ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEconomia europea

Crisi Ucraina, le metà degli aiuti di stato erogati in Germania. In Italia solo il 4,7%

Sono state prese circa 170 decisioni per approvare misure nazionali notificate dai 27 Stati membri

Palazzo Chigi, incontro Meloni-von der Leyen

3' di lettura

Quasi la metà degli aiuti di Stato erogati dai Paesi membri dell’Ue per aiutare le proprie imprese e i propri cittadini ad affrontare la crisi prodotta dalla guerra in Ucraina sono stati erogati dalla sola Germania. È il quadro che emerge dai dati forniti dalla portavoce della Commissione europea per la Concorrenza, Arianna Podestà.

Le decisioni di Bruxelles

Sono state prese circa 170 decisioni per approvare misure nazionali notificate dai 27 Stati membri in linea con le condizioni stabilite nel Quadro di riferimento temporaneo per la crisi crisi geopolitica. Si tratta di circa 540 miliardi, così distribuiti: il 49,43% è stato erogato dalla Germania, il 29,92% dalla Francia, il 4,73% dall’Italia, il 4,5% dalla Danimarca, il 3,2% dalla Finlandia e l’1,8% dalla Spagna. Si tratta di stime, ha precisato la portavoce, e va ricordato che non si tratta solo di trasferimenti diretti, ma anche di prestiti e garanzie, che hanno effetti diversi.

Loading...

Le disparità tra Paesi

A fine dicembre 2022, nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina, la Commissione europea ha approvato uno schema tedesco da 49 miliardi di euro per sostenere l’economia. Una misura aperta alle imprese di tutti i settori e di tutte le dimensioni che sono consumatori finali di elettricità, gas naturale e calore prodotto con gas naturale ed elettricità.

I dati forniti dalla Commissione evidenziano il fatto che, di fronte alla crisi energetica e in assenza di strumenti comuni adeguatamente dimensionati, i Paesi con i bilanci più forti possono permettersi di sostenere le proprie economie in modo assai più efficace dei Paesi che hanno conti pubblici meno sani. Cosa che comporta un vantaggio competitivo per le imprese dei primi, rispetto alle imprese dei secondi.

Meloni: serve una visione diversa

Ma la vera questione è quella di un Vecchio Continente che torni competitivo sul mercato globale. Della necessità di un «cambio di passo» sul tema degli aiuti di Stato aveva parlato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa di fine anno: «Ci troviamo in un’Europa in cui non governiamo più niente, mentre intorno a noi gli altri si organizzano». Il riferimento è all’Inflation reduction act (Ira) degli Stati Uniti che, aveva sottolineato la premier, «rischia di produrre un’assenza di competitivita per le nostre imprese».

La risposta europa al piano Usa

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si è mostrata determinata nel mettere sul tavolo una svolta che prende spunto dalla risposta europea alla legge sull’inflazione americana e che ha un primo obiettivo di breve periodo: rendere il regime degli aiuti di Stato più agevole per le imprese green. Due le tappe principali previste: un nuovo regime di aiuti di Stato nelle prossime settimane e un Fondo di sovranità europea che von der Leyen proporrà in estate.

Gentiloni: un fondo sovrano

Il nodo creato dall’Inflation reduction act, ha sottolienato il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni in un colloquio con il Sole 24 Ore, è « un fattore aggravante in una situazione già asimmetrica nella quale l’Europa sta soffrendo più dell’America della crisi energetica e delle altre ricadute della guerra in Ucraina. Dobbiamo evitare che la nostra risposta all’Ira crei nuove divergenze tra i Ventisette». «Dobbiamo quindi - aggiunge - associare a nuove misure a livello nazionale nuovi strumenti comuni che si basino sul finanziamento congiunto». Prima della pausa natalizia, Von der Leyen aveva suggerito la creazione di un Fondo Sovrano: «Nelle prossime settimane dovremmo deciderne i contorni - aggiunge l’ex premier -. Dovremo anche decidere come finanziare questo nuovo fondo, e come al solito le discussioni su questo fronte non saranno facili».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti