La nuova tassonomia

Ue: nucleare e gas nella lista degli investimenti «verdi»

La Commissione europea ha deciso di inserire gas e nucleare nella lista degli investimenti classificabili come «sostenibili»

Il commissario europeo Valids Dombrovskis (Reuters)

2' di lettura

La Commissione europea ha deciso di inserire gas e nucleare nella lista degli investimenti classificabili come «sostenibili».

Lo ha annunciato il vice presdiente dell’Esecutivo europea Valdis Dombrovskis: «L’inserimento di gas e nucleare nella tassonomia è questione che è stata sollevata da vari ministri - ha detto il commissario lettone - Per il mix energetico del futuro abbiamo bisogno di più rinnovabili ma anche di fonti stabili e la Commissione adotterà una tassonomia che copre anche il nucleare e il gas».

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La Commissione presenterà il secondo atto delegato sulla tassonomia Ue per la classificazione delle attività economiche da finanziare per via di mercato relativamente al ruolo di gas e nucleare «nel prossimo futuro», ha aggiunto alla conferenza stampa al termine dell'Ecofin.

Lunedì 6 dicembre il portavoce responsabile del dossier aveva indicato che la presentazione sarebbe stata presentata «entro fine anno». Il tema è controverso sia in termini di principio, soprattutto relativamente alla produzione nucleare, sia per ciò che concerne i limiti di emissioni inquinanti del gas e la durata del ricorso a questa fonte energetica.

I 27 sono divisi più o meno a metà: da un lato quelli guidati dalla Francia, per i quali il nucleare è indispensabile per arrivare alla carbon neutrality nel 2050 e perciò può essere destinatario a pieno titolo di investimenti ”verdi”; dall’altro coloro che ritengono occorra investire nelle rinnovabili per raggiungere l’obiettivo 2050 e nel frattempo si possa usare il gas come combustibile di transizione: produce CO2 ma è molto più “pulito” del carbone. In questo secondo gruppo c’è l’Italia.

Per rientrare nella tassonomia europea degli investimenti sostenibili bisogna rispettare una saerie di obiettivi ambientali, tra cui la mitigazione e l’adattamento nei confronti dei cambiamenti climatici, la transizione a un’economia circolare e la prevenzione dell’inquinamento.

Che ci sia un via libera al ruolo di nucleare e gas in relazione alla fase di transizione al 2050 (economia decarbonizzata) è ormai nell’aria da un paio di mesi. Il problema è quali centrali nucleari (solo quelle delle generazioni successive alle attuali?) e con quali limiti per il gas. C'è chi si aspetta che per quanto riguarda gli impianti per il gas debbano produrre emissioni di anidride carbonica per non più di 270 grammi per kWh e debbano sostituire un vecchio impianto fossile a elevate emissioni di Co2 (secondo alcune fonti fino al 2030-2035).

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