina per la sua sovranità e libertà».

  • Ministero Interno ucraino, oltre 720 morti a Bucha e altri sobborghi Kiev

    Più di 720 persone sono state uccise a Bucha e in altri sobborghi di Kiev occupati dalle truppe russe, mentre oltre 200 risultano disperse. Lo ha riferito il ministero dell’Interno ucraino, citato da Sky News. A Bucha, il sindaco Anatoliy Fedoruk ha detto che sono stati trovati 403 corpi e che il numero potrebbe aumentare. L’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina ha affermato che sta esaminando quanto accaduto nel distretto di Brovary, che si trova a nord-est. I corpi di sei civili sono stati trovati con ferite da arma da fuoco in uno scantinato nel villaggio di Shevchenkove e si ritiene che le forze russe siano responsabili. La Russia ha negato le accuse.

  • Russia, ogni giorno corridoi aperti a Kharkov-Mariupol

    La Russia apre ogni giorno il proprio tratto di corridoi umanitari a Kharkov e Mariupol. A dirlo alla Tass è Mikhail Mizintsev, capo del Centro di gestione della difesa nazionale russo. «Nel rigoroso rispetto del diritto internazionale umanitario - spiega Mizintsev - la parte russa continua il suo sforzo per fornire un aiuto alla popolazione delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, nonché alla popolazione locale e agli stranieri nei territori liberati dell’Ucraina. Dalle 10:00 di ogni giorno - prosegue - la parte russa apre corridoi umanitari nelle aree di Kharkov e Mariupol». Ieri l’Ucraina ha reso noto di nove corridoi operativi a Zaporozhye e Donetsk, ma nessuno verso la Russia.

  • Zelensky, impossibile indagine completa su sostanza usata a Mariupol

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha affermato che «non è ancora possibile» trarre conclusioni al 100% sul tipo di sostanza utilizzata a Mariupol. «Consideriamo con grande attenzione le segnalazioni di ieri sull’uso di una sostanza velenosa a Mariupol contro i difensori della città», ha detto nel suo discorso alla nazione. «Non è ancora possibile trarre conclusioni al cento per cento su che tipo di sostanza fosse. Ovviamente è impossibile condurre un’indagine completa e un’analisi completa nella città assediata. Tuttavia - ha sottolineato - date le ripetute minacce dei propagandisti russi di usare armi chimiche contro i difensori di Mariupol e l’uso ripetuto da parte dell’esercito russo di munizioni al fosforo in Ucraina, ad esempio, il mondo deve rispondere ora. Rispondere preventivamente. Perché dopo l’uso delle armi di distruzione di massa, qualsiasi risposta non cambierà nulla. E sembrerà solo un’umiliazione per il mondo democratico», ha aggiunto Zelensky.

    Per approfondire: Armi chimiche in Ucraina: una minaccia concreta?

  • Biden: Putin vuole cancellare ucraini, è genocidio. Il plauso di Zelensky

    «Sì, ho parlato di genocidio perché è sempre più chiaro che Putin sta cercando di cancellare l’idea di essere ucraini». Lo afferma Joe Biden rispondendo a chi gli chiedeva se in Ucraina fosse in corse un genocidio. «Lasceremo agli avvocati decidere come qualificarlo a livello internazionale, ma di sicuro è quello che sembra a me», aggiunge Biden.
    In seguito, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato Biden per aver usato la parola ’genocidio’ nel descrivere l’invasione russa dell’Ucraina. «Parole vere di un vero leader», ha twittato Zelensky.

    Il presidente Usa Joe Biden attorniato da giornalisti e fotografi. (AP Photo/Carolyn Kaster)

  • Usa pronti ad annunciare altri 700 milioni in aiuti militari

    Gli Stati Uniti dovrebbero annunciare l’invio di centinaia di milioni di dollari in nuova assistenza militare all’Ucraina. Lo riferiscono fonti dell’amministrazione alla Cnn. L’importo finale dovrebbe essere vicino ai 700 milioni di dollari. Il nuovo pacchetto di aiuti porterebbe il totale a 3 miliardi di dollari destinati all’Ucraina dall’inizio dell’amministrazione Biden, inclusi i 2,5 miliardi forniti a Kiev dopo l’invasione della Russia.

  • Zelensky propone scambio Medvedchuk-prigionieri ucraini

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proposto alla Russia di consegnare a Mosca l’oligarca Viktor Medvedchuk, considerato vicino al presidente russo Vladimir Putin, in cambio della liberazione degli ucraini fatti prigionieri dalle forze russe. Lo riferisce il Guardian. «Propongo uno scambio tra questo vostro uomo» e gli uomini e donne ucraini detenuti dai russi, ha detto Zelensky in un messaggio su Telegram. Poche ore prima Kiev aveva reso noto che Medvedchuk era stato arrestato in un’operazione dell’intelligence ucraina.

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