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L’Europa strappa un altro rialzo su attese Fed. Milano su con le banche

di Eleonora Micheli


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4' di lettura

Chiusura in rialzo per le Borse europee, incoraggiate anche da Wall Street, nonostante la situazione sul fronte internazionale rimanga fluida con gli Stati Uniti pronti a innalzare nuovi dazi contro la Cina e Pechino che risponde con nuovi stimoli in sostegno all'economia. Intanto gli investitori continuano a scommettere che la Federal Reserve abbasserà i tassi di interesse, forse già alla prossima riunione in calendario il 18 e 19 giugno. Il presidente, Donald Trump, anche oggi è tornato a sottolineare che i tassi di interesse americani sono troppo alti bacchettando di nuovo la politica monetaria della Fed. Sul finale Milano è salita dello 0,61%, mentre lo spread è calato a 254,8 punti, beneficiando delle rassicurazioni del premier Giuseppe Conte, che ha sottolineato che il dialogo con l’Europa è fondamentale per ridurre il debito pubblico. Non hanno invece avuto impatto le parole di il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, che ha definito l'Italia «un problema serio». Intanto il Comitato economico e finanziario Ue, l’organismo di cui fanno parte i rappresentanti dei ministeri del Tesoro, ha sostenuto la linea della Commissione europea ritenendo che l’apertura di una procedura per deficit eccessivo basato sul debito nei confronti dell’Italia sia «giustificata».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

A Piazza Affari abbastanza bene le banche, occhi sulla galassia Agnelli
A Piazza Affari sono andate abbastanza bene le azioni delle banche,, favorite dal calo dello spread. Banca Pop Er è salita dello 0,9%, Banco Bpmdello 0,89% e Unicredit dello 0,23%. Sono però rimaste al palo le Intesa Sanpaoloe hanno limato dello 0,1% le Ubi Banca. Si sono inoltre risollevate le quotazioni della galassia Agnelli, con Ferrari in prima fila in rialzo dell'1,3%. Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato lo 0,9% nell’attesa di sviluppi sul fronte delle alleanze internazionali, mentre gli investitori si interrogano se Renault (+1,16%) e il Governo francese siano ancora aperti alla trattativa per un'aggregazione. Gli analisti di Equita, tuttavia, hanno sottolineato che prima sia necessario e indispensabile che Renault chiarisca il rapporto con la controllata Nissan. Della galassia sono andate bene anche le Cnh Industrial (+2%), le Exor (+1,2%) e le Juventus Fc (+1,7%). Quest'ultime dopo un avvio debole, hanno chiuso in rialzo nell’attesa della nomina ufficiale del nuovo allenatore, che dovrebbe avvenire questa settimana.

St in evidenza, Telecom ben impostata in vista novità su Open Fiber
Stmicroelectronics ha vantato un rialzo del 2,3% sulla scia dei titoli tecnologici.
Telecom Italia è salita dell'1%, beneficiando di indiscrezioni di stampa circa un’aggregazione con Open Fiber, anche se l’ad, Luigi Gubitosi, ha definito le ricostruzioni giornalistiche «fantasiose». Indiscrezioni secondo le quali è probabile che Telecom acquisterà il 50% di Open Fiber da Cdp pagando con azioni Telecom, cosicché Cdp si spingerà a una partecipazione simile a quella di Vivendi nel capitale della compagnia di tlc. Sono andate bene le azioni della moda mentre a Firenze è iniziata la rassegna di Pitti Immagine. Ad esempio sono salite le Moncler(+1,4%) e le Brunello Cucinelli(+1,19%), le Kering (+1,8%), e le Lvmh (+0,3%). Hanno però battuto la fiacca le Salvatore Ferragamo(-0,4%) e sono scivolate dello 0,8% leAeffe.

Diasorin in coda al listino
Diasorinè stata la peggiore del Ftse MIb (-3,4%), penalizzate da un piano industriale fino al 2022 che non ha convinto la comunità finanziaria, sebbene i vertici dell’azienda prevedano un tasso annuo di crescita dei ricavi «in cifra singola medio-alta», ossia in media attorno al 7%. L'indicazione è in linea con quella degli analisti che si aspettavano invece di essere sorpresi. Così numerosi esperti considerano le azioni già correttamente valutate, anche alla luce dei nuovi massimi storici aggiornati ieri.

Andamento dello spread Btp / Bund

L'euro sopra 1,13 dollari, ma per presidente Usa è sottovalutato
Sul fronte dei cambi, l'euro rimane sopra la soglia di 1,13 dollari, mentre gli investitori continuano a scommettere su un imminente taglio dei tassi americani (segui qui i principali cross). Il presidente americano Trump, intanto, proprio oggi ha puntato l'indice contro l'euro, sostenendo che la valuta sia troppo debole. In una serie di tweet mattinieri, ha aggredito l'Europa accusandola di svalutare la propria divisa, l'euro, ai danni dell'America e della sua economia: «L'euro e altre divise sono sottovalutate rispetto al dollaro, mettendo gli Stati Uniti in grande svantaggio», ha scritto. Il petrolio ha registrato un timido rialzo (segui qui Brent e Wti).

Prezzi produzione Usa crescono poco. Per Trump inflazione bassa è bella
I prezzi alla produzione a maggio negli Stati Uniti sono saliti in linea alle attese dagli analisti, segno di come l'inflazione resti debole. Come reso noto dal Dipartimento del Lavoro, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,1% sul mese precedente, esattamente quanto previsto. Rispetto al maggio 2018, il dato è salito dell'1,8%, molto meno del picco del 3,4% raggiunto la scorsa estate. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è salita dello 0,2% mensile, in linea alle previsioni; su base annuale il dato core è aumentato del 2,3%.
Il presidente americano, Donald Trump, intanto, ha definito l'inflazione bassa «una cosa bellissima», invitando la Federal Reserve ad abbassare i tassi. L'inquilino della Casa Bianca ha scritto su Twitter che i tassi di interesse al 2,25-2,5% «sono troppo alti» che la Federal Reserve e dunque i suoi membri «non hanno la minima idea» di quello che stanno facendo e che il quantitative tightening da loro realizzato è «ridicolo». Nello stesso cinguettio, Trump ha sostenuto che «l'euro e le altre valute sono svalutate contro il dollaro, mettendo gli Stati Uniti in una posizione di svantaggio».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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