BRUXELLES

Aiuti di Stato, la Ue proroga regime straordinario. I governi possono coprire fino al 90% dei costi delle Pmi in difficoltà

La Commissione europea ha deciso di allungare i termini fino a metà del 2021 per gli aiuti di Stato e fino a settembre per le ricapitalizzazioni

di Beda Romano

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margrethe Vestager, vice presidente della Commissione europea (Epa)

La Commissione europea ha deciso di allungare i termini fino a metà del 2021 per gli aiuti di Stato e fino a settembre per le ricapitalizzazioni


2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – In un contesto economico che rimane drammaticamente incerto e mentre aumentano i timori di una ripresa dell'epidemia influenzale, la Commissione europea ha annunciato martedì 13 ottobre di aver esteso di tre-sei mesi il regime straordinario relativo alle regole sugli aiuti di Stato. Nel contempo, ha deciso di autorizzare la mano pubblica a sobbarcarsi i costi fissi delle aziende in difficoltà. L'obiettivo è di continuare a permettere ai governi di sostenere l'economia.

Regime straordinario esteso fino a metà 2021

In primavera l'esecutivo comunitario aveva adottato un regime straordinario tale da consentire ai governi di distribuire alle imprese in difficoltà a causa dell'epidemia influenzale sussidi, prestiti e garanzie. Il quadro regolamentare doveva durare fino alla fine dell'anno (si veda Il Sole/24 Ore del 20 marzo). Tenuto conto della perdurante situazione di emergenza, la Commissione europea ha deciso di allungare i termini fino a metà del 2021.Successivamente, sempre l'esecutivo comunitario aveva deciso di permettere ai paesi membri di ricapitalizzare le aziende in crisi, per evitare il loro eventuale tracollo (si veda Il Sole/24 ore del 9 maggio). La misura straordinaria era stata autorizzata fino a metà del 2021. Oggi Bruxelles ha annunciato di spostare la scadenza al settembre 2021.

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Ok a copertura pubblica dei costi fissi delle Pmi fino al 90%

“Una nuova revisione di queste regole straordinarie avverrà nella primavera dell'anno prossimo”, ha spiegato un esponente comunitario.Sempre oggi, Bruxelles ha deciso anche di emendare il regime sugli aiuti di stato. I governi potranno sostenere una parte dei costi fissi di aziende in difficoltà, per evitare ristrutturazioni legate allo shock economico provocato dalla pandemia influenzale. “L'obiettivo è di permettere allo Stato di coprire il periodo di emergenza”, ha spiegato l'esponente comunitario. La misura sarà utilizzabile per le imprese che hanno subito un calo del fatturato di almeno il 30% rispetto al 2019.La Commissione ha deciso che la mano pubblica potrà coprire fino al 90% dei costi fissi di una piccola e media impresa e fino al 70% di una azienda più grande. “Naturalmente l'opzione vale solo per le aziende che non erano già in difficoltà alla fine del 2019”, ha sottolineato l'esponente comunitario. L'aiuto potrà essere di un massimo di tre milioni di euro per azienda.

In un primo tempo, Bruxelles aveva ipotizzato un aiuto massimo di due milioni, ma numerosi paesi membri hanno chiesto un aumento del tetto.La liberalizzazione parziale degli aiuti di Stato ha provocato polemiche politiche, poiché le misure danno un vantaggio competitivo ai paesi più ricchi. Finora, Bruxelles ha autorizzato aiuti per 2,94 mila miliardi di euro (il 52,7% relativi alla Germania, il 15,2% all'Italia, e il 14,1% alla Francia). E' da tenere presente che non necessariamente l'autorizzazione si traduce in un esborso concreto ed immediato da parte del paese membro. Berlino potrebbe avere speso meno di quanto richiesto.

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