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Coronavirus, i progressi sulle cure spingono le Borse. Milano ai massimi da maggio 2018. Tesla perde il 20%

Arrivano notizie positive sul fronte dei possibili vaccini e delle cure per contrastare la diffusione del virus cinese. Gli investitori contano sugli interventi di Governi e banche centrali. A Piazza Affari il Ftse Mib torna sopra i 24mila punti e ai livelli pre-virus. In prima fila Intesa Sanpaolo e Pirelli

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi

Che cosa sono i coronavirus

Arrivano notizie positive sul fronte dei possibili vaccini e delle cure per contrastare la diffusione del virus cinese. Gli investitori contano sugli interventi di Governi e banche centrali. A Piazza Affari il Ftse Mib torna sopra i 24mila punti e ai livelli pre-virus. In prima fila Intesa Sanpaolo e Pirelli


6' di lettura

L'ottimismo per le cure per il controvirus e le notizie sui progressi delle ricerche per un vaccino spingono al rialzo le Borse europee (Parigi +0,99%, Francoforte +1,5%, Madrid +1,55% e Londra +0,6). Piazza Affari (+1,64%), tornata ai livelli pre-virus e sopra quota 24.000 punti, è stata la migliore e si è riportata a valori che non si vedevano da metà maggio 2018. Dalla Gran Bretagna giungono indicazioni positive per la messa a punto del vaccino, mentre un'equipe cinese avrebbe individuato due farmaci che negli esperimenti sulle cellule in vitro hanno mostrato di poter inibire il virus.

Le prime notizie sul coronavirus risalgono al 9 gennaio, ma a livello internazionale la preoccupazione si è diffusa una decina di giorni dopo. Ancora il 16 gennaio il rischio di arrivo in Europa della malattia era considerato «basso», ma già c'erano casi in Giappone e in Thailandia. Venerdì 17 gennaio il Ftse Mib ha chiuso la seduta a 24.141 punti, la settimana successiva si è aperta in forte calo e con grande volatilità per le sedute successive, con un picco al rialzo il 29 gennaio seguito da una pioggia di vendite che ha portato il 31 gennaio il listino principale in area 23.200 punti. Il 30 gennaio l'Oms ha dichiarato il focolaio internazionale del coronavirus un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza.

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Positiva anche Wall Street, Dj torna sopra 29.000
La Borsa americana è in netto rialzo e il Dow Jones sale sopra quota 29.000 punti, prolungando il rimbalzo per la terza seduta di fila, cercando di scrollarsi di dosso i timori legati all’impatto sull’economia globale della diffusione del coronavirus dalla Cina. Aiutano anche alcuni dati macroeconomici superiori alle attese, come le notizie positive sul lavoro nel settore privato e sul deficit commerciale, salito in dicembre, ma calato nell'intero 2019 per la prima volta in sei anni.

Tesla precipita dopo la volata
Maxi-correzione per Tesla a Wall Street, dove i titoli crollano del 21% in quello che è il maggior calo di sempre per il colosso delle auto elettriche. A pesare è la cautela degli analisti dopo il recente balzo dei titoli e l'annuncio di possibili ritardi nelle consegne in seguito al coronavirus. Il titolo è scivolato a quota 715 euro, ma resta in forte rialzo rispetto a pochi mesi fa: a metà novembre valeva poco più di 300 dollari.

I mercati contano sugli interventi di governi e banche centrali
In un contesto che resta segnato dai timori per l’impatto economico dell’epidemia gli investitori stanno monitorando con attenzione le misure che le autorità politiche e monetarie cinesi metteranno in atto per contrastare l’inevitabile rallentamento del ciclo.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Una prima risposta è arrivata dalla Banca centrale cinese che ha messo in atto, tra lunedì e martedì, iniezioni di liquidità per 1700 miliardi di yuan. Stando a indiscrezioni la banca centrale potrebbe tagliare i tassi e ridurre il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche in occasione del prossimo vertice in programma per il 20 di febbraio. Anche sul fronte fiscale poi le autorità della Repubblica popolare potrebbero intervenire per sostenere l’economia: allo studio - stando a quanto ha riferito alla Reuters una fonte vicina al governo cinese - ci sarebbero sgravi fiscali e sussidi per i settori più colpiti dall’epidemia come la logistica, le vendite al dettaglio, il trasporto o il turismo.

Gli investitori si aspettano un impatto solo nel breve dai virus
«I dati sugli infettati dal coronavirus mostrano che la diffusione del virus al di fuori della provincia di Hubei (circa 5% del Pil cinese) – di fatto isolata dal 25 gennaio – sono aumentati nell’ultima settimana mediamente di circa 700 nuovi casi al giorno senza mostrare una progressione esponenziale», spiega Luigi Nardella di Ceresio Investors. Le misure «drastiche adottate dalle autorità cinesi sembrano mostrarsi efficaci» e «gli investitori si aspettano quindi un impatto economico limitato al breve periodo e comunque misure di sostegno all’economia, in parte già in arrivo».

A Milano rally Intesa con Citi, volano Pirelli e Saipem
A Piazza Affari, infatti, la migliore è Pirelli (+5,66%), per altro sostenuta dalle indicazioni sul mercato degli pneumatici che mostrano un trend in miglioramento. A passo rapido anche Saipem (+4,01%), trainata dal rally del petrolio (+3,39% il Wti a 51,26 dollari al barile, +3,2% il Brent a 55,71 dollari). Oltre all'attenuarsi dei timori sul virus cinese, incide la possibilità che i Paesi Opec e gli altri esportatori taglino ulteriormente la produzione per sostenere i prezzi alla luce di una contrazione delle domanda. Tra le migliori anche Stmicroelectronics (+2,7%), che snobba la revisione al ribasso delle previsioni 2020 dell'asiatica Foxconn, principale partner di Apple, e Intesa Sanpaolo(+4,17%), che prosegue la corsa al rialzo dopo la trimestrale accolta con favore dagli analisti, in particolare quelli di Citigroup che hanno alzato il rating da "neutral" a "buy".

Bene energetici e auto, debole Telecom
A Piazza Affari, oltre a Saipem, sono andati bene anche gli altri titoli del settore petrolifero, a partire da Prysmian (+2,93%) ed Eni (+1,88%). A passo rapido anche le auto, con Fiat Chrysler Automobiles (+2,5%) in buon rialzo, in attesa dei risultati di bilancio in arrivo domani. Nella galassia Agnelli-Elkann, vanno bene anche Cnh Industrial (+1,91%), che pubblicherà i conti venerdì, e Ferrari (+1,73%), che recupera dopo la debolezza della vigilia seguita ai numeri del quarto trimestre leggermente inferiori alle attese. Bene le banche, mentre prosegue la stagione delle trimestrali. Unicredit ha guadagnato il 2%, Banca Generali l'1,62%, Bper il 2,24% e Ubi Banca l'1,46%. Rialzi più contenuti per Nexi (+0,51%): gli analisti di Equita citano articoli di stampa secondo cui il Cda di Sia domani dovrebbe decidere se procedere con la quotazione che, «se confermata, potrebbe mettere in secondo piano il progetto di fusione con Nexi». Pochi i titoli in ribasso. Tra le peggiori, con cali comunque molto contenuti, Telecom Italia (-0,47%), Ferragamo (-0,58%) e Atlantia (-0,56%).

Fuori dal Ftse Mib, accelerata di Maire Tecnimont
Fuori dal listino principale, tra le migliori Maire Tecnimont (9,01%): a sostenere le azioni è il fatto che la società di Singapore ChemOne ha ottenuto un contratto per un progetto da 3,38 miliardi di dollari a Johor, in Malaysia. Maire Tecnimont è partner di ChemOne per le attività Epcc (ingegneria, approvvigionamento, costruzione e collaudo). Corrono anche i gruppi tecnologici Eems (+14,75%) e Infineon Technologies (+8,98%), così come i gruppi industriali Titanmet (+10,7%) e Astaldi (+6,24%). In coda Italia Independent (-7,04%).

In Europa deboli i titoli del comparto Tlc, male Vodafone
I listini europei hanno dunque chiuso in buon rialzo, sostenuti in particolare dal rialzo degli energetici (+2% l'Euro Stoxx 600 di settore), dai bancari (+1,7%) e dalle auto (+2,33%). Unico comparto in calo quello delle telecomunicazioni (-0,51%), con Vodafone tra le peggiori (-2,82% a Londra). Il gruppo britannico ha chiuso il terzo trimestre dell'anno fiscale 2019-2020 con ricavi in aumento del 6,8% e ha confermato le stime sul margine operativo lordo dell'intero esercizio, tuttavia l'Europa continua a essere motivo di preoccupazione visto che i ricavi organici da servizi sono calati dell'1,4% anno su anno, un ribasso analogo a quello dei tre mesi precedenti. Tra le banche in grande spolvero Credit Agricole (+3,82% a Parigi), Deutsche Bank (+1,21% a Francoforte) e Caixabank (+4,83% a Madrid).

Il petrolio rimbalza con Wti oltre 50 dollari, scommessa su tagli Opec
I prezzi del petrolio risalgono di oltre due punti percentuali sia a Londra sia a New York, dove torna sopra i 50 dollari al barile dopo aver toccato ieri i minimi da un anno. Il rimbalzo è dovuto alla speculazione sull'esito del secondo giorno di negoziati a Vienna tra i Paesi Opec e gli altri esportatori che potrebbe portare a una decisione sul taglio della produzione per sostenere i prezzi. A questo si aggiungono le voci su passi avanti fatti da una equipe di ricercatori inglesi sul vaccino del coronavirus che potrebbe essere testato sugli animali.

BTp: spread con Bund chiude poco mosso a 134
Chiusura poco mossa per lo spread BTp-Bund. Alla fine delle contrattazioni, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari durata tedesco è indicato a 134 punti base dai 135 punti del closing di ieri. Sale leggermente il rendimento del BTp decennale benchmark allo 0,97% dallo 0,95% del riferimento della vigilia.

Bene lavoro settore privato Usa, deficit commerciale 2019 in calo
Crescita nettamente superiore alle previsioni per l'occupazione nel settore privato statunitense a gennaio. Secondo il rapporto mensile redatto da Macroeconomics Advisers e dall'agenzia che si occupa di preparare le buste paga Automatic Data Processing, il mese scorso sono stati creati 291.000 posti di lavoro rispetto a dicembre, mentre le stime erano per +150.000.
Il americano nel 2019 è calato per la prima volta in sei anni, ovvero dal 2013. Il dato è sceso dell'1,7% a 616,8 miliardi di dollari, come emerso dai dati diffusi dal dipartimento al commercio. In dicembre il dato è salito dell'11,9% a 48,88 miliardi, contro i 48,3 miliardi attesi dagli analisti.

(Radiocor Il Sole 24 Ore)

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