diritto d’autore

Ue, Banksy perde causa per il brand: «Sei anonimo, niente paternità dell’opera»

L'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale non riconosce all’artista alcun diritto sul graffito “Lanciatore di fiori” utilizzata a fini commerciali da Full Color Black: la scelta dell’anonimato, non pone le condizioni giuridiche per dimostrare di essere l’autore

di Marilena Pirrelli

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L'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale non riconosce all’artista alcun diritto sul graffito “Lanciatore di fiori” utilizzata a fini commerciali da Full Color Black: la scelta dell’anonimato, non pone le condizioni giuridiche per dimostrare di essere l’autore


2' di lettura

Banksy rischia la sua autorialità: ha perso la battaglia legale durata due anni sul “Lanciatore di fiori” (Flower Thrower) contro l'azienda di biglietti di auguri Full Color Black poiché la commissione della UE per la proprietà intellettuale (EUIPO) – Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale incaricato di gestire i marchi dell'Unione europea - non riconosce a Banksy alcun diritto su quell'opera considerata la sua scelta di restare anonimo, quindi di non essere nelle condizioni giuridiche di dimostrare di essere il legittimo autore del graffito. Insomma scrivono: “non si può stabilire senza contestazioni che l'artista abbia dei diritti d'autore su un'opera di street art”. Per le leggi che regolano il copyright bisogna che l'autore dichiari se stesso proprietario dell'opera, ma ciò costringerebbe Banksy a uscire dall'anonimato, cosa che appare impossibile.
La sentenza dell'Ufficio EUIPO, che ha sede in Spagna, riguarda uno dei graffiti più famosi di Banksy che mostra un manifestante mascherato che lancia un mazzo di fiori, apparso per la prima volta su un muro a Gerusalemme nel 2005.
Il misterioso artista, i cui iconici graffiti sono apparsi dall'oggi al domani su edifici di tutto il mondo, nel 2014 aveva ottenuto con successo il riconoscimento dall'Unione Europea per quell'immagine. Ma due anni fa, Full Color Black, poiché intendeva usarla ha presentato ricorso all’ufficio EUIPO, sostenendo che il marchio era stato usato in malafede poiché Banksy non aveva mai avuto intenzione di usarlo per commercializzare beni o servizi presentandolo nel negozio pop-up aperto nel 2019 nel sud di Londra, chiamato “Prodotto interno lordo”. L’operazione serviva a proteggere il suo brand e a dimostrare che stava usando “commercialmente” l’immagine delle sue opere proprio per difendersi dalla controversie legali in terra inglese. L'avvocato Aaron Wood, che rappresenta la Full Colour Black, ha dichiarato che a questo punto chiunque potrebbe usare le sue immagini. “L'intero portfolio dei marchi di Banksy ora è a rischio”, ha affermato il legale ai microfoni della BBC.

“La difficile situazione del diritto di Banksy all'opera 'Lanciatore di fiori' è chiara. Per proteggere il diritto ai sensi della legge sul copyright gli richiederebbe di perdere il suo anonimato, il che minerebbe la sua personalità artistica“ rilevano dagli uffici europei. E del resto “non può essere identificato come il proprietario indiscutibile di tali opere poiché la sua identità è nascosta.” Banksy aveva depositato il marchio per garantire “i diritti legali sull '[opera d'arte] in quanto non poteva fare affidamento sui diritti di copyright, ma questa non ha una funzione di marchio”. La commissione della UE ha dichiarato che il marchio non è valido e ha ordinato a Banksy e al suo rappresentante legale di pagare i costi e le commissioni sostenuti da Full Color Black. Qualsiasi ricorso dovrà essere presentato entro due mesi.

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