La proposta

Ue lancia il «green pass» Covid: ecco i 3 modi per viaggiare liberamente

Il certificato verde sarà disponibile, gratuitamente, in formato digitale o cartaceo. La proposta della Commissione dovrà essere discussa

Covid, von der Leyen: "Certificato vaccinale per tornare a viaggiare"

4' di lettura

Non si chiama passaporto ma “certificato verde digitale” per facilitare la libera circolazione sicura all'interno della Ue durante la pandemia. La prova che una persona è stata vaccinata contro Covid-19, ha ricevuto un risultato negativo del test o si è ripresa da Covid-19. Sarà disponibile, gratuitamente, in formato digitale o cartaceo. Includerà un codice QR per garantire la sicurezza e l'autenticità del certificato. È la proposta legislativa della Commissione europea che istituisce un quadro comune di riferimento per facilitare la convivenza con il Covid-19. La proposta, su cui non tutti i Governi sono d’accordo, verrà discussa la prossima settimana al vertice dei leader.

Tre vie per viaggiare

Il nuovo pass Ue «non è un passaporto vaccinale, ma un certificato verde per evitare divisioni e blocchi» tra i Paesi Ue, «facilitare gli spostamenti dei cittadini europei” e far ripartire il turismo in vista dell'estate». Lo dice il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, in un'intervista a un gruppo di media internazionali. «Il pass è interoperabile e vincolante per i Paesi Ue, per evitare ogni forma di discriminazione offre “tre alternative” per tornare a viaggiare: dimostrare l'avvenuta vaccinazione, la negatività a un test o la guarigione dal Covid».

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No a discriminazioni

La Commissione aprirà uno “sportello” per garantire che i certificati possano essere verificati in tutta la Ue e sosterrà gli Stati membri nell'attuazione tecnica dei “pass”. Gli Stati membri restano comunque responsabili nella decisione sulla scelta delle restrizioni di salute pubblica per i viaggiatori cui è possibile rinunciare, ma dovranno applicare tali deroghe allo stesso modo ai viaggiatori in possesso di un certificato verde digitale. Il commissario per la giustizia Didier Reynders ha indicato che il certificato verde digitale” non costituirà un prerequisito per la libera circolazione e non discriminerà in alcun modo: un approccio comune europeo non solo ci aiuterà a ripristinare gradualmente la libera circolazione all'interno della Ue ed evitare la frammentazione del mercato, è anche un'opportunità per influenzare gli standard globali e dare il buon esempio sulla base dei nostri valori europei come la protezione dei dati”.

I tre certificati

Il documento coprirà tre tipi di certificati: certificati di vaccinazione, certificati di test (test NAAT/RT-PCR o test rapido antigenico) e certificati per persone che sono guarite dal Covid-19. Saranno emessi in formato digitale o cartaceo. Avranno un codice QR (a barre) che contiene le informazioni chiave necessarie e una firma digitale per assicurarsi che il certificato sia autentico.I certificati saranno disponibili gratuitamente e nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro di rilascio e in inglese. Tutte le persone, vaccinate e non vaccinate, dovrebbero beneficiare di un certificato verde digitale quando viaggiano nella Ue. Per prevenire la discriminazione verso le persone che non sono state vaccinate, la Commissione propone di creare non solo un certificato di vaccinazione interoperabile, ma anche certificati di prova Covid-19 e certificati per le persone che sono guarite da Covid-19.Quando gli Stati membri accettano la prova della vaccinazione per rinunciare a determinate restrizioni di salute pubblica come i test o la quarantena, saranno tenuti ad accettare, alle stesse condizioni, i certificati di vaccinazione emessi in base al sistema del certificato verde digitale.

Valido anche in Norvegia e Svizzera

Tale obbligo sarebbe limitato ai vaccini che hanno ricevuto un'autorizzazione all'immissione in commercio nella Ue, ma gli Stati membri possono decidere di accettare altri vaccini in aggiunta. I certificati includeranno un insieme limitato di informazioni come nome, data di nascita, data di rilascio, informazioni rilevanti su vaccino/test/recupero e un identificatore univoco del certificato. Questi dati possono essere controllati solo per confermare e verificare l'autenticità e la validità dei certificati. Il documento sarà valido in tutti gli Stati membri e aperto a Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Dovrebbe essere rilasciato ai cittadini Ue e ai loro familiari indipendentemente dalla loro nazionalità oltreché ai cittadini di Paesi terzi che risiedono nella Ue e ai visitatori che hanno il diritto di recarsi in altri Stati membri. Si tratta di una misura temporanea che sarà sospesa una volta che l'Organizzazione mondiale della sanità dichiarerà la fine dell'emergenza sanitaria internazionale. Bruxelles indica che per essere pronta prima dell'estate, questa proposta necessita di una rapida adozione da parte di Parlamento e Consiglio. Cosa però non scontata, soprattutto a livello di Governi dove le divisioni sono già affiorate.

L’Austria gioca d’anticipo

Cì però anche chi si muove in anticipo rispetto alla tabella di marcia europea. L'Austria infatti introdurrà già ad aprile una sorta di «pass Covid» per persone che si sono sottoposte a un tampone negativo. «Non vogliamo attendere l'introduzione a livello europeo - ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz dopo il consiglio dei ministri a Vienna - Si tratterà di un primo passo e di un lavoro preliminare in vista dell'applicazione europea». Tramite un codice Qr la persona testata potrà disporre sul suo telefonino del referto negativo. Questo sistema d'accesso elettronico dovrebbe entrare in funzione a metà aprile. «Al più tardi entro giugno» nel sistema saranno registrati anche gli immuni, perché guariti oppure vaccinati.

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