intesa tra consiglio, parlamento e commissione

Ue, nuove regole sulle società di investimento

dal nostro corrispondente Beda Romano


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(Reuters)

2' di lettura

BRUXELLES – Consiglio, Parlamento e Commissione hanno trovato nella notte a Bruxelles un sofferto accordo su una revisione del modo in cui le società di investimento sono regolate a livello europeo. L'obiettivo è di rendere i requisiti di patrimonio e le regole di sorveglianza più proporzionati rispetto alla taglia e al rischio dell’impresa. Le aziende di paesi terzi, come la Gran Bretagna da qui a poco, verranno sottoposte al regime di equivalenza per poter accedere al mercato unico.

«L’intesa permetterà alle società d’investimento di contribuire ai flussi finanziari in tutta l’Unione europea», ha detto in un comunicato il vice presidente della Commissione Valdis Dombrovskis. Un altro vice presidente dell'esecutivo comunitario, Jyrki Katainen, ha spiegato che la riforma mette sullo stesso piano le grandi banche e le grandi società d'investimento. «Aziende più piccole saranno regolate in modo più proporzionato», ha aggiunto l’ex premier finalandese.

Concretamente, le istituzioni comunitarie si sono trovate d’accordo per suddividere le società di investimento extra bancarie in tre grandi gruppi. Il primo raggrupperà tutte le società con un bilancio superiore a 15 miliardi di euro (con la possibilità di scendere a 5 miliardi in alcuni casi). Queste verranno trattate come banche e vigilate a livello europeo. Le altre società d'investimento apparterranno ad altri due gruppi a seconda della loro grandezza. Il negoziato ha riguardato in particolare le diverse soglie.

La revisione del modo in cui vengono regolate le società d’investimento assume una importanza particolare a ridosso dell'uscita del Regno Unito dall'Unione, fissata per il 29 marzo, salvo rinvii. Società di paesi terzi potranno avere accesso al mercato unico sulla base di accordi di equivalenza. In assenza di una intesa di questo tipo, le imprese dovranno siglare accordi bilaterali con singoli paesi, garantendosi l'accesso al solo mercato nazionale.

Sempre nella notte, Commissione, Consiglio e Parlamento si sono accordati su un nuovo regime per le obbligazioni garantite, i covered bonds in inglese. L’obiettivo in questo caso è di imporre standards comuni in tutta l'Unione, facilitando il finanziamento delle banche. Le due intese politiche dovranno ora essere approvate dal Parlamento in sessione plenaria e dal Consiglio. A pochi mesi dalla fine della legislatura le istituzioni comunitarie lavorano sotto pressione per chiudere numerosi dossiers legislativi.

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