Il governatore della bce

Ue, Draghi: «La politica monetaria non basta, serve un’unione fiscale»

Le parole del governatore uscente della Banca centrale europea al Financial Times: «Dal 2014 ho parlato di politica fiscale come necessario complemento alla politica monetaria. Ora la necessità è più urgente di prima»


Bce, conferenza stampa del Presidente Mario Draghi

1' di lettura

«Dal 2014 ho parlato di politica fiscale come necessario complemento alla politica monetaria. Ora la necessità è più urgente di prima. La politica monetaria continuerà a fare il suo lavoro, ma gli effetti collaterali negativi sono sempre più visibili». Si è espresso in questi termini il governatore uscente della Bce Mario Draghi al Financial Times, tracciando un bilancio degli otto anni trascorsi a Francoforte. Draghi si chiede: «Abbiamo fatto abbastanza? Sì, abbiamo fatto abbastanza. E possiamo fare di più».

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Ma cosa manca? «La risposta è la politica fiscale, questa è la grande differenza tra Europa e Stati Uniti». Il governatore si è insediato nel 2011, quando la crisi dell’Eurozona accelerava. «Alla fine del 2011 i flussi di credito al settore privato stavano calando drasticamente», ricorda. «Sono seguiti due tagli dei tassi, il primo entro pochi giorni dall’incarico».

Negli otto anni di presidenza, Draghi ha dovuto fare i conti con una crisi che ha minato alle fondamenta l’Unione europea, divisa tra le esigenze della Germania, prima economia del continente, l’esplosione della situazione economica in Paesi come Grecia, Italia, Spagna e Portogallo. «La mia argomentazione era che avrebbero dovuto cercare di capire che non si parlava di un solo paese, ma di una realtà più complessa di un solo paese», ha sottolineato il governatore della Bce uscente.

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