Musei e Biennali

UK: dopo un triennio in calo, nel 2018 torna a crescere l’audience nei musei (+6%)

Tate conquista la classifica dei musei più visitati e a farne le spese il British Museum che chiude gli ultimi quattro anni con un risultato negativo

di Maria Adelaide Marchesoni


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National Gallery (Afp)

2' di lettura

Nel 2018 la Tate Modern con 5,87 milioni di visitatori supera per la prima volta dopo dieci anni il British Museum che ha accolto 5,83 milioni di cui 3,8 milioni provenienti al di fuori dei confini nazionali). Per il British Museum il bilancio degli ultimi quattro anni è stato negativo con circa un milione di visitatori in meno. Questi dati emergono dall'ultima indagine annuale dell'organizzazione turistica Visit England e il rapporto rivela che nel 2018 i musei del Regno Unito sono riusciti a invertire il trend dopo il calo prolungato delle presenze dello scorso anno, anche se per alcune istituzioni la situazione non è stata particolarmente soddisfacente. A livello nazionale i visitatori nei musei sono sono aumentati del 6% in parte per il turismo d'oltremare favorito da una sterlina sempre più debole. Ma questo aumento non ha tuttavia frenato il calo registrato a Londra nel recente passato: dal 2015 al 2017, British Museum, National Gallery e National Portrait Gallery hanno registrato un calo aggregato dell'audience del 16% circa. Tra le istituzioni che l'anno scorso hanno registrato una crescita sostenuta delle presenze, vi è la Royal Academy of Art, con un aumento del 51% a 1,6 milioni di visitori grazie anche all'ampliamento realizzato dall'archistar David Chipperfield. La Royal Academy of Arts, a differenza della Tate, del British Musuem e del V&A non riceve finanziamenti governativi e può contare solo sull'autofinanziamento.
È proseguito il momento positivo per il Victoria & Albert Museum in netto contrasto con la tendenza al ribasso registrata a Londra con un aumento del 4% a circa 4 milioni di visitatori. Il boom di visitatori della Tate Modern, in crescita del 4% a 5,87 milioni, è stato determinato dall'affluenza alla mostra The EY Exhibition: Picasso 1932 che è diventata la seconda mostra più visitata nella storia del museo. Tra le istituzioni che fanno parte del gruppo museale Tate, la Tate St Ives che ha vinto il premio “Art Fund's 2018 Museum of the year award”, ha registrato un aumento delle presenze del 36% a 300.000 visitatori, dopo aver terminato un ampliamento che ha comportato una chiusura di 18 mesi e un costo che rispetto al valore in origine pari a 12 milioni di sterline è salito a 20 milioni di sterline. E' l'unica galleria del gruppo Tate che richiede il pagamento di un biglietto per accedere alla collezione permanente e alle mostre.
Come sarà il prossimo futuro per le istituzioni britanniche? Le previsioni non sono all'insegna dell'ottimismo e nel lungo termine il trend rimane preoccupante soprattutto per quanto riguarda la presenza nei musei nella capitale.

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