previsioni congiunturali

Ue, la Commissione vede nero: Pil Eurozona -7,8% nel 2020 

Ripresina nel 2021 con una crescita del 4,2%. L’Italia va peggio della media Ue e nel 2020 la recessione è pesante: il Pil crolla del 9,9%

di Beda Romano

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Paolo Gentiloni (Reuters)

Ripresina nel 2021 con una crescita del 4,2%. L’Italia va peggio della media Ue e nel 2020 la recessione è pesante: il Pil crolla del 9,9%


2' di lettura

È un quadro economico desolante quello tratteggiato giovedì 5 novembre dalla Commissione europea nelle sue più recenti previsioni congiunturali. Anche se l'esecutivo comunitario prevede una recessione meno grave nel 2020, lo shock provocato dall'epidemia influenzale rimane drammatico. La ripresa attesa nel 2021 rischia di essere meno forte di quanto non sperassero molti economisti. La situazione italiana, poi, è particolarmente difficile: il Paese è tra quelli che soffre di più.

L’effetto Covid

«Dopo la più profonda recessione nella storia dell'Unione europea nella prima metà di quest'anno e una ripresa molto forte in estate, il rimbalzo dell'economia europea è stato interrotto a causa della ricomparsa dei casi di influenza dal virus Covid-19. La crescita economica tornerà nel 2021, ma ci vorranno due anni prima che l'economia europea si avvicini ai livelli precedenti la pandemia», ha detto in una conferenza stampa il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni.In pillole alcune delle stime pubblicate dalla Commissione europea. Nella zona euro, la recessione quest'anno sarà del 7,8% (rispetto a una previsione in estate dell'8,7%). Nel 2021, la crescita sarà del 4,2% (rispetto alla stima precedente del 6,1%).

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L’Italia

Il caso italiano rispecchia la situazione europea. La recessione quest'anno sarà del 9,9% (in estate Bruxelles aveva previsto un calo del 11,2%). In compenso, la ripresa l'anno prossimo sarà inferiore alle attese (del 4,1%, rispetto al +6,1 % atteso in precedenza).Nella sua relazione, l'esecutivo comunitario rimane prudente, notando l'incertezza. Non solo non è chiaro quanto durerà l'epidemia influenzale e quindi le varie forme di confinamento che stanno riprendendo piede in molti paesi europei. Non è prevedibile neppure il reale impatto dello shock economico che potrebbe provocare fallimenti societari e disoccupazione strutturale, tali da avere conseguenze durevoli. L'andamento dei mercati finanziari è anch'esso fonte di incertezza.

Il Fondo di 750 miliardi

La Commissione europea nota che il Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro, attualmente oggetto di negoziato tra Parlamento e Consiglio, potrebbe dare nuovo impulso alla ripresa nel 2021. I dati pubblicati da Bruxelles notano altresì un calo netto degli investimenti (del 13,6% nel 2020 in Italia), e un forte aumento dell'indebitamento. Il deficit salirà sempre in Italia al 10,8% del PIL nel 2020, mentre nel frattempo il debito sfiorerà il 160% del PIL – sarà del 159,6% per la precisione.Più grave nelle previsioni europee è il fatto che Bruxelles non si aspetta nel 2022 una ripresa durevole in Italia: «La crescita dovrebbe rallentare al 2,8%, il che significa che il livello di produzione dell'economia rimarrà al di sotto del livello pre-pandemico». La previsione non è la peggiore tra i paesi della zona euro, ma riflette i danni di un debito pubblico troppo elevato, che pesa sull'economia. Alcuni osservatori potrebbero anche puntare il dito contro una classe politica litigiosa e poco lungimirante.


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