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Ue: raggiunto l’accordo su bilancio e Recovery Fund. Michel: ora può partire l’attuazione

Cade il veto di Ungheria e Polonia dopo il compromesso con la presidenza tedesca della Ue. Bilancio e operazione anti-crisi al via da gennaio

di Alberto Magnani

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(AFP)

Cade il veto di Ungheria e Polonia dopo il compromesso con la presidenza tedesca della Ue. Bilancio e operazione anti-crisi al via da gennaio


3' di lettura

Si sblocca la partita Ue su budget e fondo per la ripresa. I 27, riuniti a Bruxelles per la due giorni del Consiglio europeo, hanno raggiunto un’intesa sul bilancio comunitario 2021-2027 e il Recovery fund, il pacchetto da 750 miliardi di euro per rilanciare l’economia continentale dopo la crisi del Covid-19. Ora il bilancio, con Recovery incluso, deve passare per il via libera dell’Eurocamera, mentre la ratifica della decisione sulle risorse proprie spetterà ai parlamenti nazionali. La partenza prevista per entrambi è fissata al primo gennaio 2021, anche se i primi esborsi del fondo per la ripresa arriveranno - come minimo - all'inizio dell'estate.

A dare per primo l’annuncio, su Twitter, è stato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. «Accordo sul Next Generation EU e sul Recovery Fund - ha scritto - Ora possiamo cominciare con l'attuazione e la ricostruzione delle nostre economie. Il nostro monumentale pacchetto di ripresa guiderà la transizione verde e digitale». A esultare è anche la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen: «L’Europa va avanti - scrive - 1.800 miliardi per alimentare la nostra ripresa e costruire una Ue più resiliente, verde e digitale - aggiunge von der Leyen - Congratulazioni alla Presidenza tedesca del Consiglio».

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Cade il veto di Ungheria e Polonia

Il via libera al pacchetto, dopo l’intesa preliminare fra Parlamento e Consiglio, era tenuto sotto scacco dalla minaccia di veto in arrivo da Ungheria e Polonia. I due paesi si opponevano al meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto: una clausola che avrebbe vincolato la ricezione di fondi comunitari al rispetto dei principi fondativi della Ue, classificato da Budapest e Varsavia come un «ricatto politico» rispetto a due paesi più volte nel mirino della Commissione per politiche ritenute lesive di libertà civili e separazione dei poteri.

La presidenza tedesca della Ue ha raggiunto un compromesso con i due paesi, ora confermato dall’ok generale al pacchetto di budget e fondo per la ripresa. In breve: la condizionalità sullo stato di diritto rimane al suo posto, ma la Commissione includerà una «dichiarazione interpretativa» che ne spieghi i contenuti. Il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, ha sottolineato il peso negoziale della Germania nella trattativa. «Non avevo dubbi - ha scritto su Twitter - Alla fine i veti su NextGenerationEU sono stati superati. Un successo per la Commissione, il Parlamento e il Consiglio Ue. La firma è di Angela Merkel»

Una fonte Ue interpellata da Radiocor ha indicato che il testo della bozza di conclusioni del Consiglio sul compromesso non ha subito variazioni. In precedenza alcuni leader, inclusa la presidente della Commissione von der Leyen, avevano paventato il ricorso a un Recovery fund a 25: una versione ristretta del fondo per la ripresa che avrebbe escluso solo Ungheria e Polonia, privandoli di uno spicchio del fondo pari a 180 miliardi di euro in due.

I leader di Ungheria e Polonia, comunque, hanno mantenuto la propria linea sul meccanismo di condizionalità. Il primo ministro polacco Morawiecki ha riconosciuto che il suo paese ha ottenuto «molte più garanzie» sulla clausola, ma farà comunque ricorso alla Corte di giustizia europea. Il suo omologo ungherese Viktor Orban ha cercato di annacquare gli entusiasmi, sottolineando che il pacchetto di bilancio e Recovery fund deve uscire indenne dal «grande ostacolo» della ratifica nei parlamenti nazionali.

Conte: ora dobbiamo solo correre

Soddisfatto anche il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte. «Appena raggiunto in Consiglio europeo l'accordo definitivo sul NextGenerationEU - ha scritto - Questo significa poter sbloccare le ingenti risorse destinate all'Italia: 209 miliardi. Approvato anche il Bilancio pluriennale. Ora avanti tutta con la fase attuativa: dobbiamo solo correre!».

«Veti superati, accordo raggiunto al Consiglio europeo. Si conferma la condizionalità sullo stato di diritto. Adesso acceleriamo ancora di più perché le risorse del bilancio e del Next Generation EU diventino progetti per cambiare e far ripartire Italia ed Europa» ha scritto il ministro degli affari europei Enzo Amendola su Twitter dopo l'accordo raggiunto dai 27 a Bruxelles sul Recovery Fund.

Il governo italiano è alle prese, in questi giorni, con fibrillazioni interne alla maggioranza sul cosiddetto Recovery plan: il piano che i vari paesi Ue devono predisporre per la gestione del denaro in arrivo da Bruxelles con il fondo per la ripresa. L’esecutivo Conte ha previsto un intervento da 196 miliardi, ma deve confrontarsi con i malumori di alcune correnti della maggioranza sulla governance scelta per l’operazione.

Il Ppe: pronti a sottoporlo al voto dell’Eurocamera

Per entrare in vigore, il “pacchetto” deve comunque passare per il voto del Parlamento europeo. «Pronti a sottoporre il bilancio dell'Ue 2021-2027 e la condizionalità allo Stato di diritto la prossima settimana al voto finale in Parlamento a seguito dell'accordo di oggi del Consiglio europeo, in modo che tutto entri in vigore come previsto il primo gennaio» ha scritto su Twitter il vicepresidente del gruppo del Ppe al parlamento euroepo, l'eurodeputato Siegfried Muresan.

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