COMMERCIO

Ue-Giappone, accordo finale Ue sul libero scambio

Taro Kono

3' di lettura

TOKYO - Giappone ed Europa saranno più vicini e ci saranno maggiori opportunità per le imprese di entrambe le parti sui rispettivi mercati di export. Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, e il premier giapponese Shinzo Abe hanno annunciato ieri in una dichiarazione congiunta la finalizzazione del negoziato per un accordo di libero scambio che coprirà il 30% del Pil mondiale e un blocco di 600 milioni di persone, sottolineando la volontà comune di inviare al mondo intero un messaggio forte in favore del free trade e contro le tentazioni protezionistiche.

Fta: Ue e Giappone rilanciano il libero scambio

L'accordo di principio sul piano politico era stato raggiunto nel luglio scorso: dopo alcuni giorni di serrate trattative finali a Bruxelles sul testo legale, i capo negoziatori hanno trovato l'intesa sui dettagli, avallata dalla Commissaria al Commercio Cecilia Malmström e dal ministro degli esteri nipponico Taro Kono, consentendo ai leader di emettere lo statement congiunto secondo cui viene dimostrata «la potente volontà politica di Ue e Giappone di continuare a tenere a sventolare alta la bandiera del libero commercio».

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Una implicita frecciata a Donald Trump, che, dopo aver affossato la Trans-Pacific Partnership, nel suo recente viaggio in Asia ha mostrato di disprezzare lo stesso Wto. «Al di là del suo considerevole valore intrinseco, questo accordo ha anche una importanza strategica - affermano Juncker e Abe -. Invia un chiaro segnale al mondo che Ue e Giappone sono impegnati a mantenere l'economia mondiale funzionante in base a mercati liberi, aperti e equi con regole chiare e trasparenti che rispettino e rafforzino i nostri valori, combattendo la tentazione del protezionismo».

«Siamo fiduciosi - concludono i leader - che l'accordo, una volta entrato in vigore, porterà a una crescita economica sostenibile e inclusiva e favorirà la creazione di posti di lavoro, al tempo stesso confermando il nostro impegno verso il più alto livello di standard su lavoro, ambiente, sicurezza e protezione dei consumatori e salvaguardando in pieno i pubblici servizi».

Ora si apre una complessa fase procedurale per la firma ufficiale (attesa nella prossima estate) e le ratifiche: entrambe le parti contano che il Free Trade Agreement entri in vigore agli inizi del 2019. Il Sol Levante a regime eliminerà i dazi sul 94% dell'import europeo (82% nel settore agricolo), mentre la Ue, in particolare, toglierà nel giro di otto anni i dazi all'import di autovetture made in Japan. È stato stralciato il capitolo più controverso, che rischiava di ritardare ulteriormente l’intesa: le trattative continuano sul meccanismo per risolvere le eventuali dispute sugli investimenti, che darebbe alle imprese la facoltà di opporsi a decisioni statali che ritenessero specificamente dannose.

Grandi attese si sono create in Italia per le potenzialità di maggiore penetrazione del mercato giapponese, specialmente nel settore agroalimentare (ad es., vengono eliminati i dazi sul vino e molto ridotti quelli sui formaggi). Inizialmente scettica agli inizi del negoziato cinque anni fa, l'Italia ne è diventata tra i maggiori sostenitori. come conferma l'ambasciatore a Tokyo Giorgio Starace: «Siamo felici e convinti che aumenteranno le opportunità per il nostro export nella terza economia mondiale, che sta dando segnali di sensibile ripresa».

Le esportazioni italiane nel Sol levante, sottolinea Starace, quest'anno sono già in crescita nell'ordine del 22%. Ieri il Pil giapponese del terzo trimestre è stato visto al rialzo a un tasso annualizzato del 2,5% rispetto alla stima iniziale dell'1,4%. Anche prima di esser finalizzato, il negoziato europeo ha aiutato l'Italia a sbloccare alcuni dossier bilaterali su prodotti agricoli.

«Ieri all'aeroporto di Tokyo Narita ho accolto personalmente e con grande soddisfazione la prima spedizione su base regolare di carne chianina in Giappone, consegnata al cliente senza problemi. E sono riuscito a fare il primo assaggio!», dice entusiasta il “toscanaccio” Flavio Gori, country manager della Savino Del Bene. Il mese scorso è stata riammessa la bresaola, mentre stanno accelerando i negoziati bilaterali sul dossier kiwi.

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