Il commissario

Ue verso l’ok al vino senza alcol ma non annacquato

Il vino senz’alcol si potrà chiamare «vino» ed essere prodotto anche all’interno delle etichette Docg

di Giorgio dell'Orefice

Afp

3' di lettura

Il vino senz'alcol potrà essere prodotto, si chiamerà comunque “vino” e potrà essere realizzato anche all'interno delle denominazioni d'origine. L'unica rassicurazione è che non potrà in alcun modo essere aggiunta acqua, o meglio nelle discussioni in corso a Bruxelles al tema non ce n'è alcun riferimento.

Si potrà chiamare vino

Di fatto una vera e propria debacle per l'Italia che aveva anche aperto alla discussione sulla pratica della dealcolazione ma chiedendo in primo luogo che tali prodotti non vengano chiamati “vino” e che tale pratica venga esclusa per le denominazioni d'origine. L'unico punto a favore dell'Italia al momento riguarda le rassicurazioni sul divieto di annacquamento, un tema tuttavia che già nelle scorse settimane era stato considerato non all'ordine del giorno e quindi da classificare solo come frutto di un equivoco se non di una vera fake news.

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E' quanto è emerso dalla risposta sul capitolo della dealcolazione fornita dal Commissario Ue all'Agricoltura Janusz Wojciechowski a un'interrogazione presentata dal presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo Antonio Tajani (Forza Italia, Ppe).

«Il potenziale sviluppo dei vini de-alcolati – ha detto il Commissario Wojciechowski - rappresenta un’importante opportunità di mercato per il settore vitivinicolo dell’Ue. La domanda dei consumatori di prodotti vitivinicoli con un tenore alcolometrico inferiore è aumentata notevolmente negli ultimi anni. Nella sua proposta di riforma della politica agricola comune (Pac) del 2018, la Commissione ha previsto di adeguare il quadro giuridico dell’Ue in materia di vino per includervi questi nuovi e promettenti prodotti. E la proposta non contiene alcun riferimento all’aggiunta di acqua».

Ma di là della pratica dell'annacquamento che è stata esplicitamente esclusa restano alcuni punti critici. «“La decisione relativa alla proposta – ha detto ancora il commissario Ue - spetta al Parlamento europeo e al Consiglio. Di fatto, nelle discussioni in corso a livello di trilogo, il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno convenuto, fatto salvo l’esito dei negoziati generali, di considerare i vini de-alcolati e parzialmente de-alcolati come prodotti vitivinicoli, di esigere un’etichettatura specifica per tali prodotti e di consentire la de-alcolizzazione parziale dei vini a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta».

Coldiretti: precedente pericoloso

Tanto basta però per far insorgere gli agricoltori italiani. «L'introduzione della dealcolazione parziale o totale come nuova pratica enologica – hanno commentato alla Coldiretti – rappresenta un grosso rischio e un precedente pericolosissimo soprattutto perché consentirebbe di chiamare vino un prodotto per il quale sono state compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di un trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell'uva in mosto e quindi in vino. Particolarmente grave – hanno aggiunto alla Coldiretti – è poi la decisione di considerare i vini de-alcolati come prodotti vitivinicoli e di consentire tale pratica anche per i vini a denominazione d'origine o a indicazione geografica protetta».

Proprio i due punti contestati dai produttori italiani che ne avevano richiesto lo specifico divieto come conditio sine qua non per dare un via libera alla produzione di bevande estranee alla tradizione italiana ed europea ma sempre più richieste dal mercato. Come ricordato nelle scorse settimane dall'Unione italiana vini, il 70% della popolazione mondiale non consuma bevande alcoliche o per motivi religiosi o semplicemente perché non appartengono alla propria tradizione. In questa ottica una parte rilevante dei produttori italiani aveva proposto, sempre nel rispetto delle citate condizioni (esclusione del termine “vino” e delle denominazioni d'origine), di prendere in considerazione l'ipotesi della de-alcolazione come modalità per offrire a nuove fette di consumatori nuovi una bevanda comunque derivata da un prodotto della terra qual è l'uva.

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