Musei digitali

Oltre mille scuole chiedono agli Uffizi le lezioni in Dad

Dopo una settimana dal lancio, successo del programma educativo per le scuole primarie e secondarie con le lezioni gratuite sui capllavori

di Marilena Pirrelli

Aggiornamento 29 marzo 2021, ore 15,10

5' di lettura

Sono oltre mille le richieste di partecipazione, raccolte in poco più di una settimana, al progetto 'Forza scuole' delle Gallerie degli Uffizi. Il progetto di lezioni a distanza con le educatrici del museo sulle opere d'arte delle Gallerie, per potenziare la didattica a distanza delle scuole elementari e medie, avviato dal museo fiorentino. Il programma è stato pubblicato sulla pagina web delle Gallerie martedì 16 marzo, e già nella settimana successiva si contavano 1.034 richieste, che continuano ad aumentare. Le mail sono pervenute da tutta Italia. Gli incontri sono già iniziati a marzo e sono in calendario fino alla fine dell'anno scolastico. L'interesse sul progetto ha spinto la direzione del museo a progettare di rendere stabile 'Forza scuole' nell'offerta formativa degli Uffizi in cantiere per il prossimo anno, quando si spera che sarà possibile integrare gli incontri online con visite in presenza. “Le lunghe chiusure dovute alla pandemia non hanno bloccato la missione educativa del museo - ha commentato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt - una delle più nobili ed essenziali. Se la scuola ha trovato un sistema per continuare a far lezione, anche noi abbiamo voluto impegnarci, e proprio a favore dei bambini e dei ragazzi, ai quali le norme sanitarie hanno tolto tanti stimoli e tante libertà. Con il programma 'Forza scuole', una voce che arriva dal Museo, ci auguriamo di incuriosirli e di iniziare una formazione all'arte che sia più personale e diretta”.

I musei calcolano un tempo lungo prima che il numero di visitatori torni al livello pre-Covid, che va dalla primavera 2021 all'estate 2022, nella seconda parte del sondaggio sull’impatto della pandemia sui musei in Europa, NEMO, Gennaio 2021. Secondo l’indagine il calo dei visitatori è stato causato principalmente dal calo del turismo globale (73%), dall'interruzione dei programmi scolastici (64%) e dei programmi di sensibilizzazione e della comunità in generale (50%) e dall'aumento dei protocolli di sicurezza che permettono solo una frazione di visitatori nel museo allo stesso tempo (53%), mentre una minoranza dei musei (3%) ha dichiarato di non essere attrezzata per aprire a causa della mancanza di sicurezza e di igiene. Calo della biglietteria e delle attività commerciali (servizi aggiuntivi) , calo dei donato e cali degli sponsor. Sin dalla prima della pandemia ora il 93% ha aumentato o avviato servizi online, più del 75% ha dichiarato di aver aumentato le attività sui social media esistenti o di averne avviate di nuove, e il 53% ha aumentato o iniziato a creare contenuti video.

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In questo scenario gli Uffizi ha impresso una forte accelerazione alla sua attività. ‘Forza scuole – Arrivano gli Uffizi' lanciando in piena Dad il progetto del Dipartimento per l'Educazione. Così i grandi classici scelti tra i capolavori delle Gallerie Uffizi sono messi a disposizione delle scuole, per potenziare la didattica a distanza. Attraverso la piattaforma Google Meet, vengono offerte gratuitamente agli istituti primari e secondari di primo grado lezioni sulla storia ed i tesori del complesso museale. La durata prevista per ciascun incontro è di circa 45 minuti. Per richiederlo occorre la prenotazione obbligatoria all'indirizzo ga-uff.scuolagiovani@beniculturali.it, indicando nella mail i dati completi della scuola e della classe, oltre a nome, cognome, recapito telefonico ed email dell'insegnante referente e 2/3 possibili date disponibili con suggerimento di orario indicativo per l'inizio attività.

I capolavori a scuola

Le lezioni degli Uffizi

Il museo fiorentino offre tre format: ”Lo scrigno del principe” per la scuola primaria. Si raccontano i luoghi e i personaggi della famiglia Medici e si introducono concetti fondamentali come: collezione, dono, eredità, unicità dell'opera d'arte, rispetto e comportamento corretto al museo. Si osserva il museo nei suoi spazi e in relazione alla città di Firenze per arrivare a presentare alcuni dei capolavori che vi sono custoditi. Ancora ne “La reggia delle meraviglie”, sempre per la scuola primaria, si illustra la storia di Palazzo Pitti, delle collezioni e delle tre famiglie regnanti che vi hanno vissuto dal Cinquecento al Novecento. Una “passeggiata” tra i tesori della reggia e dei suoi musei fino al Giardino di Boboli. Infine “Il Rinascimento nei capolavori degli Uffizi” per la scuola secondaria di I grado è un viaggio alla scoperta dei capolavori che rendono la Galleria degli Uffizi il “museo” per eccellenza del Rinascimento.
“È già il secondo anno di fila che i ragazzi delle scuole non possono venire a vedere i nostri musei - afferma Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt -. Così, anche per aiutare gli studenti e gli insegnanti, le Gallerie degli Uffizi hanno deciso di portare la loro storia e i loro tesori nelle aule virtuali della didattica a distanza”.

“La nostra volontà è quella di variare la routine della Dad con contenuti stimolanti, adatti a creare, in sinergia con i docenti - spiega la coordinatrice del Dipartimento per l'Educazione delle Gallerie degli Uffizi Silvia Mascalchi - un percorso di “didattica digitale integrata” che apra alla conoscenza e alla pratica di nuove modalità di apprendimento non formale da sviluppare sia al museo che anche su piattaforma digitale”.

La strategia digitale del museo

Durante la crisi, il 90% dei musei ha chiuso i battenti secondo il rapporto Unesco di maggio 2020 e secondo il Consiglio Internazionale dei Musei (Icom), più del 10% non riaprirà mai più. In ogni caso tutti i musei hanno dovuto trasferire parte delle loro attività sul digitale. Se gli Uffizi rappresentano un’avanguardia digitale, più di 8 musei su 10 hanno suggerito - sempre nella ricerca Nemo del gennaio scorso - di aver bisogno di ulteriore supporto per gli strumenti digitali e la transizione. Di questi musei, oltre il 40% ha bisogno di assistenza nella costruzione di una strategia digitale, seguita dalla necessità di nuove infrastrutture digitali (23,2%) e dalla formazione del personale (18,7%). E questo è il tema più scottante: vi sono personale preparato e risorse adeguate per avviare la trasformazione digitale ? Quali gli impatti per i musei italiani di questa trasformazione? Secondo l’analisi della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali «Musei In_Visibili. Visioni di futuro per i Musei italiani per il post Covid19, LuBeC 2020»:Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali aumenterà la necessità di fondi pubblici di sostegno per tutto il settore museale, pubblico, privato e per i liberi professionisti. Le misure di distanziamento favoriranno nel lungo periodo la fruizione di luoghi all'aperto e di siti periferici o meno affollati. Per tutelare la salute ed evitare la condivisione di apparecchiature difficili da sanificare, si farà sempre maggior ricorso a contenuti e strumenti digitali in uso da parte dei mediatori o adeguati all'utilizzo di device personali. La frequentazione di musei meno affollati permetterà di sperimentare nuove forme di fruizione culturale. I musei sperimenteranno nuove strategie di coinvolgimento del pubblico, al fine di stimolarlo a condividere contenuti culturali». E cosa sarà necessario? «Avere a disposizione personale qualificato per la produzione e la gestione di contenuti digitali e social anche interattivi. - scrivono nel report Annalisa Cicerchia e Cristina Miedico -. Integrare contenuti digitali, da fruire online, con le esperienze fisiche. Dotarsi di piani strategici di gestione di medio periodo. Garantire e incentivare la fruizione di musei più piccoli e diffusi sul territorio. Assumere nuovo personale per far fronte alle trasformazioni in atto nel settore». E l’ultima ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano «I musei e la rete digitale» registra un dato importante: per il 76% dei musei non vi è un piano strategico dell’innovazione digitale, solo un museo su quattro è attrezzato. A questo punto è necessario ripensare la strategia digitale integrandola con la strategia complessiva dei musei cominciando a monitorare la strada fin qui fatta.

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