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Ue, Boccia: l’Italia non rinunci a commissario di rango in cambio di qualche decimale di flessibilità

di Alessia Tripodi


Procedura sul debito eccessivo: cosa comporta, dal monitoraggio al deposito infruttifero

3' di lettura

«Non vorremmo che per qualche decimale di flessibilità e con la scusa della procedura di infrazione, l’Italia non abbia, non ambisca ad un commissario di rango, di primo livello all’interno dell’Ue», che è «una priorità». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, parlando a margine del convegno dei Giovani imprenditori in corso a Rapallo. «Non facciamoci mettere all’angolo» dalla procedura di infrazione, che «non è nell’interesse nazionale», ha sottolineato il leader degli industriali, secondo il quale in Europa l’Italia dovrebbe ambire a «un commissario alla concorrenza, al commercio, al mercato
interno o all’industria».

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«È chiaro che l’Italia ha interesse ad avere un commissario in materie economiche e non in filosofia applicata. Lo abbiamo avuto in passato e possiamo rivendicarlo, l’Italia è un grande Paese. Non ci dobbiamo piangere addosso». Così ha risposto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. «Un commissario alla concorrenza e all’industria sono figure interessanti», ha aggiunto.

Minibot, no a incremento debito
Boccia è tornato anche sulla questione minibot
- che tante polemiche ha suscitato nelle ultime ore - ribadendo la sua contrarietà: «Non è opportuno incrementare il debito pubblico italiano, vista la sua entità», ha detto, insistendo sulla necessità di «affrontare tre cose fondamentalmente nel Paese: incrementare la crescita e ridurre il debito e il deficit». Secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti - il leghista è intervenuto al convegno - «i minibot non sono né l’anticamera dell’uscita dall’Europa né dall’euro».

Patto per la crescita, governo non ha colto idea
Il presidente degli industriali ha fatto notare che l’idea di un Patto per la crescita rilanciata durante l’assemblea annuale «non è stata colta» dal governo. « Se avessimo la consapevolezza del momento delicato che viviamo nell'economia del Paese, europea e globale - ha detto - dovremmo recuperare quel senso e quello spirito di comunità. Noi lo abbiamo fatto nel Patto della fabbrica con Cgil, Cisl e Uil».

F ca-Renault: l’Ue ha bisogno di giganti europei. Mediaset? Solo governance
Boccia è tornato a parlare poi della mancate nozze tra Fca e Renault. «Quando gli Stati sono troppo invasivi, le strategie delle imprese chiaramente arretrano», ha detto, «la Fiat ha fatto un’operazione di grande dignità in rapporto alla politica e allo Stato. Sarebbe stata una grande occasione, sarebbe nato il gigante mondiale dell'auto». «Non so se ci siano gli elementi per riaprire» l'operazione, ha aggiunto il numero uno di Viale dell’Astronomia, «ma questo è un insegnamento: intanto che bisogna essere europeisti coerenti ed esemplari, non solo a parole». E poi «bisogna evitare che gli Stati siano troppo invasivi nelle logiche strategiche delle imprese, perché l'Europa ha bisogno di giganti europei». Rispondendo a chi gli chiedeva, invece, delle mosse decise da Mediaset, Boccia ha detto che «la sede legale viene trasferita» in Olanda, «quella fiscale resta in Italia. È solo un problema di governance all’interno dell'azionariato. Questo è il punto».

Attivare cantieri e farlo quanto prima
Sul fronte delle grandi opere, Boccia ha ribadito: «Siamo sempre poco tranquilli e molto ottimisti. Siamo molto attenti alla questione temporale: bisogna fare le cose quanto prima. Ci sono le risorse, che vanno scaricate a terra per attivare i cantieri». Accelerare sulla realizzazione, dunque, che significa «occupazione ed un grande piano infrastrutturale». E sul ponte Morandi? «Dopo un anno di governo non ci sono le colpe degli altri, ma le responsabilità di chi governa questo Paese», ha affermato Boccia.

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