mogherini a washington a novembre

Ue contro Trump sul nucleare iraniano: accordo fondamentale, non si torni al confronto militare

dal nostro inviato Beda Romano

Federica Mogherini, Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza Ue, al Consiglio Affari esteri di Lussemburgo

2' di lettura

LUSSEMBURGO – In una dichiarazione scritta, i Ventotto sono tornati oggi a esprimere grande preoccupazione per la scelta americana di sospendere la certificazione trimestrale dell’accordo che la comunità internazionale ha trovato con l’Iran sull’uso controllato dell’energia nucleare da parte di Teheran. Preoccupata da un ritorno al confronto militare, l’Unione europea spera che il Congresso americano, il quale dovrà decidere in ultima analisi se imporre nuove sanzioni all’Iran, stemperi le nuove tensioni.

«L’Unione europea sottolinea che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha controllato a otto riprese il rispetto da parte dell’Iran di tutti gli impegni presi sul fronte nucleare», si legge nella dichiarazione approvata dai ministri degli Esteri dell’Unione riuniti in Lussemburgo. La decisione del presidente americano Donald Trump è l’ennesima scelta controversa che sta mettendo a dura prova il rapporto tra Washington e Bruxelles.
In un momento di «acuta minaccia nucleare», la Ue «è determinata a voler preservare» l’intesa con l’Iran «in quanto pilastro essenziale dell’architettura internazionale nel processo di non-proliferazione». I Ventotto sperano ormai nel Congresso americano che dovrà decidere se imporre nuove conseguenti sanzioni contro Teheran: «L’Unione europea considera la decisione del presidente Trump (…) nel contesto della politica interna americana».

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In questo contesto va vista la prossima visita a Washington ai primi di novembre dell’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini. «Temiamo che la decisione del presidente americano possa indurci a tornare a un confronto militare con l’Iran», ha avvertito il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel. «Speriamo che il Congresso americano non metta l’intesa in pericolo», ha aggiunto il suo omologo francese Jean-Yves Le Drian.

Fuori dall’intesa firmata nel 2015 vi è il programma di missili balistici che l’Iran ritiene semplicemente difensivo, ma che la stessa Unione europea vorrebbe che fosse smantellato. Molti qui in Lussemburgo si sono chiesti quale potrebbe essere l’impatto della vicenda iraniana sul dossier della Corea del Nord, i cui dirigenti stanno pure sviluppando la bomba nucleare. A questo proposito, è atteso un nuovo pacchetto di sanzioni europee contro Pyongyang.

La vicenda iraniana sta nuovamente mettendo in luce il carattere isolazionista della Casa Bianca, da quando alla presidenza americana è arrivato Donald Trump. Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti si sono dimostrati protezionisti sul fronte commerciale. Oltre a prendere le distanze dall’impegno ex articolo 5 del Trattato della Nato, che prevede la difesa collettiva, Washington ha anche deciso di lasciare l’Unesco, vale a dire l’organismo delle Nazioni Unite dedicato alla cultura.

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