ddl al senato

Uguaglianza tra uomini e donne, il Pd rilancia sul bilancio di genere: obbligatorio negli enti locali

Il bilancio di genere è uno strumento che mira a realizzare una maggiore trasparenza sulla destinazione delle risorse di bilancio e sul loro impatto su uomini e donne. Il Pd ha presentato un disegno di legge, prima firmataria Valeria Fedeli

di Andrea Gagliardi


La parità di genere non è più un miraggio. Anche grazie ai fondi Ue

2' di lettura

L’obbligo (dopo una prima fase sperimentale) per le regioni, le province, le città metropolitane, le unioni di comuni e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, di redigere il bilancio di genere al fine di consentire la valutazione del diverso impatto della politica di bilancio sulle donne e sugli uomini in termini di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito e incentivare l’adozione di misure da parte dei suddetti enti territoriali per il riequilibrio di genere degli interventi e delle politiche pubbliche. Lo prevede un disegno di legge targato Pd, prima firmataria Valeria Fedeli, presentato oggi.

Sperimentazione triennale
La fase sperimentale del bilancio di genere si sviluppa in un arco temporale di tre anni e agli enti territoriali che aderiscono alla sperimentazione sono riconosciute specifiche agevolazioni. Al termine della fase sperimentale, la redazione del bilancio di genere diventa obbligatoria per tutte le regioni e gli enti locali, con esclusione dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, per i quali rimane un'opzione facoltativa.

Cosa è il bilancio di genere
Il bilancio di genere è uno strumento che mira a realizzare una maggiore trasparenza sulla destinazione delle risorse di bilancio e sul loro impatto su uomini e donne. E offre una rappresentazione delle spese del bilancio dello Stato riclassificate contabilmente in chiave di genere, una serie di indicatori statistici per monitorare le azioni intraprese per incidere sulle disuguaglianze di genere, nonché un’analisi dell’impatto sul genere delle principali misure di politica tributaria. A livello europeo, già nella risoluzione del Parlamento Europeo del 3 luglio 2003, si suggerisce l’adozione del bilancio di genere poiché consente di «adottare una valutazione d’impatto di genere a tutti i livelli delle procedure di bilancio e ristrutturando le entrate e le uscite al fine di promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne».

Le fasi del ciclo di bilancio
In base al Ddl presentato la redazione del bilancio di genere coinvolge tutte le fasi del ciclo di bilancio dei citati enti territoriali, a partire dal Documento unico di programmazione che si compone di una Sezione strategica, della durata pari a quelle del mandato amministrativo, di una Sezione operativa di durata pari a quella del bilancio di previsione finanziario e dalla Sezione operativa dedicata al bilancio di genere, per passare poi al bilancio di previsione finanziario, che comprende le previsioni annuali di competenza e di cassa relative alle spese di genere, per finire con il rendiconto che deve contenere i risultati della gestione anche dal punto di vista delle spese di genere. Gli schemi contabili e le modalità di rappresentazione del bilancio di genere da parte di ciascuno dei citati enti territoriali sono stabiliti dal Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno.

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