ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl Chips Act

Ue lancia piano sui chip: l’Europa vuole diventare leader nella produzione

L’obiettivo dell’Unione Europea è di raggiungere nel 2030 il 20% della quota di mercato globale della produzione di chip dal 9% di oggi

di Beda Romano

Pronto piano Ue per ridurre dipendenza chip dall'Asia

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Nel tentativo di competere ad armi pari con i produttori asiatici e di rafforzare l'indipendenza tecnologica dell'Unione, la Commissione europea ha presentato oggi, martedì 7 febbraio, una iniziativa con la quale rilanciare la ricerca e la produzione di microprocessori sul territorio comunitario. Bruxelles vuole mobilitare fino a 43 miliardi di euro in denaro pubblico e privato, pur di raddoppiare la quota di mercato europea, portandola al 20% da qui al 2030.

Leader globale nell’industria dei chip

«Questa iniziativa cambierà le carte in tavola per la competitività globale del mercato unico europeo – ha spiegato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen –. A breve termine, la strategia che presentiamo oggi rafforzerà la nostra resilienza dinanzi a crisi future, permettendoci di evitare interruzioni della catena di approvvigionamento. Nel medio termine, contribuirà a rendere l’Europa un leader industriale in questo settore strategico».

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In buona sostanza, il progetto presentato dalla Commissione europea prevede un rilancio della ricerca, nuove norme per proteggere i rifornimenti dall'estero e maggiore coordinamento tra i paesi membri. Nel 2020, oltre 1.000 miliardi di microprocessori sono stati prodotti nel mondo, ossia 130 chips per persona. Tuttavia, per via di colli di bottiglia negli approvvigionamenti dall'Asia, la produzione delle sole auto nel 2020-2021 è calata di un terzo in alcuni paesi.

Sì ad aiuti pubblici

L'iniziativa presentata da Bruxelles prevede la possibilità di aiuti pubblici, ma solo per gli impianti ritenuti innovativi almeno in Europa (first-of-a-kind, secondo l'espressione comunitaria). L'aiuto dovrà essere necessario, appropriato, e proporzionato. Fuori da questo schema varranno le regole tradizionali. Il tema dell'intervento pubblico è stato oggetto di accesa trattativa in seno alla Commissione europea (si veda Il Sole/24 Ore del 18 novembre 2021).

La proposta dell'esecutivo comunitaria prevede che nel breve termine i paesi dovranno coordinarsi per meglio prepararsi a nuove crisi di approvvigionamento. Nel medio termine, l'obiettivo sarà di rafforzare la produzione sul territorio comunitario. Nel lungo termine Bruxelles vuole migliorare la leadership tecnologica europea, puntando sulla ricerca. In una conferenza stampa, la vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager ha citato il ruolo nella ricerca del Belgio e della Lituania.

Disegno geopolitico

Secondo il commissario all'industria Thierry Breton, l'iniziativa presentata oggi è «uno dei progetti industriali più importanti negli ultimi anni». L'uomo politico ha sottolineato «l'impronta geopolitica del pacchetto legislativo», che prevede oltre a una proposta di regolamento anche una raccomandazione e una comunicazione. Gli osservatori più esigenti noteranno che rispetto al Chips for America Act la strategia europea potrà godere di un sostegno comunque limitato del denaro pubblico.


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