ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùAntitrust

Ue accusa Meta di abuso di posizione dominante nel mercato pubblicitario

La Commissione Europea ha invece deciso di chiudere l’indagine antitrust su un presunto accordo anticoncorrenziale tra Google e Meta per i servizi di display advertising online

Epa

2' di lettura

La Commissione europea ha informato Meta del suo parere preliminare, secondo cui l’azienda ha violato le norme antitrust dell’Ue e distorto la concorrenza nei mercati pubblicitari online. La Commissione non condivide il fatto che Meta leghi il suo servizio di annunci online, Facebook Marketplace, al suo social network personale, Facebook. La Commissione teme inoltre che Meta imponga condizioni commerciali sleali ai concorrenti di Facebook Marketplace a proprio vantaggio. Se confermate, queste pratiche violerebbero l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea («TFUE») che vieta l’abuso di posizione dominante.

Le due violazioni contestate a Meta

Secondo la Commissione, Meta avrebbe abusato delle proprie posizioni dominanti in due modi. In primo luogo, come detto, Meta collega il suo servizio di annunci economici online Facebook Marketplace con il suo social network personale dominante Facebook: in questo modo significa che gli utenti di Facebook hanno automaticamente accesso al Marketplace di Facebook, con o senza il proprio assenso. La Commissione teme che i concorrenti di Facebook Marketplace possano essere preclusi in quanto l’accesso automatico conferisce a Facebook Marketplace un vantaggio di distribuzione sostanziale che i concorrenti non possono eguagliare.

Loading...

In secondo luogo, per la Commissione Meta impone unilateralmente condizioni commerciali sleali ai servizi di annunci economici online concorrenti che fanno pubblicità su Facebook o Instagram. La Commissione teme che i termini e le condizioni, che autorizzano Meta a utilizzare i dati relativi agli annunci derivati dai concorrenti a vantaggio del Marketplace di Facebook, siano ingiustificati, sproporzionati e non necessari per la fornitura di servizi di display advertising online sulle piattaforme di Meta. Queste condizioni impongono un onere ai concorrenti e avvantaggiano solo il Marketplace di Facebook. Se confermate, queste pratiche violerebbero l’articolo 102 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue) che vieta l’abuso di posizione dominante sul mercato. L’invio di una comunicazione degli addebiti non pregiudica l’esito di un’indagine.

Chiusa l’indagine sul presunto accordo Google-Meta

La Commissione Europea ha invece deciso di chiudere l’indagine antitrust su un presunto accordo anticoncorrenziale tra Google e Meta per i servizi di display advertising online (il cosiddetto accordo «Jedi Blue»). Bruxelles aveva avviato un’indagine per valutare se le due società avessero concordato di indebolire ed escludere una tecnologia concorrente all’Open Bidding di Google dal mercato per la visualizzazione di annunci sui siti Web e sulle app degli editori, in violazione delle norme antitrust europee.

A seguito di un’attenta valutazione di tutte le prove pertinenti, comprese le informazioni ricevute da Google, Meta e altre società attive nel settore tecnologico, la Commissione ha concluso che le prove non confermavano le sue preoccupazioni iniziali e ha pertanto deciso di chiudere l’indagine. La Commissione continuerà a monitorare le pratiche commerciali nel settore tecnologico europeo. È ancora in corso un’indagine separata sul possibile abuso di posizione dominante di Google nel settore della tecnologia pubblicitaria.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti