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Uk, per il dopo Truss prende quota il ritorno di Boris Johnson

Secondo la stampa britannica, BoJo può battere in volata Sunak e Mordaunt. Wallace è già dalla sua e i laburisti si allarmano

Regno Unito, cercasi premier per il dopo Truss

2' di lettura

Sono Rishi Sunak e Penny Mordaunt i primi aspiranti alla successione di Liz Truss come leader della maggioranza Tory e futuro premier britannico ad aver avviato la battaglia per la raccolta delle 100 firme di sostegno richieste questa volta per partecipare alla gara dell’ennesimo cambio di leadership in un partito e in un Paese in crisi. Lo ha sottolineato la Bbc che, tuttavia, indica in netta crescita pure l’ipotesi eclatante di un ritorno in campo di Boris Johnson: costretto a dimettersi appena tre mesi fa, ma tuttora popolare, almeno in ampi strati della base militante conservatrice.

Il ritorno di BoJo

A spingere l’ex primo ministro, specialista in resurrezioni politiche malgrado le critiche dei non pochi detrattori e gli scandali che continuano a inseguirlo, sono oggi tutti i maggiori giornali filo-Tory. A incominciare dal Telegraph, secondo cui BoJo ha già fatto sapere «privatamente» di essere disponibile e di ritenersi l’unica carta in mano al partito per evitare alle prossime elezioni - anticipate o meno - la disfatta terminale che gli ultimi sondaggi gli pronosticano al momento rispetto al pur non scintillante Labour di Keir Starmer.

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Il punto di vista dei giornali Uk

Mentre, fra i tabloid, il Sun dà Johnson già in lizza e il Daily Mail evoca una sfida fra lui e il suo pragmatico ex cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, per riconquistare «l’anima dei Conservatori», sul fronte opposto il filo-laburista Mirror invoca viceversa «elezioni anticipate ora», all’unisono con le intimazioni di Stramer e degli altri leader dei vari partiti d’opposizione. Il Guardian si sofferma per un’ultima volta sull’uscente Truss, costretta ignominiosamente al «finale amaro» dell’annuncio delle dimissioni al 45esimo giorno di mandato, il più breve della storia britannica per un premier: dopo «44 giorni di tumulti» e con «un’eredità di distruzione» alle spalle.

Il ministro Wallace sta dalla parte di BoJo

Ben Wallace, rispettato ministro della Difesa britannico, si è chiamato fuori stamattina dalla corsa per la successione a Liz Truss come leader Tory e futuro primo ministro del Regno Unito. Corsa nella quale ha detto di essere «orientato» a sostenere invece l’opzione di un ritorno in sella di Boris Johnson, a patto che l’ex premier «risponda» in modo convincente ad «alcuni interrogativi» rimasti aperti in relazione al cosiddetto scandalo del Partygate e ad altre vicende che sono state alla base delle dimissioni impostegli obtorto collo tre mesi fa.

Laburisti in allarme per il ritorno di Johnson

Anche l’opposizione laburista britannica inizia a prendere sul serio l’ipotesi di un ritorno lampo di Boris Johnson, autoproclamatosi «Cincinnato», sulla poltrona di leader Tory e premier britannico dopo l’effimera parentesi di Liz Truss. E spara a zero su questo scenario nelle interviste televisive mattutine concesse dal leader Keir Starmer e dalla vice-leader Angela Rayner, mentre sui media si parla già di contatti fra BoJo e il suo rivale interno numero uno, Rishi Sunak, verso una potenziale ricucitura e magari un ticket unitario.

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