ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDopo le dimissioni di Truss

UK, Rishi Sunak si candida per Downing Street. Ora si attendono le mosse di Boris Johnson

Sunak, che punta a diventare il primo capo del governo di Sua Maestà le cui radici familiari sono in India

2' di lettura

«Il Regno Unito è un grande paese ma affrontiamo una profonda crisi economica». A scriverlo, nel tweet in cui annuncia la sua candidatura a leader conservatore, è l’ex cancelliere dello Scacchiere britannico Rishi Sunak, 42 anni, che ha formalizzato la sua attesa discesa in campo formale per la successione a Liz Tuss come leader della maggioranza Tory e primo ministro del Regno Unito.

In un messaggio, si è impegnato ad attuare il manifesto elettorale del 2019, ma anche a rimettere “in sesto l’economia” in un momento difficile di crisi all’insegna “della competenza e dell’integrità”. Al momento non ha trovato conferma l’ipotesi di un’intesa conciliatoria con il suo potenziale rivale numero uno, l’ex premier Boris Johnson, che secondo uno dei suoi sostenitori, il ministro Jacob Rees-Mogg, intende anzi ancora candidarsi.

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Sunak è il secondo candidato a scendere in lizza dopo la leader della Camera dei Comuni Penny Mordaunt. E’ ancora atteso l’annuncio formale del terzo candidato che entrerà nella corsa, come lasciato intendere da fonti a lui vicine, l’ex premier Boris Johnson, che sabato sera ha avuto un colloquio con Sunak .

Sunak, ben visto dai mercati e già sostenitore pragmatico della Brexit, accelera quindi nella corsa verso la successione all’effimera Liz Truss come leader Tory e prossimo premier del Regno Unito. Sunak, che punta a diventare il primo capo del governo di Sua Maestà le cui radici familiari affondano in India, un tempo gioiello della corona dell’Impero Britannico, ha incontrato nelle scorse ore l’ex premier Boris Johnson, indicato come suo rivale potenziale numero uno; incontro dopo il quale hanno iniziato a prendere corpo voci d’un annuncio imminente di riconciliazione fra i due. L’epilogo potrebbe essere dunque quello di un’intesa - allargata anche alla ministra Penny Mordaunt, terza pretendente al dopo Truss (e unica ad aver peraltro formalizzato finora la discesa in campo) - per consentire all’ex cancelliere di presentarsi domani alla testa di una compagine unitaria come candidato premier unico al momento della scadenza dei termini per il via ufficiale alla partita: che a quel punto si trasformerebbe in una sua incoronazione immediata da parte del partito di maggioranza alla Camera dei Comuni.

Sunak si è del resto rafforzato nelle scorse ore superando abbondantemente il quorum di 100 endorsement fra i 357 deputati Tory richiesto questa volta per essere ammessi alla gara. Endorsement fra i quali non sono mancati quelli di ex johnsoniani di spicco come Dominic Raab o Steve Barclay e di figure chiave dell’ultradestra pro Brexit come l’emergente ministra d’origini africane Kemi Badenoch o il viceministro Steve Baker. Mentre BoJo - rientrato in anticipo da una vacanza a Santo Domingo, ma non ancora entrato formalmente in lizza - poteva contare fino a ieri su una cinquantina di dichiarazioni pubbliche di sostegno; e Penny Mordaunt su non più di 23.

La prima votazione è prevista per lunedì.

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