sfide spaziali

Ultima Thule, una roccia ai confini dell’ignoto

di Patrizia Caraveo


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3' di lettura

Anche se la NASA, come molte delle agenzie federali USA, è in chiusura forzata, la sonda New Horizon ha effettuato con successo il fly-by di KBO 2014 MU69, una roccia cosmica che orbita nella fascia di Kuiper (KBO è la sigla che indica Kuiper Belt Object), alla periferie del sistema solare.

A 6,5 miliardi di km da noi (circa 43 volte la distanza Terra-Sole) è l'oggetto celeste più lontano mai raggiunto, per questo è stato soprannominato Ultima Thule, in ricordo della mitica isola a nord dell'Inghilterra che rappresentava il confine tra il mondo conosciuto e l'ignoto, della quale si favoleggiava fin dall'epoca romana. Dal momento che New Horizon viaggia alla velocità di 14 km/sec, l'incontro è stato rapido, ma ci permetterà di imparare molto su questi resti del disco protoplanetario che sono rimasti in freezer dalla formazione del sistema solare 4,5 miliardi di anni fa.

L’incontro è avvenuto il 1 gennaio ma c’è voluto tempo perché la sonda, che è a 6 ore luce da noi, riuscisse a trasmettere la prima immagine che ha mostrato un oggetto composto da due parti quasi sferiche saldate tra loro come il corpo e la testa di un pupazzo di neve o, se preferiamo un paragone più nostrano, una scamorza. Ricorda molto la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, che si era meritato il nomignolo di paperotta. Nel caso della cometa ci si chiedeva se la forma fosse dovuta alla fusione di due corpi oppure all'erosione anomala di un unico corpo originale. Per Ultima Thule la natura “binaria” è chiarissima
In questo caso, gli astronomi parlano di oggetto binario da contatto formato, cioè, da due oggetti distinti che si sono saldati insieme. Visto che si voleva esplorare Ultima Thule, la parte più grande è stata chiamata Ultima e la più piccola Thule. L'oggetto ha un colore rossiccio e la giunzione tra i due corpi è più chiara.
Al momento è tutto quello che possiamo dire a commento delle due prime immagini, quella in B/N mostrata ed una a colori meno definita. Moltissime altre seguiranno, ma ci vorrà un bel po' di pazienza perchè la trasmissione avviene al ritmo di 2000 bit al secondo, il massimo possibile per le risorse energetiche di New Horizon. Lentamente ma con determinazione, la sonda continuerà a trasmettere i 50 Giga di informazioni che ha accumulato. Ci vorranno molti mesi. Intanto continuerà la sua corsa alla caccia del prossimo relitto della formazione del sistema solare da sorvolare.
Le prime dell'inizio del 2019 non finiscono qui.

Dal corpo più lontano, passiamo al più vicino con l'allunaggio della sonda cinese Chang'e 4 nel cratere von Karman, vicino al polo sud lunare, sulla faccia nascosta del nostro satellite.
Ovviamente, la Luna non ci vuole nascondere niente, semplicemente il suo periodo di rotazione è sincronizzato con il periodo di rivoluzione intorno alla Terra e questo fa sì che noi vediamo sempre lo stesso emisfero. Abbiamo fotografato la faccia nascosta della Luna a più riprese a partire dalla mitica prima di 60 anni fa ad opera della sonda sovietica Luna 3. Tuttavia, per mantenere i contatti con strumenti che funzionano sulla faccia nascosta bisogna disporre di un ripetitore lunare, un ponte radio per permettere le comunicazioni con la stazione di Terra. Per questo a maggio era stato lanciato Quengiao che è stato posizionato di là della Luna e orbitare a circa 60.000 km dalla superficie. Così facendo Quengiao è sempre in vista della Terra mentre domina la faccia nascosta della Luna e può fungere da ponte radio. In fondo, il suo nome significa proprio ponte di gazze, quello che, secondo una antica fiaba cinese, permetteva a due amanti lontani di unirsi.
Una volta allunata, Chang'e ha disciplinatamente inviato la sua prima foto, ma il meglio verrà quando sarà liberato il rover che partirà in esplorazione. È un grande successo dello spazio made in China. Da ultimi arrivati nella corsa alla conquista della Luna, i cinesi hanno dimostrato di non essere secondi a nessuno. Hanno fatto qualcosa di straordinariamente nuovo e difficile.

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